Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 307

Riflessioni dall’India: il denaro secondo Modi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

Narendra ModiDa Venkatesh Sanjeevi, Senior Investment Manager. L’India si è ripresa dallo shock della demonetizzazione, la strategia messa in atto a novembre dell’anno scorso per scoraggiare l’uso di contanti e combattere la corruzione.Lo scorso novembre Narendra Modi ha provocato un terremoto economico in India. Ritirando improvvisamente dalla circolazione tutte le banconote da 500 e 1.000 rupie e concedendo alla popolazione solo un breve periodo di tempo per convertirle nei nuovi biglietti, il primo ministro indiano ha scatenato l’equivalente monetario di un evento sismico. Ma come accade spesso nelle catastrofi naturali, una volta superato lo shock iniziale, gli Indiani si sono rimessi in corsa adeguandosi alla nuova situazione. La ripresa è stata molto più rapida di quanto prevedesse la maggioranza degli esperti.L’ultima volta che sono stato nel Paese, il mese scorso, l’economia sembrava quasi tornata alla normalità. I dati confermano la mia impressione. In dicembre, dopo la demonetizzazione, il nostro indicatore anticipatore dell’economia indiana registrava il calo mensile più marcato dal 1987, ma entro febbraio si era già normalizzato. Le vendite di auto hanno evidenziato un andamento analogo, con un crollo del 18% a/a in dicembre e un recupero dello 0,9% annuo a febbraio. A posteriori possiamo affermare che il trauma è stato forte ma di breve durata, un po’come il crollo seguito alla crisi finanziaria globale, che ha avuto anch’essa un effetto transitorio sull’India.Il vigoroso rimbalzo dell’economia indiana dipende da come ha o non ha funzionato la demonetizzazione.Uno degli obiettivi principali dell’iniziativa era sradicare l’evasione distruggendo la ricchezza accumulata grazie al mercato nero. In teoria, chi non era in grado di spiegare la provenienza del denaro non poteva convertirlo in nuove banconote. L’86% circa dei 253 miliardi di dollari del denaro circolante nell’economia, vale a dire 218 miliardi di dollari, era soggetto alla demonetizzazione. Dato che 1/5 o 1/4 di tale importo è probabilmente frutto del mercato nero, il potenziale di distruzione di ricchezza era notevole.Tuttavia, il governo Modi sembra aver sottovalutato l’ingegnosità degli Indiani nell’eludere le regole. Alla fine quasi tutte le banconote sono state convertite o depositate, con il risultato che non c’è stata quasi nessuna distruzione di ricchezza, ma solo una certa redistribuzione, dato che qualcuno ha pagato per regolarizzare la propria situazione.Nello stesso tempo, la Reserve Bank of India è riuscita a stampare nuovi biglietti a sufficienza, smentendo i timori che il Paese sarebbe rimasto a corto di contanti per parecchio tempo. La disponibilità di denaro liquido sembra tornata alla normalità. Personalmente non ho visto code ai bancomat, e solo uno o due sportelli sembravano sprovvisti di denaro.Per altri versi, la riforma valutaria di Modi sta funzionando, dato che incentiva le transazioni digitali.Sono stato a Mumbai, Bangalore, Chennai e Mysore sia per lavoro che in vacanza e ho riscontrato ovunque il tentativo di ridurre l’uso dei contanti, nel quadro del più ampio programma di governo contro l’evasione e la corruzione, che prevede fra l’altro la digitalizzazione di massa delle impronte e dell’iride degli Indiani per combattere furti e frodi a danno dello stato sociale.

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