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Archive for 14 maggio 2017

Inaugurata a Pontedassio una statua votiva dedicata alla Madonna

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

pontedassiopontedassio1Pontedassio. In Provincia di Imperia, sabato 13 Maggio la comunità Parrocchiale di Pontedassio ha ricordato il centenario delle apparizioni mariane di Fatina con l’inaugurazione di una statua votiva alla Madonna. Al termine della SS. Messa, il Parroco Don Matteo Boschetti con i Diaconi e numerosi fedeli, presso il giardino delle opere parrocchiali hanno scoperto la nuova immagine Mariana, proprio sul piazzale e tra i giochi, punto di ritrovo dei bambini e dei ragazzi del paese. L’effige della Madonna è stata acquistata grazie al contributo di tanti fedeli e dei bambini della 4′ elementare che con la vendita dei Parmurei da loro realizzati hanno voluto sostenere l’iniziativa. Il senso di aver posto la statua proprio li è chiaro; come Maria scelse a FATIMA tre bambini per affidare il suo messaggio così noi chiediamo alla Vergine di guardare i nostri ragazzi, di stare in mezzo. (Christian Flammia + foto)

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Peronismo scomunicato? Pio XII e la condanna del 1955

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

peronismo-scomunicatoAndrea Giacobazzi ha scritto un interessante saggio intitolato Peronismo scomunicato? Pio XII e la condanna del 1955 contenuto nel libro a cura di A. Giacobazzi – P. Seveso, Oportet Illum Regnare (Reggio Emilia, Edizioni Radio Spada, 20161).Nel presente articolo mi soffermo sul Giustizialismo peronista, che in Italia è meno conosciuto del Fascismo e cerco di mettere in luce ciò che vi è stato di inconciliabile tra il Peronismo e il Cattolicesimo, pur non negando alcuni aspetti positivi del Peronismo: la “terza via” tra super-capitalismo statunitense e socialismo, il corporativismo, la politica sociale a favore delle classi più povere, il sano patriottismo.L’Autore dimostra, con ampie citazioni, che l’errore capitale di Juan Domingo Peron (8 ottobre 1885 – 1° luglio 1974) e del suo movimento politico chiamato Giustizialismo o Peronismo è stato quello di voler separare Cesare da Dio, lo Stato dalla Chiesa e i “Diritti dell’Uomo” dai Diritti di Dio. Da questo son seguiti numerosi altri errori, pur se accompagnati da molti elementi positivi.Si possono mettere proficuamente a confronto due figure di uomini politici latino-americani che hanno avuto due politiche diametralmente opposte riguardo ai rapporti tra Stato e Chiesa. La prima è quella di Gabriel Garcia Moreno (1821-1875) il Presidente della repubblica dell’Ecuador, che ha governato secondo i sani princìpi della dottrina sociale della Chiesa di subordinazione dello Stato alla Chiesa, di Cesare a Dio e dei “Diritti dell’Uomo” ai Diritti di Dio. Il secondo, invece, ha ribaltato i princìpi e ha cercato di rimpiazzare Dio e la Chiesa con i “Diritti dell’Uomo”.Per capire bene la contrapposizione tra questi due uomini e queste due concezioni politiche raccomando lo studio del bel libro di padre Agostino Berthe, Garcia Moreno. Vindice e martire del Diritto cristiano, I ed., Alba, Paoline, 1940, II ed., New York, Dolorosa Press. Giacobazzi nota che la statolatria neopagana ha inficiato notevolmente il Giustizialismo del Colonnello Peron e lo ha portato allo scontro con la Chiesa e alla rovina. Infatti il culto dello Stato sostituisce l’uomo a Dio e lo destina a seguire la sorte di Lucifero scacciato dal Cielo e precipitato nell’Inferno.Certamente il Peronismo rispetto al Comunismo ha rappresentato una “minaccia di portata minore” (A. Giacobazzi – P. Seveso, Oportet Illum Regnare, cit., p. 7). Ciò non significa che il Peronismo non abbia avuto meriti, ma non bisogna occultare i suoi limiti statolatrici e antropocentrici.Dal nazionalismo sociale, corporativistico e cattolico primigenio il Peronismo passò ad una forma di “nuova religione civile e laica” debitrice del potere solo verso il popolo sovrano4, svincolandosi dall’Esercito e dalla Chiesa, che lo avevano aiutato nel suo nascere. Fu proprio lo scontro con la Chiesa (1954/1955) a indurre l’Esercito al colpo di Stato (1955) che defenestrò Peron.
Juan Domingo Peron divenne Presidente dell’Argentina nel 1946. Già nel 1949 abbandonò le sue precedenti posizioni cattoliche per abbracciare il separatismo liberale, che lo portò allo scontro con la Chiesa nel 1954 e alla scomunica nel 1955 (revocata da Paolo VI). Nel 1950 Peron nominò Ministro della Pubblica Istruzione il massone Armando Mendez San Martin e appoggiò lo Stato d’Israele, che contraccambiò con una visita ufficiale di Golda Meir in Argentina. Un golpe militare lo cacciò dall’Argentina il 19 settembre 1955, vi ritornò come Presidente nell’estate del 1973, ma morì il 1° luglio del 1974, lasciando il Paese nelle mani della sua terza moglie Isabel (già Vicepresidente) che fu deposta nel 1976 da un altro golpe militare diretto dagli Usa.Dall’ottobre del 1973 la fase del Peronismo sotto Isabelita, che aveva dato ampi poteri al massone (amico intimo di Lucio Gelli) ed occultista José Lopez Rega chiamato “el brujo / lo stregone” (una specie di Rasputin), è stata assai infelice. Infatti fu caratterizzata da una forte repressione cruenta degli oppositori ed anche dei peronisti di sinistra (i Montoneros). Inoltre Peron fu per lo più “utilizzato” da ambienti oscuri.
Pio XII nella sua prima Enciclica Summi Pontificatus del 1939 insegna che se si considera lo Stato come il Fine ultimo dell’uomo si arriva immancabilmente alla perdita della prosperità non solo interna (poiché il Totalitarismo schiaccia la persona e la riduce ad una “cosa”), ma anche alla perdita della prosperità estera delle Nazioni. Infatti l’Assolutismo pan-statista rompe l’unità e l’armonia che deve regnare tra le diverse Nazioni, conduce alla violazione dei diritti delle altre Patrie, del Diritto internazionale, rende difficile la convivenza pacifica ed è foriero di guerre.
Papa Pacelli distingue tre tipi di Statolatria: quando lo Stato si ritiene 1°) l’eletto della Nazione (Statolatria sociale e nazionalista); 2°) della classe sociale operaia (Comunismo marxista/leninista); 3°) del popolo “sovrano” (Assolutismo democratico/liberale parlamentarista).L’amor di Patria è raccomandato dal 4° Comandamento, ma è riprovevole “l’eccesso di Stato, ovvero quando la Patria terrena vuole sostituirsi a quella celeste” (cit., p. 14). Già nel 1943 i militari si impossessarono del potere in Argentina con un colpo di Stato. L’Esercito si riteneva l’elemento moralizzatore del Paese e tendeva a giocare un ruolo di primo piano, se non addirittura egemonico, in Argentina. Peron ne divenne dapprima il Vicepresidente e il Ministro della Guerra e del Lavoro ed infine, il 24 febbraio del 1946, il Presidente. Egli volle accanto a sé dei Ministri di formazione genuinamente cattolica, che dopo il 1949 si dimisero dal governo oramai laicista. Uno di essi è il famoso Gustavo Martinez Zuvirìa, che sotto lo pseudonimo di Hugo Wast ha scritto numerosi libri sul complotto giudaico/massonico (Oro; Il gran Kahal…). Sin dal 1949 Peron iniziò a sbandare verso una forma assolutistica del potere. Certamente il suo patriottismo è stato lodevole, ma è degenerato in nazionalismo esagerato.
Evita (7 maggio 1919 – 26 luglio 1952) ha giocato un gran ruolo nella vita politica di Juan Domingo Peron e del Peronismo. Fu insignita del titolo di “Jefa espiritual / Guida spirituale” dell’Argentina, nel 1945 divenne la seconda moglie di Peron, (che nel 1929 aveva sposato Aurelia Tizòn morta nel 1938) dopo aver avuto una parte notevolissima nella sua elezione a Presidente della Repubblica nel febbraio del 1945. Nel 1961 ad Evita è succeduta Isabel, detta Isabelita (che è stata Presidente della Repubblica Argentina dal 1974 al 1976).Evita era molto ambiziosa e si aspettava da Pio XII un’accoglienza più calorosa. Il Corriere della Sera (13 gennaio 1955) sostenne che la scomunica del 1955 era “iniziata” a Roma nel 1947 poiché Evita si era fortemente risentita del trattamento ricevuto.Dopo la sua morte nel 1952, Evita divenne una sorta di “icona sacra” con una specie di “culto, assimilabile a quello mariano” (cit., p. 19). La tendenza separatista tra Stato e Chiesa già latente sin dal 1949 divenne sempre più forte. Nel 1954 Peron promulgò una legge favorevole al divorzio. L’Episcopato argentino protestò. Alcuni ecclesiastici vennero imprigionati. La massoneria e il comunismo si infiltrarono nella lotta, la resero sempre più aspra e persino fisicamente violenta e la situazione sfuggì di mano a Peron. La sera dell’11 giugno del 1955 a Buenos Aires si sarebbe dovuta tenere la solenne processione del Corpus Domini con l’Arcivescovo della capitale e il suo clero. Tuttavia il governo fece sapere il 9 giugno che l’autorizzazione precedentemente concessa era valida solo per il giovedì 11 e non per la domenica successiva (14 giugno), in cui si sarebbe dovuta solennizzare la festa celebrata il giovedì 11 giugno. L’Arcivescovo in segno di protesta fece la processione dentro la cattedrale, che sorge in Plaza de Mayo non lontana dal Palazzo presidenziale. Dopo la cerimonia scoppiarono gli incidenti e gli scontri fisici tra cattolici e governativi (cfr. L’Osservatore Romano, 13-14 giugno 1955, p. 1, Cosa succede in Argentina).Il 16 giugno 1°) Pio XII a Roma scomunicò il governo8 specialmente perché aveva espulso dall’Argentina il Vescovo ausiliare di Buenos Aires mons. Tato assieme a mons. Novoa; 2°) in Argentina il popolo aizzato dai governativi bruciò svariate chiese e 3°) iniziò il primo golpe (non riuscito) delle forze armate le quali bombardarono il Palazzo presidenziale di Peron, che col secondo golpe del 19 settembre 1955 dovette lasciare l’Argentina ed andare in esilio in Spagna.L’Autore conclude: “In tempi in cui la Religione si allontana dallo Stato, non rimane, appunto, che lo Stato con i relativi statalismi e le inevitabili statolatrie” (cit., p. 50).Ciò nonostante le alternative politiche argentine al Peronismo son state ben peggiori di esso e l’attitudine del clero schieratosi per la teologia della liberazione e con i Montoneros contro Peron dopo il Vaticano II fa rimpiangere quel che di buono il Peronismo aveva dato.Il Peronismo laicista ci insegna che per porre rimedio, alla “peste dell’età moderna che è il laicismo” (Pio XI) occorre ritornare all’ordine naturale delle cose: Dio è il Fine ultimo e l’uomo è solo una creatura e quindi un mezzo per andare a Dio. Perciò bisogna sostituire la sovranità del popolo o dell’uomo con la sovranità di Dio e della sua Chiesa e rimpiazzare i “Diritti dell’Uomo” con quelli di Dio. (d. Curzio Nitoglia)

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“La guerra secondo Michele”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

daniela sanzoneToronto Wednesday, May 17, 2017 From 6:30 pm To 8:30 pm Organized by: Istituto italiano di Cultura. Entrance: Free is. A novel, rich of historical details, based on the true story of Michele, who has been a prisoner of the German Army during the Second World War.The author Daniela Sanzone is a writer, a journalist, and a PhD candidate in Communication & Culture, joint program York/Ryerson Universities, in Toronto, researching ethnic media and the future of journalism in the digital era. She published a few books; “La Guerra secondo Michele” is her first novel. Before embracing her academic project on how the complexity of Toronto multiculturalism is reflected on public news, Daniela has been a journalist and a film critic. She worked for television and radio, print and online media, including RAI, the Italian national public television. In Toronto, she has been a News Anchor, On-Air Host, Producer and Reporter for the Italian News at Omni Television and a reporter for the Italian newspaper Corriere Canadese; she is freelancing for the daily newspaper Il Manifesto and worked as a correspondent from Canada to Italy for Ansa, the Italian more established national news agency. (foto: daniela sanzone)

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Global campaign launches for imprisoned Baha’i leaders

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

baha'iNEW YORK. The seven Iranian Baha’i leaders were imprisoned nine years ago. The campaign “Not Another Year” calls for their release and highlights the gross injustice that has led to their imprisonment and mistreatment.
The Baha’i International Community is launching a global campaign calling for the immediate release of the seven Iranian Baha’i leaders, unjustly imprisoned now for nine years.The campaign, which takes the theme “Not Another Year,” raises awareness about the seven women and men unjustly arrested in 2008 and sentenced to 20 years’ imprisonment for their religious beliefs. This sentence was reduced to 10 years in 2015 after the overdue application of a new Iranian Penal Code.”Our expectation is that these seven brave individuals will be released in the coming year as they complete their sentences,” said Bani Dugal, the principal representative of the Baha’i International Community to the United Nations.”But the reality is that they never should have even been arrested or imprisoned in the first place and that, under the terms of Iranian law, they should long ago have been released on conditional discharge.”In fact these seven, their families, and, indeed, the entire Iranian Baha’i community are all subject to injustice and cruelty, to oppression and tyranny. They all face unjust policies of economic strangulation, the unabated denial of access to higher education, and unprosecuted and malicious attacks on Baha’is and their properties, not to mention extensive negative propaganda in the official media,” she said.In a message addressed to the Baha’is of Iran on the occasion of the anniversary of the imprisonment of the seven, the Universal House of Justice states:”Some of the events of the past year have left no doubt in the minds of the people of Iran and beyond, that the rigid fanaticism and worldly considerations of some among the religious leaders are the real motive for all the opposition and oppression against the Baha’is.” It further states: “the representatives of the country on the international stage are no longer able to deny that these acts of discrimination are in response to matters of belief and conscience. Officials, lacking any convincing explanation for their irrational conduct and unconcerned at the damage done by their narrow policies to the name and credibility of the country, find themselves unable even to give a plausible answer to why they are so apprehensive about the existence of a dynamic Baha’i community in that land.” The campaign for the seven imprisoned Baha’is, which begins today, aims to secure the immediate release of the seven, who are Fariba Kamalabadi, Jamaloddin Khanjani, Afif Naeimi, Saeid Rezaie, Mahvash Sabet, Behrouz Tavakkoli, and Vahid Tizfahm, the eldest of whom is over eighty years in age. (foto: baha’i)

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Lo scheletro di un misticeto nel deserto costiero del Perù

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

scavoCamerino. Ancora un importante riconoscimento internazionale per la ricerca di eccellenza di Unicam. Anche il prof. Claudio Di Celma, docente della sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam, ha preso parte al team internazionale di ricerca che ha rinvenuto nel deserto costiero del Perù, già noto per aver restituito fossili straordinari come quello del Leviatano, lo scheletro di un misticeto all’interno di rocce più antiche di 36 milioni di anni: si tratta quindi della più antica balena fino ad oggi ritrovata.
La scoperta, fatta da un gruppo di paleontologi e geologi dei musei di storia naturale di Parigi, Bruxelles e Lima e delle università di Pisa e, appunto, di Camerino, è stata pubblicata sulla rivista internazionale Current Biology.“Uno degli aspetti cruciali di questa ricerca – spiega il prof. Claudio Di Celma, che ha curato lo studio stratigrafico dell’area di ritrovamento del fossile – è stato quello di fornire un’età più precisa possibile del reperto. Per questo motivo sono stati raccolti numerosi campioni di roccia nei diversi strati affioranti, compreso quello che conteneva lo scheletro della balena. In questi campioni sono stati trovati dei microfossili che hanno permesso al collega Etienne Steurbaut di datare a 36 milioni di anni fa i resti del cetaceo”. La balena rinvenuta era molto diversa da quelle che conosciamo, dal momento che conservava caratteri primitivi, come la presenza delle zampe posteriori, seppure estremamente ridotte (è stato trovato il bacino molto piccolo), e denti robusti che gli hanno valso il nome di “Mystacodon”, che sta a significare “misticeto con i denti”.
Il nome della specie “selenensis” evoca invece Selene, la dea della Luna, in riferimento a Media luna, la località in cui è stato scoperto il fossile. Dallo studio del suo scheletro i ricercatori sono giunti alla conclusione che Mystacodon selenensis probabilmente si nutriva su fondali sabbiosi aspirando piccole prede. Questo tipo di alimentazione è supportato dalla peculiare usura dei denti dovuta all’accidentale ingestione di sabbia durante la cattura delle prede. I cetacei sono i mammiferi marini meglio adattati alla vita acquatica. Nel corso della loro lunga evoluzione, iniziata circa 50 milioni di anni da progenitori terrestri, le loro zampe anteriori si sono trasformate in piccole pinne pettorali e quelle posteriori sono scomparse, sostitute dalla pinna caudale che è il principale organo di propulsione di questi grandi nuotatori. Pertanto, oggi, il corpo dei cetacei è più simile a quello di un pesce che di un animale terrestre. Ma adattarsi a vivere in un ambiente completamente diverso comporta diversi problemi nella ricerca e cattura del cibo. Per questo motivo alcuni cetacei (gli odontoceti: delfini, orche e capodogli) hanno sviluppato un biosonar che permette loro di individuare le prede, come pesci e calamari, anche con poca luce, mentre altri cetacei (i misticeti: balene e balenottere) hanno sviluppato i fanoni per filtrare piccoli organismi nella massa d’acqua o nei fondali sabbiosi. Queste due importanti ‘innovazioni’ hanno permesso ai cetacei di diversificarsi e di colonizzare tutti gli ambienti marini. Ma in quale preciso momento della storia evolutiva di questi mammiferi marini abbiano avuto origine questi due grandi gruppi è ancora un mistero: gli studi genetici condotti sui cetacei attuali suggeriscono che questo importante evento si sia verificato intorno a 40 milioni di anni fa, ma i reperti fossili in rocce di età simile sono molto rari e, di fatto, il più antico odontoceto fossile conosciuto fino ad oggi ha ‘solo’ 29 milioni di anni mentre il più antico misticeto ‘solo’ 34 milioni di anni.
Questa eccezionale scoperta porta nuova luce in questo mistero, almeno per quanto riguarda l’origine degli antenati delle balene e delle balenottere. (foto: scavo)

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Personale di Bruno Carati al Louvre di Parigi

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

bruno caratibruno carati1Parigi Vernissage Venerdì 9 giugno dalle ore 19 alle 22 (Orario di apertura: sabato h.10-20 e domenica h. 10-19) Sezione espositiva a cura di Sabrina Falzone. Presso Sale del Carrousel – Palazzo del Louvre, Stand B19. Nella storica cornice del Palazzo del Louvre di Parigi sarà allestita la mostra personale del maestro lombardo Bruno Carati, inserita nel contesto della ventesima edizione del Salon “Art Shopping”. Più di diecimila visitatori hanno visitato l’ultima edizione del Salone Art Shopping del Carrousel du Louvre. Nella capitale francese dal 9 giugno, infatti, si svolgerà la fiera internazionale dedicata all’arte contemporanea accessibile all’interno delle Sale del Carrousel nel Palazzo del Louvre. Bruno Carati sarà un grande protagonista di questa ventesima edizione con le sue opere pittoriche dallo straordinario impatto fiabesco.Il prestigioso salone dell’arte contemporanea annovera le gallerie più rilevanti non solo sul territorio francese ma anche in campo internazionale: esse presenteranno le nuove tendenze dell’arte contemporanea selezionando i migliori artisti sulla scena artistica mondiale. (foto. bruno carati)

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99° Festa di San Vito martire a San Paolo del Brasile

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

san vitoSan Paolo del Brasile dal 03 giugno fino al 09 luglio 2017. Questa é la piú grande festività típica italiana all´estero organizata dall´Associazione di Benificenza San Vito Martire, fondata per gl`imigrati pugliesi della incantevole Polignano a Mare (BA), nel 1919. La prima manifestazione nacque nel 1918, grazie a questa brava gente per onorare il loro Santo Protettore. E fu cosí, anno dopo anno, grazie a questa colletività di italiani, discindenti e “simpatizanti”, che fu stato possibile perpetuare la cultura e le tradizioni italiane per generazioni. Infatti siamo nella quarta (magari la quinta) generazione! Chi comanda tutto questo bellissimo lavoro é una squadra di Signore tra i 70 e 89enne, affettuasamente denominate “Le Mamme di San Vito” -, che preparano tutte le piattanze típiche come gl´involtini di fegato (guimirelle), le ficazze (pizza/pane) e ficazzelle (panzerotti), gli spaghetti, penne e ricchitelli/oriecchiette al Ragù di carne e alla puttanesca. Dolci tipici come amaretti, piccicatelle, castagnelle, crostate di ricotta, pastiere di grano, cannoli, sfogliatelle…. tutto fatto a regola come facevano le nostre nonne : “una gulia” per degustare sensa sensi di colpa!! Con numeri da capovolgere, le Mamme di San Vito sono pronte a ricevere 80 mila persone ghiotte per consumare circa 150 mila piatti di spaghetti, penne e ricchitelle. Oltre 5 tonellati di antipasto di melinzane e peperoni rossi, 60 mila ficazze (panzerotti di mozzarella e pomodori), 30 mila ficazze (pizza-pane) e 40 mila dolci tipici. Per la prima mossa su i fornelli, le Mamme hanno a dispozione: 6 tonnellate di farina di grano, 8 tonnellate di pomodori freschi, 6 tonnellate di cipolle e 6 mila litri di olio de oliva, oltre centinaia di chili di melinzane, peperoni rossi, mozzarella e parmiggiano.Tutto ció che viene raccolto nella Festa, gestisce e garante la manutenzione dell´Asilo San Vito , tutto gratis per 103 bambini da 1 a 4 anni! Nei 21 anni di esistenza, l´Asilo há accolto oltre 20 mila bambini. Di sicuro, questa brava gente, che dedica il loro tempo e lavoro, é un bel esempio da essere condiviso! (foto: san vito)

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Amantea: conclusa la selezione delle modelle per la Grotta dei desideri

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

Anna GrecoAMANTEA (Cs) – Anche l’ultimo step, in vista della grande kermesse di agosto è stato completato. La commissione esaminatrice della Grotta dei desideri, dopo un’attenta analisi delle candidature giunte, ha stilato l’elenco dei modelli e delle modelle che parteciperanno alla tredicesima edizione dell’evento.
«Come di consueto – spiegano gli organizzatori del progetto – abbiamo bilanciato le richieste esterne con il gruppo storico di ragazzi e ragazze che, nel corso degli anni, hanno saputo catalizzare l’attenzione del pubblico per impegno, bravura e fascino. Ma rispetto allo scorso anno c’è anche un’interessante novità: cresce la presenza di modelle che vivono nel territorio di Amantea e che potranno senz’altro costituire il nuovo nucleo delle prossime edizioni. Il bando pubblico di selezione è stato vinto dalla giovanissima Ilaria Aloiso, originaria di Lamezia Terme, che ha convinto tutti per i lineamenti morbidi e sensuali del viso. Insieme a lei dalla Campania arriverà Lucia Cimmino, statuaria con i suoi centottanta centimetri di altezza e dalla Puglia la bellezza mediterranea di Federica Colavitto.Completano il cast Alessia Cantafio, Giulia Angotti, Marilena Scaramozzino, Cristina Violeta Rusu, Irma Imedadze, Sara Caridi, Fabiola Redavide, Francesca Amato, Alessandra Crocco, Federica Florio, Asia Pati, Vanessa Bruno, Sara Mendicino, Jessica Veltri. Il coordinamento, come avvenuto fin dalla prima edizione, è affidato alla model coach Anna Greco che si è detta profondamente soddisfatta delle scelte compiute in vista della tredicesima edizione. Rispetto al recente passato spazio anche ai maschietti: Giacomo Conti, Andrea Marrara, Ugo Cambareri e Giovanni Lotito».Definito anche il calendario ufficiale dei vari appuntamenti: la “Serata di Anteprima” che avrà luogo giorno 1 agosto a partire dalle ore 21 in piazza San Francesco a Campora San Giovanni (Cs); la “Fashion Dinner” è pianificata per il 2 agosto sempre alle ore 21 presso l’hotel village “La Principessa” di Campora San Giovanni; l’evento “Dalla parte delle donne” avrà luogo giorno 3 agosto alle 21 a San Pietro in Amantea (Cs); la “Serata di Gala”, come di consueto, si terrà il 4 agosto nell’incanto e nella suggestione del Parco della Grotta di Amantea (Cs) sempre alle 21.Per essere sempre informati basta collegarsi al sito ufficiale http://www.grottadeidesideri.com o consultare la pagina Facebook ufficiale. (foto: Anna Greco)

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Massimo Sgrelli: “Il Galateo Istituzionale”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

palazzo chigiIn un Paese che non fa più insegnare l’educazione civica nelle scuole e in cui si assiste a chiassate e sgarbi persino nelle sedi istituzionali, arriva un argomentato manuale con suggerimenti e consigli ai politici, ma anche ai manager, agli operatori di servizi pubblici e pure ai giornalisti affinché abbiano un consono comportamento istituzionale. Lo ha scritto Massimo Sgrelli, esperto di protocollo ufficiale e per oltre 15 anni a capo del Cerimoniale di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ove ha dettato le regole delle forme istituzionali ed è stato il “padre” della “Cerimonia del campanello”, che sancisce il passaggio di consegne tra il Presidente del Consiglio uscente e l’entrante. Oggi presiede il comitato scientifico dell’Accademia del Cerimoniale ed è noto per il suo volume “Il Cerimoniale” giunto ormai alla nona edizione. E adesso ha pubblicato il volume “Il Galateo Istituzionale”, Di Felice Editore, affrontando così un tema di grandissima attualità.
Un tomo di 366 pagine con cui fornisce istruzioni semplici, ma indispensabili, affinché in un ordinamento democratico il comportamento istituzionale sia davvero testimonianza di superiore livello di civiltà dei suoi attori. Perché una condotta istituzionale disattesa produce conseguenze negative, se non nefaste, per il buon funzionamento delle istituzioni e, quindi, dell’intero Paese. Per ricoprire cariche pubbliche e incarichi istituzionali non basta essere bravi: per essere davvero efficaci e positivi bisogna rispettare le prassi, le procedure, i protocolli agendo secondo architetture comportamentali consolidate e collaudate. Perché, ricorda Sgrelli, “la forma istituzionale è ancora sostanza”. L’argomento galateo istituzionale è invocato in ogni sede e sovente rimbalza sui giornali e nelle trasmissioni radiotelevisive, ma sinora non era mai stato trattato con carattere scientifico.
Per non farsi trovare in difetto negli aspetti formali che regolano la vita pubblica e istituzionale in modo armonico e avere il successo della positività e della correttezza, è pertanto necessario conoscere quali sono le linee fondamentali dei comportamenti istituzionali. In tal senso “Il Galateo istituzionale” è sicuramente il testo di riferimento, una sorta di “Vangelo delle Istituzioni”, un binario lungo il quale far procedere le istituzioni di un Paese.
Perché Giorgio Napolitano e dopo di lui Sergio Mattarella nelle manifestazioni istituzionali non siedono più al centro della prima fila? Perché Virginia Raggi vuol farsi chiamare ‘sindaca’? Perché la direttrice generale dell’INPS è iscritta ad un importante sindacato di evidente matrice politica? Un magistrato può esprimere opinioni sulle riforme istituzionali? Esiste un comportamento legittimo, non istituzionale? E come si manifesta una responsabilità istituzionale? E quali conseguenze produce? Sono solo alcune delle tante domande che possono trovare utili indicazioni e risposte aiutando a maturare una nuova sensibilità istituzionale, molto attesa in Italia.
Basta guardare ai principali Paesi mondiali per vedere come essi, rispetto all’Italia, continuino a crescere, a modernizzarsi e a svilupparsi in un contesto in cui, però, le regole e il protocollo sono rispettati in modo rigoroso, preciso, puntuale e quasi pignolo. Un Paese può crescere armonicamente se non c’è la certezza del rispetto delle procedure? Immaginiamo i disastri in un aeroporto dove ciascuno agisce e si muove come gli pare, senza attenersi a codici e protocolli. Sgrelli, da esperto e attento servitore dello Stato, con questo nuovo manuale sul galateo istituzionale rimette pertanto a disposizione di chi ricopre cariche e incarichi nelle sedi istituzionali le sue vaste conoscenze ed esperienza per un’efficace azione divulgativa e culturale nell’interesse del Paese. Di Felice Editore è un imprenditore abruzzese, opera in una località epicentro del recente terremoto ed ha continuato a lavorare tra una scossa e l’altra guadagnandosi l’ammirazione generale quale espressione di una forte voglia di rinascita delle sue terre. Massimo Sgrelli – “Il Galateo Istituzionale” – Di Felice Editore – pagine 366 – € 32,00

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Scuola – Nuovo percorso 0-6 anni: si autocelebra la riforma ma il testo rimane ambiguo

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

SCUOLA

Sono innumerevoli i punti dolenti contenuti nel rinnovato modello formativo precedente alla scuola primaria: nessun ritorno al maestro prevalente su moduli abolito dalla Legge 169/2008 o all’insegnante specialista di lingua inglese quando l’Italia era al quinto posto dei rapporti PIRLS per apprendimento studenti, nessun organico di potenziamento per gli insegnanti d’infanzia che sono esclusi dall’obbligo scolastico nonostante il DPR 89/2009, sezioni primavera ordinamentali ma solo per il 25% del Paese. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): per migliorare il sistema formativo di questa particolare fascia d’età avevamo chiesto l’anticipo dell’obbligo a 5 anni, con classi ‘ponte’ e docenti infanzia-primaria in copresenza, per poi licenziare gli studenti a 18 anni, ma anche in questo caso non siamo stati ascoltati. Contiamo poi a chiedere perché gli organici di questi docenti rimangono ancora ingessati per legge e come mai l’auspicio alla concorrenza stato-regioni è bocciato già dai buchi di bilancio delle amministrazioni nel territorio. Nel frattempo, continuano anche a essere dimenticati i precari della scuola dell’infanzia e primaria dal nuovo sistema di reclutamento e dalla fase transitoria. Ecco perché si prevede un nuovo fallimento.

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Concorso dirigenti scolastici, sì alla valutazione del servizio nella paritaria ma ancora esclusi illegittimamente i precari

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneIn base alle anticipazioni sullo schema definitivo elaborato dal Miur per la selezione nazionale per almeno 1.500 presidi, rimangono dunque fuori dal concorso tutti i docenti non di ruolo che hanno pur svolto cinque anni di servizio in possesso del titolo di ammissione, nonostante vi sia una sentenza del Tar Lazio, mai sospesa dal Consiglio di Stato, che abbia ammesso i candidati alla precedente selezione ottenuta dai legali Anief che è pronta a farli partecipare ancora con un nuovo ricorso. Se vuoi aderire, vai al seguente link. Ragione, inoltre, ha avuto il giovane sindacato a far dichiarare nelle domande di mobilità, graduatorie interne d’istituto, e di ricostruzione di carriera lo stesso servizio della paritaria che ora si vorrebbe valutare. Nel frattempo, Eurosofia ha avviato da tempo corsi in presenza e a distanza per prepararsi alle prove concorsuali con specifiche convenzioni.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): con la sentenza 5011/2014 del Tar del Lazio, i giudici amministrativi hanno confermato che per partecipare al concorso per dirigenti non può essere considerato titolo imprescindibile la già avvenuta immissione in ruolo. Ciò significa che non è necessario essere assunti a tempo indeterminato. Non si comprende questo ostracismo, ancora di più perché occorrono mai come oggi tanti bravi dirigenti, che non possono essere esclusi a priori, per un cavillo, visto che vi sono circa 1.400 reggenze e che gli ultimi 200 idonei della selezione del 2011 sono stati assunti all’inizio di quest’anno scolastico.

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Dopo 20 anni, un’italiana eletta nel Consiglio della Federazione Luterana Mondiale

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

vitielloLa Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola, è lieta di annunciare che la Vicepresidente del proprio Concistoro, Cordelia Vitiello, è stata eletta membro del Consiglio della FLM Federazione Luterana Mondiale (LWF – Lutheran World Federation) dall’Assemblea Generale che mercoledì 10 ha preso il via a Windhoek, in Namibia e si concluderà martedì 16 maggio.Inizialmente indicata dalla CELI, Cordelia Vitiello aveva già superato la preselezione effettuata – lo scorso 1 febbraio – dal Comitato delle Nomine incaricata delle consultazioni regionali preparatorie dell’Assemblea e della valutazione delle candidature proposte dalle Chiese facenti parte della FLM: era stata così inserita nella lista dei candidati ufficiali per l’Europa Centrale e Occidentale, una delle sette aree geografiche rappresentate nel Consiglio della FLM, insieme ad Africa, Asia, Europa centrale e orientale, America Latina e Caraibi, Paesi nordici e, infine, America del Nord.Il Consiglio è composto da 48 membri eletti dall’Assemblea (che designa anche il Presidente), con una rappresentanza equilibrata di pastori e laici, uomini e donne, anziani e giovani: il loro incarico dura fino alla nuova riunione ordinaria dell’Assemblea (ogni sei anni), ma i Consiglieri possono essere rieletti per un ulteriore mandato.Il ruolo del Consiglio è quello di fornire, attraverso appositi comitati e sub-comitati con specifiche aree di competenza, le direttive al lavoro della FLM da compiere tra una riunione e l’altra dell’Assemblea che è il più alto organismo decisionale della Federazione.
Il Consiglio si riunisce una volta l’anno: nomina il Segretario Generale della FLM, decide sull’organizzazione del Communion Office, determina il bilancio della FLM e presenta una relazione annuale alle Chiese-membro.
A raccogliere ed eseguire le direttive del Consiglio sono il menzionato Communion Office (che ha sede a Ginevra e comprende l’Ufficio del Segretario Generale nonché i Dipartimenti per la Missione e lo Sviluppo, per la Pianificazione e le Operazioni, per la Teologia e per il Servizio mondiale) e soprattutto il Meeting of Officers (cioè il Collegio dei Responsabili che comprende il Presidente, i sette Vicepresidenti – anche essi designati dal Consiglio – il Responsabile del Comitato Finanziario e i responsabili dei diversi Comitati del Consiglio).
Con l’elezione odierna, è la prima volta dopo 20 anni – cioè da quando, con l’assemblea di Hong Kong del 1997, terminò il mandato di Birgit Kelm quale membro giovanile – che una delegata CELI entra a far parte del Consiglio mondiale: un motivo di soddisfazione per i luterani in Italia in quanto testimonia come il luteranesimo del nostro Paese, sebbene parte piccolissima di quello mondiale, sia sempre più conosciuto e apprezzato non solo nello scenario europeo ma anche a livello globale.
Membro del Consiglio Direttivo della Chiesa Luterana di Napoli, Cordelia è – dal 2012 – anche Vice-Presidente del Concistoro della Chiesa Luterana in Italia e rappresentante legale della CELI. Ella è, inoltre, Referente Centro-Sud Italia (Napoli) per la Rete delle Donne luterane e, per conto della CELI, è referente per la VELKD (la Chiesa Evangelica-Luterana Unita di Germania). È, infine, Presidente dei Revisori dei conti della FCEI, la Federazione Chiese Evangeliche Italiane di cui la CELI è membro. (foto: vitiello)

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“Stessa strada per crescere insieme”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

psicologheE’ il progetto del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) e dell’Unione italiana Ciechi ed Ipovedenti (UICI), nato per rispondere alle esigenze di quelle famiglie che si trovano a vivere situazioni difficili per la nascita di un bambino con patologie della vista nel nucleo familiare.
È proprio quando avviene l’incontro il figlio immaginato e quello reale che, per i genitori, comincia un lungo e doloroso processo di accettazione, di fronte al quale è meglio non essere mai soli.
“Ed è proprio per supportare i genitori e i fratelli in questo tipo di situazioni che nasce il progetto di UICI e CNOP – spiega la psicologa Elisabetta Torchio, coordinatrice del progetto in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta – l’obiettivo è quello di aiutare le famiglie a comprendere che la perdita della funzionalità visiva, seppur importante in una società basata sull’immagine e sull’apparenza, non pregiudica la conduzione di una vita piena e appagante da parte del soggetto disabile”.
Per il progetto sono stati formati, in tutta Italia, ben 150 psicologi e psicoterapeuti (nella foto il team di psicologhe piemontesi). I professionisti, coadiuvati dalle Unioni Ciechi regionali e dagli Ordini degli Psicologi sono in grado di fornire un sostegno psicologico alle famiglie e di creare rete con gli ospedali, in particolare con le neonatologie, le neuropsichiatrie infantili, i centri di riabilitazione, i medici di base e i pediatri. “Lo scopo – spiega ancora Elisabetta Torchio – è innanzitutto quello di informare, al fine di effettuare una diagnosi precoce che porti a prognosi più favorevoli e, al tempo stesso, consenta al disabile di vivere una vita indipendente e serena”. Il progetto ha come obiettivo anche quello di offrire consulenza psicologica specialistica a singoli, coppie e gruppi, in regime di convenzione o di compartecipazione da parte delle sezioni provinciali e regionali dell’UICI, alle quali le famiglie possono rivolgersi direttamente per ogni informazione e per richiedere il servizio. “Vogliamo creare una rete che sostenga i genitori – conclude Torchio – ma l’obiettivo finale è quello di aiutare il minore a vivere una vita il più possibile autonoma e soddisfacente”. (foto: Nella foto il gruppo di psicologhe attive in Piemonte, insieme al presidente dell’Unione Ciechi regionale Adriano Gilberti (al centro, accanto a Elisabetta Torchio, con la giacca rossa)

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Volontari Greenpeace: stop pesticidi

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

volontari greenpeace2volontari greenpeace3I volontari di Greenpeace hanno organizzato oggi attività di sensibilizzazione in 21 città italiane per chiedere il bando dei pesticidi dannosi per api e altri impollinatori, l’estensione del bando europeo ai neonicotinoidi e investimenti in pratiche agricole sostenibili. Indossando dei costumi, i volontari dell’organizzazione ambientalista hanno inoltre rappresentato le api costrette a lasciare il loro habitat naturale per colpa dei pesticidi che mettono a rischio la loro sopravvivenza.
Il 17 e 18 maggio prossimi l’Italia e gli altri Paesi dell’Unione europea discuteranno infatti proprio la messa al bando definitiva di tre insetticidi neonicotinoidi: imidacloprid e clothianidin della Bayer, e thiamethoxam della Syngenta.Nel 2013 l’Unione europea ha limitato sia gli usi di imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam, a causa del rischio elevato per le api, sia il trattamento delle sementi di mais, girasole, colza e cereali primaverili e l’irrorazione di una buona parte delle colture attrattive per le api, prima e durante la fioritura. Tuttavia molti impieghi sono ancora autorizzati. Da allora, sono emerse sempre maggiori evidenze scientifiche sui danni che queste sostanze causano alle api ma anche a molte altre specie, tra cui farfalle, uccelli e insetti acquatici.«Chiediamo al ministro Martina di vietare i pesticidi più dannosi per api e impollinatori, a cominciare dai tre neonicotinoidi in discussione la prossima settimana e di investire in pratiche agricole sostenibili», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia. «E con noi lo chiedono più di centomila italiani che hanno firmato il nostro appello. Continueremo questa battaglia fino a che queste sostanze non saranno completamente bandite».

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Leonardo da Vinci: Visions

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

leonardoMontepulciano, Fortezza e Giardino di Poggiofanti 14 maggio- 17 settembre 2017 Tutti i giorni ore 10.30 – 19.30 Costo euro 5,00. Leonardo da Vinci: Visions è il risultato dell’esperienza espositiva delle mostre Gli ingegneri del Rinascimento (1995), L’automobile di Leonardo (2004) e La mente di Leonardo (2006), ideate dal Museo Galileo di Firenze e curate dal suo direttore, Prof. Paolo Galluzzi.
Visions è un invito a esplorare il modo di pensare di Leonardo da Vinci e la sua concezione unitaria della conoscenza come sforzo di assimilare con ardite sintesi teoriche e con geniali esperimenti le leggi che governano tutte le meravigliose operazioni dell’uomo e della natura.
La mostra presenta alcuni ambiziosi progetti di Leonardo, che ben illustrano la sua attitudine a cimentarsi con temi di complessità inaudita. Sogno dell’uomo fin dai tempi più antichi, il volo prende forma nei suoi studi e nelle macchine da lui disegnate. Leonardo si misura anche con l’idea di conferire il movimento a oggetti inanimati: il carro semovente e il leone meccanico sono eloquente testimonianza dei risultati dal potenziale fortemente innovativo che egli raggiunse. Infine, il progetto per la gigantesca statua equestre in bronzo in memoria di Francesco Sforza costituisce un’ulteriore prova dell’eccezionale intelligenza e tenacia con le quali Leonardo affrontava le più audaci sfide tecnologiche e artistiche.

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L’arte-terapia in aiuto dei malati di demenza

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

arte terapiaSe ne parla al corso organizzato al Centro Alzheimer dell’Inrca, con l’obiettivo di formare educatori specializzati nelle attività ludico-terapeutiche con la creta rivolte a persone affette da disturbi del comportamento e della memoria. “L’arteterapia è un nuovo approccio alle demenze – spiega Giuseppe Pelliccioni, direttore dell’Unità di Neurologia Inrca – ed è particolarmente efficace se iniziata in una fase precoce della malattia. Nell’attività creativa la persona riceve un’infinità di sollecitazioni, che hanno un’azione diretta sulle aree encefaliche collegate agli istinti e ai sensi, con ricadute positive sulla sfera cognitiva e relazionale”. Un linguaggio di emozioni. All’Inrca i laboratori di lavorazione della creta sono attivi da quasi dieci anni. “Le mani sono il prolungamento della mente e la sua peculiarità – spiega Elena Grandi, operatrice del Centro e docente al corso – è quella di essere capace di assumere la forma e il significato di chi la lavora, un mezzo per comunicare sé stessi”. La creta infatti funge da facilitatore. Permette di stimolare diverse aree tra cui la sfera cognitiva, che comprende memoria e attenzione, quella sensoriale e percettiva, come la vista e il tatto, oltre all’area motoria, attraverso la coordinazione e il controllo degli strumenti (mattarello, forbici), per finire alla sfera della personalità e della socializzazione, grazie all’attività di gruppo. La creatività che si esprime durante i laboratori supporta anche il processo del ricordo. ​​“Le attività manuali inducono ad organizzare lo spazio ordinando il materiale all’interno del laboratorio e consentono di lasciare la propria impronta personale attraverso il manufatto e, successivamente, di memorizzare quanto creato in precedenza”. I lavori che scaturiscono, come vasi, sculture floreali ottenute con piccoli stampi, o la semplice impronta della mano, vengono utilizzati per decorare le copertine degli album autobiografici dei pazienti. Tengono così conto della loro storia personale e delle singole capacità. “L’argilla inoltre è il materiale per eccellenza adatto a stimolare i muscoli di mani e braccia in tutte le loro funzioni, come incidere, afferrare e trasportare, migliorandone la funzionalità” spiega l’educatrice.Le esperienze dei laboratori sono state raccolte da Elena Grandi nei libri ‘Costruire la storia di vita con la persona con demenza’ e ‘Se faccio, ricordo’ (Edizioni scientifiche Erickson). Il primo descrive come ricostruire la biografia dei pazienti attraverso la creazione di un ‘album dei ricordi’, avvalendosi di decorazioni in creta, fotografie e scatole di carta. Il secondo descrive le varie attività che si prestano ad essere realizzate sia nei centri diurni o nelle case di riposo, sia a domicilio, con il supporto del familiare. “Oltre alla creta – chiarisce l’autrice – l’arteterapia utilizza vari mediatori, quali disegno, pittura, fotografia. Può essere utile per molti tipi di pazienti ma proprio per le malattie neurodegenerative si sono riscontrati i benefici più inaspettati”. (foto: arte terapia)

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Gli alberi del Vajont a forma di virgola e che oggi fanno ridere i bambini

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

vajontFranceschini: “Ecco gli alberi che sopravvissero all’immane tragedia del 1963. Sono tutti da tutelare. Oggi 54 anni dopo possiamo andare sul corpo di frana che oramai non fa più paura ma nell’immaginario comune custodisce i corpi delle centinaia di persone non più ritrovate”. “Il Bosco Vecchio del Vajont è un luogo da tutelare . Al suo interno ci sono gli unici alberi testimoni sul corpo di frana. A distanza di 54 anni dalla tragedia possiamo andare sulla frana che travolse la Valle del Vajont , proprio sul corpo di frana che sosta immobile dentro a due chilometri di Valle e che oramai non fa più paura. Nell’immaginario comune questa frana custodisce i corpi di centinaia di persone mai più ritrovate. Dunque è davvero un luogo sacro dove possiamo vedere ancora oggi i pochi sopravvissuti a quella tragedia . Si tratta di un gruppo di alberi con più di 60 anni di storia e che riuscirono a resistere all’immane tragedia e possono raccontarcela . Ecco perché il Bosco Vecchio della Valle del Vajont è un luogo da tutelare sempre”. Lo ha affermato Giovanna Franceschini , Guida Ambientale Escursionistica AIGAE della valle del Vajont.“Poco lontano dalla diga – ha proseguito Franceschini – si sviluppa un’area boschiva denominata “il Bosco Vecchio di Erto”. E’ la parte residua del bosco preesistente al catastrofico evento franoso del 9 Ottobre del 1963. Vi convivono, con una composizione tipica di un’associazione ecologica secondaria, essenze arboree – Abete rosso, Larice e Pino mugo, Betulla e Faggio, Pino silvestre, Pino nero e diverse specie di Pioppo – ed arbustive – Nocciolo e Ginepro dal cui diametro si comprende essere risalenti a non più di 40 anni fa ma allo stesso tempo si incontrano alberi con più di 60 anni di vita e dall’aspetto davvero insolito. Infatti , tali alberi , presentano dei tronchi che partono fortemente obliqui fin dalla base e poi, disegnando un’ampia curvatura, si raddrizzano con la punta in assetto verticale. Altri, esposti a leggeri avvallamenti, hanno le radici ancorate al bordo e i tronchi orizzontali, non poggianti direttamente sul terreno, ma sorretti dai rami rivolti verso il basso, morti, mentre i rami vegeti, rivolti verso l’alto, si sono trasformati in nuovi alberi con propri tronchi verticali, diritti, e una folta chioma. Presso le radici del tronco “madre” si osserva il consistente rigonfiamento generato dall’incremento delle strutture interne atte a mantenere in vita i tronchi “figli”. Fra questi due aspetti, estremi, ve n’è un gran numero di intermedi, alcuni mostrati da individui morti.
Tutte queste strane forme derivano da una straordinaria storia vissuta da quegli alberi: nacquero verticali su un pendìo fortemente obliquo, si ritrovarono obliqui a causa del franamento in un unico blocco, e della conseguente diminuzione di pendenza, dell’intero versante montuoso sul quale erano nati e, infine, negli ultimi 53 anni hanno messo in atto un potente sforzo vegetativo per riconquistare, con la verticalità, la luce del sole indispensabile alla loro esistenza. Ecco che in questo Bosco vera memoria di quanto accadde abbiamo insieme un’area, dove la vegetazione ha ricolonizzato il terreno precedentemente deforestato e all’altra i segni della sofferenza e della resistenza a quanto accadde quella notte”.
Cosa accadde il 9 Ottobre del 1963 “Alle 22:39 una frana di 260 milioni di m3, l’intero versante settentrionale, lasciò il Monte Toc scivolando su una superficie rocciosa sepolta in profondità e inclinata oltre i 40°. Viaggiando alla velocità iniziale di 60 m al giorno – ha ricordato Franceschini – e finale di 98 km all’ora, in meno di un minuto quella frana si immerse nel lago sottostante, artificialmente generato sbarrando il torrente Vajont con la diga a doppia curvatura allora più alta del mondo, 261 metri e 60; lago che partecipava con altri sette invasi artificiali all’impianto per l’approvvigionamento idroelettrico denominato “il Grande Vajont” negli anni del boom economico italiano. L’immersione della frana nel lago causò l’espulsione di 50 milioni di m3 d’acqua che nei successivi quattro minuti rasero al suolo 9 frazioni di Erto e Casso e i paesi di Longarone, Pirago, Maè, Villanova e Rivalta causando la morte di 1.910 persone, 487 delle quali erano bambini e ragazzi con meno di 15 anni, alcuni non ancora nati”. “Proprio sulla montagna possiamo ritrovare tracce di quanto c’era prima dell’onda . Ad esempio possiamo vedere pavimenti in cotto o graniglia – ha concluso Giovanna Franceschini – e addirittura numerosi cenotafi di cui alcuni innalzati ad una famiglia proprio dove prima sorgeva la casa. Oggi possiamo percorrere l’intero sentiero del Bosco Vecchio con gli alberi sopravvissuti, il percorso sulla frana, vedere i cenotafi in Val Vajont, essere sull’attuale lago del Vajont, visitare i centri storici di Erto e di Casso, la sede espositiva dell’ EcoMuseo Vajont, la bottega di Mauro Corona, La Chiesa monumentale di G. Michelucci a Longarone, il Cimitero monumentale delle Vittime a Fortogna”.

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Il Museo delle Tradizioni festeggia un anno di attività con un annullo speciale di Poste italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

museo arnesiModica (RG). Il Museo delle Tradizioni “Gli arnesi di una volta” (Piazza Matteotti, ex Convento dei Carmelitani) spegne una candelina e festeggia il suo primo anno di attività. Per celebrare l’anniversario, il più giovane museo modicano organizza “Notti & Journu”, sabato 20 maggio nell’ex Convento dei Carmelitani, in concomitanza con la Festa del Musei 2017.L’evento è organizzato in collaborazione con Poste Italiane, che per l’occasione proporrà un annullo filatelico speciale. Partner dell’iniziativa sono il locale Circolo didattico “Giacomo Albo”, il Bonsai Club “Contea di Modica” e il Movimento Azzurro Ecosezione di Cava Ispica.Tante le sorprese e le iniziative in programma. Si comincia alle ore 9,00 con i saluti di benvenuto da parte di Carmelo Muriana presidente dell’Associazione culturale Rumori di Storia che gestisce il Museo, e del direttore artistico Franco Vanella. Dalle ore 9,10 fino alle 14,45 nello stand di Poste Italiane si potranno acquistare l’annullo filatelico speciale e le cartoline commemorative dell’evento, realizzate appositamente per il 1° anniversario.L’annullo filatelico, che farà la gioia di collezionisti e appassionati, raffigura l’emblema del Museo e resterà in circolazione per due mesi. Le cartoline, realizzate da Poste Italiane Filatelia, sono disponibili in due versioni: la prima con gli antichi arnesi del fabbro, l’altra con un collage di immagini raffiguranti alcuni caratteristici ambienti del Museo.Alle ore 9,15, alla presenza del sindaco Ignazio Abbate, dell’assessore alla Cultura Orazio Di Giacomo e del dirigente scolastico Fernanda Grana, sarà inaugurata la mostra “Mani che tramano”, allestita nelle scuderie del Convento (visite fino alle ore 22).
La mostra espone gli elaborati realizzati dagli alunni, dai genitori e dai docenti nell’ambito del concorso grafico-fotografico “Gli arnesi di una volta”, bandito dal Circolo didattico “Albo”, per «conoscere, capire, valorizzare gli antichi mestieri» e riscoprire l’identità culturale». Nel corso della mattinata è prevista la premiazione dei migliori elaborati da parte della giuria composta da rappresentanti del mondo della scuola, dell’amministrazione comunale e delle associazioni che partecipano all’iniziativa.
Nell’atrio dell’ex Convento dei Carmelitani saranno presenti gli stand del Movimento Azzurro e del Bonsai Club. Il Museo resterà aperte per l’intera giornata fino alle ore 22. (foto: museo arnesi)

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Linee guida Cdc per la prevenzione di una pandemia influenzale

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013I Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti hanno aggiornato le linee guida del 2007 per i dipartimenti di salute pubblica sulla gestione di potenziali pandemie di influenza attraverso interventi non farmacologici, come il distanziamento sociale, la pulizia della superficie ambientale e l’igiene personale. «Quando emerge un nuovo virus influenzale con potenziale pandemico, gli interventi non farmaceutici, noti anche come misure di mitigazione di comunità, sono spesso quelli più facilmente disponibili per aiutare a rallentare la trasmissione del virus, cosa che è particolarmente importante prima che un vaccino diventi ampiamente disponibile» afferma Noreen Qualls, del National Center for Emerging and Zoonotic Infectious Diseases ai Cdc di Atlanta, a capo del gruppo di studio.Parecchi elementi rimangono invariati rispetto al documento del 2007, che descriveva le misure raccomandate e i concetti fondamentali per l’utilizzo delle stesse. Le categorie di interventi comprendono interventi di protezione individuale quotidiani come l’isolamento volontario di persone malate e l’igiene delle mani, misure di protezione personale riservate alle influenze pandemiche, come la quarantena volontaria dei membri della famiglia esposti, misure comunitarie volte ad aumentare il distanziamento sociale come le chiusure scolastiche e il rinvio o annullamento di riunioni di massa, e misure ambientali, come la pulizia di superfici spesso toccate. Nelle linee guida del 2017 fanno la loro comparsa diversi nuovi elementi. Vengono infatti inserite le più recenti prove scientifiche resesi disponibili dopo la pandemia di influenza A (H1N1) e, di seguito, viene messo in evidenza un riepilogo delle lezioni apprese dalla risposta alla pandemia del 2009 per sottolineare l’importanza di un’ampia e flessibile pianificazione pre-pandemica. Inoltre, è stata inclusa una nuova sezione dedicata alla comunità per sottolineare che l’uso tempestivo ed efficace degli interventi non farmacologici dipende dall’accettazione e dalla partecipazione attiva della comunità. Sono stati inoltre aggiunti la descrizione di vari strumenti di valutazione e pianificazione e un insieme di scenari pre-pandemici. Per rendere più facile l’attuazione delle linee guida sono presenti online anche sei guide supplementari per diverse ambientazioni comunitarie. (fonte doctor33)

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Ergastolo: la voce dei detenuti, delle famiglie e di chi vive il carcere

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

detenutoLe notizie degli ultimi suicidi in carcere mi indignano. Eppure nessuno ne parla, nessuno affronta il problema delle molte “Guantanamo” che ci sono in Italia e di tutti questi morti che restano, per lo più, anonimi e, quindi, dimenticati. Non starebbe a me dire certe cose: io non ho la moralità e l’intelligenza dei nostri governanti, politici ed intellettuali. Io sono un avanzo di galera, un delinquente e per giunta pure ergastolano, anche se in regime di semilibertà.
Tutti sanno che in Italia il carcere, nella migliore delle ipotesi, è una fabbrica di stupidità umana mentre, nella peggiore, è una fabbrica di morti.
È come se chi va all’ospedale morisse invece di guarire. Il carcere, così com’è, produce negatività, si nutre di male per produrre altro male e nuovi detenuti.
Sì, è vero, il carcere, per qualsiasi classe politica e per qualsiasi governo, porta consensi e voti elettorali, ma sono consensi e voti che grondano sangue e morte.
Questa non è più giustizia, è solo vendetta culturale e sociale di uno Stato ingiusto che guadagna sulla sofferenza sia delle vittime sia degli autori dei reati. (foto: detenuto)

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