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Archive for 3 maggio 2017

Poliposi nasale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

malattie respiratorie“La rinosinusite cronica con polipi nasali è una malattia infiammatoria frequente che colpisce il 4-5% della popolazione, spiega Carlo Antonio Leone, Presidente SIOeChCF, Società Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico-Facciale, e ha un elevato impatto sulla qualità della vita dei pazienti avendo come sintomi principali l’ostruzione nasale con conseguenti difficoltà respiratorie e perdita della funzione olfatto-gustativa. La diagnosi è semplice, ma il suo trattamento rimane una sfida per l’otorinolaringoiatra date le ancora scarse conoscenze sulle sue cause, il difficile controllo terapeutico e la frequenza delle recidive che si presentano in almeno 1 paziente su 4. Nonostante la terapia medica controlli i sintomi in una buona percentuale di pazienti, molti ricorrono al trattamento chirurgico per ridurre i disturbi e prevenire le complicanze. Va però ricordato che l’approccio chirurgico si limita a disostruire il naso e ampliare gli osti dei seni paranasali, ripristinando al meglio la funzione respiratoria e permettendo ai farmaci nebulizzati di raggiungere la mucosa dei seni, ma non è risolutivo in quanto non agisce sulle cause della malattia”. “Nello studio recentemente pubblicato su Acta Otorhinolaryngologica Italica, continua Matteo Gelardi, Presidente della Accademia Italiana di Rinologia (IAR), Responsabile del Centro Rinologico del Policlinico Universitario di Bari e firmatario dello studio, abbiamo stabilito uno schema terapeutico mirato a controllare i sintomi e migliorare la qualità della vita dei pazienti, in base alla classificazione del Grading Clinico-Citologico (GCC) che prende in considerazione diversi parametri (citologia nasale, asma, allergie e sensibilità all’acido acetilsalicilico) come fattori di rischio di recidiva post-chirurgica. Questo trattamento personalizzato evita di esporre il paziente al rischio di sotto o sovra-trattamento e di conseguenza alla possibilità di incorrere in una recidiva o negli effetti collaterali dei farmaci utilizzati. Sono stati studiati per 5 anni 204 pazienti affetti da rinosinusite cronica con polipi nasali dei quali 120 avevano subito precedentemente un intervento chirurgico per la rimozione dei polipi. I pazienti sono stati trattati con corticosteroidi topici con periodo di somministrazione variabile in base al livello di rischio di recidiva e con corticosteroidi sistemici associati ad irrigazioni nasali ed acido ialuronico ad alto peso molecolare.Altri farmaci come antistaminici, antibiotici, immunoterapie specifiche sono stati aggiunti a seconda della presenza di co-morbilità come rinite allergica, asma o infezioni concomitanti. Ne è emerso che: nel gruppo con rischio lieve il 92% dei pazienti non ha avuto peggioramenti e non è ricorso alla chirurgia, nel gruppo a rischio moderato il 44% dei pazienti non ha avuto peggioramenti e solo il 3,6% ha avuto necessità di ricorrere alla chirurgia contro il 13,6% del gruppo di controllo, infine soltanto il 5,7% dei pazienti del gruppo con rischio grave necessitava di trattamento chirurgico contro il 49% del gruppo di controllo. Inoltre, dal punto di vista obiettivo le dimensioni dei polipi nasali tendevano ad aumentare ad una velocità maggiore nel gruppo di controllo che nei pazienti trattati con terapia personalizzata. Mentre era già nota l’attività dei corticosteroidi nelle poliposi, la novità è rappresentata dall’impiego dell’acido ialuronico 0,3% ad alto peso molecolare (Yabro®) che ha svolto un ruolo determinante per la sua attività antiinfettiva sui biofilm e di ripristino del battito ciliare”.
“Questo studio apre la strada allo sviluppo e all’adozione di un nuovo approccio alla gestione della rinosinusite cronica con polipi nasali sulla base di una classificazione clinica e citologica che permetta di stimare con accuratezza la gravità della malattia e di adattarne il trattamento al fine di informare meglio il paziente, migliorare l’aderenza terapeutica, il controllo della malattia e limitare il ricorso alla chirurgia”, aggiunge Carlo Antonio Leone.“Questo nuovo approccio, conclude Gelardi, svela in modo incontrovertibile, che ogni poliposi nasale è diversa dall’altra e, anche in questo campo come già in altri, la medicina di precisione è la risposta per trattare questi pazienti che dovranno accettare e comprendere la natura cronica della propria patologia ed essere disposti a seguire le indicazioni che ne consentono un buon controllo”.

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30 anni di Bofrost: ecco come sono cambiati i gusti degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

catalogo piattiCous cous alla trapanese, polpo alla gallega, spicchi di patate “salt & pepper”. E poi una linea di prodotti veg e legati al benessere sempre più ricca. Sono alcune delle novità del catalogo primavera-estate 2017 di Bofrost, pensate per una clientela in cerca di proposte nuove, sfiziose, internazionali e con abbinamenti insoliti, ma anche sempre più attenta al benessere. «Del resto il nostro catalogo è da trent’anni lo specchio fedele di come cambiano le abitudini degli italiani in cucina e a tavola. Nel 1987, quando abbiamo cominciato con la vendita porta a porta di surgelati, eravamo guardati come degli alieni. Oggi ci viene riconosciuta la capacità di anticipare le tendenze, con un assortimento di gran lunga più ampio di quello dei canali tradizionali e prodotti sviluppati appositamente per intercettare le esigenze della clientela»: parola di Enrico Marcuzzi, responsabile marketing di Bofrost Italia, il colosso della vendita diretta di surgelati che nel 2017 festeggia il suo trentesimo anniversario.
Nata nel 1987 dall’intuizione dell’imprenditore friulano Edoardo Roncadin, che volle aprire nel nostro Paese la sorella italiana della tedesca Bofrost, l’azienda, che ha sede a San Vito al Tagliamento (PN), negli anni ha portato i propri camioncini in tutto il territorio nazionale. Oggi lavorano per Bofrost 2.400 persone, pronte a servire più di un milione di famiglie.Il catalogo di trent’anni fa presentava 141 prodotti, specialmente gelati, carne e pesce e verdure. In assortimento quattro pizze diverse, cinque tipi di snack e poi pasticceria, primi piatti, pane e patate, con sette prodotti. «Oggi i prodotti sono 452 –prosegue Marcuzzi–. Le pizze sono diventate 21 e gli snack 25: Bofrost è stata una delle prime aziende a puntare su questo segmento offrendo prodotti premium. Per le patate abbiamo 22 preparazioni diverse. Siamo stati fra i primi anche a offrire piatti pronti da preparare direttamente in microonde: la nostra linea Ristopiatti oggi conta 27 specialità. Un’altra tendenza molto forte ultimamente è quella dei mini formati, apprezzati per verdure, gelati e pasticceria. E negli ultimi anni abbiamo introdotto linee specifiche dedicate a chi segue regimi alimentari particolari: MyLife con specialità vegetariane e vegane, leggere ed equilibrate, fra cui la pizza margherita senza lattosio; la linea FreeLife senza glutine e la linea di gelati Fior di Soia».Negli ultimi anni si sono poi evidenziati due trend fra loro complementari: da un lato c’è l’attenzione agli ingredienti tipici italiani e alle specialità regionali, per cui Bofrost propone con successo piatti ispirati alle tradizioni culinarie italiane, tra cui l’amatissimo Baccalà alla Vicentina. Dall’altro c’è quello dei cibi etnici, con l’ingresso nel catalogo di Bofrost di sushi, cous cous, involtini primavera e specialità di carne ispirate alla cucina di tutto il mondo.Inoltre il catalogo Bofrost oggi offre anche vini, olio d’oliva e caffè in capsule, abbinato a una macchina per il caffè con un design esclusivo.
Insieme a tante trasformazioni resistono però alcuni “evergreen” in cima alle preferenze da trent’anni. Si tratta soprattutto di gelati: ai clienti Bofrost non si possono togliere il gelato in vaschetta alle noci, il tartufo al cacao, il famoso Mini Cono e il gelato su stecco Boblack. Ma c’è anche un piatto sorprendente: «Le lumache alla Bourguignonne sono un successo che dura fin dal 1987 –svela Enrico Marcuzzi–. Per noi questo prodotto rappresenta come, con creatività e un’attenta ricerca sugli ingredienti e sulle preparazioni, si può trasformare il surgelato in un piatto gourmet». (foto: catalogo piatti)

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Presentazione del libro di Massimo Centini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

bordelli torinesiTorino Giovedì 4 maggio 2017 alle ore 18,00 Sede AIP, Sala Principe Eugenio, via Legnano 2/b Presentazione del libro di Massimo Centini: “Torino: quando le case chiuse erano aperte”. Partecipano e dialogano: Massimo CENTINI, antropologo e scrittore, Vittorio G. CARDINALI, giornalista e scrittore.
La storia dei costumi e delle usanze dell’uomo nei riguardi della sessualità femminile ha sempre dato quell’input di fantasie tanto che scrittori e registi del nostro Paese ne hanno parlato e filmato come l’esempio di una fiction televisiva girata proprio qui a Torino “Altri tempi” (2013) dove veniva messo a nudo la tematica così forte e drammatica delle cosiddette “Signorine”. Una vita legata ad un unico ambiente, quello del bordello, dove vi era un via vai di uomini e giovani di tutte le età. Alcuni di loro alle prime esperienze sessuali. Anche in questo libro di Massimo Centini una documentata raccolta di notizie ci aiuta a guardare limpidamente uno tra i volti meno noti della storia minima di una città che, per quantità e qualità, di bordelli certo non era seconda a nessuna. Un viaggio documentato sul fenomeno della prostituzione al tempo in cui le case chiuse erano aperte. Documenti d’archivio che ci riportano leggi e regole d’altri tempi, si intersecano con le testimonianze di chi la realtà dei casini torinesi l’ha vissuta intensamente. Risultato di una lunga ricerca, questo volume, arricchito da un notevole apparato iconografico, ci racconta un pezzo di storia piemontese, avendo come perno centrale la casa chiusa, ma con un costante riferimento alla società.
Massimo CENTINI, Bordelli torinese. Quando le case chiuse erano aperte, Il Punto Piemonte in Bancarella, 2015 (3^ edizione). Massimo CENTINI (1955), laureato in Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. (foto: bordelli)

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