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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for 9 maggio 2017

Teatro: Un vero capolavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

un vero capolavoro1Roma dal 30 maggio al 4 giugno 2017 ore 21 e la domenica ore 18 Teatro Vascello Sala Uno Teatro Piazza di Porta San Giovanni, 10 Ivan Bellavista e La Fabbrica Dell’Attore del Teatro Vascello presentano Un Vero Capolavoro Scritto, diretto e interpretato da Ivan Bellavista e Sandra Conti con Francesca La Scala.
La compagnia del “Molière Immaginario”, capitanata da Ivan Bellavista (decennale collaboratore scenico di Antonio Rezza e Flavia Mastrella (Rezzamastrella) in successi come “Fratto_X” e “Anelante”), torna con un nuovo spettacolo, “Un Vero Capolavoro”, una spiazzante favola teatrale scritta, diretta e interpretata insieme a Sandra Conti.Dopo il mito dissacrato del Don Giovanni di Molière, si torna su un palco vestito solo dell’essenziale. Questa volta a essere celebrato è il Teatro come Spazio, che diventa un vero e proprio Altrove in cui tutto è concesso e dove ognuno può essere ciò che vuole.
Un uomo è in fuga: da giorni due scagnozzi tentano di acciuffarlo, ma l’uomo è evanescente. Forte del fatto di trovarsi in un luogo camaleontico, in cui ogni fantasia può assumere le sembianze della realtà, non fa che travestirsi e mimetizzarsi, saltellando da un luogo all’altro, da un’epoca all’altra, vestendo i panni dei più svariati personaggi, veri o immaginari, famosi o sconosciuti, insoliti o ordinari. Balla, canta, salta, recita, trascinando i suoi inseguitori nella propria allegra ed egocentrica follia, re indiscusso di quel luogo, padrone delle proprie fantasie.Perché lo inseguono? Cosa vogliono da lui? Semplice, farlo tornare in vita! Sì, il protagonista altri non è che un uomo caduto in coma, che ora ha l’opportunità – anzi il dovere – di risvegliarsi e tornare ai suoi affetti terreni. Sembrerebbe un’opportunità straordinaria, ma c’è chi, come lui, a una vita reale e mediocre preferisce un limbo sospeso, un Altrove giocoso in cui tutto è possibile, uno spazio così simile al palco di un teatro, in cui poter rappresentare una vita, mille vite, tutte straordinarie.Tra un vero capolavoronumeri musicali, brillanti coreografie e inaspettati cambi di registro, “Un Vero Capolavoro” vi lascerà senza fiato.
Ivan Bellavista classe 1985, si appassiona all’arte del teatro da giovanissimo. Nel 2007 incontra in modo del tutto fortuito Antonio Rezza e Flavia Mastrella che vedono in lui il coprotagonista di ben cinque spettacoli del duo artistico. E’ Re Mida di Rodari, Gastone di Petrolini, una tenutaria di bordello e un impiegato in pezzi teatrali di Tardieu, un clown lorchiano, un Don Giovanni spropositato persino per Molière, in più spettacoli organizzati, diretti e interpretati da lui. Nel 2017, sostenuto da Sandra Conti, si lancia nella nuova avventura di Un vero capolavoro.
Sandra Conti si forma presso la scuola “Teatro Azione” di Roma, diretta da Cristiano Censi e Isabella Del Bianco. Come autrice si specializza alla SRF e al corso di scrittura creativa presso la RAI-eri. Vince due edizioni del concorso internazionale “Attori in cerca d’autore”, aggiudicandosi anche il premio speciale della giuria e il premio tecnici. La prima pièce viene edita dalla storica rivista teatrale “Ridotto”; la seconda, rielaborata ed estesa, viene rappresentata dal 2006 fino al 2012 con Francesca Draghetti, Ennio Coltorti e Simone Crisari, toccando molte città italiane fra cui Roma, Milano e Torino. Biglietto intero 15 euro/ridotto 10 euro/convenzioni 8 euro – Tessera associativa del Teatro 2 euro. (foto: un vero capolavoro)

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Pechino: Esperti forlivesi sul tumore

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

espeerti forlivesiPechino Anche quest’anno il Dr.Luca Saragoni, e il Dr.Paolo Morgagni, rispettivamente appartenenti alle Unità Operative di Anatomia patologica e Chirurgia dell’ospedale di Forlì, hanno partecipato al 12th International Gastric Cancer Congress, che si è tenuto a Pechino dal 20 al 23 Aprile.Il congresso internazionale ha visto la partecipazione di più di 3000 medici provenienti da 41 paesi.I due professionisti, invitati degli organizzatori del convegno, che ha visto la partecipazione dei massimi esperti internazionali in tema di tumore dello stomaco sono da tempo inseriti nel comitato scientifico internazionale della International Gastric Cancer Association.La loro partecipazione è avvenuta non solo in veste di relatori, ma anche di coordinatori di lavori multidisciplinari realizzati dall’Ausl Romagna e dall’’IRST – IRCCS di Meldola.
“La Romagna, ed in particolare Forli – spiegano i due medici – hanno potuto presentare in questa occasione, a specialisti di tutto il mondo, la propria esperienza scientifica, frutto di anni di lavoro multidisciplinare e di relazioni con i principali istituti di ricerca mondiali, spesso invitati anche a partecipare a congressi presso il centro Universitario di Bertinoro.” “Le relazioni che ci sono state richieste – proseguono – hanno riguardato la diagnosi ed il trattamento della neoplasia allo stadio precoce, che vedono Forlì e la Romagna tra i più attivi centri occidentali, mentre altre ricerche, da noi presentate, hanno riguardato la diagnosi endoscopica, radiologica e patologica ed il trattamento multidisciplinare, effettuato regolarmente presso le nostre strutture” In particolare, il Dr.Saragoni ha esposto i risultati dello studio italiano da lui condotto su 1074 pazienti affetti da Early Gastric Cancer, dimostrando come, anche questo tipo di tumore, generalmente a buona prognosi, nasconda spesso sottotipi con caratteristiche del tutto simili a quelle dei tumori avanzati a prognosi infausta. Il Dr.Morgagni, invece, ha presentato alcune indicazioni ai trattamenti diversificati e più appropriati in rapporto allo stadio tumorale.Il gruppo italiano di ricerca sul cancro gastrico (GIRCG), di cui il Dr.Saragoni e il Dr.Morgagni sono tra i fondatori, ha contribuito al buon esito del convegno, portando ben 31 contributi scientifici.In ambito congressuale sono inoltre stati definiti protocolli di ricerca internazionali per i quali, il Dr.Saragoni e il Dr.Morgagni, parteciperanno in qualità di esperti.“La partecipazione italiana – concludono – è stata molto apprezzata e ci ha permesso di creare ulteriori contatti con colleghi orientali ed europei davvero entusiasti a partecipare alle iniziative scientifiche che potremo organizzare presso la nostra Ausl della Romagna in un prossimo futuro.” (foto: esperti forlivesi)

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Teatro Porta Portese: Casanova a Londra

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

brugiaRoma. Dall’11 al 14 maggio Ore 21 (domenica ore 18.30) Teatro Porta Portese via Portuense, 102, Ingresso 15 + tessera, Casanova a Londra, l‘ultima avventura di un grande seduttore.
La pièce, di cui sono autori Grazia Melai e Stefano Martinelli, è ispirata a un episodio delle memorie di Giacomo Casanova, e rievoca un’avventura -o meglio, una disavventura – sentimentale che il celebre seduttore ha vissuto a Londra, dove era approdato dopo un lungo girovagare in Europa, e infinite traversie, nel 1763.
Vincenzo Martinelli, un connazionale (anch’egli una figura realmente esistita, letterato e storico di una certa fama) lo introduce nella società londinese, dove Casanova conosce Marianne, una bellissima giovane, figlia di una donna – Carol – che Casanova aveva conosciuto molti anni prima a Parigi, e di cui a malapena si ricorda. A Parigi Carol si era invaghita di lui ma Casanova, impegnato in quel periodo in un’altra conquista femminile, non aveva approfittato della sua disponibilità. E Carol – ormai una donna senza scrupoli – non ha dimenticato questa ferita inferta al suo amor proprio. Casanova si innamora perdutamente della giovane Marianne, che, lusingata, cede apparentemente, alla sua corte e ai suoi desideri; ma al momento cruciale non può concedersi perché si trova a letto, pressoché corazzata in un’impenetrabile bardatura – impostale dalla madre Carol, che Casanova non riesce a infrangere. La cosa si ripete più volte: la fanciulla si giustifica per questo con la stretta sorveglianza di sua madre. Il comportamento della giovane conduce infine all’esasperazione il grande seduttore, tanto più quando questi inizia a sospettare che Marianne possa avere un amante, un giovane parrucchiere, al quale viceversa forse si concede senza problemi. Disperato, Casanova decide di uccidersi gettandosi nel Tamigi con le tasche piene di sassi: il fallimento comporta, infatti, per l’irresistibile dongiovanni, una crisi psicologica, una sorta di tracollo esistenziale insopportabile. È la prima volta che una donna gli si nega, ed egli comincia ad avvertire l’ombra nera della vecchiaia. Lo salva dal suicidio Martinelli – che è innamorato senza speranza e senza le sostanze necessarie di Carol – il quale convince l’avventuriero a sedurre finalmente Marianne con uno stratagemma. A Londra, infatti, esiste un particolare bordello diretto da Madame Giselle nel quale, mascherate, si concedono agli uomini donne rispettabili e insoddisfatte. Martinelli convince quindi Marianne a mascherarsi e a concedersi in questo modo, a Casanova, sfuggendo alla stretta sorveglianza materna e del Conte che la protegge come sua giovane amante. Tutto va come ha previsto Martinelli, se nonché, dopo l’amplesso così a lungo desiderato, la donna si toglie la maschera: non è Marianne, ma Carol, che così si è vendicata dello smacco subito a Parigi, beffando il grande seduttore. La commedia è stata scritta a quattro mani da Grazia Melai – che è attiva nell’ambiente teatrale da molti anni, ed ha rappresentato recentemente a Firenze due sue opere:- “Il leone nero” e “Noi lo chiamavamo amore” – e Stefano Martinelli, docente di Storia contemporanea all’Università di Firenze, autore del romanzo, “Come sono le donne”, da cui è stata tratta l’omonima pièce, messa in scena qualche anno fa, e di una “commedia con musiche”, “Polly ovvero l’opera del milionario”, interpretata con successo da Maria Cassi presso il Teatro del sale. di Firenze. Le musiche e le canzoni originali (che propongono Casanova a Londra come una commedia in musica) sono di Danilo Pace con i testi di Tonino Tosto che firma anche la regia.
Il cast: Giacomo Casanova (Danilo Brugia), Carol (Susy Sergiacomo), Vincenzo Martinelli (Michele Carfora), scrittore (Tonino Tosto), Marianne (Titti Cerrone), menestrello/parrucchiere (Michele Montesano), Conte (Gino Auriuso), Ketty (Jessica Agnoli), Madame Giselle (Flavia Di Domenico). (foto: brugia)

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Il buonismo e i conti pubblici

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

ministero-finanze“Strano Paese il nostro, dove si organizzano cortei ‘dell’accoglienza’ per gli immigrati che ‘influiscono positivamente sulla crescita del Pil’ (Emma Bonino pensiero), piuttosto che cercare delle soluzioni al tema della bassa natalità. In questo contesto, ciò che manca è che cosa vogliamo fare della nostra immigrazione dopo gli anni dell’accumulo silenzioso e prima che sia troppo tardi. Prima, cioè, che si inneschi, più o meno inconsapevolmente, un’esplosione razziale a catena, sull’onda dell’umanitarismo e dell’egoismo miope, che produce razzismo”. Lo scrive Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in un intervento pubblicato da “Affaritaliani.it”, proponendo delle prime riflessioni in vista della marcia pro immigrati del 20 maggio a Milano che vede Emma Bonino tra i promotori.“Innanzitutto, i flussi migratori cui sono attualmente sottoposti l’Italia e gli altri Paesi dell’Europa comunitaria sono di natura profondamente diversa da quelli che nel dopoguerra e per circa un ventennio avevano interessato il Nord Europa. I flussi migratori di allora erano prevalentemente da domanda, quelli degli anni ottanta e quelli attuali sono, invece, prevalentemente da offerta.Che significa questa distinzione? Nel caso di migrazione da domanda prevalgono i lavoratori dipendenti, in settori manifatturieri, a bassa qualifica, in ogni caso pressoché immediatamente inseriti nelle garanzie di welfare proprie dei paesi di destinazione. Questi flussi di immigrati entrano così nel ciclo sociale delle economie di destinazione attraverso il lavoro. I costi-benefici della loro presenza sono perfettamente visibili alle società in cui essi sono inseriti.Al contrario, nel caso di migrazioni prevalentemente da offerta la ragione del movimento risiede nelle condizioni socioeconomiche dei Paesi di origine. Non esiste, quindi, nessun attrattore capace di selezionare i flussi, per cui le tipologie dei migranti sanno le più varie: alta scolarità, bassa scolarità, alta formazione, bassa formazione, ecc.. I settori di arrivo non saranno quelli centrali manifatturieri, ma quelli marginali-interstiziali-maturi. Ci sarà alta propensione al lavoro autonomo, alla clandestinità e al lavoro sommerso.Il bilancio costi-benefici di questi modelli migratori da offerta è tutto spostato sulla visibilità dei costi. E sulla non percezione dei benefici. Da qui conflitto, razzismo e mancanza di risorse per casa, scuola, lingua, welfare state. Quindi il collasso dei conti pubblici”.

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Vietare vendita delle obbligazioni subordinate agli sportelli

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

consobIl presidente della Consob, Giuseppe Vegas, ha proposto una correzione alla normativa sul bail-in, introducendo una soglia di salvaguardia di 100 mila euro per gli obbligazionisti.
“Bene, giusta l’idea di estendere alle obbligazioni la soglia di salvaguardia di 100 mila euro prevista per i conti correnti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Solo garantendo il piccolo risparmiatore si potrà ridare fiducia nel sistema bancario. A questa proposta, però, ne aggiungiamo un’altra: vietare la vendita allo sportello dei prodotti più rischiosi, come le obbligazioni subordinate. Bisogna impedire che ai semplici consumatori siano venduti prodotti inadeguati al loro profilo di rischio” conclude Dona.

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Another peace deal: An agreement to halt fighting in four zones of Syria

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

siriaRUSSIA’S announcement that Syrian warplanes will stop flying over some of the country’s bloodiest battlefields should be cause for joy. No accurate figure exists for the number of people killed during the war, but monitoring groups estimate that 470,000 have died, the vast majority of them civilians. What is certain, however, is that the Syrian air force, with the help of Russia and Iran, has killed most of these people. Its helicopters and warplanes have dropped bombs, missiles and gas on schools, hospitals and homes. Ending the slaughter means first grounding the regime’s air force.Under the terms of a deal signed by Russia, Iran and Turkey at talks in Kazakhstan on May 4th, this is what is supposed to happen. All operations, including Syrian military flights, will supposedly stop in four “de-escalation zones” within the country where opposition fighters still hold considerable territory. If all sides abide by the deal, then these areas will become safe zones that could, at some stage, be policed by troops from Russia and Turkey. Russian news outlets speculated that troops from Brazil and India may also play a role in peacekeeping. Donald Trump is reported to have approved the agreement in a call with the Russian president, Vladimir Putin.The ambitious plan is the latest in a series of attempts to put an end to the six-year war. Details on exactly how it will work on the ground are thin and there are a number of possible spoilers. Key to the plan’s success will be the Syrian government’s commitment to its terms. Backed by its allies Russia and Iran, the regime has repeatedly vowed to continue fighting until it controls the entire country. In trying, it has often acted against the interests of both its main sponsors.The rebels are justifiably suspicious of the deal, pointing out that Russia has failed to rein in its unruly partner in the past. They are also deeply sceptical about the role of Iran, which they accuse of deliberately stoking sectarian hatred during the war (rebel representatives walked out of talks on Wednesday in protest at Iran’s role as a signatory and guarantor of the latest deal). This mistrust has seen previous ceasefire agreements collapse within weeks, with both sides accusing each other of violating their terms.
Little has changed to make it any more likely that this latest effort will succeed where the others have failed. Under the new deal, Russia, Iran and the regime are still allowed to target jihadists linked to al-Qaeda, who fight side by side with other rebel factions in some parts of the country, including within the designated safe areas. The regime has in the past used this co-operation to justify breaking ceasefires and bombing rebel positions. In Idlib, which is supposed to fall inside one of the four safe zones, al-Qaeda-linked factions now dominate an alliance of rebel groups that controls most of the province. It is unlikely that the regime will stop its bombing campaign there. Nor is it likely that the rebel alliance will stop attacking the regime. Both sides will accuse the other of violating the ceasefire.Like Idlib, many of the areas where the conflict will supposedly be paused as part of the deal have seen an escalation in fighting in recent months. Government forces and pro-regime militias have tightened the sieges of Eastern Ghouta, a densely populated rebel-held suburb of Damascus, and the rebel redoubt north of the city of Homs. The deal will also cover an area in the south, along the Jordanian border, where American-backed rebel forces have made gains against both Islamic State and government forces since the start of the year. “As of the sixth of this month all military operations will be ceased,” the head of the Russian delegation to the talks in Kazakhstan, Alexander Lavrentyev, said. “All Syrian flights over these areas will cease.” If this happens, then separate talks in Geneva aimed at finding a lasting political solution to the war may finally move forward. The chances of this happening, however, are slim. (font: The Economist)

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Il pianista Walter Savelli a Palermo

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

savelliPalermo sabato 27 maggio alle 21 al teatro Savio il pianista Walter Savelli porterà il suo show di musica con pianoforte intitolato “20 mila giorni di note e di storie”. «Farò conoscere dal palco – spiega Savelli – la mia musica e i miei brani al pianoforte. Il mio scopo è elevare l’importanza della musica leggera, che io come tale non ho mai considerato. Perché non c’è niente di leggero nella musica. L’obiettivo è renderla più importante, con esecuzioni al piano che possono fare riferimento alla dimensione classica».In scaletta anche cinque brani di Claudio Baglioni, artista con cui Savelli ha collaborato per 35 anni, rivisitati al piano.
«Ogni canzone – continua Savelli – sarà introdotta da una sua storia, per raccontarne le origini. Non mancheranno anche aneddoti che faranno sorridere il pubblico, dove protagonisti saranno Claudio Baglioni, Bruce Springsteen, Peter Gabriel, Sting e Paul McCartney, con cui sono amico. Per la prima volta mi esibirò a Palermo senza Baglioni e senza trovarmi in un palasport o allo stadio. Però, finalmente, mi conoscerete nella mia dimensione ideale: il teatro».A condividere alcuni momenti sul palco con Savelli sarà, sempre al pianoforte, il musicista palermitano Davide Campione.L’ingresso al concerto costa 10 euro e i ticket si possono comprare già da oggi o al botteghino del teatro o via Internet e negli sportelli dei circuiti Ticketone e Tickettando. La produzione artistica è di SolMusic e Cast di Palermo. (foto. savelli)

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Mostra “La sedia eccellente e il suo contorno”

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

sediaAnguillara 13 maggio 2017 alle 17.30 inaugurazione mostra “La sedia eccellente e il suo contorno”Per l’occasione Marinelli terrà anche una introduzione sul tema “Le sedie dal 1600 al 1900 -Una raccolta di stili”, ricostruendo la storia e le tipologie delle varie sedute in mostra. Un’occasione per gli appassionati e non solo per addentrarsi nel mondo del collezionismo d’antiquariato. L’Associazione Culturale Sabate, che dal 1992 cura la gestione del Museo, è lieta di ospitare un evento del genere che si colloca perfettamente nella riscoperta dell’antico. L’iniziativa si tiene in concomitanza con la Festa di Primavera organizzata nelle stesse giornata dallo storico Rione Castello. Un motivo in più per essere ad Anguillara alla scoperta dell’antico e delle tradizioni.
Una mostra di antiquariato nella quale verranno esposte decine di esemplari selezionati e restaurati da Annibale Marinelli, un appassionato che ha raccolto una collezione unica nel suo genere. La sua è una passione che lo ha colto fin dalla gioventù e che è andata via via crescendo determinando un patrimonio di mobili antichi di tutto rispetto provenienti da tutta Europa e non solo. Nella mostra di Anguillara che si tiene nell’ambito delle iniziative organizzate in collaborazione con il Comune di Anguillara e la locale Pro Loco, Marinelli propone ai visitatori un selezionato campionario di sedute d’altri tempi con un contorno di raffinati mobiletti e quanto altro. (foto: sedia)

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Effetti speciali con il festival Luci e Acqua a Bressanone

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

bressanoneBressanone fino al 21 maggio 2017 Domenica-Giovedì dalle ore 21 alle ore 23.30 Venerdì e Sabato dalle ore 21 alle ore 24. Un grande show di luci, colori, suoni ed effetti speciali sta andando in scena nell’intero centro storico di Bressanone, in Valle Isarco, fra fontane, corsi d’acqua, piazzette, vicoli. giardini. È partito con grande successo il “Festival di Acqua e Luce”, che sta trasformando l’antico centro vescovile dell’Alto Adige in una vera e propria “città delle luce e dell’acqua”.
Le originali installazioni luminose a cura degli artisti della luce Spectaculaires – Allumeurs d’Images e le diverse opere inedite sul tema acqua e luce realizzate da alcuni artisti locali interessano ben 20 fra fontane, angoli suggestivi ed edifici del patrimonio storico culturale di Bressanone, che tornano a vivere e – ovviamente è il caso di dirlo – rifulgono di una nuova luce…. Tutti e 20 i siti, come ad esempio il fossato del Palazzo Vescovile, via Roncato, l’antico quartiere d Stufels, sono collegati da una linea blu che permette di seguire un itinerario completo di visita.
Oltre alle installazioni ed effetti diffusi (ogni sera dalle ore 21 alle ore 23.30, alle ore 24 venerdì e sabato), l’evento clou del Festival è lo spettacolo di luce e musica degli Spectaculaires “WoW – World of Water”, nell’ex carcere in piazza Duomo, un cortile nascosto nel cuore di Bressanone (inizio spettacoli ore 21.00, 21.45 e 22.30, ingresso 9 euro, 12 euro venerdì e sabato). Dello show, che prosegue fino al 21 maggio, sono artefici gli artisti maestri di videomapping della compagnia Spectaculaires – Allumeurs d’Images, gli stessi del “Sogno di Soliman” (il famoso spettacolo multimediale di luci e suoni allestito durante il Mercatino di Natale nel Palazzo Vescovile, che ha avuto decine di migliaia di spettatori) e di altri riusciti show allestiti su importanti palazzi storici di tutto il mondo. Anche in questa occasione si viene letteralmente incantati e trasportati nel mondo dell’acqua, coinvolti dai colori, dalla musica (creata apposta per lo show dal compositore spagnolo izORel) e dagli effetti, in un turbinio di emozioni e sogni.
bressanone1Fra le altre installazioni e le performance gratuite diffuse in tutta la città, si segnala in particolare il concerto acquatico Fluid keys di Manuela Kerer, compositrice brissinese. I concerti si tengono all’aperto (il 13 e 20 maggio alle 21.30; le altre sere la musica viene diffusa registrata) sulla penisoletta alla confluenza dei fiumi Isarco e Rienza con cinque pianoforti che cambiano intonazione a seconda delle condizioni climatiche. Poi ci sono le proiezioni luminose di Claudia Reh, le biciclette in piazza Duomo che servono ai visitatori a generare l’energia necessaria per lo spettacolo di luci alla fontana di Martin Rainer.
Per turisti e ospiti, ma anche per gli stessi visitatori locali, il Festival di Acqua e Luce è un nuovo modo di scoprire e apprezzare i vari punti di interesse di Bressanone, compreso quelli meno noti. Del resto, Bressanone è da sempre strettamente legata alla cultura dell’acqua. Basti pensare che ha la più alta densità di fonti di acqua potabile all’interno di un centro urbano di tutto l’arco alpino (ben 20), e che al suo interno confluiscono due fiumi importanti, e cioè la Rienza e l’Isarco, mentre il sottosuolo è un reticolo di corsi d’acqua sotterranei. Senza dimenticare l’importanza dell’energia idroelettrica per la zona, e che la sorgente di Plose è una delle più rinomate acque minerali diffuse nella ristorazione in tutta Italia. (foto: bressanone)

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Festival of Ridvan celebrated around the world

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

Festival of RidvanFor 12 days at the end of April and beginning of May, Baha’i communities around the world celebrated their most holy festival: Ridvan.This annual festival marks the anniversary of the days Baha’u’llah spent along the River Tigris in Baghdad.In 1863, Baha’u’llah stayed in a garden on the banks of the Tigris River for 12 days, during which His many admirers in the city came to bid Him farewell. Baha’u’llah announced to the friends gathered with Him during those days that He was God’s Messenger for a new age, foretold in the world’s scriptures. He called the garden they were gathered in “Ridvan,” meaning “paradise.”
The Ridvan period was also a time when Baha’u’llah proclaimed the foundational spiritual principles that lie at the heart of His teachings—signaling the arrival of a new stage in the evolution of the life of humanity, characterized by peace and an end to violence.
Today, the festival of Ridvan is the most joyous of Baha’i holy days. In villages, towns, and cities around the world, Baha’i communities celebrate these special days with gatherings open to all. (photo: Festival of Ridvan)

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UNICEF sul rilascio di oltre 80 studentesse rapite da Boko Haram nella scuola di Chibok

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

FCO 312 - Nigeria Travel Advice Ed2 [WEB]“L’UNICEF accoglie con favore il rilascio avvenuto sabato di oltre 80 ragazze che sono stati rapite da ribelli di Boko Haram nella loro scuola di Chibok più di tre anni fa. È incoraggiante sapere che le ragazze torneranno alle loro famiglie, che hanno aspettato questo giorno. Si troveranno ad affrontare un lungo e difficile processo di ricostruire la loro vita dopo l’indicibile orrore e il trauma che hanno subito da parte di Boko Haram.
L’UNICEF è pronto ad aiutare le autorità nigeriane a fornire un sostegno psicosociale completo e altri servizi specializzati necessari. Noi aiuteremo a riunire le ragazze con le loro famiglie e assicurarsi che possano continuare la loro formazione in un ambiente sicuro. Già gli operatori di un centro sanitario sostenuto dall’UNICEF hanno portato avanti i primi aiuti per identificare le ragazze e effettuare controlli medici prima del loro trasporto.L’UNICEF invita Boko Haram a porre fine a tutte le gravi violazioni nei confronti dei bambini, in particolare il rapimento dei bambini e l’abuso sessuale e il matrimonio forzato delle ragazze. Ringraziamo il governo per questo importante risultato nella protezione dei bambini colpiti dal conflitto nel nord-est della Nigeria, ma rimaniamo profondamente preoccupati per le migliaia di donne e bambini ancora detenuti in schiavitù da parte di Boko Haram. Dobbiamo fare grandi sforzi per portarli tutti in sicurezza e a casa delle loro famiglie. L’UNICEF ha un programma completo per aiutare i bambini che sono stati colpiti dal conflitto nel Bacino del lago Ciad e collabora con le autorità nazionali per aiutare centinaia di bambini e donne che sono fuggiti o sono stati liberati da Boko Haram. Ogni bambino è unico e richiede diversi livelli di supporto, quindi non esiste una formula standard o un tempo definito per recuperare questi bambini. L’UNICEF si impegna a fare tutto ciò che serve, fino a quando serve per aiutare questi bambini a recuperare un senso di normalità con le nostre risorse disponibili”.

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I rifiuti a Roma: Ci risiamo

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

cassonetti“Con i rifiuti non si gioca, e passare da una mancata raccolta di 4 giorni con cassonetti stracolmi e l’emergenza igienico sanitaria basta pochissimo soprattutto con l’avvicinarsi delle stagioni più calde. Purtroppo questo disservizio che sta mettendo in ridicolo la città è già la sesta volta che capita in quasi un anno di giunta Raggi, eppure il leader Grillo dei 5 Stelle aveva lanciato sul blog le 43 azioni virtuose del sindaco Virginia Raggi e tra questi anche il problema rifiuti dato come risolto. Non solo non è superato, ma addirittura è preoccupante come si sta governando il processo del ciclo dei rifiuti. Senza alcuna decisione sulla nuova discarica di servizio e con i contratti in scadenza di esportazione in altre regioni e in altre nazioni dei rifiuti della Capitale la situazione da qui a breve degenererà. Gli impianti che non funziono a pieno, con i presunti sabotaggi, con file di camion Ama che attendono il loro turno per scaricare l’immondizia, spunta ancora una volta come un incubo la riapertura della discarica di Malagrotta e l’apertura della discarica di servizio a Monti dell’Ortaccio sempre nella Valle Galeria. Insomma nei momenti di incapacità politica e a amministrativa spunta il monopolista risolvi-problemi. Sicuramente non possiamo accettare tutto questo e non possiamo accettare questa incompetenza che è sicuramente accompagnata da una politica regionale sui rifiuti altrettanto attendista e negligente. Roma è sull’orlo dell’emergenza per l’incapacità intensificata dal combinato disposto Raggi – Zingaretti che mentre giocano a nascondino stanno mettendo a grave rischio l’intera Capitale. E’ bene che il governo Gentiloni cominci a pensare ad un commissario”. Lo dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

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Primarie: Renzi ha vinto e il PD ha perso

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

matteo renziMatteo Renzi ha vinto con largo margine sia la consultazione interna al Pd (66%) sia le primarie aperte del partito (70%, al lordo di contestazioni varie e riconteggi in atto), con ciò non solo riconquistandone la segreteria e consolidando la sua leadership interna, ma anche e soprattutto consumando la sua vendetta nei confronti della sconfitta referendaria di dicembre. Fin qui non ci piove, ed è del tutto inutile, oltre che improprio, proporre altre letture della consultazione dei Democratici. Ma nel momento in cui la vicenda smette di essere un fatto di partito per diventare una questione politica generale, allora corre l’obbligo di analizzare le primarie quale premessa dei prossimi appuntamenti elettorali – dalle ormai imminenti amministrative al voto nazionale, prossimo o meno prossimo che sia – per capire quali siano le tendenze a prescindere dal ricorso ai sondaggi, il cui grado di attendibilità è sempre incerto. E allora non si può prescindere dai numeri.Partiamo dal voto che ad inizio aprile ha coinvolto gli iscritti ai 6.648 circoli del Pd: sono andati a votare in 266 mila, in media 40 per sezione, pari al 59% degli aventi diritto. È vero che non era un’elezione diretta – come sarebbe logico in un partito che deve dare ai propri iscritti e non ad altri il diritto di scegliersi il gruppo dirigente – ma si trattava pur sempre del voto riguardante il segretario, dunque è grave che oltre il 40% dei tesserati sia rimasto a casa. Tanto più in un partito che solo nel 2009 aveva il doppio degli aderenti rispetto a quelli di oggi. Con queste premesse, la partecipazione alle primarie di domenica scorsa non poteva che essere deludente. E infatti, si sono recate ai gazebo 1 milione e 848 mila persone, cioè 966 mila in meno rispetto alle primarie del dicembre 2013, che salgono a 1 milione e 254 mila in meno se il confronto si fa con quelle dell’ottobre 2009 (vittoria di Bersani) e addirittura a 1,7 milioni in meno rispetto alle primarie dell’ottobre 2007 (Veltroni), quando i partecipanti furono pressoché il doppio (3,55 milioni). Certo, Renzi aveva indicato nel milione la soglia oltre la quale la consultazione sarebbe stata un successo, ma era un’evidente furbata. La verità è che in un decennio si sono dimezzati iscritti ed elettori primari (veri o presunti che siano, visto che nessuno li controlla), cosa che ha fatto calare il consenso alla leadership dai 2,69 milioni di voti che prese Veltroni all’1,28 milioni racimolati da Renzi ora (che peraltro sono 601 mila preferenze in meno prese sempre da lui la volta precedente).Naturalmente chi si accontenta gode, ma è evidente che questi numeri non potranno non riflettersi sul grado di consenso che gli italiani assegneranno al Pd nelle prossime occasioni elettorali. Tanto più che nel frattempo un pezzo del partito – per quanto minoritario – è uscito e porterà altrove un po’ di voti. Si dirà: fatti del Pd. Vero. Ma disgraziatamente sono fatti di tutti, visto che l’alternativa non è rappresentata dal centro-destra moderato, che nella vecchia versione a guida berlusconiana non esiste più e, ove esistesse, sarebbe a trazione salviniano-meloniana, ma dai grillini, cioè da una accozzaglia di populisti, giustizialisti, nazionalisti, sovranisti, protezionisti e cyberfascisti, con in più l’aggravante di essere dilettanti privi di ogni cultura politica. Così come sono fatti che riguardano tutti che il centro e la destra moderata abbiano adeguata rappresentanza politica e parlamentare.Naturalmente, non può essere caricata sulle spalle dei cittadini elettori la responsabilità di evitare la scelta peggiore: il loro voto merita rispetto qualunque esso sia, anche quando è palese che si tratta di una protesta contro qualcuno e qualcosa e non una scelta per qualcuno e qualcosa. Mentre è colpa delle élite politiche esistenti e delle classi dirigenti fin qui deleganti se l’offerta elettorale non suscita speranze, che sono l’unico antidoto capace di sopire rabbie e delusioni.Ed è proprio questo il punto che andrebbe indagato da Renzi e dagli altri dirigenti del Pd, così come dai moderati variamente accasati: siamo sicuri che stiamo offrendo agli italiani un’opzione politica praticabile, decentemente attraente e rassicurante, e nello stesso tempo una classe politica credibile, che non sia formata né da casta impresentabile né da nuovisti improvvisati? Perché così non pare, e i numeri del Pd lo dicono senza tema di smentita. E perché, se si così sarà, il risultato non potrà che essere drammatico. Continuare a recitare un copione consunto in cui si immagina (o si fa finta di immaginare) che sia ancora in funzione il vecchio bipolarismo e che la partita sia ancora quella tra centro-destra e centro-sinistra, rischia di rendere l’Italia l’unico paese in cui oltre che a crescere, come in tutta Europa, i populisti possono anche vincere. In Austria e Olanda e – speriamo – domani in Francia nel ballottaggio tra Macron e Le Pen, finora gli anti-sistema hanno rafforzato le loro posizioni ma sono rimasti all’opposizione. La Germania neppure corre quel pericolo. In Italia, invece, ci sono tutte le premesse perché chi disprezza la democrazia rappresentativa e si fa guidare da un comico capopopolo e da una società di consulenza con privatissimi interessi di business, arrivi, direttamente o usando figure terze scelte con metodi opachi, al governo del Paese.Purtroppo oggi, dopo la recita inutile delle primarie democratiche, vediamo riaccendersi il tormentone sul voto anticipato, ci si azzuffa sulla legge elettorale, si blocca l’operatività del governo su ogni questione (e viceversa il governo si “autosospende” per eccesso di timidezza) e, come se non bastasse, ci si divide sul fatto se l’impasse che viviamo sia figlia del punitivo “no” dei nemici di Renzi alle riforme costituzionali o piuttosto del fatto di avere, Renzi, imprigionato il Paese in un referendum su riforme sbagliate e di avere varato normative elettorali anti-costituzionali (noi siamo notoriamente del secondo parere, ma non partecipiamo a questo onanistico rimpallo di responsabilità). Sono tutti graziosi regali a Grillo. È venuto il momento di voltare pagina. Il tempo stringe maledettamente. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Is Virtual Reality the Future of Home Design?

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

When choosing to design one’s home, it’s often difficult to imagine what each piece of furniture would look like in reality. A chandelier or an armchair might look impressive separately, but creating an overall harmonious space requires some skill and experience. It often happens that a homeowner suddenly regrets the selected wall paint and has to redo it, or wastes a lot of time and energy to move the new furniture back and forth until the right spot is found. Fortunately, some new home design apps come with virtual reality option. It’s now possible “to step inside” into one’s dream house and explore every corner while playing with colors, textures and furniture pieces to find the solution that feels like a true dream interior. According to a new report by Allied Market Research, the global augmented and virtual reality market was valued at $760 million in 2015 and is projected to reach $59,511 million by 2022. While popularized by gaming apps, virtual reality has ventured into real estate field as well. For example, builders claim that virtual reality is the future of home buying – similarly, it looks like it’s the future of home design as well. There are home design services – such as Decorilla – that offer virtual design depictions of interior design. Users send pictures of their rooms, which get redesigned by professional designers and can then be viewed through virtual reality goggles. However, people who use these services need to pay a fee for room redesign that ranges from $400 to $1,300, and have to rely on designer’s decisions, who will determine how their house will look like. Those who want to design their own homes by themselves and to save money, turn to self-design apps, such as Planner 5D. Virtual reality option makes self-design even easier, since a “walk around” the room gives the feel of the real house with all of its elements.
Planner 5D, which has already helped more than 18 million homeowners, architects and renovators to design their new home, office, coffee shop or a restaurant, is simple to use even for complete novices. Users of Planner 5D app simply enter their room dimensions to create their exact floor plan, then choose the furniture from constantly updated catalogues – such as IKEA – and finally, virtually move the furniture around. They can also visualize and adjust various colors, materials and décor details, see designs in 2D and 3D, create renders, and share them with friends or on social media.
Virtual reality option, however, gives an opportunity to see how the designed house will actually look like. After downloading the app and creating a project, users put in on VR goggles, turn virtual reality mode on and can “step into” their new house. (photo: planner).

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Teatro: Chi ha paura di Virginia Woolf?

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

Chi ha paura di VirginiaRoma dal 9 al 14 maggio 2017 dal martedì al sabato h 21 domenica h 18 teatro Vascello via Giacinto Carini, 78 (biglietti: Intero Prosa 20,00 € Ridotto Prosa over 65 15,00 € Ridotto Prosa studenti 12,00 € Servizio di prenotazione 1,00 € a biglietto) va in scena: “Chi ha paura di Virginia Woolf?” di Edward Albee, traduzione Ettore Capriolo con Milvia Marigliano, Arturo Cirillo, Valentina Picello, Edoardo Ribatto scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi luci Mario Loprevite, regia Arturo Cirillo.
Scrive il regista Arturo Cirillo: “Martha e George sono una coppia di mezza età che ha invitato a casa Honey e Nick, due giovani sposi che hanno appena conosciuto. In un vorticoso crescendo di dialoghi serrati, con la complicità della notte e dell’alcool, il quartetto si addentra in una sorta di gioco della verità che svela le reciproche fragilità individuali e di coppia. Il risultato della serata è un gioco al massacro, una sfida collettiva alla distruzione di sé e degli altri, che rende ogni personaggio, allo stesso tempo, vittima e carnefice. Il testo Chi ha paura di Virginia Woolf? credo sia una potente macchina attoriale, cioè penso che esista fortemente in funzione del teatro. Come certa drammaturgia contemporanea, penso a Spregelburd per esempio, non è tanto nella sua lettura che si coglie la vera qualità della scrittura, ma nella incarnazione umorale e psicologica che avviene, quando si incomincia a lavorare con gli attori. Un teatro che usa un Chi ha paura di Virginia1linguaggio naturalistico, ma che non si preclude una possibilità più astratta, anzi direi che la sottende. Già il basso continuo dato dallo stato di alterazione alcolica presuppone una forma di recitazione sporca. Come anche invita verso una estremizzazione la valenza fortemente simbolica dei quattro personaggi, con la coppia più giovane specchio e parodia di quella più anziana, accomunate da un problema di genitorialità. Un testo bulimico ed estremo, sismico, che mi ha fatto pensare ad una scena smossa essa stessa, sconnessa, che ti scivola sotto i piedi. Una scena che va in pezzi, si spezza, crolla, come il nostro Occidente incapace di uscire da se stesso e vedere il mondo. Il tutto a ritmo di batteria, colpi su colpi.
Chi ha paura di Virginia2Il testo di Albee è una spietata riflessione sulla nostra cultura, sul nostro egocentrismo, sul nostro cinismo, e sull’amore. Come in un gioco al massacro, come in un interrogatorio o in una tortura, siamo in un stanza, un salotto, in una notte di sabato, dove pian piano si dà inizio ad un sacrificio, un esorcismo. Giocando e recitando ci si trova davanti alla propria distruzione, allo stato di noia che nasce dopo la perversione, a quel non sapere più cosa fare dopo aver fatto fuori tutto. Nel distruggere l’altro si distrugge se stessi, e poi ci si trova soli con l’altro, due solitudini a confronto, senza più difese, senza più riti che ci proteggono, senza più teorie analitiche che ci consolano; soli e spaventati da tutto quello che la nostra mente non ci voleva far vedere. Soli davanti alle proprie paure, come un bambino nel bosco, o di notte con i propri incubi. E poi, forse, quando sta per nascere l’alba, immaginare di potersi prendere cura di sé, e dell’altro, con dolcezza e morbidezza. (foto: Chi ha paura di Virginia)

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Cinque opere di pittori

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

mostra catanzaroCatanzaro Venerdì 19 Maggio ore 18:00 (Orario per gli altri giorni fino al 9 giugno: Martedì-Domenica 15:00 – 20:00) Galleria Arte Spazio – Via Lucrezia della valle 72 Cinque Pittori con Opere di:Giuseppe Barilaro – Giulio Catelli – Piero Mascetti – Ignazio Schifano – Marco Stefanucci. Testi in catalogo: Andrea Romoli Barberini.
Dal testo di Andrea Romoli Barberini: In altri termini, un po’ come avvenne con l’avvento della fotografia, che sembrava, a detta di molti, sancirne la fine, le discipline pittoriche, affrancate dall’obbligo della rappresentazione oggettiva, passato in mano ai maestri dell’istantanea, poterono aprire, tra gli altri, l’infinito fronte della soggettività per scandagliarne i territori, fino al completo superamento dei principi mimetici e al raggiungimento dell’aniconismo. Allo stesso modo, oggi, proprio per effetto della sua marginalità, la pittura può rimodularsi senza frenetiche ansie di allineamento, per riprendere e sviluppare percorsi interrotti o aprirne di ulteriori, senza escludere la possibilità dello scambio e della contaminazione con altre discipline, anche al di fuori delle licenze concesse dalla post-modernità. (foto. mostra catanzaro)

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Psoriasi in estate

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

sorrentoSorrento. L’estate è un momento difficile per i pazienti con patologie cutanee e con psoriasi in particolare che tendono a nascondere la pelle e le chiazze della malattia. Un sondaggio della National Foundation of Psoriasis americana ha svelato che sono oltre il 40% i pazienti che nascondono le lesioni sotto abiti, pantaloni e maglie a maniche lunghe anche in spiaggia. Questi pazienti rinunciano alla vita all’aria aperta proprio nella bella stagione, la stessa percentuale che mostra segni di depressione. Oltre al disagio e alla vergogna esiste un vero e proprio problema di stigma, tale che la legge American Disability Act protegge queste persone dalle discriminazioni sul luogo di lavoro.
Per i pazienti con psoriasi l’arrivo della bella stagione può essere un’arma a doppio taglio: se il sole e l’acqua di mare in alcuni casi possono migliorare l’aspetto delle lesioni cutanee e un clima caldo-umido mantIene la pelle più morbida, gli sbalzi di temperatura, l’aria condizionata e il cloro possono scatenare il rilascio di sostanze che possono aumentare la secchezza e il prurito, scatenare fenomeni infiammatori e recidive con un peggioramento dei sintomi.
Sole sì ma con cautela. “Le persone con psoriasi beneficiano dell’esposizione al sole purché questa sia effettuata gradualmente e con adeguata fotoprotezione (SPF50), rinnovando l’applicazione ogni 2 ore ed evitando l’esposizione nelle ore centrali della giornata” spiega il Professor Andrea Costanzo, Ordinario di Dermatologia all’Università Humanitas di Milano “Ustioni e scottature possono scatenare la riattivazione della psoriasi o portare allo sviluppo di nuove placche. Le scottature attivano un vero e proprio “fenomeno di Koebner”, ossia lo sviluppo di placche nelle zone soggette ad uno stimolo, fisico come la scottatura solare o meccanico come lo sfregamento o traumi locali”.Fondamentale è mantenere la pelle costantemente idratata. Aperitivo sì, ma analcolico, l’alcool infatti può interferire con alcuni farmaci per la psoriasi. Attenzione invece al sudore, che può irritare la pelle già sensibile e peggiorare le placche. Il clima ideale è fresco e ventilato e al chiuso è consigliabile non esporsi all’aria condizionata.
Con le dovute accortezze è quindi possibile godersi le vacanze e il tempo libero e apprezzare dei miglioramenti ma attenzione a seguire sempre le indicazioni del proprio dermatologo. “Alcuni pazienti infatti decidono arbitrariamente di diminuire o, peggio, interrompere le terapie proprio in questo periodo” continua Costanzo “Ma la cosiddetta ‘vacanza terapeutica’ che veniva consigliata nel periodo estivo in cui venivano sospesi i farmaci di vecchia generazione come gli immunosoppressori non è più necessaria. Le nuove terapie personalizzate, sono più efficaci, sicure e non hanno problemi di tossicità, non devono essere sospese e mantengono gli effetti a lungo termine. Sono oggi disponibili infatti moderni farmaci che si dimostrano efficaci già dalle prime settimane e che permettono di ottenere la clearance cutanea completa sino al 90 e 100%, come il nuovissimo farmaco ixekizumab appena presentato al congresso di Sorrento. Attenzione anche alle cure ‘fai da te’, un errore che interessa circa il 25% dei pazienti con malattie autoimmuni (quindi anche con psoriasi, in cui il fenomeno arriva al 50%*).Una sospensione temporanea o definitiva delle terapie senza consultare il dermatologo potrebbe esporre a ricadute e peggioramenti, rendendo vani gli sforzi fatti sino a quel momento. “Sappiamo che alcune terapie sono difficili da gestire, prevedono modalità di assunzione complicate o effetti collaterali sgraditi” sottolinea Costanzo “quindi una buona comunicazione e l’alleanza terapeutica col curante sono fondamentali per garantire l’aderenza del paziente alla terapia. In questa ottica terapie sempre più maneggevoli a rapida efficacia rafforzano la motivazione del paziente, specialmente nelle forme moderate-gravi.

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La Fisica Incontra la città

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

energiaRoma Mercoledì 10 Maggio 2017, ore 20:30 Aula Magna del Rettorato Via Ostiense 159. Lo spin impossibile e le sue possibili applicazioni. Giovanni Vignale, Department of Physics and Astronomy, University of Missouri USA.
Una nuova parola, spintronica, è entrata a far parte del nostro lessico. Nasce dalla contrazione delle parola inglese spin con la parola italiana electronica, quest’ultima alquanto più familiare, legata allo “atomo di elettricità”, l’elettrone, utilizzato in innumerevoli dispositivi di uso quotidiano. Di cosa si tratta? In breve, è un tentativo di sfruttare la rotazione intrinsica dell’elettrone, nota come spin, per costruire nuovi dispositivi elettronici, memorie, transistors, sensori, lettori d’informazione, che siano più piccoli, più veloci, più affidabili dei loro predecessori, che consumino meno energia, che facciano meno danno all’ambiente, che, infine migliorino la qualità della vita. In questa presentazione cercherò di illustrare le idee chiave della spintronica, partendo dall’emergenza del concetto di spin in meccanica quantistica fino ad arrivare agli sviluppi più importanti degli ultimi vent’anni: la magnetoresistenza gigante, il trasporto di spin, la conversione dello spin in elettricità e viceversa. Curriculum. Giovanni Vignale è Professore Ordinario di Fisica all’Università del Missouri in Columbia. Dopo essersi laureato alla Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1979 ha ottenuto il dottorato di ricerca alla Northwestern University (Illinois) nel 1984, ed è stato ricercatore al Max-Planck-Institut di Stoccarda e al Laboratorio Nazionale di Oak Ridge, in Tennessee. A partire dal 1988 è membro della facoltà di Fisica dell’Università del Missouri. Nel 1997 è stato eletto Fellow della Società Americana di Fisica per i suoi contributi alla teoria del funzionale di densità. La sua ricerca è centrata sulla teoria dei sistemi elettronici e sui dispositivi di spin – in questo campo ha pubblicato più di 200 lavori. Giovanni Vignale è autore di due libri “Quantum Theory of the Electron Liquid” (Cambridge University Press, 2005) e “The Beautiful Invisible – Imagination, Creativity and Theoretical Physics” (Oxford University Press, 2011) tradotto in italiano da Zanichelli sotto il titolo “La bellezza dell’Invisibile”.

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Inaugurazione del ciclo di conferenze ‘Dialoghi sulla Riforma 1517-2017’

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

raggiRoma L’evento inaugurale del ciclo di incontri Dialoghi sulla Riforma 1517-2017, si terrà mercoledì 10 maggio alle ore 10 nella Sala della Protomoteca, Palazzo del Campidoglio, Roma. Alla luce della positiva esperienza della serie di incontri Dialoghi sulla Sostenibilità – Roma 2016, il Comitato Regionale di Coordinamento delle Università del Lazio (Crul) organizza un ciclo di convegni in occasione del quinto centenario dall’affissione delle 95 tesi di Lutero e dell’avvio della Riforma protestante in Europa. Programma:
Saluto istituzionale Virginia Raggi – Sindaca di Roma Capitale
Intervento introduttivo La Riforma a Roma. I luoghi di culto protestante nella Capitale Mario Panizza – Presidente Crul, Rettore dell’Università degli Studi Roma Tre
Lectio Magistralis La Riforma, ieri e oggi Emidio Campi – Università di Zurigo, Istituto di Storia della Riforma Svizzera. Modera: Paolo Ruffini – Direttore TV2000
Gli eventi successivi si terranno:
Roma 17 maggio 2017 – Ethos e conoscenza, Lumsa (in collaborazione con Tor Vergata, Sapienza, Campus Bio-Medico e Università Cattolica)
Roma 6 giugno 2017 – I linguaggi della Riforma: architettura, letteratura, rappresentazione, Roma Tre (in collaborazione con Sapienza e Tor Vergata)
Roma 10 ottobre 2017 – Riforma e costruzione europea, Tor Vergata (in collaborazione con Roma Tre e Università Europea)
Roma 31 ottobre 2017 – Economia e società. Una mappa degli effetti della Riforma Protestante, Sapienza (in collaborazione con Roma Tre, Foro Italico, Unint e Luiss)
Roma 10 novembre 2017 – Dinanzi a Lutero: ripercussioni e reazioni nella cultura artistica italiana, Tuscia (in collaborazione con Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata, Cassino)
Roma 5 dicembre 2017 – Chiese e confessioni in Europa, Cassino (in collaborazione con Tor Vergata).

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Lib(e)ri Appuntamenti: Cronache del Perù

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

Roma Martedì 9 Maggio 2017, ore 17:00 Biblioteca di area umanistica, Sala Joris Coppetti Via Ostiense 236 un nuovo incontro della rassegna Lib(e)ri Appuntamenti promossa dalle Biblioteche di area umanistica e di Studi politici, in collaborazione con gli insegnamenti dedicati all’America Latina. Alle ore 17 Luigi Guarnieri Calò Carducci, docente di Storia dell’America Latina, terrà una conferenza dal titolo Cronache del Perù. Storia, traduzione, letteratura. Parteciperà la ricercatrice Lydia Fossa.

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