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Archive for aprile 2017

Nature silenti: Mostra personale di Claudio Spattini

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

Villa De MollSpattini QuadriBrugneto, Reggiolo (RE) Pavarini Arte, Villa De Moll, Via Guastalla 144, a cura di Camilla Mineo. Inaugurazione sabato 6 maggio 2017, ore 17 6 maggio 2017 – 17 settembre 2017 Aperto tutti i giorni dalle 10.00-12.00 e 15.00-19.00. Ingresso libero.
Il prezioso Archivio Spattini, dal quale la famiglia dell’artista ha selezionato le opere per la mostra, contiene dipinti storicamente importanti e non ancora esposti o pubblicati. L’esposizione, attraverso oltre 50 opere scelte, vuole ripercorrere alcuni momenti del singolare percorso creativo dell’artista offrendo una visione d’insieme del suo lavoro. Una ricerca pittorica, quella di Spattini, che ha metabolizzato la modernità e gli insegnamenti dei grandi maestri (da Ghiozzi a Morandi a Cézanne e Modigliani, passando per il Cubismo) rielaborandoli in modo personale senza lasciarsi troppo condizionare e mantenendo una individualità riconoscibile.
Ritroviamo nelle opere di Spattini “I colori del Novecento”: dai colori accesi e talvolta antinaturalistici dei Fauves che dominano alcuni paesaggi, ai toni neutri e rarefatti di Morandi Spattini Quadri1Spattini Quadri2.jpgrievocati in alcune Composizioni; s’intravede l’intensità e la pienezza dei colori di Renato Guttuso, la violenza dei gialli e dei rossi di stampo espressionista, i bruni della pittura del “naturalismo” padano definito da Francesco Arcangeli.
Le Nature silenti di Spattini, così come i suoi paesaggi padani, sono soggetti scandagliati instancabilmente per una vita che si rivelano, come è stato già affermato da critici illustri, pretesti espressivi per una ricerca costante sulla forza significante del colore. Opere che rivelano attraverso il colore e la forma la sensibilità del pittore, l’attenzione per le piccole cose, l’interesse per quello che lo circonda, alla ricerca dell’anima più profonda della natura e della vita.
L’esposizione sarà visitabile fino al 17 settembre 2017 tutti i giorni nei seguenti orari: 10.00-12.00 e 15.00-19.00; Ingresso libero. (foto: Villa De Moll, Spattini Quadri)

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Sanità: troppo esosa per gli over 65, spesa media 455 euro l’anno

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

federanzianiLa salute costa cara agli anziani. In media, nell’ultimo anno, gli over 65 hanno speso in sanità 455 euro, una cifra non lontana dall’importo di una mensilità di pensione minima (500 euro circa). Troppo oneroso anche l’accesso al sistema sanitario nazionale: più di un anziano su tre (il 35%) ammette di aver rinunciato ad una visita diagnostica specialistica, proprio a causa del costo eccessivo del ticket sanitario, mentre l’11% si è potuto avvalere dell’esenzione. È quanto emerge dalla seconda indagine sul rapporto tra sanità e over 65, condotta da Fipac, in collaborazione con SWG, in occasione della Settimana della Buona Salute, che si concluderà domenica 30 aprile. L’edizione di quest’anno prevede oltre 100 appuntamenti in città e paesi italiani, dalla distribuzione di materiale informativo sull’alimentazione sicura e sull’attività fisica, manuali sui corretti stili di vita ed allestimento di punti prevenzione e visite gratuiti. L’obiettivo è riportare al centro dell’attenzione i temi della salute e del rapporto tra sistema sanitario e pazienti, soprattutto i più anziani che, schiacciati tra ticket che aumentano e pensioni che rimangono ferme, sono tra i più a rischio di ‘povertà sanitaria’, ovvero l’esaurimento delle risorse da dedicare alla salute. Rischio che emerge chiaramente dai dati dell’indagine: il 12% degli intervistati ha dichiarato di aver speso tra i mille ed i 2mila euro nell’ultimo anno, il 15% addirittura oltre duemila. Cifre incompatibili con il reddito di molti over 65: la pensione media, in Italia, è di 825 euro al mese e nel caso dei trattamenti minimi si abbassa ad appena 500 euro. Come è chiaro dal sondaggio, qualcuno rinuncia, per mancanza di risorse, addirittura alla diagnostica, in particolare a quella preventiva. Ma si taglia anche sulle cure, soprattutto in caso di problemi non completamente invalidanti come quelli odontoiatrici.
A parte i costi, però, gli anziani trovano difficoltà di accesso alla sanità pubblica anche in termini di attesa. Tanto che due persone su tre (il 66%) ha deciso di ricorrere, nonostante i costi superiori, a strutture private per realizzare in tempi brevi le visite o le analisi necessarie, a fronte del 28% che ha potuto evitarlo, mentre il restante 6% ha fatto ricorso ai pronto soccorso per aggirare le lunghissime attese.
La riduzione dei tempi d’attesa per la diagnostica e per le visite specialistiche è in cima anche alla classifica degli interventi più richiesti dagli over65, con il 38% delle indicazioni. Seguono l’assegnazione di risorse maggiori al servizio sanitario nazionale (17%) e la riduzione della complessità burocratica (12%), mentre uno su dieci vorrebbe uno sconto del ticket per i redditi più bassi. Giudizio positivo, invece, sul medico di famiglia, ritenuto dal 29% il servizio sanitario pubblico più efficiente, seguito dalle prestazioni ospedaliere (20%) ed il pronto soccorso (13%). In coda alla classifica, invece, le voci dell’assistenza post ospedaliera (3%) e domiciliare (2%).
“Dai risultati della nostra indagine – spiega il Presidente di Fipac Massimo Vivoli – emerge chiaramente un rischio concreto di povertà sanitaria per molti anziani, soprattutto in caso di malattie gravi o degenze croniche o quando è necessario muoversi in fretta. C’è bisogno di un intervento per una sanità maggiormente a misura d’anziano: innanzitutto con una riduzione del costo del ticket a carico dei redditi più bassi, ma anche potenziando l’assistenza domiciliare, per ora nota dolente della nostra sanità pubblica, ma miglior percorso per garantire, in futuro, la sostenibilità del sistema”.

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Aria di primavera in giardino: guida utile agli insetti buoni e cattivi

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

giardino-pensileL’agognata primavera è finalmente arrivata e con essa orti e giardini tornano rigogliosi, profumando l’aria e colorando strade e balconi. Le giornate più lunghe e il clima mite sono il periodo ideale per dedicarsi al giardinaggio, prendendosi cura delle piante e dei fiori del proprio terrazzo o, per chi è più fortunato, del proprio giardino.
Col risveglio della natura, la primavera è anche la stagione degli insetti che in tantissimi popolano i nostri giardini. Contrariamente a quanto si possa pensare, non tutti però sono da considerarsi delle minacce. Rentokil, tra i leader mondiali nel Pest Control, aiuta a riconoscere quali insetti siano davvero infestanti e quali invece benefici, se non addirittura salutari, per piante e ambiente.
Api vs Vespe. Una delle rivalità più conosciute è proprio quella tra api e vespe. Le api, oltre a produrre il miele, svolgono un ruolo fondamentale nell’impollinazione delle piante e di conseguenza sono essenziali per la conservazione della biodiversità e delle specie vegetali. La loro sopravvivenza dipende unicamente da fiori e sostanze vegetali e pungono di rado. Grazie al ruolo fondamentale che svolgono per l’ambiente, le api sono una specie protetta ed è quindi importante tutelarle e distinguerle dalle vespe.
Queste ultime, al contrario, non producono miele e si nutrono della carne di altri insetti, prediligendo sostanze alimentari zuccherine. Le vespe sono più aggressive delle api e per questo più pericolose per chi è allergico alle punture di questi insetti.
Crisopa vs Zanzare Tra gli insetti benefici che vengono spesso perseguitati, perché poco noti, troviamo la crisopa. Gli esemplari adulti di questo insetto presentano un colore verde chiaro, lunghe antenne e occhi luminosi color oro e misurano approssimativamente tra i 12 e i 20 mm di lunghezza. Scambiata spesso per infestante, la crisopa si nutre di polline e necessita di nettare o miele quale nutrimento della covata delle uova, è invece tra i principali predatori degli afidi (anche noti come pidocchi delle piante). Nutrendosi, tra gli altri, delle cocciniglie e ragnetti rossi difendono le serre e le piantagioni.
Un’altra specie di insetti benefici sono i carabidi: una famiglia di coleotteri. Esistono numerose specie di carabidi di dimensioni e colore variabili (grandi dai 3 ai 30 mm con i colori dal nero al viola con riflessi metallici). I carabidi svolgono una funzione utile all’ambiente in quanto predatori di infestanti e, difficilmente, penetrano nelle abitazioni a meno che non siano costretti da azioni di disturbo operate all’esterno degli edifici.
L’antitesi dei carabidi sono le più note e pericolose blatte, con cui vengono spesse confuse. In terrazza bisogna fare molta attenzione alle aree adiacenti le grondaie e nei sottovasi: le blatte infatti preferiscono condizioni bagnate ed umide e si spostano molto velocemente. Sono infestanti molto pericolosi e possono portare malattie come salmonellosi, epatite e influenza gastro-intestinale.
Per non arrivare impreparati e godere al meglio dell’aria di primavera, il suggerimento degli esperti di Rentokil Pest Control è di tenere giardini e terrazzi puliti e liberi da erbacce e da ristagni d’acqua che possono crearsi dentro i vasi. Inoltre, se necessario, è consigliabile prevedere una disinfestazione affidandosi a dei professionisti evitando così di esporsi a pericolosi e fastidiosi rischi.

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Pictet-Biotech: l’innovazione non può essere fermata

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

Ministero salutePremesso che il settore Biotech è dominato dalle novità in campo clinico e dall’innovazione, non ci aspettiamo che la riforma della sanità negli Stati Uniti possa avere un impatto determinante su questo settore. Per quanto riguarda l’amministrazione Trump, crediamo che l’impatto sul settore delle biotecnologie possa rivelarsi positivo.
Trump, infatti, ha più volte sottolineato quanto sia importante l’innovazione, per cui, considerando il fatto che il settore delle biotecnologie rappresenta il fiore all’occhiello dell’innovazione americana e offre molti posti di lavoro, è lecito aspettarsi che Trump possa avere un atteggiamento positivo nei confronti del settore.
Il progetto di ridurre le tasse societarie, inoltre, potrebbe favorire l’attività di M&A, permettendo alle società di maggiori dimensioni di rimpatriare la liquidità che hanno fuori dagli Stati Uniti ed usarla per acquistare società più piccole.
Un altro aspetto positivo è rappresentato dal fatto che Scott Gottlieb, il nuovo commissario della FDA, è un vecchio veterano del settore dotato di grande esperienza e molto favorevole all’innovazione: è perciò improbabile che interromperà i processi FDA in atto ed anzi potrebbe ridurre la regolamentazione (sempre nell’ottica di garantire la sicurezza dei pazienti). Infine, il settore offre un grande potenziale di crescita basato sull’innovazione e sul progresso scientifico, fattori destinati immancabilmente a far rientrare flussi nelle biotecnologie.
Parlando delle novità cliniche, invece, VERTEX, una delle principali posizioni nel fondo Pictet-Biotech (4.6%), ha di recente annunciato che avrebbe richiesto l’approvazione del regolatore per uno dei suoi farmaci sperimentali per lafibrosi-cistica dopo che il trattamento ha contribuito a migliorare la funzione polmonare dei pazienti negli studi avanzati. Il titolo VERTEX ha guadagnato oltre il 25% dal momento dell’annuncio (28 marzo 2017).
L’atrofia muscolare spinale (SMA) è una rara malattia debilitante nei neonati. Nella sua forma più grave, la malattia porta ad un rapido indebolimento muscolare e si rivela fatale entro i primi due anni di vita.
L’anno scorso, Biogen Idec ha ricevuto l’approvazione per un trattamento che garantisce la sopravvivenza per una parte dei pazienti, ma ancora in una percentuale bassa. Inoltre, il prezzo elevato e la complessità nell’assunzione del farmaco (attraverso numerose punture lombari) sembrano limitare la diffusione nel mercato nonostante l’elevata necessità da un punto di vista medico.
AVEXIS, una società di terapia genica, ha una soluzione più promettente al problema. Usano un piccolo virus come cavallo di Troia per introdurre il gene mancante nelle cellule del bambino. Con una singola dose della loro terapia si riesce a fornire quella che potenzialmente potrebbe essere una cura.I risultati riportati finora dai pazienti sottoposti alla terapia non potevano infatti essere più incoraggianti: tutti sono in cura da più di 13 mesi, controvertendo le statistiche ufficiali sull’atrofia muscolare spinale (il tasso di sopravvivenza in questa fase sarebbe stato del 25% senza il trattamento).
L’azienda ora ha bisogno di dimostrare che possono produrre il loro prodotto su una scala più ampia, ma pensiamo che con questi dati la commercializzazione non dovrebbe essere lontana.Circa un quarto del portafoglio Pictet-Biotech investe in aziende che cercano di trovare una soluzione per le malattie rare.
All’interno della terapia genica, che mostra il potenziale più promettente in questo spazio, ci concentriamo sulle malattie monogeniche e sui disturbi neurologici (i disturbi monogenetici sono causati da una mutazione in un singolo gene: esempi di malattie monogeniche includono l’anemia falciforme o la fibrosi-cistica).
In ultima analisi, la terapia genica potrebbe rivelarsi un potente alleato per la medicina di precisione contribuendo a fornire i trattamenti giusti, al momento giusto, sempre alla persona giusta.

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Ipotiroidismo: meno esami di controllo

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

tiroide5Le persone con ipotiroidismo potrebbero necessitare di un minor numero di esami di laboratorio per il controllo del TSH dopo il passaggio dalla terapia con compresse alle formulazioni liquide della levotiroxina, soprattutto in presenza di fattori che possano alterare l’assorbimento della formualzioni in compressa: questo in sintesi è il risultato di uno studio pubblicato recentemente su Endocrine, che ha visto la collaborazione delle Università di Messina, Napoli e Bologna e l’IRCCS Casa Sollievo della sofferenza di S. Giovanni Rotondo, messo a punto per comprendere come il passaggio da una formulazione all’altra potesse ricadere su pazienti e Servizio Sanitario Nazionale.“Lo studio aveva l’obiettivo di quantificare l’impiego delle diverse formulazioni di levotiroxina disponibili sul mercato e di valutare le ricadute cliniche del passaggio da una formulazione ad un’altra, spiega Gianluca Trifirò, Ricercatore Farmacologo dell’Università di Messina e coordinatore dello studio. Analizzando i dati delle prescrizioni mediche dal 1 gennaio 2009 al 30 ottobre 2015 nei database amministrativi di un’ASL del Sud Italia sono stati identificati 56.354 soggetti in trattamento con levotiroxina di cui il 97,9% ha ricevuto almeno una prescrizione di terapia in compresse e il 6,1% almeno una prescrizione di formulazioni liquide. Durante la finestra temporale analizzata, i pazienti in trattamento con le formulazioni liquide sono leggermente aumentati e l’analisi degli utilizzatori ha rilevato che le formulazioni liquide sono preferite nei soggetti più giovani e nei pazienti in trattamento con farmaci che possono interagire con l’assorbimento delle compresse; problema superato dalle formulazioni liquide che non risentono delle interazioni con altri farmaci, cibo, caffè e diverse condizioni cliniche come patologie gastrointestinali, intolleranza al lattosio e infezioni da Helicobacter Pylori. Nel periodo preso in considerazione 1950 pazienti sono passati dalle compresse alle formulazioni liquide. Per valutare le ricadute cliniche di questo passaggio, è stato valutato il numero di test del TSH prima e dopo e si è così dimostrato che nei i pazienti passati alle formulazioni liquide si è significativamente ridotto il numero dei test di controllo della funzionalità tiroidea che potrebbe suggerire una stabilizzazione dei livelli di ormoni toroidei”.“Secondo il Rapporto Health Search di SIMG, aggiunge Gerardo Medea, Responsabile area metabolica di SIMG, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, l’ipotiroidismo è una tra le più abituali cause di visita per il medico di medicina generale che è chiamato a riconoscerne i primi segni per l’invio al consulto dello specialista endocrinologo ma, soprattutto, alla gestione complessiva del paziente dopo la diagnosi e l’impostazione della terapia. Una diminuita richiesta e frequenza del test del TSH, potrebbe significare livelli ormonali più stabili e un paziente con un maggiore livello di benessere legato a ridotta sintomatologia da ipotiroidismo. Un paziente ipotiroideo in equilibrio ormonale può significare anche meno accessi negli ambulatori dei medici di medicina generale e meno controlli di laboratorio con un evidente vantaggio in qualità della vita per il paziente e un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale”.

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Big data: per orientare le strategie di business

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

opportunita-lavoroConsiderati uno strumento indispensabile per orientare le strategie di business, i Big Data occupano ormai un posto di rilievo nell’agenda di molte aziende. Una grande opportunità dal punto di vista occupazionale che, secondo i consulenti di Hays, una delle società leader nel recruiting specializzato, nei prossimi mesi si concretizzerà in un incremento della richiesta di professionisti capaci di analizzare e gestire grandi quantità di dati. Tra i più ricercati spiccano il Data Scientist, il Data Architect e l’Insight Analyst, tutti con specifiche ultra specializzate. “Sono sempre di più le aziende in Italia che investono in tecnologie avanzate e personale qualificato per sfruttare al massimo il potenziale dei Big Data – spiegano gli esperti di Hays Italia-. Le professioni digitali saranno sempre più valorizzate e ricercate dalle imprese e, già nel 2017, la domanda di talenti digitali aumenterà notevolmente, crescendo esponenzialmente entro il 2020”.Per coloro che desiderano intraprendere la carriera in ambito digital, gli esperti di Hays hanno stilato una classifica delle 10 figure professionali sui cui si concentreranno le attenzioni dei recruiter nel 2017.
In America è già considerato il lavoro numero 1 e ci sono varie scuole di pensiero su quale sia la vera definizione di Data Scientist. Sicuramente è un professionista con un background accademico molto forte (Master o Dottorato di Ricerca) in discipline quali Statistica, Matematica, Fisica o Economia e profonde conoscenze di Data Mining e Machine Learning. Un bravo Data Scientist è in grado di indentificare e risolvere problemi altamente complessi legati al business, utilizzando tool di analisi avanzati tra cui programmi di statistica come Python, R o Spark. Quest’analisi gioca infatti un ruolo centrale nel processo decisionale fornendo alle aziende gli strumenti necessari per affrontare con successo sfide sempre più complesse.
Per tutte le società che mirano a ottenere il massimo rendimento dal potenziale dei Big Data, nominare un Chief Data Officer è fondamentale. Il numero di questi professionisti è passato da soli 400 nel 2014 a oltre 1000 nel 2015 e si stima che per il 2019 il 90% delle grandi aziende avrà un Chief Data Officer. Il ruolo del CDO è variegato e complesso e comprende un ventaglio di competenze tra cui data infrastructure, data governance, data security, business intelligence, analisi degli insight e analisi avanzata. Questa figura professionale non solo deve essere tecnicamente competente, ma deve anche essere in grado di capire e guidare gli obiettivi aziendali e i processi di cambiamento a livello manageriale per allinearsi al business plan della compagnia.
Lavorare all’interno dello scenario dei Big Data è una cosa, costruire una struttura dati complessa è un’altra! Dalla definizione dello storage alla progettazione di un’infrastruttura per la gestione di dati non strutturati, un bravo Data Architect è capace di dare vita a soluzioni di successo per affrontare al meglio lo scenario dei Big Data.

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Qualità dell’aria: polveri sottili (PM10) e tutela della salute pubblica

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

inquinamento-atmosfericoBruxelles. La Commissione europea esorta l’Italia ad adottare azioni appropriate contro l’emissione di PM10 al fine di garantire una buona qualità dell’aria e salvaguardare la salute pubblica, dal momento che tale paese non è ancora riuscito a risolvere il problema dei livelli persistentemente elevati di polveri sottili (PM10), che rappresentano un grave rischio per la salute pubblica.In Italia l’inquinamento da PM10 è causato principalmente da emissioni connesse al consumo di energia elettrica e al riscaldamento, ai trasporti, all’industria e all’agricoltura.Ogni anno l’inquinamento da polveri sottili provoca nel paese più di 66 000 morti premature, rendendo l’Italia lo Stato membro più colpito in termini di mortalità connessa al particolato, secondo le stime dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA).Si tratta di un ultimo avvertimento riguardante 30 zone di qualità dell’aria in tutto il territorio italiano in cui dal 1° gennaio 2005, data dell’entrata in vigore dei valori limite giornalieri di polveri sottili in sospensione (PM10), si sono registrati dei superamenti. Una precedente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (cfr. sentenza della Corte di giustizia del 19 dicembre 2012, C-68/11) aveva già ritenuto l’Italia responsabile della violazione della legislazione UE pertinente

marcia per il clima1

Rome Italy, 29th November 2015To coincide with the Paris United Nations Climate summit this weekend an similar marches being held across the world, ten of thousands have taken to the streets of Rome to demand action on Climate change

per gli anni 2006 e 2007.Per quanto riguarda il valore limite giornaliero, le 30 zone interessate sono situate nelle seguenti regioni: Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia. L’avvertimento si riferisce inoltre ai superamenti del valore limite annuale in 9 zone: Venezia-Treviso, Vicenza, Milano, Brescia, due zone della Pianura padana lombarda, Torino e Valle del Sacco (Lazio).In caso di superamento dei valori limite, gli Stati membri sono tenuti ad adottare e attuare piani per la qualità dell’aria che stabiliscano misure atte a porvi rimedio nel più breve tempo possibile. Le misure legislative e amministrative finora adottate dall’Italia non sono bastate a risolvere il problema. La decisione odierna fa seguito a un’ulteriore lettera di costituzione in mora inviata all’Italia nel giugno 2016. Se l’Italia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell’UE.
Le polveri sottili, note anche come “PM10”, sono presenti nelle emissioni connesse al consumo di energia e al riscaldamento, ai trasporti, all’industria e all’agricoltura. Il PM10 può provocare asma, problemi cardiovascolari e cancro ai polmoni, causando un numero di morti premature superiore al numero annuale di decessi per incidenti stradali.
La normativa UE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa (direttiva 2008/50/CE) impone agli Stati membri di limitare l’esposizione dei cittadini a questo tipo di particolato e stabilisce valori limite per l’esposizione riguardanti sia la concentrazione annua (40 μg/m3), che quella giornaliera (50 μg/m3), da non superare più di 35 volte per anno civile. Nonostante l’obbligo per gli Stati membri di garantire una qualità dell’aria soddisfacente per i loro cittadini, sono ancora molte le zone in cui le concentrazioni di PM10 continuano a rappresentare un problema.
La Commissione ha ora avviato procedure di infrazione per livelli eccessivi di particolato PM10 nei confronti di 16 Stati membri (Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) e in due di questi casi (Bulgaria e Polonia) è stata adita la Corte di giustizia dell’Unione europea. La Commissione ha inoltre intrapreso un’azione legale riguardante l’NO2 nei confronti di 12 Stati membri, attualmente oggetto di procedure d’infrazione, segnatamente l’Austria, il Belgio, la Danimarca, la Francia, la Germania, l’Italia, la Polonia, il Portogallo, il Regno Unito, la Repubblica ceca, la Spagna e l’Ungheria.

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Turin Curling Cup

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

locandinaTorino. Da venerdì 5 a domenica 7 maggio il PalaTazzoli ospiterà la Turin Curling Cup, organizzata dai Draghi Curling Club, storico club del capoluogo subalpino nato ben prima delle Olimpiadi Invernali del 2006. La manifestazione è patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino.Nel capoluogo subalpino l’attività del curling è iniziata alla fine degli anni ‘90, ma, ovviamente, ha raggiunto una popolarità insperata proprio grazie ai Giochi Invernali del febbraio 2006. Oggi il Draghi Curling Club conta oltre cinquanta atleti, che partecipano a tutte le competizioni nazionali maschili e femminili, dal campionato di serie A maschile e femminile alle serie B e C maschili e femminili.
I team partecipanti alla Turin Curling Cup arriveranno a Torino giovedì 4 maggio, mentre venerdì 5 alle 11 inizieranno gli incontri tra le 36 formazioni iscritte, che si concluderanno alle 22. Sabato 6 le gare occuperanno l’intera giornata, dalle 8 alle 17,30.Domenica 7 la sirena che annuncerà la fine del torneo suonerà alle 16, e alle 16,45 si terranno le premiazioni.

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Catella launches the first Swedish real estate fund listed on Nasdaq Stockholm

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

Timo-NurminenCatella’s Property Investment Management unit is launching Property Income 2017, an alternative investment fund that will invest in investment properties with stable cash flows and high dividend capacity. The fund’s AIF manager is Plain Capital Asset Management Sverige AB, and the fund’s depositary is SEB. The listing on Nasdaq Stockholm is scheduled for the end of May. “Real estate values vary over time, while the cash flows of leased properties are stable. The fund’s strategy is therefore to own property over an extended period, to maintain rigorous cost control and to regularly distribute a large proportion of its income. This means that stable cash flow will be the dominant part of the total returns, thus creating security,” says Timo Nurminen, Head of Property Investment Management at Catella
Employees from Catella’s Property Investment Management unit will be included on the investment committee at the AIF manager that evaluates the fund’s investments. Investment decisions will be taken by the AIF manager. The fund’s board consists of its chairman, Timo Nurminen from Catella’s Property Investment Management unit, plus two independent members, Christer Wachtmeister and Henrik Steinbrecher.“The Property Income fund is breaking new ground and will be the first alternative investment fund focused on the Swedish real estate market to be listed on Nasdaq Stockholm’s new AIF list. The fund’s investment strategy is also well suited to the current market, with a high valuation on the stock market and low interest rates on bonds,” says Arvid Lindqvist, Head of Research at Catella.The first investment that will be evaluated by the fund is a portfolio of defensive retail property, tenanted primarily by food stores such as ICA, Coop and Hemköp, and by Systembolaget liquor stores.“This type of real estate has strong cash flows and thus stable and good dividend capacity for its owners. It is also a segment that has seen institutional focus in recent years, and the fund is now also giving smaller institutions and other investors an opportunity for exposure to defensive retail property,” says Martin Malhotra, Project Manager at Catella’s Corporate Finance unit.The life of the fund is planned to be 10 years. The fund has a cost-effective structure and aims to pay dividends from July 2018 corresponding to 6–8 percent per year, with these distributions planned to take place quarterly. The fund’s total return target is 9–11 percent per year. For more information please go to http://www.propertyincome2017.se, where the prospectus and other information are available. (photo: Timo-Nurminen)

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Legittima difesa: intesa possibile in commissione

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

camera deputati“Alternativa popolare continua la sua battaglia per migliorare il testo sulla legittima difesa, in Aula alla Camera la prossima settimana. In merito accogliamo con favore le dichiarazioni del vicepresidente della commissione Franco Vazio che, in buona sostanza, condivide la nostra impostazione sulle modifiche da apportare al ddl. Allo stesso tempo riteniamo positiva la posizione del responsabile Giustizia del Pd Davide Ermini, espressa tramite un proprio emendamento, il quale interpreta in una chiave nuova e più stringente i riferimenti agli interventi sull’art. 59 del codice penale. Si tratta di un significativo passo in avanti. Bisogna infatti tenere in considerazione come ‘l’errore’, che porta all’esclusione della colpa dell’agente, possa essere conseguenza del grave turbamento psichico, causato proprio da un’azione violenta che investe e mette in pericolo la vita o l’integrità fisica di chi è oggetto di tale violenza. Siamo quindi sulla buona strada per raggiungere un risultato che tranquillizzi l’opinione pubblica. Manca un ultimo sforzo per un’intesa che certamente è possibile. Il nostro obiettivo finale, contenuto nei nostri emendamenti, rimane ovviamente quello di privilegiare la sicurezza di chi non può assistere inerme alla violazione del proprio domicilio, con la conseguente messa in pericolo della vita propria, dei propri familiari e delle proprie cose”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.

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Lavoro: distorta azione Renzi-Gentiloni

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

inpsDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “I dati Inps di oggi dimostrano chiaramente quanto distorta sia l’azione del governo Renzi-Gentiloni sul mercato del lavoro. La crescita delle assunzioni a tempo indeterminato, infatti, si riduce drasticamente. Nei primi due mesi del 2017 del 13% rispetto a quelli del 2016 con un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni di soli 18 mila contratti, che sono però la metà di quelli del 2016 e il 15 per cento di quelli dei primi due mesi del 2015.Un Jobs Act che si dimostra dipendente soltanto dagli sgravi contributivi. Altro che creazione di posti di lavoro. Una strategia sbagliata che ora si vuole ripetere con sgravi per giovani e donne, di vago stampo elettorale.Che sia tutto sbagliato lo confermano gli altri dati Inps che segnano una ripresa dei contratti di apprendistato e dei contratti a tempo determinato, cioè i rapporti di lavoro naturali in una fase di incertezza economica come questa.Occorre dunque cambiare la politica economica di questo governo per dare una nuova strategia fondata su più lavoro, meno tasse, più investimenti, meno debito pubblico”.

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Andrea Orlando e la vicenda delle Ong

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

orlando ministro“È molto grave che un ministro della Repubblica lanci accuse così gravi e di rilievo giudiziario”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, responsabile nazionale del Dipartimento Giustizia del partito, in merito alle dichiarazioni del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, sulla vicenda delle Ong “che, secondo quanto affermato oggi dalla Procura di Catania (fino a prova contraria sulla base delle indagini e degli atti), sono forse finanziate dai trafficanti per destabilizzare l’economia italiana”.“Il ministro Orlando ci dica piuttosto se sulla questione parla in base ad atti o notizie da lui apprese chissà da quali fonti, e in tal caso sporga regolare denuncia – aggiunge-. Non vorremmo, invece, che il Guardasigilli confonda le sue ideologie con le sue responsabilità istituzionali. Se perfino la Magistratura è costretta a supplire all’incapacità della politica e del governo, abbiamo la conferma dell’incompetenza e della malafede del Pd e dei suoi alleati in questa vergognosa vicenda. Sulle attività delle Ong impegnate nel Mediterraneo nelle operazioni di salvataggio dei barconi che trasportano clandestini verso l’Italia occorre fare chiarezza. Non è possibile continuare ad alimentare il business dell’accoglienza”.

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Tumori e mutazioni somatiche

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

tumoreE’ ormai noto che i tumori i sono il risultato di un insieme di mutazioni del DNA che sopraggiungono e si accumulano, nel corso della vita, nelle cellule dell’individuo. Tali mutazioni, dette “somatiche” (colpiscono solo alcune cellule dell’organismo e non sono trasmesse alla progenie), sono la conseguenza dei danni apportati al DNA da diversi fattori come fumo, inquinamento, radiazioni, alcool, farmaci, alterazioni metaboliche come nell’obesità, nell’invecchiamento, ecc. Molte di queste mutazioni vengono spontaneamente riparate dall’organismo e le cellule mutate eliminate.
Può accadere però che, nel corso della vita, questi danni non riescono ad essere riparati dall’organismo e che quindi si vada incontro ad un processo progressivo di accumulo di mutazioni che porta all’insorgenza della patologia tumorale. Il tutto può accadere in un periodo di tempo molto lungo in quanto dalla prima mutazione alla manifestazione della malattia, possono passare da 10 a 30 anni. La tendenza al progressivo accumulo di mutazioni, nel tempo, è espressione della condizione di “instabilità genetica” Tale instabilità può essere considerata come la fase prodromica della malattia cancro perché, nonostante l’individuo sia sano e privo di sintomi, sta sviluppando un processo che ha il cancro come sua evoluzione”.
HELIXAFE è il programma sviluppato da Bioscience Genomics, spin off dell’Università di Tor Vergata che permette, attraverso un semplice prelievo di sangue, di valutare il profilo individuale di stabilità genetica, che si aggiorna periodicamente (ogni anno) mediante la ripetizione del test della lettura delle mutazioni. Quanto più il monitoraggio si estende nel tempo, tanto più diventa accurato il risultato.L’eventuale instabilità genetica, a carico di un determinato gene, indurrà lo specialista che rilascia il referto a consigliare un programma di diagnosi precoce che ha come obiettivo la ricerca di tracce di DNA tumorale circolante ed un più serrato controllo mediante le tecnologie tradizionali.
“Tale progetto” spiega il Dottor Andrea Mancuso, Ricercatore Clinico e Traslazionale del Reparto di Oncologia Medica dell’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma “offrirà all’oncologo medico una potenzialità diagnostica e terapeutica in tutte le fasi di gestione del paziente dal follow-up al monitoraggio dell’efficacia della terapia oncologica e alle scelte terapeutiche successive. Provvederà all’interno di trial clinici di impattare sulla sopravvivenza globale del paziente riducendo le terapie inefficaci e migliorare o addirittura eliminare effetti iatrogeni”.Piuttosto che cercare cellule o DNA tumorali nel sangue, che sono presenti solo quando il tumore è già sviluppato e a volte già in stato avanzato, il programma Helixafe esegue il monitoraggio periodico delle mutazioni somatiche per intercettare l’eventuale instabilità genetica che anticipa lo sviluppo della patologia.Per leggere le mutazioni somatiche non basta un semplice prelievo di tessuto biologico da cui estrarre il DNA, ma bisogna isolare il DNA libero circolante dal sangue periferico e sequenziarlo con tecnologie e protocolli particolarmente sofisticati per ottenere un’accuratezza di risultato vicina al 100%. Se fino ad oggi non è stato possibile sviluppare questo programma di prevenzione è perché le tecnologie ed i protocolli in grado di fornire l’adeguata affidabilità del risultato sono recentissime.“Conoscere le mutazioni, oggetto della instabilità genetica, non ha solo il vantaggio di conoscere le mutazioni e valutarle in termini di rischi potenziali, ma anche di poter intervenire precocemente per fornire informazioni indispensabili per un trattamento mirato colon-retto tumoreed efficace” spiega il Prof. Giuseppe Novelli, Genetista dell’Università di Tor Vergata che aggiunge: “un programma di predizione del rischio individuale di malattia accuratamente valutato, suggerisce infatti la possibilità di accedere a terapie personalizzate basate sulle caratteristiche molecolari dello specifico tumore aumentando esponenzialmente le possibilità di guarigione e sopravvivenza”. Intervenire, nel programma di prevenzione, in anticipo rispetto alla diagnosi precoce ed accedere alle terapie personalizzate su base biomolecolare aumenta esponenzialmente le possibilità di guarigione e sopravvivenza”.Le mutazioni rilevate nel corso del tempo vengono analizzate mediante l’algoritmo KRI (Key Risk Indicator) di Bioscience Genomics, che valuta la tendenza di ciascuna (sono circa 3000) rispetto agli standard di stabilità.Il programma Helixafe interessa tutti i tumori solidi, ad eccezione di quelli al cervello, e può anche essere mirato a geni e mutazioni correlati a tumori specifici (polmone, mammella, colon). La selezione dei geni legati all’apparato respiratorio, infatti, rende il programma particolarmente utile per i fumatori, mentre le donne che hanno fatto uso di ormoni prediligeranno la selezione dei geni connessa all’apparato genitale per poi arrivare a soggetti con storia di polipi intestinali che valuteranno il pannello colon-rettale.

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I lavoratori del commercio aeroportuale protestano contro i licenziamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

aeroporto-romaI lavoratori Dufry Italia del settore commercio dell’aeroporto di Fiumicino hanno manifestato contro i licenziamenti per cambio di concessione. Un settore in continua crescita in cui i lavoratori sono perennemente precari perché legati al tempo di durata delle concessioni. USB da sempre impegnata nella richiesta di un sistema di regole che preservi l’occupazione e i diritti dei lavoratori oggi lancia l’ennesimo allarme: oltre la situazione drammatica dei lavoratori Alitalia e dell’indotto collegato ad Alitalia, nel settore commercio, in continua crescita di spazi, nel mese di giugno si verificheranno un centinaio di licenziamenti dove il lavoro c’è. Il sistema delle gare per le concessioni adottato da Aeroporti di Roma non prevede nessuna regola di tutela occupazionale.
La protesta ha visto la partecipazione del Sindaco di Fiumicino, Montino, oltre che dell’assessora Anselmi impegnati a livello istituzionale all’avvio di un tavolo alla Regione Lazio che metta al centro il problema occupazionale dell’aeroporto di Fiumicino.
La società Aeroporti di Roma vista l’iniziativa dei lavoratori ha convocato USB insieme ad una delegazione di lavoratori e l’Assessora Anselmi. Nella riunione Aeroporti di Roma si è impegnata a trovare una soluzione al problema occupazionale e a proseguire il confronto con le istituzioni in merito alla creazione di un bacino di ricollocazione dei lavoratori aeroportuali. USB continuerà a sostenere la battaglia dei lavoratori per l’occupazione e i diritti e a chiedere alle istituzioni di aprire una discussione sulle regole per evitare il susseguirsi continuo di vertenze ed espulsioni a fronte di nuova occupazione precaria e sfruttata.

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Alitalia: Scegliere tra 38,5 milioni di contribuenti italiani e 12.500 dipendenti della compagnia aerea

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

alitaliaOccorre scegliere se tutelare i 38,5 milioni di contribuenti italiani o proteggere i 12.500 dipendenti dell’Alitalia. I costi che il contribuente ha dovuto subire per Alitalia ammontano a 7,4 miliardi di euro. Lo scorso anno Alitalia ha avuto un “buco” di 400 milioni, quest’anno viaggia con 1,5 milioni al giorno e non si vede la fine del pozzo. Nel 2008 il governo Berlusconi per consentire “l’italianità dell’Alitalia”, addossò al contribuente le perdite della compagnia; parte dei dipendenti fu messa in cassa integrazione e mobilità fino a 9 anni (!), con trattamento economico, per il personale navigante, arrivato all’80% dello stipendio, percentuale sostanzialmente pagata con la tassa sui biglietti aerei, cioe’ da noi. Si vuole replicare? Alcune compagnie aeree si sono integrate: British Airways ha assorbito Iberia; Lufthansa ha inglobato Swissair, Sabena e Austrian; Air France ha assimilato Klm. L’Alitalia e’ rimasta con il cerino in mano, neanche più “compagnia di bandiera”, visto che è partecipata al 49% da Etihad (Emirati Arabi Uniti) e per il restante da CAI. Insomma, chi propone di nazionalizzare l’Alitalia vuole rifilare al contribuente l’ennesimo bidone. Attenzione ai bidonisti! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Usb: su Alitalia falsità e mezze verità per demonizzare i lavoratori

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

alitalia-volo-aereoDa giorni si è scatenato un attacco mediatico senza precedenti contro i lavoratori di Alitalia, quasi fossero loro i responsabili di decenni di mala gestione, di errori manageriali macroscopici, di accordi a perdere con compagnie straniere e regali alle low-cost, di connessioni partitiche e lobbistiche che nel tempo hanno depotenziato fortemente il ruolo di una delle più grandi aziende italiane e sicuramente la più grande del Lazio.
Un attacco vergognoso costruito su falsità e mezze verità al quale si sta prestando anche gran parte della stampa. Un attacco ai lavoratori che hanno detto un solido NO non solo ai sacrifici richiesti, ma soprattutto al fatto che questi sacrifici avrebbero dovuto “sorreggere” un Piano industriale inesistente, senza alcun futuro, senza una strategia vincente, pensato probabilmente solo per arrivare alle prossime elezioni.I veri responsabili dello sfascio di Alitalia sono da una parte il mondo politico che ha sempre banchettato nelle pieghe della compagnia aerea nazionale e dall’altra quel sindacato che ha firmato l’ultima intesa e che ha sempre accettato quasi tutto in cambio delle briciole che cadevano dai vari tavoli di trattativa. E responsabili sono anche quasi tutti i vertici aziendali che si sono avvicendati in questi anni, sia quelli che poi hanno fatto carriera, sia quelli poi inquisiti e condannati.Chi dice ora che l’intervento dello stato e la nazionalizzazione non sono possibili, mente sapendo di mentire, perché la nazionalizzazione è prevista dall’art. 43 della Costituzione che recita: “A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale“. E’ evidente che chi è stato battuto nel Referendum del 4 dicembre scorso, oggi non vuole neanche applicare quello che prevede l’art. 43 della nostra Carta Fondamentale.
Il Ministro Calenda che si scaglia contro l’intervento pubblico dovrebbe ricordarsi che i 20 miliardi elargiti alle Banche, al netto dei rimborsi ai piccoli azionisti, sono una cifra enorme utilizzata per un intervento diretto dello Stato che, la si chiami come si crede, è di fatto una nazionalizzazione. E che dire dell’acquisto di 90 caccia militari F35 che costano 100 (cento) milioni l’uno e altre decine di milioni l’anno per la gestione complessiva? È meglio comprare un caccia militare (che tra l’altro sembra anche non funzionare molto bene) o un aereo di linea che produce ricchezza e occupazione? È giusto e corretto dire SÌ ai soldi alle banche e per le armi e NO ad attività produttive come Alitalia o come l’Ilva!
Il NO del governo all’intervento pubblico è un NO ideologico e la difesa di un sistema economico e di gestione del paese che sta svendendo l’industria e le attività produttive italiane.Quanto alla dichiarazione di Delrio sulla presunta difesa dei cittadini/utenti attraverso la promozione delle low-cost, che di fatto conferma quanto denunciamo da anni sulle sovvenzioni pubbliche a queste compagnie e prima fra tutte a Ryanair, è bene precisare che le responsabilità del disastro dell’intero settore del trasporto aereo sono dei vari governi che si sono succeduti. Delrio sa bene che Ryanair non paga le tasse in Italia, applica contratti non italiani, prende soldi pubblici per portare spesso aerei vuoti nel nostro paese e non applica neanche lo Statuto dei lavoratori: è così che un ministro dei Trasporti difende gli interessi del proprio Paese? E che dice su questo tema il ministro del Lavoro Poletti? La verità è che i lavoratori hanno detto NO ad una consultazione capestro, dopo una vergognosa trattativa condotta da Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpac e Anpav che hanno scaricato sui lavoratori responsabilità che dovevano essere assunte invece dal sindacato, così come ha fatto USB partecipando alle trattative ma rifiutandosi di firmare un’intesa sbagliata e che non si fonda su alcun piano industriale serio e credibile, come ormai riconoscono gran parte degli esperti del settore.USB è dalla parte dei lavoratori, non solo quelli di Alitalia ma di tutti quelli che stanno lottando per difendere il proprio posto di lavoro, il salario e i diritti. La proposta di nazionalizzazione di Alitalia e di tutte quelle aziende in crisi o strategiche per il paese non è finalizzata al “salvataggio” dei posti di lavoro ma rappresenta l’unica via credibile e percorribile per salvaguardare e rilanciare le capacità economiche italiane in una fase di estrema crisi, di delocalizzazione delle produzioni, di privatizzazioni selvagge, di vendita di asset fondamentali a multinazionali e a gruppi stranieri. Nessuno pensi quindi che la campagna mediatica messa in atto contro i lavoratori di Alitalia e contro chi ritiene che il pubblico debba svolgere un ruolo fondamentale nella vita economica e sociale del paese, possa passare senza forti contraccolpi. Si sta giocando una partita importante per le sorti di migliaia di lavoratori e di un settore importante e strategico per l’intero paese e su questo nessuno può e deve strumentalizzare.

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Libertà di stampa in Italia? Siamo davvero migliorati?

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

Giornalisti“Con un’inevitabile enfasi, ci si rallegra per la risalita dell’Italia nella classifica mondiale della libertà di stampa, dal 77esimo al 52esimo posto. Venticinque gradini scalati nel 2016, ci fa sapere il rapporto annuale di Reporters sans Frontières. Sinceramente non ce n’eravamo accorti…”. È quanto osserva il presidente del Copercom (Coordinamento delle Associazioni per la comunicazione), Domenico Delle Foglie, dinanzi alle cifre diffuse da Rps che dovrebbero testimoniare un rafforzamento della democrazia nel nostro Paese, essendo la libertà di stampa uno dei pilastri della convivenza.“Ma – si chiede Delle Foglie – è davvero così? Davvero i giornalisti italiani sono più liberi? Oppure ci troviamo dinanzi ad uno di quei giochi di specchi che finiscono per nascondere la realtà? Non sarà che in tanti, complice anche una crisi economica di sistema che ha investito il mondo dell’editoria, rinunciano semplicemente a raccontare tutto quello che scoprono? E poi: a giudicare dalla rissa politica persistente, dalla diffusione massiccia di fake-news, dalla costruzione interessata di post-verità, si fa fatica a riscontrare nei fatti tanta espressione di libertà”. “Per non parlare – conclude il presidente del Copercom – del sovrano disprezzo nei confronti delle buone notizie. Quasi che a raccontarle ci si rovini la reputazione…”.

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Volare Alitalia? Cosa si rischia e cosa conviene fare

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

alitaliaLe piu’ che legittime preoccupazioni di chi ha gia’ acquistato un biglietto Alitalia, cominciano a diventare problematiche visto cosa sta succedendo all’ex vettore di bandiera.
A parte il nostro auspicio che la vicenda si chiuda con una parola fine per il bagno di soldi pubblici in merito, facciamo il punto della situazione dalla parte del cittadino utente dei servizi di questo vettore. il problema non ha una soluzione immediata e soddisfacente. A tutti gli effetti, in questo momento, Alitalia e’ operativa e quindi vigono norme e regole specifiche nazionali ed internazionali per l’acquisto di biglietti, nonche’ i diritti per l’utente previsti dal codice del consumo.
Il problema e’ politico e di opportunita’. Nel primo caso (politico) c’e’ da aspettare lo sviluppo dei fatti. Nel secondo (opportunita’), chi aveva intenzione di acquistare un biglietto Alitalia, dovra’ valutare, rispetto alle proprie esigenze ed aspettative, se “il gioco vale la candela”; mentre, chi ha gia’ acquistato un biglietto, si tenga informato anche rispetto a cosa scriviamo qui di seguito.
D. Che fare se ho gia’ acquistato un biglietto Alitalia?
R. Non c’e’ una risposta valida per tutti, perche’ dipende da chi deve volare grossomodo entro l’estate e chi deve volare successivamente.
Nel primo caso (volo entro l’estate), puo’ darsi che la compagnia onori il suo impegno. Con l’amministrazione straordinaria si tende a garantire il servizio e, quindi, avere piu’ soldi in cassa (da usare per una eventuale liquidazione) e il periodo estivo e’ quello in cui si incassa di piu’.
Nel secondo caso (volo dopo l’estate), se il biglietto e’ rimborsabile, consigliamo di procedere di conseguenza. Se non lo e’, vale il discorso del primo caso, ma con meno possibilita’ che poi possa essere utilizzato.
D. Se Alitalia sospende i voli, che succede per chi ha un biglietto?
R. Per chi ha solo un volo, acquistato direttamente o tramite agenzia, resterebbe solo l’iscrizione al passivo. E si potrebbe essere soddisfatti solo dopo che sono stati pagati tutti gli altri creditori; visiti i debiti di Alitalia e il patrimonio residuo a disposizione, significa in pratica che chi ha acquistato un biglietto verrebbe dopo tutti gli altri (fornitori, lavoratori, etc), quindi e’ quasi certo che non resterebbe nulla per questo tipo di rimborso.
Per chi ha un pacchetto viaggio che include un volo Alitalia, e’ bene intimare al tour operator di cambiare vettore (cambio che, abitualmente, avviene senza costi per l’organizzatore del pacchetto di viaggio).
D. Che succede per orari ed operativita’?
R. Abitualmente le modifiche sono comunicate in tempo utile perche’ il passeggero possa di conseguenza decidere. E’ probabile che salteranno i voli spesso meno pieni. Tra quelli nazionali sono quelli in tarda mattinata e nel primo pomeriggio; per i giorni, a parte il venerdi’ in cui spesso si registra il pieno, gli altri giorni sono tutti a rischio. Tra quelli extra-nazionali va valutato caso per caso, rispetto a concorrenza e periodi.
D. Si prevedono disagi in aeroporto?
R. E’ probabile che molti servizi specifici di Alitalia vengano soppressi. Gia’ ora, comunque, i servizi aeroportuali sono simili a quelli delle compagnie low cost. Dipende se gli aeroporti saranno disponibili a continuare a far loro credito.
D. C’e’ rischio di modifiche/cancellazioni all’ultimo minuto, anche per chi e’ gia’ in viaggio, e cosa accade ai propri biglietti?
R. Si’, c’e’ rischio. Se si sta per partire, il biglietto, specialmente se e’ a basso costo e non modificabile, difficilmente Alitalia (ammesso che il personale sia presente in aeroporto e sia disponibile) riuscirebbe a farlo accettare ad un altro vettore per la riprotezione. Sia quando si e’ gia’ in viaggio (per esempio per tornare). E’ bene essere pronti ad acquistare un altro biglietto, e cercare di farsi rimborsare (con poche speranze) cosi’ come indicato prima. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Leasys (FCA Bank) cresce in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

L’internazionalizzazione rientra in una più ampia strategia di crescita e diversificazione del gruppo FCA Bank ed è, altresì, la naturale conseguenza dell’affermazione di Leasys sul mercato nazionale, dove la società è al vertice del settore per numero di auto immatricolate e ha conseguito nel 2016 il record storico di vendite I servizi e le soluzioni Leasys sbarcano in primis sul suolo spagnolo, dove la presenza di FCA Bank è già consolidata, un mercato che, al pari di altri in Europa, fa registrare positivi indicatori di crescita per il noleggio a lungo termine, a conferma dello sviluppo di un concetto di nuova mobilità, che guarda all’utilizzo e non al possesso dell’auto, in un’ottica di risparmio e sostenibilità.

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Si acuisce la crisi della produttività del Regno Unito

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

londonLondon. La crisi della produttività del Regno Unito si sta approfondendo, questa l’evidenza principale dell’ultima pubblicazione dello studio Business Trends di BDO, network internazionale di revisione contabile e consulenza aziendale, in Gran Bretagna. L’ultima release di BDO Business Trends rivela che, mentre le imprese del Regno Unito continuano a assumere nuovo personale, la produzione d’impresa è in continua discesa. La quantità di produzione generata per ogni ora lavorativa rischia, quindi, di rallentare ulteriormente, compromettendo i già allarmanti livelli di produttività del Regno Unito. Nel primo trimestre 2017 l’Employment Index – l’indice di BDO Business Trends che rileva la propensione all’assumere forza lavoro – è rimasto al di sopra della media di tendenza e risulta in crescita rispetto ai mesi di gennaio e febbraio 2017, attestandosi a 102,0. L’occupazione è cresciuta costantemente negli ultimi sei mesi e il tasso di disoccupazione, attualmente al 4,7%, è il più basso mai registrato in Gran Bretagna da più di 40 anni1.Tuttavia, nonostante i dati positivi sull’occupazione, l’Output Index – l’indice BDO sulle previsioni delle imprese britanniche relative agli ordini per il prossimo trimestre – ha subito un decremento scendendo a 95,9. Questo risultato è decisamente inferiore all’andamento di crescita a lungo termine che viene attestato a 100, e sta scivolando più vicino al punto di contrazione, ossia al di sotto di 95.0. I dati mostrano la grave difficoltà che sta vivendo l’economia britannica per rilanciare la produttività, nonostante gli aumenti marginali annunciati dalla ONS all’inizio di aprile.Lo scarso livello di produttività riscontrato nel primo trimestre 2017, oltre ad avere un impatto sulle imprese, ha anche un peso incisivo sulle famiglie britanniche. La crescita dei redditi familiari, infatti, si attesta a circa il 50% in meno del periodo pre-crisi finanziaria2 e riflette le basse prestazioni riscontrate nella produzione. In aggiunta, l’Inflation Index, l’indice di BDO che misura i livelli di inflazione, ha raggiunto un nuovo picco a quota 105,2, il più elevato dell’ultimo quinquennio. Considerando che i prezzi delle merci continuano ad adeguarsi a causa del recente deprezzamento della valuta sterlina, che non accenna a fermarsi, l’inflazione sembra destinata ad aumentare ulteriormente nei prossimi mesi. Questi fattori combinati indicano che qualora la produttività non ritorni a regime rapidamente, la spesa per i consumi continuerà a contrarsi in maniera ancora più incisiva.

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