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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 23 aprile 2017

Cuerpos evocados por la noche, de Paolo Gioli

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

gioliMadrid Hasta el 5 de mayo de 2017 De lunes a viernes de 10.00 a 18.00 horas. Festivos cerrado. Istituto Italiano di Cultura – Calle Mayor, 86. Cuerpos evocados por la noche es la primera exposición personal en España de Paolo Gioli, maestro reconocido a nivel internacional por sus investigaciones artísticas, fotográficas y de cine experimental. En las salas del Instituto Italiano de Cultura de Madrid se presentan sesenta obras. Desde los primeros grandes dibujos de 1962-63 hasta los trabajos que a partir de los años Setenta contaminan las técnicas de la fotografía, de la pintura y de la serigrafía. Amplio espacio se dedica a las investigaciones sobre la Polaroid, con los ciclos Toraci (1981-2007), las Vessazioni (2007-2010), las Naturae (2007-2010) y los Luminescenti (2006-2010), donde el artista transfiere la imagen sobre otros soportes, como el papel y la seda. Se presenta también la experimentación fotográfica en blanco y negro con la serie de las Fotofinish (Volti attraverso, 1987-2002) y de los Sconosciuti (1994-2015), y el cine con dos obras: L’uomo senza macchina da presa (1973-1981-1989) y Volto sorpreso al buio (1995).
Paolo Gioli (Rovigo, 1942) es un artesano de la memoria y del sueño, capaz de dar forma contemporánea a las raíces de nuestra cultura visual. Después de haber estudiado, a comienzo de los años 60, en la Escuela Libre del Desnudo en la Academia de Bellas Artes de Venecia, se traslada a Nueva York donde conoce el New American Cinema. De vuelta a Italia, sigue investigando, hasta hoy, utilizando técnicas como el agujero estenopeico, la foto finish y la Polaroid. Hábil, a la hora de realizar injertos y superposiciones de tradiciones aparentemente inconciliables, Gioli crea iconos inéditos, capaces de contar las infinitas representaciones que el hombre ha construido para medirse con el mundo y con su propio cuerpo, con el subconsciente y con la figuraciones de lo divino.
El catálogo, producido por el Instituto Italiano de Cultura de Madrid, maquetado por el artista, editado en italiano y en español, a cargo de Giuliano Sergio, incluye una presentación de la crítica de arte Gloria Moure, una antología de textos del artista y ensayos críticos de Clément Chéroux, Joan Fontcuberta y Roberta Valtorta. (photo: gioli)

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Trump Trade: More Bark than Bite?/”Trump trade”: plus de peur que de mal?

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

trumpSince the election of the new US President Donald Trump, uncertainty surrounds the new direction that US trade policy will be taking. Should we expect a hard Trump or a soft Trump? To what extent does Trump’s desire to rebalance US trade and to “level the playing field”, mean “playing dirty” by adopting aggressive unilateral measures, and thus risking a profound disruption of international trade by triggering an escalation in the targeted countries’ response? In this policy paper, Elvire Fabry, senior research fellow at the Jacques Delors Institute, analyses the factors that will prevail in Washington’s initiatives et outlines two scenarios allowing to decipher the way in which these various parameters might be played out:
• An aggressive economic nationalism;
• A protectionist megaphone with limited disruption.
The Europeans need to seriously prepare a gradual response to Donald Trump’s protectionism, all the more that the European Union is more vulnerable than China. While the latest developments would argue in favour of a soft Trump, an aggressive scenario cannot be excluded, and call Europeans to prepare responses, notably:
preserving multilateralism, by forging a broad coalition with Asia, Africa and Latin America against protectionism;
avoiding a risk of divisions between EU member states by making a collective commitment to use trade defence instruments and by preparing a European harmonisation of corporate tax;
and building consensus over European trade policy.
Depuis l’élection du nouveau Président américain, Donald Trump, l’incertitude plane sur la nouvelle orientation de la politique commerciale américaine. Faut-il s’attendre à du hard Trump ou à du soft Trump ? Jusqu’à quel point la volonté de Trump de rééquilibrer les échanges commerciaux américains, « levelling the playing field » signifie-t-elle « playing dirty » par des mesures unilatérales agressives suscitant une escalade de ripostes des pays ciblés, au risque de perturber profondément le commerce mondial ?
Dans ce policy paper, Elvire Fabry, chercheur senior à l’Insitut Jacques Delors, analyse les facteurs qui pourraient prévaloir dans les décisions de Washington et esquisse deux scénarios qui permettent de décrypter la façon dont ces divers paramètres pourraient se décliner : Un nationalisme économique agressif.
Un mégaphone protectionniste mais une rupture limitée.
Les Européens doivent d’autant plus s’atteler à préparer une réponse graduée au protectionnisme de Donald Trump que l’Union européenne est plus exposée que la Chine.
Si les derniers développements penchent en faveur d’un soft Trump, un scénario agressif n’est pas exclu et appelle à bien anticiper les réponses côté européen en commençant notamment par:
préserver le multilatéralisme, en forgeant une coalition avec l’Asie, l’Afrique et l’Amérique Latine, contre le protectionnisme,
éviter un risque de division entre les Etats membres de l’UE, en s’engageant dès à présent collectivement sur l’utilisation des instruments de défense commerciale et en préparant activement une harmonisation européenne de l’impôt sur les sociétés,
renforcer la cohésion des Européens sur l’orientation de la politique commerciale européenne. (photo: trump)

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Sesta edizione del “Nordic film fest”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

la via breve norvegiaRoma giovedì 27 aprile alle ore 11.00 Casa del Cinema, Largo Marcello Mastroianni 1 conferenza stampa della “Sesta edizione del Nordic film fest”. Intervengono:
Bjørn T. Grydeland, Ambasciatore di Norvegia, Janne Taalas, Ambasciatore di Finlandia,
Robert Rydberg, Ambasciatore di Svezia, Erik Vilstrup Lorenzen, Ambasciatore di Danimarca,
Ingo Arnason, Direttore del Circolo Scandinavo, Giorgio Gosetti, Direttore della Casa del Cinema, Carla Casalini, rappresentante Writers Guild Italia, Max Giovagnoli, responsabile settore audiovisivo IED, Anna Orlando, rappresentante BE NORDIC Antonio Flamini, Coordinatore NFF.
Alle ore 12.00 Inaugurazione Mostra fotografica:DONNE FORTI LUCE TENUE. Un percorso nella storia del cinema finlandese.

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Elezioni: “La grande coalizione e il compromesso storico”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

Berlinguer EnricoVi ricordate il “compromesso storico”? Era fine febbraio del 1975, tre mesi dopo che nel dicembre ’74 ebbe vita il quarto governo Moro (bicolore Dc-Pri), quando Ugo La Malfa al 32mo congresso del suo partito (allora i congressi si facevano con regolarità) pronunciò il famoso giudizio sulla “ineluttabilità” di un patto con i comunisti, imperniato sul rapporto tra Moro e Berlinguer intermediato dallo stesso leader repubblicano. L’idea, che creò inquietudine anche all’interno dello stesso Pri e valse a La Malfa l’accusa di resa al “nemico”, ebbe un percorso breve, non fosse altro per l’epilogo cruento della vita dello statista democristiano, e il conseguente irrigidimento del Pci, simboleggiato dal Berlinguer che nel settembre 1980 ai cancelli della Fiat arringava gli operai incitandoli alla serrata. Ma anche e soprattutto per l’ostinato rifiuto di Craxi a rendere partecipe il Psi di quella partita. Avesse ragione o torto, La Malfa fu incontestabilmente molto coraggioso a farsi carico di quel gesto politico.Ci è venuta alla mente quella stagione tormentata osservando l’oggi, e in particolare gli strali di cui sono oggetto tutti coloro che hanno “osato” dire che non solo non menerebbe scandalo un’eventuale intesa tra Pd e Forza Italia allargata a tutti coloro che si sentono alternativi al fronte populista-sovranista, ma anche che questa “grande coalizione”, in quanto necessaria ad evitare che la prossima legislatura finisca per essere un disastro – o per l’impossibilità che si formi una maggioranza o, peggio, che la costituiscano i 5stelle – sarebbe utile cominciare a costruirla fin da subito. Così si sono espressi prima il vicepresidente dei senatori Pd, Alessandro Maran, con una sorta di “meno male che Silvio c’è”, e poi il presidente dei medesimi, Luigi Zanda, secondo il quale i “partiti democratici che credono nella democrazia parlamentare rappresentativa” devono unitariamente contrapporsi a chi blatera di una non ben definita, e comunque malamente praticata, “democrazia diretta”. Non meno espliciti sulla necessità di un’alleanza anti-sovranista sono stati Pietro Ichino, uomo abituato ad andare controcorrente rispetto ai riflessi condizionati della sinistra, e il ministro Carlo Calenda, più che mai vittima degli acidi urici renziani. Anch’essi, come i primi due, meritoriamente fatti venire allo scoperto dal Foglio, giornale che sembra aver finalmente perso l’attitudine a tifare per i dividenti (intelligentemente con Giuliano Ferrara, sguaiatamente con il successore), a favore di posizioni politiche più sofisticate e costruttive. Cari amici del Foglio, benvenuti tra noi: meglio tardi che mai.Peccato che dal centro-destra, a parte Paolo Romani (“Ecco il manifesto di Fi per dialogare con il Pd”), siano arrivati o il silenzio dei più, o i bei di Renato Brunetta. Quest’ultimo, però, ha il merito di aver reso esplicito un ragionamento che, sottobanco, tendono a fare in molti, sia da una parte che dall’altra. Ci riferiamo al fatto che annunciare l’intenzione di formare una “grosse koalition” prima delle elezioni, e peggio ancora lavorarci fin d’ora subito per realizzarla, sarebbero altrettanti “assist fenomenali ai 5 Stelle” che, dice Brunetta, avrebbero buon gioco a bollarla come “grosse inciucien”, facendo peraltro intendere che anche lui non avrebbe migliore definizione da affibbiare a cotanta aberrazione.Ma anche tra gli osservatori più attenti e intelligenti questo ragionamento del “parliamone eventualmente dopo” va per la maggiore. L’altra sera, per esempio, lo abbiamo sentito fare in uno dei tanti talk da un uomo navigato come Paolo Mieli: “chi predica questa eventualità perde le elezioni”, ha detto con malcelato cinismo. Può darsi che sia vero – a suo tempo la “ineluttabilità del compromesso storico” non portò elettoralmente bene al Pri di La Malfa – ma in questa posizione c’è un’evidente contraddizione. Perché si può discutere se la prospettiva della “grande coalizione” sia opportuna o meno, sia utile al Paese o meno, ma una cosa è certa: dire per tempo che se sarà necessario che forze diverse ma accomunate dall’adesione ad alcuni principi cardine della democrazia rappresentativa e da alcune scelte di fondo, come la partecipazione dell’Italia all’Europa, non avranno remore a condividere un patto di governo, è un fattore di chiarezza e un’assunzione di responsabilità che può essere definito in tutti i modi meno che “inciucio”. Insomma, prima si dice che le forze politiche tradizionali perdono consenso perché si attardano a logorarsi, tra loro e al loro stesso interno, invece di governare e risolvere i problemi, e poi se qualcuno osa dire che il tempo di unire le forze, lo si tratta da inciucista o, volendogli fare lo sconto, da cretino che non capisce che così si fa il gioco dei grillini. Qui tocca dirci d’accordo – succede raramente, ma ciò aumenta il valore quando accade – con Gustavo Zagrebelsky, che in un’intervista al Fatto Quotidiano (e dove, sennò?) incita i pentastellati a fare subito alleanze per sconfiggere chi vuole farle contro di loro. Giusto professore: se con Grillo sono disposti ad intendersi una fetta della sinistra (Bersani lo ha detto apertis verbis) e la destra sovranista (che tace ma non smentisce), è bene che agli italiani si dica preventivamente se e con chi i 5 Stelle sono disposti ad allearsi.Dunque, le forze riformiste e moderate non si facciano né intimorire né irretire nel subdolo gioco del “marciamo separati perché così conviene, che poi l’accordo lo troviamo”. Al contrario, abbiano il coraggio sia di rimarcare con nettezza le differenze che le separano da quelle populiste-sovraniste-protezioniste, sia di prendere atto che, quale sia la legge elettorale (ma forse è il caso di usare il plurale) con cui si andrà a votare, oggi non è più in campo il vecchio bipolarismo e che ciò che rimane del vecchio centro-sinistra e del non meno vecchio centro-destra non hanno in entrambi i casi alcuna possibilità concreta di uscire dalle urne avendo conquistato autonomamente la maggioranza dei seggi parlamentari. Chi oggi racconta che il Pd può guardare al 40% dei voti e prendersi così il premio di maggioranza – che non a caso testardamente Renzi vuole mantenere a favore della lista anziché della coalizione – e chi continua parlare di centro-destra come se le posizioni assunte dal duo Salvini-Meloni fossero compatibili con chi sta nei Popolari europei e sogna la “remuntada” berlusconiana, è non solo matto, ma pericoloso. Giustamente Claudio Martelli evoca Sigmund Freud e la definizione, “coazione a ripetere”, che egli ebbe a dare a quella nevrosi che induce gli individui a perseverare nell’errore anziché ricordare e riconoscere il trauma subito per superarlo. L’ex leader socialista si riferisce a Renzi il superbo, al trauma del referendum e al suo pervicace rifiuto di imparare la lezione, per cui coltiva rancore e voglia di vendetta anziché tessere la tela delle alleanze. Ma lo stesso discorso vale i tanti centrodestrorsi che, come quei giapponesi che non si accorsero della fine della guerra, credono ancora che “appena Berlusconi torna in campo, glielo facciamo vedere noi…”. Noi, invece, crediamo nella “ineluttabilità della grande coalizione” fin da quando erano chiari i disastri che avrebbe provocato il bipolarismo all’italiana della Seconda Repubblica, e non abbiamo remora alcuna a ripeterlo. Nel frattempo facciamo un voto perché in Francia vinca il riformista moderato Macron, primo passo indispensabile per salvare la Francia stessa, l’Europa e in buona misura anche la nostra povera Italia.(Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Teatro: La famiglia Rembrandt sconfitta dai tulipani

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

famigllia rembrandtRoma. Sarà in scena al Teatro dei Conciatori Via dei conciatori, 5 dal 25 al 30 aprile (BIGLIETTI: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 € ORARIO SPETTACOLI: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00) “La famiglia Rembrandt sconfitta dai tulipani”
scritto e diretto da Giuseppe Manfridi. Protagonisti di Gianna Paola Scaffidi, Antonio Serrano, Andrea Giuliano.
Dopo un inizio di carriera folgorante, Rembrandt, nella seconda metà della sua vita, conobbe un tristissimo declino economico, oltre che una serie di lutti personali. Queste tristi vicissitudini lo costrinsero dapprima ad abbandonare la splendida casa dove aveva a lungo alloggiato, nell’elegante quartiere ebraico di Amsterdam, e quindi a tentare di ricostruirsi un nuovo nucleo familiare con Hendrjeke, la donna che era nel frattempo divenuta la sua nuova e fedelissima compagna dopo la morte di Saskja, la prima moglie.
La crisi finanziaria di Rembrandt è da addebitarsi alla perdita delle commissioni che per oltre un ventennio lo avevano visto protagonista assoluto della ritrattistica olandese (e a rubargli il lavoro furono, in gran parte, i suoi ex allievi), all’eccesso di capitali profusi nell’acquisto di oggetti d’arte destinati ad arricchire una pregevolissima collezione privata (poi messa interamente all’asta), infine, ad alcuni gravi investimenti sbagliati. Per l’esattezza, investimenti fatti nel mercato dei tulipani; né più né meno come potrebbe avvenire oggi a chi investisse in borsa puntando tutto su un titolo che, dopo crescite repentine, dovesse poi rivelarsi fallimentare.
Ed è qui il nodo messo in luce dal nostro racconto in una vicenda a tre che vede protagonisti, oltre al Maestro e alla sua seconda compagna, una sorta di agente finanziario ‘ante litteram’ a cui Rembrandt si era affidato mani e piedi per ridare un po’ di ossigeno alle proprie finanze già tanto smagrite ma ancora non del tutto esaurite.
E’ sera tardi e siamo nell’abitazione-studio del grande pittore. Hendrjeke, con una ciotola tra le ginocchia, sembra stia cucinando qualcosa. Scopriremo invece che la donna sta preparando delle tinture per il lavoro del marito. Rembrandt, sulla soglia, è di ritorno con aria gongolante da un incontro con un banchiere che lo ha rassicurato circa un contratto che il pittore ha appena firmato. Si tratta di un acquisto in titoli. Rembrandt cercherà di spiegare alla sua compagna di cosa si tratti, ma lui sembra saperne meno di lei e il dialogo si svilupperà denso di risvolti comici. A questo entrerà in scena il terzo personaggio della storia: lo sciagurato ‘broker’ (un ragazzino, in verità) che ha consigliato a Rembrandt quell’investimento dagli esiti catastrofici.
Si chiama Pitius. Lo vedremo sopraggiungere provvisto di una dialettica professionale che, per certi versi, potrebbe ricordare quella dei medici di Molière. Parla di flessioni momentanee, di notizie da verificare, di speculazioni senza futuro, della necessità di non farsi prendere dal panico. Proprio quella notte, infatti, il mercato dei tulipani è destinato a un tracollo che anticipa di secoli quello del ’29.
Si tratta, dunque, di una vicenda raccontata in presa diretta, tutta racchiusa nell’arco di una nottata durante la quale alcuni poveri diavoli (e poco importa che uno di essi si chiami Rembrandt) sono costretti a barcamenarsi tra i rovesci della realtà che già allora, come oggi, potevano coincidere con quelli del mercato azionario. Per inciso, proprio in quel tempo (e la nostra commedia ne renderà conto) Rembrandt è impegnato a portare termine il più straordinario dei suoi autoritratti. (foto: famiglia rembrandt)

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Conferenza mondiale sulle violenze sessuali

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

orlando-florida: Si è chiusa la conferenza mondiale sulle violenze sessuali tenutasi in USA. Alla conferenza hanno partecipato 4000 tra medici, infermieri, poliziotti, militari e avvocati provenienti da tutto il mondo. Nei tre giorni di conferenza 18-19-20 Aprile sono state presentate le 13 ricerche selezionate tra le migliaia che ogni anno giungono al comitato organizzatore di EVAWI(End Violence Against Women International).
Tra le 13 selezionate e tra le uniche due europee che erano riuscite a giungere in finale vi era quella di una piccola struttura italiana che svolge ricerca in ambito di pace e sicurezza: Ecole Universitaire Internationale
La ricerca diretta dalla dr Sabrina Magris (Friuli-Venezia Giulia) e realizzata con le ricercatrici Francesca Fanti (Toscana), Martina Grassi (Emilia-Romagna), Teresa Pavone (Molise), Febronia Riggio (Sicilia) e Monica Zanzarella (Puglia) , ha ricevuto il primo premio. Aveva come focus: DFSA UNWITTING VICTIMS:EMERGING SOLUTIONS AND PROTOCOL CORRELATED TO SOCIO-CULTURAL BIAS.
La ricerca riconosciuta quale innovativa è incentrata sul riconoscimento delle vittime di droga da stupro e si concentra su 5 punti che consentono a medici ed investigatori di riconoscere e quindi aiutare le vittime di questo tipo di violenza: maschi, femmine o bambini poiché molto spesso anche i pedofili utilizzano questa sostanza per realizzare materiale pedopornografico con minori anche di piccola età. Casi e sequestri di droga da stupro sono all’ordine del giorno anche in Italia. Il riconoscimento ottenuto ad Orlando fa diventare la piccola struttura italiana il centro di ricerca di eccellenza mondiale in DFSA (droga da stupro). Alle italiane già in questi giorni sono state offerte numerose collaborazioni con strutture USA anche se le ricercatrici hanno espresso la volontà di proseguire la loro attività in Italia. Si tratta di un importante riconoscimento alla ricerca italiana realizzata in Italia a livello mondiale. La ricerca, che verrà pubblicata nelle prossime settimane a cura della struttura americana organizzatrice, ha individuato 5 punti che al di là della droga dello stupro potranno essere utili anche per sperimentazioni di cure legate a difficoltà di trasmissioni neuronali aprendo quindi la strada a possibili soluzioni di malattie altamente ingravidanti.
5 i punti principali della ricerca:
1: A livello medico investigativo il riconoscimento di alcuni dolori posturali che consentono di riconoscere le vittime inconsapevoli della sostanza, consentendo così l’avvio di indagini
2: La scoperta del diretto aumento di cortisolo nei soggetti a cui viene data la sostanza
3:E’ stata individuata la possibilità e metodologia per far riaffiorare le informazioni/ricordo nella amnesia retrograda causata dalla sostanza
4:E’ stato redatto un protocollo che sarà a disposizione di personale medico e polizia da usare in caso di DFSA
5:Si sta lavorando per la ricostruzione delle parti neuronali che vengono danneggiate dalla droga.

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Contratto scuola: i sindacati alzano la testa

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneLo hanno detto le organizzazioni dei lavoratori ai componenti della XI commissione del Senato (lavoro Pubblico e Privato), spiegando che per superare il D.Lvo n. 165/2001 non bastano le buone intenzioni, ma il ritorno alla vera contrattazione e un monte minimo di risorse che sinora non è stato stanziato. Il paventato riequilibrio del rapporto tra legge e contratto, contenuto nell’accordo del 30 novembre scorso sul rinnovo dei contratti pubblici, rimane lettera morta. Tuttavia, questa posizione non è nuova per l’Anief che l’aveva prefigurata da tempo e ribadita prima di Pasqua, quando ha affermato che il prossimo rinnovo contrattuale non cambierà di molto la situazione stipendiale di stallo dei dipendenti pubblici. Poiché il ruolo del sindacato è quello di tutelare i dipendenti, a iniziare dai suoi iscritti, per i lavoratori è decisamente più fruttuoso presentare ricorso in tribunale. Ecco perché Anief ha deciso di ricorrere per il recupero dell’indennità di vacanza contrattuale nello stipendio, siaper i dipendenti della Scuola, sia per ilavoratori della Pubblica Amministrazione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): su un reddito medio di 1.500 euro, dal settembre 2015 lo Stato avrebbe dovuto versare a ogni dipendente 105 euro di aumento medio, ovvero il 7 per cento del proprio stipendio. Questo non ce lo siamo inventati noi, ma ce lo ha detto la Corte Costituzionale. Salvo poi recuperare l’altro 50 per cento alla firma del contratto. Pensare di firmare un rinnovo a condizioni decisamente inferiori sarebbe assurdo: significherebbe farlo sulla pelle dei lavoratori, quelli che noi dobbiamo tutelare. Per questi motivi abbiamo deciso di andare in tribunale. Riteniamo umiliante e improduttivo cedere alle lusinghe di un Governo che ha come obiettivo primario quello di far sottoscrivere un contratto che lede i diritti dei lavoratori pubblici.

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Migrazione e asilo: Da eurodeputati, Italia e Sicilia mostrano la via per risposta collettiva Ue

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

immigrazione-via-mareA conclusione della visita della commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni del Parlamento europeo in Italia fra il 18 e il 21 aprile 2017, I presidenti della delegazione Juan Fernando Lopez Aguilar (S&D) e Barbara Cudricka (PPE) hanno dichiarato:
“La delegazione ha visitato l’Italia per fare il punto della situazione su come il paese gestisce l’alto numero di arrivi via mare di migranti e rifugiati.
Siamo rimasti colpiti e impressionati dagli enormi sforzi che le autorità italiane – e in particolar modo siciliane, la popolazione tutti gli attori coinvolti nel circuito del soccorso e dell’accoglienza stanno mettendo in atto perché i diritti fondamentali dei migranti e di coloro che richiedono protezione internazionale siano rispettati.
Allo stesso tempo, l’identificazione di chi arriva via mare ha raggiunto tassi vicino al 100%, con enormi miglioramento rispetto al passato.
L’ottima cooperazione fra autorità italiane, agenzie (Frontex, Easo ed Europol) e Ong e l’abnegazone e la disponibilità della popolazione siciliana, però, non sono solo un merito che dobbiamo ascrivere all’Italia: questi aspetti rappresentano un beneficio per l’Unione europea nel suo complesso.Da apprezzare l’impegno che l’Italia sta profondendo per salvare vite umane e allo stesso tempo per rendere la lotta ai trafficanti di uomini sempre più efficace, anche in una situazione di estrema instabilità di alcuni paesi di origine e di transito (la Libia in particolare).
Inoltre, la nuova legislazione approvata dal governo italiano riguardante i minori non accompagnati è, secondo noi, un passo importante nella giusta direzione e siamo ansiosi di vederla all’opera e di valutarne i risultati concreti, soprattutto in un contesto in cui il numero di minori non accompagnati, spesso vittime di tratta, è in costante aumento mentre è in diminuzione l’età media dei minori stessi.
Abbiamo però constatato quanto, visto il carico di responsabilità a cui è sottoposta l’Italia, molte autorità locali siano a corto di risorse sia umane che finanziarie per affrontare la grande sfida posta dall’accoglienza di numeri così alti di arrivi di migranti e rifugiati, e la stessa carenza di risorse affetta anche l’autorità giudiziaria.
Infine, ancora una volta, la nostra visita in Italia ci ha confermato l’idea che l’attuale regolamento di Dublino non funziona e deve essere urgentemente emendato, insieme al pacchetto riguardante l’asilo, ed è quanto il Parlamento europeo sta facendo..
Il bisogno di operazioni di search and rescue su larga scala ci dimostrano l’esigenza di istituire canali legali per i migranti che arrivano in Europa. In questo senso lo schema di resettlement dei migranti direttamente dai paesi di origine deve essere attuato appieno, così come i ricollocamenti concordati fra i ventisette Stati membri.
Per concludere, vogliamo sottolineare come tutto quello che l’Italia sta facendo dovrebbe servire a Richiamare gli altri paesi dell’Unione europea a una più forte risposta collettiva e a una migliore e più giusta ripartizione delle responsabilità in materia di immigrazione.

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Tumori urologici

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

La prostataA Napoli il XXVII Congresso Nazionale SIUrO con più di 600 esperti. Cresce nel nostro Paese il numero di pazienti con una diagnosi di tumore urologico. Sono oltre 780mila gli italiani che stanno lottando o hanno sconfitto un carcinoma della prostata (398mila), della vescica (253mila), del rene (97mila) e del testicolo (38mila). Erano “solo” poco più di 560mila nel 2012. Un “esercito” di persone alle quali diventa urgente garantire non solo cure efficaci ma anche una buona qualità di vita durante e soprattutto dopo la malattia. A questo tema è dedicato il XXVII Congresso Nazionale della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) che vede riuniti a Napoli, fino a sabato, oltre 600 esperti da tutta la Penisola. “Curare la malattia e restare in vita è spesso il pensiero dominante di molti nostri pazienti – afferma il prof. Riccardo Valdagni Presidente Nazionale della SIUrO -. Si tratta di una preoccupazione più che legittima che però spesso lascia poco spazio per considerare gli effetti collaterali di alcune terapie. Oppure per valutare i reali rischi e benefici delle cure. Oggi grazie all’innovazione medico-scientifica le neoplasie genito-urinarie sono sempre più delle patologie croniche. Quindi è necessario spostare l’attenzione dall’urgenza della cura dell’organo malato alla presa in carico della persona a 360°. Un’esperienza come il cancro implica, infatti, anche tutta una serie di fattori fisiologi, psico-emozionali, sociali che non possono essere sottovalutati. La scelta del tipo di trattamento deve quindi anche contemplare aspetti non secondari come la salvaguardia della fertilità, il ritorno all’attività sessuale dopo il tumore e il reinserimento del paziente nel mondo del lavoro”. A Napoli vengono discusse inoltre le nuove terapie e gli ultimi risultati della ricerca clinica. “Negli ultimi anni – aggiunge il prof. Sergio Bracarda Vicepresidente Nazionale della SIUrO – gli specialisti hanno a disposizione un’ulteriore arma contro queste forme di cancro: l’immuno-oncologia. E’ una terapia che si affianca a quelle tradizionali come chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Stimola il nostro sistema immunitario a riconoscere le cellule tumorali attraverso l’utilizzo di anticorpi monoclonali. Ha dimostrato di essere particolarmente efficace e di aumentare la sopravvivenza globale dei pazienti colpiti da carcinoma del rene ed è inoltre mediamente ben tollerata. Sono allo studio o in fase di approvazione anche nuovi farmaci per il trattamento del tumore della vescica e della prostata”. “Le neoplasie urologiche rappresentano il 20% di tutte le nuove diagnosi di cancro registrate in Italia – sottolinea il prof. Giario Conti Segretario Nazionale della SIUrO -. Si tratta di malattie che per essere affrontate nel modo migliore richiedono le competenze di diversi specialisti clinici come oncologi, urologi, radioterapisti, patologi ma anche esperti di riabilitazione, psicologi e assistenti sociali. La nostra Società Scientifica è nata proprio per incrementare la collaborazione tra queste diverse figure professionali e per promuovere la gestione multidisciplinare del paziente oncologico. In questo modo è possibile favorire l’appropriatezza diagnostica e terapeutica-osservazionale, facilitare l’accesso alle cure disponibili, migliorare la qualità di vita dei pazienti e di conseguenza ottimizzare anche l’utilizzo delle risorse del nostro servizio sanitario nazionale”. In Italia i dati sulla sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di un tumore genito-urinario sono più alti rispetto alla media europea. Questo vale per il carcinoma della vescica (78% e 68%); del rene (67% e 60%) e della prostata (88% e 83%). “Sono numeri incoraggianti che dimostrano l’ottimo livello di assistenza che il nostro sistema sanitario nazionale riesce a garantire ai pazienti – sostiene il prof. Valdagni -. L’Italia è all’avanguardia in Europa anche per quel che riguarda la sorveglianza attiva nel tumore della prostata. Questa patologia oncologica presenta un’alta incidenza e ogni anno fa registrare oltre 35mila nuovi casi. Circa 10mila di queste neoplasie sono però poco aggressive e di dimensioni ridotte. Possiamo quindi monitorarle attraverso esami specifici e controlli periodici invece di ricorrere a terapie radicali e invasive. Un recente studio, tutto italiano, promosso dall’Istituto dei Tumori di Milano con la collaborazione di otto Registri Tumori nazionali, ha dimostrato come il test del PSA, se da un lato concorre a individuare molti tumori indolenti che non devono essere trattati ma solo sorvegliati, dall’altra può individuare anticipatamente una percentuale significativa di tumori potenzialmente letali. E per questi tumori aggressivi la diagnosi precoce con il PSA ha migliorato significativamente la guarigione dei nostri pazienti”.
“Otto pazienti su dieci riescono ormai a sconfiggere la malattia – aggiunge il prof. Conti -. Tuttavia resta ancora molta strada da percorrere soprattutto per quanto riguarda la prevenzione primaria e secondaria. La metà delle neoplasie del tratto urinario sono causate dal fumo di sigaretta. Sedentarietà e dieta ricca di grassi sono importanti fattori di rischio che aumentano la possibilità di insorgenza di un tumore del rene o della prostata. Per quanto riguarda invece il carcinoma del testicolo ancora pochi giovani si sottopongono regolarmente a visite di controllo in grado di diagnosticarlo in fase precoce. Quindi stili di vita sani e controlli regolari sono da promuovere tra tutta la popolazione”.

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Lo stato dell’oncologia in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

senato-della-repubblica[1]Roma, 27 aprile 2017 – ore 11 Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani (Sala Zuccari, Via della Dogana Vecchia 29) negli ultimi decenni si è registrato un incremento costante dei pazienti con storia di cancro in Italia: erano meno di un milione e mezzo all’inizio degli anni Novanta, 2 milioni e 250mila nel 2006, circa 3 milioni e 130mila nel 2016. Nel 2020 saranno 4 milioni e mezzo. Lo scenario dell’oncologia è in rapida evoluzione, molte persone guariscono o possono convivere a lungo con la malattia con una buona qualità di vita. E rivendicano il diritto di tornare a un’esistenza normale. Le Istituzioni e i clinici devono essere in grado di rispondere alle esigenze di questi pazienti.
Per fare il punto sullo stato dell’oncologia nel nostro Paese l’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) organizza un convegno nazionale a cui parteciperanno, fra gli altri, il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM, il prof. Mario Melazzini, Direttore Generale AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), Francesco Bevere, Direttore Generale Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), e Emilia Grazia De Biasi, Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato. È stato invitato il Ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin.

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Roma: I Giovedì della Villa

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

TwomblyMarie Sand_CavalloRoma 27 aprile dalle ore 19 Accademia di Francia – Villa Medici viale Trinità dei Monti, 1, nell’ambito della rassegna Art Club a cura di Pier Paolo Pancotto, Omaggio a Cy Twombly presenta la scultura Untitled – opera molto rara da vedere in Italia – concessa in prestito dalla Cy Twombly Foundation, New York e allestita nella stanza degli amori per soli due giorni (fino a venerdì 28 aprile). (didascalia dell’opera: Cy Twombly, Untitled, New York, 1959, 71 x 34 x 39,5 cm. © Cy Twombly Foundation. Courtesy Archives Fondazione Nicola Del Roscio).
In programma nell’eclettica serata, anche il laboratorio Disegnare un cavallo nei giardini della Villa per imparare a ritrarre dal vero un cavallo con la pittrice e amazzone Marie Sand (ore 19, prenotazione obbligatoria) e la conferenza Il paesaggio urbano con il filosofo Thierry Paquot (ore 20.30), invitato da Laure Thierré, paesaggista e borsista a Villa Medici.Ingresso gratuito nel limite dei posti disponibili.
Incontri in italiano e francese con traduzione simultanea. (foto: Twombly, Marie Sand_Cavallo)

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Festival Internazionale di Poesia, Letteratura ed Arte Visiva “Appendere… ad Arte”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

Roma 28 aprile 9,30 – 18,30 Casa delle letterature Piazza dell’orologio 3 ingresso gratuito si terrà la giornata conclusiva del Festival Internazionale di Poesia, Letteratura ed Arte Visiva “Appendere… ad Arte”, organizzato da APAI, l’Associazione per la Promozione delle Arti in Italia, con il patrocinio di: Assessorato alla Crescita Culturale di Roma Capitale, Biblioteche di Roma e Casa delle Letterature nell’ambito del loro programma “Doppio Passo. Incontri di Arte e Letteratura”. A chiusura del Festival, dopo la presentazione del volume da parte della Presidente di APAI Laura Lucibello, insieme alla moderatrice Maria Ida Gaeta, curatrice e direttrice del ciclo “Doppio passo. Incontri di Arte e Letteratura”, con lettura di alcune poesie e la partecipazione straordinaria dell’attrice Federica De Benedittis, seguirà l’intervento della scrittrice Angela Braghin con “Om Shanti”. Contemporaneamente, saranno esposte le opere realizzate da vari artisti che hanno aderito al progetto, e raccolte nel volume dedicato, insieme alle poesie inedite ad esse ispirate.Tema portante della presente edizione “Nonostante il buio”: nella condivisione del viaggio, la vita dimostra, con la sua dolce pazienza, che può avvenire tutto e il contrario di tutto contro ogni scettico pensare, entrando nella stasi, nel silenzio o iniziando il suo cammino l’essere umano esprime i valori del proprio interiore, lontano dal rumore delle menti e della loro vacuità.
Come in un Mandala, granello di sabbia dopo granello, azione dopo azione, pensiero dopo pensiero, intenzione dopo intenzione, abbiamo creato la nostra immagine attraverso la quale interpretiamo la realtà.E’ sufficiente avere il desiderio di conoscersi e rafforzarsi, quando la mente comincia il suo monologo assolo, per apprendere qualcosa di nuovo e pensare che basta poco per creare benessere e sperimentare la via della consapevolezza del sé, saper fare tacere la mente e il suo estenuante flusso di pensieri, ricordi, rancori, speranze, desideri, per accedere alla verità del cuore.
Un invito, quello rivolto a poeti ed artisti con “Nonostante il buio”, a favorire la comprensione della possibilità di distruggere il modello interpretativo e sostituirlo con un altro, o semplicemente lasciare che l’esistenza fluisca tra uno e l’altro, esattamente rappresentato nella cerimonia di distruzione del Mandala stesso.
Un percorso forse difficile, spesso accidentato, buio e pieno di ombre, ma la bellezza sta proprio nel disvelamento del cadere delle tenebre e nell’apparizione della luce che ne scaturisce.

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“Municipi romani in grave difficoltà su nuove regole per residenze virtuali”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

Roma “Bene ha fatto Ieri il Presidente Marco Palumbo a convocare una seduta della commissione trasparenza per affrontare i molti problemi determinati dalla delibera 31/2017 sulle residenze virtuali per i senza dimora che ha preso il via il 3 aprile.
L’emanazione in tutta fretta di questa delibera ha determinato ‘gravi difficoltà’ e prevediamo ne determinerà molte altre , in particolare: agli uffici anagrafici e ai servizi sociali dei Municipi ed in particolare a quelli del Primo.
Rinunciare alla funzione delle associazioni come Caritas, Astalli, Santegidio, Esercito della Salvezza e Casa dei diritti sociali senza affrontare prima il modello organizzativo e le implicazione sulla vita delle persone che avrebbe avuto questa delibera dimostra ancora una volta quanto la città sia amministrata ” a caso”.
Nei vari interventi molti hanno ricordato che, ad esempio, l’indirizzo virtuale che rimane in vigore non è sufficiente per il rinnovo del permesso di soggiorno oppure il rinnovo della patente poiché mancano i protocolli con la questura e motorizzazione.
La previsione, inoltre dei 60 giorni per la conversione del vecchio documento nel nuovo dopo i quali oltre il 90 per cento delle residenze virtuali attuali passeranno automaticamente al Primo Municipio si scontra frontalmente con l’intento annunciato dall’Amministrazione di rivedere l’alto numero delle residenze ( circa 20.000) per verificarne la presenza su Roma o eventuali usi distorti.
Ma se dopo 60 giorni tutti verranno registrati come si pensa di fare questo controllo? Se usi distorti ci sono ora in questo modo vengono di fatto sanati.
Si è posto poi il problema del mancato coinvolgimento nella scrittura del testo di tutte le associazioni che in questi anni hanno lavorato e degli uffici sociali e anagrafici dei municipi. Questa assenza di confronto ha dato vita ad uno strumento purtroppo pieno di contraddizioni, che non allarga il diritto di cittadinanza ma di fatto lo restringe, che sovraccarica di lavoro gli uffici municipali e che non garantisce affatto nessuna trasparenza o verifica su eventuali usi distorti anzi di fatto li sana. È necessario mettere mano alla delibera e alle circolari già inviate. Prima che la situazione peggiori.” Così in una nota l’assessore ai servizi sociali del I° Municipio Emiliano Monteverde.

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“Istituzione del servizio di conservazione e somministrazione del latte materno all’interno degli Asili nido Capitolini”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

LatteRoma Giovedì 27 aprile alle ore 12.00 Sala del Carroccio – Campidoglio Presentazione della proposta di deliberazione di iniziativa consiliare “Istituzione del servizio di conservazione e somministrazione del latte materno all’interno degli Asili nido Capitolini” La proposta verrà illustrata dalla consigliera Michela Di Biase capogruppo del PD capitolino e promotrice dell’iniziativa Il provvedimento, già esaminato dalla commissione scuola che lo ha approvato all’unanimità, recepisce la richiesta di molte mamme che chiedono di introdurre e favorire la pratica e la diffusione della somministrazione del latte materno all’interno degli asili nido capitolini.
Si tratta di una opportunità per migliorare l’inserimento e l’ambientamento dei bambini nelle strutture a loro dedicate senza che questo diventi un ostacolo per le madri.
Con questo provvedimento si intende peraltro incoraggiare quella che è la normale e naturale alimentazione della prima infanzia così come raccomandato dalla Organizzazione mondiale della Sanità e dalla Conferenza Stato – Regioni.

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Campidoglio ricorre al Tar contro scelta Mibact di istituire Parco Archeologico del Colosseo

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

Actionaid_colosseo1Il Campidoglio fa ricorso al Tar contro l’istituzione del Parco Archeologico del Colosseo, voluta dal Ministero dei beni, delle attività culturali e del Turismo, perché lesivo degli interessi di Roma Capitale. Su input della Giunta capitolina l’Avvocatura ha presentato questa mattina ricorso davanti il Tribunale amministrativo per chiedere l’annullamento del decreto del Mibact del 12 gennaio 2017, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il successivo 10 marzo 2017, nonché del decreto n.149 del 27 febbraio 2017, quale atto connesso e conseguente, con cui è stata indetta la selezione pubblica internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore del Parco Archeologico del Colosseo.In una memoria, approvata dalla Giunta capitolina, si dà inoltre mandato all’Assessore alla Crescita culturale di adottare tutti gli atti necessari per avviare la revisione dell’Accordo di valorizzazione tra Roma Capitale e Mibact del 21 aprile del 2015 con l’obiettivo di pervenire ad un’estensione a tutto il territorio comunale, ed in prospettiva della città metropolitana, del principio di integrazione e coordinamento delle funzioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale esercitate dal Mibact e Roma Capitale.“Come sindaca di Roma, non posso sorvolare sul fatto che lo Stato centrale voglia gestire in totale autonomia il territorio della città che, invece, è patrimonio dei suoi cittadini, e senza concertare con i suoi rappresentanti diretti. Roma è patrimonio del mondo; di chi vi abita; di chi ogni giorno viene qui per lavoro o studio; di chi viene per ammirare le sue bellezze”, commenta la sindaca di Roma Virginia Raggi. “E la gestione di questa complessità deve essere univoca. Non può essere frammentata tra enti e ostacolata dalla burocrazia. Non posso accettare l’idea che ci siano aree di serie A e aree di serie B nella mia città”, aggiunge.“Il patrimonio culturale di Roma è un valore strategico per lo sviluppo di una economia moderna come per nuove politiche di turismo sostenibile – dichiara il vicesindaco e assessore alla Crescita culturale Luca Bergamo – Le decisioni non possono essere unilaterali perché senza una strategia concordata va perduto il contributo che Roma può dare allo sviluppo del Paese e della sua comunità grazie alla sua unicità che è fatta di patrimonio, alta formazione e ricerca”.
Nel 2015 si era proceduto ad un riassetto della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma: non solo ne erano state rideterminate le competenze ma la gestione del patrimonio (Colosseo, Foro romano, ecc.) e l’esercizio della tutela sull’area del Centro storico dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità erano state riunite in un unico ufficio, dotato di autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile.Con l’entrata in vigore del decreto del Mibact è stato costituito un nuovo istituto denominato Parco Archeologico del Colosseo. Così facendo si è sottratto alla Soprintendenza speciale gran parte delle sue risorse, in massima parte derivanti dalla gestione del Colosseo, mentre si estende il suo perimetro al territorio di Roma, e la si è privata di fatto della possibilità di incidere positivamente per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio monumentale della Capitale.Al Parco Archeologico del Colosseo sono state attribuite competenze di tutela e valorizzazione sull’area centrale della città che comprende sia la parte di proprietà statale (Colosseo, Foro romano, Palatino e Domus Aurea) che quella di proprietà comunale (Fori imperiali, Circo Massimo e Colle Oppio). Questo nuovo assetto di competenze appare in contrasto con l’Accordo di valorizzazione in base al quale Mibact e Roma Capitale si impegnavano a costituire entro la fine del 2015 un Consorzio per la gestione della medesima area (la piantina che individua l’area di competenza del nuovo Parco Archeologico è la stessa allegata al testo dell’Accordo). Inoltre si crea un altro ostacolo all’integrazione e connessione all’area archeologica al tessuto sociale e urbanistico di Roma Capitale, espressamente prevista, invece, nell’Accordo.

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Cultura: Online il bando dell’Estate Romana 2017

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

estate romanaRoma.  Diffusione della cultura e partecipazione dei cittadini per accrescere il senso civico e il legame con la città attraverso un’offerta diversificata ma soprattutto far sentire tutti al centro di una grande festa. Questi gli obiettivi che guidano la quarantesima edizione dell’Estate Romana. Dopo la definizione degli indirizzi strategico-operativi, è da oggi online il bando per il triennio 2017-2019 e annualità 2017 nella sezione del Dipartimento Attività Culturali del sito ufficiale di Roma Capitale.
Da un’offerta culturale pluriennale stabile a una diffusione sull’intero territorio cittadino (almeno due eventi per ogni municipio) all’inclusione e partecipazione di fasce sempre più ampie di pubblico alla diversificazione di generi e di modalità di fruizione. Queste sono le finalità principali che saranno perseguite dall’Amministrazione per la realizzazione del programma della manifestazione che si svolgerà dal 30 giugno al 30 settembre.In particolare, le proposte dovranno pervenire entro il 16 maggio ed essere di durata triennale o in alternativa di durata annuale per la sola edizione 2017, con l’obiettivo di stimolare la capacità progettuale durante un arco temporale di media durata per produrre impatti significativi sul benessere e la crescita socio-culturale dei cittadini di Roma e di favorire lo sviluppo delle attività nel corso del tempo.
Il nuovo bando sottolinea l’importanza dei nuovi contenuti culturali che le proposte progettuali potranno avere: dalla capacità di produrre nuove opere, anche prevedendo forme di residenze per artisti nonché creazioni site specific alla capacità di includere opere che non hanno beneficiato di visibilità nelle stagioni precedenti alla capacità di valorizzare forme espressive meno presenti nell’offerta di genere cittadina, puntando su forme espressive tradizionali, e non, e sulla capacità di allargare il contenuto principale della proposta progettuale attraverso attività collaterali integrative come momenti di formazione nonché animazione per il pubblico.
L’importo dei contributi destinati alle progettualità triennali 2017-2019 non potrà superare il valore complessivo di euro 1.000.000,00 per ciascuna annualità mentre l’importo complessivo dei contributi destinati alle progettualità annuali, riferite al solo 2017, è pari a euro 500.000,00.Il bando è rivolto ad associazioni, fondazioni, cooperative, imprese (in forma individuale o societaria) o soggetti che vorranno organizzarsi in forma riunita, che possano operare nel settore dello spettacolo e/o del cinema e/o in generale nel settore artistico e culturale. I criteri a cui le proposte devono ispirarsi sono:
– la capacità di valorizzare il territorio in cui la proposta si inserisce, prestando attenzione all’interazione progettuale, narrativa e strutturale con l’ambiente naturale e/o urbano in cui l’iniziativa si svolge;
– la compatibilità e sostenibilità delle strutture di allestimento rispetto alle caratteristiche del luogo e alla loro capacità di generare minore impatto ambientale attraverso interventi a basso disturbo;
– l’originalità delle esperienze e delle modalità di fruizione da parte del pubblico, anche alternative alla classica rappresentazione palco-platea, agli orari e alle modalità;
– l’accessibilità dei luoghi scelti per le iniziative in relazione alla loro raggiungibilità sia con mezzi pubblici che privati, anche rispetto agli orari di svolgimento delle attività e al bacino potenziale di pubblico;
– la capacità di offrire attività culturali nel periodo tradizionalmente meno ricco di offerta, con particolare riferimento al mese di agosto durante il quale è prevedibile un maggiore vantaggio per la popolazione residente in città.

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Conferenza stampa del film “Il Mondo di Mezzo”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

il mondo di mezzoRoma Giovedì 27 aprile ore 10.30 Sala della Protomoteca, Campidoglio. Il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito partecipa all’anteprima e alla conferenza stampa del film “Il Mondo di Mezzo”. Saranno presenti il regista Massimo Scaglione, il critico cinematografico Mario Sesti e il cast, tra cui gli attori Matteo Branciamore, Massimo Bonetti e Tony Sperandeo. (foto: il mondo di mezzo)

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La derattizzazione a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

“Voglio tranquillizzare i romani. La derattizzazione c’è: gli interventi sono attuati con il posizionamento di esche ratticide all’interno dei tombini e in ambienti non accessibili all’uomo ed agli animali d’affezione, per evitare effetti di intossicazione accidentale agli animali domestici. In più stiamo lavorando affinché tutte le attività afferenti l’igiene urbana, quindi anche la disinfestazione e derattizzazione, siano nuovamente previste dal Contratto di Servizio tra Roma Capitale e AMA per garantire in maniera continuativa gli interventi a tutela della salute pubblica e l’ambiente”. Così l’Assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari.”Diffondere in televisione, come è stato fatto ieri sera in un noto programma televisivo, notizie completamente false come quella della morte di un bambino di due anni morsicato da un topo potrebbe prefigurare ipotesi di procurato allarme e va stigmatizzato”, aggiunge.
L’attuale Amministrazione capitolina ha ritenuto necessario potenziare gli interventi di contrasto alle infestazioni di ratti e topi puntando, oltre alle attività di derattizzazione, su azioni di pulizia delle aree verdi trascurate e degli edifici dismessi, sulla rimozione dei residui alimentari abbandonati all’aria aperta e sullo svuotamento puntuale dei cassonetti. Al fine di implementare maggiormente le attività di prevenzione e controllo del territorio il Dipartimento, oltre a proseguire l’attività con AMA S.p.A., sta mettendo in atto un programma di fattiva collaborazione con i Municipi e, a tale scopo, nei prossimi giorni, si svolgerà un incontro di coordinamento nel quale verranno divulgate le linee guida per un corretto controllo delle specie infestanti.
“Nessuno vuole sminuire un problema reale come quello della presenza di topi nella nostra città, e per questo stiamo lavorando affinché tutte le attività afferenti l’igiene urbana, quindi anche la disinfestazione e derattizzazione, siano nuovamente previste dal Contratto di Servizio tra Roma Capitale e AMA S.p.A. per garantire in maniera continuativa gli interventi a tutela della salute pubblica e l’ambiente”, conclude Montanari.

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Gazebo per le demenze di genere

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

Ministero saluteRoma sabato 22 aprile, la Società Italiana di Neurologia (SIN) e l’Associazione Autonoma aderente alla SIN per le demenze (SINdem) allestiranno un gazebo informativo presso il Ministero della Salute di Via Giorgio Ribotta, 5 per sensibilizzare e informare le donne sui progressi della medicina di genere nella cura delle patologie neurologiche.
Studi epidemiologici dimostrano che alcune malattie del Sistema Nervoso come la demenza di Alzheimer, la sclerosi multipla, l’emorragia subaracnoidea, la cefalea e la miastenia colpiscono più frequentemente le donne rispetto agli uomini.Negli ultimi anni i neurologi sono particolarmente impegnati nello sviluppo di approcci innovativi alla medicina di genere e in occasione della Giornata Nazionale della Salute della Donna la Società Italiana di Neurologia (SIN) e l’Associazione autonoma della SIN per le demenze (SINdem) si schierano in prima fila accanto al Ministero della Salute per sensibilizzare e promuovere i progressi della ricerca scientifica per la cura delle malattie neurologiche che interessano elettivamente il genere femminile.“Nella medicina di genere – afferma il Prof. Leandro Provinciali, Presidente della Società Italiana di Neurologia – l’approccio diagnostico e terapeutico alle malattie del Sistema Nervoso tiene conto dei molteplici aspetti clinici, biologici, sociali ed etici che hanno espressioni diverse nel sesso femminile rispetto a quello maschile. Lo scopo principale di tale impegno è quello di realizzare una medicina di precisione che sia calibrata e personalizzata sulle caratteristiche specifiche di ogni individuo, a partire dal genere”.
Le tematiche di maggior rilievo nelle malattie neurologiche che colpiscono le donne sono rappresentate dal contenimento del rischio di malattie acute e dalla corretta assistenza alle malattie croniche, dalla valutazione dell’influenza ormonale e della terapia contraccettiva, dalla pianificazione della gravidanza e del parto, dall’uso di farmaci potenzialmente dannosi in gravidanza e durante l’allattamento, dalla gestione della menopausa e dallo sviluppo di efficaci strategie di prevenzione primaria e secondaria.
“La Malattia di Alzheimer rappresenta la più comune causa di demenza nella popolazione anziana dei paesi occidentali – dichiara il Prof. Stefano Cappa, Presidente SINdem – e interessa maggiormente le donne: la prevalenza nel sesso femminile è il triplo rispetto a quella maschile, una differenza solo in parte spiegata dalla maggiore longevità femminile. Alcuni studi ipotizzano che la menopausa costituisca un fattore di rischio per lo sviluppo dell’Alzheimer a causa della mancata produzione di estrogeni ma, sebbene studi su animali suggeriscano un effetto protettivo degli estrogeni, non è stata dimostrata una relazione causale tra menopausa e demenza”.

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Alitalia e referendum: A carico dei contribuenti?

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

alitaliaE’ iniziato il referendum sull’accordo, tra sindacati e azienda, per il “rilancio” dell’Alitalia. L’iniziativa coinvolge i 12.300 dipendenti della compagnia aerea. L’accordo prevede il taglio dei costi e del personale e interventi di ricapitalizzazione. Se vincesse il SI scatterebbe l’attuazione dell’accordo, l’intervento delle banche e il fondo di garanzia pubblica di circa 300 milioni (soldi del contribuente); se vincesse il NO la compagnia si avvierebbe al commissariamento e i costi del fallimento (gestione o liquidazione), circa un miliardo, finirebbero sulle spalle dello Stato (cioe’ del contribuente), dichiara il ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda. Non sappiamo come abbia fatto i calcoli il ministro Calenda ma abbiamo dei dubbi.
In 40 anni l’Alitalia e’ costata al contribuente qualcosa come 7,4 miliardi di euro. Un pozzo senza fondo che continua a inghiottire i soldi del contribuente. E’ ora di dire basta a questo sperpero di denaro. Bisogna commissariare l’Alitalia, liquidarla e iniziare una nuova era, se necessario. D’altronde, sono fallite la PanAm, la TWA, la Sabena e la Swissair ma si continua a volare. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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