Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

“Stessa strada per crescere insieme”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

psicologheE’ il progetto del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) e dell’Unione italiana Ciechi ed Ipovedenti (UICI), nato per rispondere alle esigenze di quelle famiglie che si trovano a vivere situazioni difficili per la nascita di un bambino con patologie della vista nel nucleo familiare.
È proprio quando avviene l’incontro il figlio immaginato e quello reale che, per i genitori, comincia un lungo e doloroso processo di accettazione, di fronte al quale è meglio non essere mai soli.
“Ed è proprio per supportare i genitori e i fratelli in questo tipo di situazioni che nasce il progetto di UICI e CNOP – spiega la psicologa Elisabetta Torchio, coordinatrice del progetto in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta – l’obiettivo è quello di aiutare le famiglie a comprendere che la perdita della funzionalità visiva, seppur importante in una società basata sull’immagine e sull’apparenza, non pregiudica la conduzione di una vita piena e appagante da parte del soggetto disabile”.
Per il progetto sono stati formati, in tutta Italia, ben 150 psicologi e psicoterapeuti (nella foto il team di psicologhe piemontesi). I professionisti, coadiuvati dalle Unioni Ciechi regionali e dagli Ordini degli Psicologi sono in grado di fornire un sostegno psicologico alle famiglie e di creare rete con gli ospedali, in particolare con le neonatologie, le neuropsichiatrie infantili, i centri di riabilitazione, i medici di base e i pediatri. “Lo scopo – spiega ancora Elisabetta Torchio – è innanzitutto quello di informare, al fine di effettuare una diagnosi precoce che porti a prognosi più favorevoli e, al tempo stesso, consenta al disabile di vivere una vita indipendente e serena”. Il progetto ha come obiettivo anche quello di offrire consulenza psicologica specialistica a singoli, coppie e gruppi, in regime di convenzione o di compartecipazione da parte delle sezioni provinciali e regionali dell’UICI, alle quali le famiglie possono rivolgersi direttamente per ogni informazione e per richiedere il servizio. “Vogliamo creare una rete che sostenga i genitori – conclude Torchio – ma l’obiettivo finale è quello di aiutare il minore a vivere una vita il più possibile autonoma e soddisfacente”. (foto: Nella foto il gruppo di psicologhe attive in Piemonte, insieme al presidente dell’Unione Ciechi regionale Adriano Gilberti (al centro, accanto a Elisabetta Torchio, con la giacca rossa)

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