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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Il futuro dell’Europa: affrontare la globalizzazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

europa-comunitariaLa globalizzazione può creare ricchezza e lavoro, ma ha in sé anche un potenziale negativo. L’Unione europea ha sempre cercato di sfruttare le opportunità e allo stesso tempo di mitigare gli effetti negativi della globalizzazione stabilendo regole e collaborando con altri paesi. Ecco le recenti attività del Parlamento in materia.
L’Unione europea è il più grande attore nel mercato globale e usa la sua influenza non solo per imporre alti standard alle importazioni ma anche per promuovere i valori europei all’estero. I deputati europei sfruttano questa posizione proponendo emendamenti agli accordi UE. Nelle recenti negoziazioni per il trattato Ceta, la pressione da parte del parlamento ha ottenuto che la problematica risoluzione delle controversie investitore-Stato fosse sostituita dal sistema giurisdizionale per gli investimenti al fine di incoraggiare la trasparenza e assicurare un controllo governativo sulla scelta degli arbitri.I deputati europei promuovono misure per combattere la concorrenza sleale proveniente dall’esterno, come hanno fatto ad esempio quando hanno richiesto che ci fosse una strategia europea in seguito a un’impennata delle importazioni di forniture ferroviarie a basso costo. Per proteggere l’impiego in Europa il Parlamento sta insistendo a favore di un accordo in tempi brevi sulla modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale. Si tratta sempre di trovare il giusto equilibrio, come nel caso della Cina.Per impedire che il commercio di minerali finanzi guerre e violazioni dei diritti umani, i membri del Parlamento hanno adottato a marzo una bozza di regolamento che impone un controllo dei fornitori di quasi tutte le importazioni europee di stagno, tungsteno, tantalio e oro. I grandi produttori dovranno anche dimostrare come intendono verificare che i loro fornitori rispettino le regole. Il Parlamento ha anche aggiornato le regole europee per impedire il commercio di beni e servizi che potrebbero contribuire a torture e esecuzioni, includendo un bando sulla commercializzazione e il transito di materiale usato per il trattamento crudele, inumano e degradante di persone fuori dall’Unione Europea.Il Parlamento, adottando risoluzioni di propria iniziativa, spesso insiste affinché la commissione prepari nuove leggi. Ad esempio in aprile i deputati europei hanno richiesto regole che impongano all’industria tessile e dell’abbigliamento di rispettare i diritti dei lavoratori. Nello stesso mese i deputati hanno anche chiesto un sistema di certificazione unico per l’olio di palma che entra nel mercato europeo. Questo sistema ha lo scopo di contrastare gli effetti della produzione non sostenibile dell’olio di palma, come la deforestazione e il degrado dell’habitat.I membri del Parlamento sono anche consapevoli di quanto la globalizzazione influisca sull’occupazione: ad esempio sostengono iniziative per rafforzare i diritti dei lavoratori. Il Parlamento sta lavorando per la protezione delle persone in nuove forme di impiego create dall’economia digitale. Il Parlamento sostiene anche il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, che aiuta i lavoratori che sono stati licenziati a trovare nuovi lavori. Ad esempio il comitato del bilancio approverà l’11 maggio un aiuto di 2.6 milioni di euro per aiutare 821 lavoratori della ex-Nokia in Finlandia.Questi sono solo alcuni degli esempi di quello che il Parlamento ha fatto in tema di globalizzazione nei mesi scorsi. Questi esempi ci aiutano a comprendere i diversi modi in cui i deputati lavorano affinché globalizzazione sia un vantaggio per gli europei.La Commissione pubblicherà cinque documenti di riflessione da questa settimana fino alla fine di giugno per lanciare un dibattito sul futuro dell’integrazione europea. Ogni documento è dedicato a un tema specifico: la dimensione sociale dell’Europa, la globalizzazione, l’unione economica e monetaria, la difesa e le finanze. I documenti contengono idee e scenari su come potrebbe essere l’Europa nel 2025. L’iniziativa terminerà a metà settembre con il discorso annuale sullo stato dell’Unione del Presidente Jean-Claude Juncker.

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