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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 341

La ripresa del L’eco d’Italia…La sfida di non mollare mai

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

l'eco d'italiaBuenos Aires.  Dopo cinque anni, il L’eco d’Italia ha potuto riprendere la sua attivitá insieme alla comunità italiana in Argentina. Questo sogno tanto atteso, puó darsi oggi grazie non solo all’impegno della famiglia Cario, ma anche grazie allo sforzo e unità di tutto un gruppo di persone che non hanno mai abbassato le braccia. É Adriano Cario, oggi ad occupare il ruolo di Direttore, posto storico del suo padre e fondatore del giornale, Gaetano, 50 anni fa.…. E un giorno torniamo. Sebbene sia difficile descrivere le sensazioni e i sentimenti che proviamo in questo momento in fondo non ce ne siamo mai andati. Tornare a stampare oggi il giornale, per noi, é molto piú che riprendere l’attivitá sociale e política all’interno della nostra collettivitá. Come non farlo? é naturale, siamo figli di italiani nati in una famiglia che ci ha fatto crescere in questo meraviglioso mondo delle associazioni, delle canzonette, i balli e costumi, la lingua italiana, persino il dialetto e di amare, da bambini, la nostra cucina. Piuttosto, é l’unico modo che troviamo possibile di essere fedeli al sogno di mio padre. Essere quí, per me é molto speciale. Non solo per l’incontenibile emozione che provo insieme ai miei per avere un’altra volta, dopo 5 lunghissimi anni, una copia de L’ECO D’ITALIA tra le mie dita. É anche guardare, Teresa, mia madre, che mi spinge piú di prima, malgrado l’etá abbia provocato le sue inevitabili conseguenze. Ora i miei figli, grandi e consapevoli, cominciano a capire un po’ meglio chi é stato suo nonno, Gaetano. Ed io, dopo un lungo tempo durante il quale faceva male entrare a questa redazione, per i ricordi, per guardare i giornali storici, per i momenti vissuti, per le foto, ecc. , sono un’altra volta quí, con piú forza che mai. Perció, malgrado la nostra pena, e i nostri sentimenti familiari, come gruppo di persone che ha messo il meglio di se stesso per stampare un giornale da 50 anni, sarebbe dare un passo indientro parlare di rancori. E nostro dovere non guardare al passato ma al presente e il futuro, cercando di combattere contro coloro che ci hanno messo in questa situazione ed hanno isolato all’associazionismo italiano in Argentina. Perché aldilá delle crisi economiche, le spese da pagare, la naturale diminuzione dei connazionali, le associazioni continuano ad avere una mancanza di comunicazione tra di loro, e soprattutto al di fuori, con scarsi legami con la societá argentina, in un mondo che é ogni giorno piú dipendente dalla comunicazione grazie alle nuove tecnologie. Il mondo non é rosa, e a volte la stampa occupa questo ruolo amaro e pessimista di rendere chiaro il buio, insomma, realista. Dunque, questo ritorno de L’eco d’ Italia, non significa che siamo quí per assicurare che tutto andrá meglio, che le istituzioni si riempiranno di connazionali e le loro famiglie come prima, che le nuove generazioni accompagneranno i piú esperienti e andranno avanti con gli obiettivi sociali. Semplicemente ci offriamo volentieri per cambiare una situazione che ci fa male e fa male a tutti gli italiani. Soltanto bisogna leggere i giornali di appena cinque anni fa per osservare l’involuzione che abbiamo provato come comunitá italiana. Vedevamo feste, commemorazioni e tante associazioni piú attive e presenti ogni settimana nelle pagine principali de L’ECO, con le foto delle cerimonie e manifestazioni, con le sale piene, cenoni mensili e celebrazioni tipiche, corsi di lingua italiana ecc. Tuttavia, mentre tutto questo processo si precipitava, i politici sono rimasti muti. E la vita sociale é una catena, i politici rimangono in silenzio perche non ci sono istituzioni che siano in grado di esigere nulla. Non possono, non sanno, oppure ormai non hanno piú voglia di chiedere nulla a chi che, per decenni hanno soltanto mostrato le spalle. Una cosa é conseguenza dell’altra, e perció, sará rafforzando il nostro associazionismo, il potere di ogni presidente d’istituzione, la forza di ogni federazione, e promuovendo il protagonismo dei COMITES come potremo, un giorno, obbligare un’azione concreta di chi gode la particolare comoditá dei seggi. Torniamo per aiutare, torniamo per essere al vostro fianco in questo dificile momento. Torniamo…… anche se non ce ne siamo mai andati.

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