Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 229

Democrazia maltrattata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 maggio 2017

italiaIl sistema democratico vigente in Italia permette, e forse incoraggia, una ginnastica di numeri che dimostrano esattamente l’opposto di quanto accade nella realtà. E’ accaduto, platealmente, con le primarie della Lega, dove Salvini ha vantato la conquista della segreteria del partito, esibendo i risultati in percentuale, tacendo sul numero dei votanti a fronte degli aventi diritto, che, invece, ha dimostrato un risultato risibile, se non mortificante. Gli aventi diritto nella Lega sono appena 15.000, tutti tesserati dei borghi padani, quelli che con orgoglio nelle adunanze leghiste indossano l’armatura che fu dei Celti, con ardimentoso elmo fornito di lunghe corna.
Hanno espresso il loro voto appena il 50% degli aventi diritto (nella roccaforte leghista di Milano il minimo storico con soli 300 votanti), quindi appena un mortificante risultato fornito da appena 7.500 votanti su base nazionale.
E’ iniziata subito la corsa ai giochini di interpretazione dell’esito; Salvini si è detto orgoglioso di avere ottenuto, nel suo partito, più voti (in percentuale) di Renzi nelle primarie del PD (due milioni di votanti con il 64% di preferenze a Renzi, pari quindi ad un popolo di elettori superiore a 1.300.000) cosa che, a detta di Salvini, non esalterebbe la sua figura di leader di Renzi, che sarebbe mortificata dalle miserabili 6.000 preferenze di Salvini. Se Salvini, con il potere datogli dalla base leghista, avesse ristretto il diritto al voto limitandolo ai soli suoi familiari, allora avrebbe ottenuto il 100%, quindi un’ovazione. Per la Democrazia dei numeri e la loro interpretazione di comodo, 6.000 preferenze risultano numericamente maggiori di 1.300.000
Dire che Salvini riesce a barare al solitario, non basta per stigmatizzare l’abuso esercitato sui numeri per esaltare ciò che , invece, è stata una penosa esibizione di autoesaltazione, sostenuta da appena 6.000 poveracci, armati con lo spadone di Alberto da Giussano. Se non ci fosse di mezzo una nazione intera, che rischia di avere un tale personaggetto dentro la stanza dei bottini ci sarebbe da ridere a crepapelle; in compenso c’è tutta l’Europa (Marine Le Pen compresa) che ride dell’Italia così malamente rappresentata. (Rosario Amico Roxas)

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