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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Roma ai romani: giù le mani dal patrimonio culturale e monumentale della città

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 maggio 2017

roma-fori-imperiali“E’ stata approvata oggi in Assemblea capitolina una mozione che impegna la Sindaca e la Giunta a promuovere ogni utile iniziativa presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo al fine di estendere a tutto il territorio comunale, e poi a quello metropolitano, l’Accordo di valorizzazione sottoscritto il 21 aprile 2015 con il Mibact. L’accordo prevedeva la costituzione di un Consorzio tra Roma Capitale e il Ministero per la gestione dell’area del Colosseo, dei Fori Imperiali, del Foro Romano e del Circo Massimo.
Il Campidoglio, lo scorso 21 aprile, ha fatto ricorso al Tar contro l’istituzione del Parco Archeologico del Colosseo, voluta dal Ministero con il decreto del 12 gennaio 2017, perché lesivo degli interessi di Roma Capitale. Con l’istituzione del Parco Archeologico del Colosseo sono infatti state attribuite all’amministrazione centrale competenze di tutela della città, sia per la parte statale (Colosseo, Foro Romano, Palatino e Domus Area) sia per la parte di proprietà comunale (Fori Imperiali, Circo Massimo e Colle Oppio). Questo nuovo assetto di competenze ha impedito di fatto la nascita del Consorzio che il Ministero si era impegnato a costituire con Roma Capitale entro la fine del 2015.
Roma è il centro storico di ineguagliabile bellezza, è il Colosseo, è Fontana di Trevi, è via dei Fori Imperiali, è la scalinata di Piazza di Spagna ed è ancora l’acquedotto romano, la tomba di Nerone, il Parco Archeologico di Centocelle, il Gra Art e così via.
La gestione centrale del Parco Archeologico del Colosseo crea un forte ostacolo all’integrazione e alla connessione dell’area archeologica al tessuto sociale e urbanistico di Roma Capitale. La Giunta meraviglie di romacapitolina, mediante un’apposita memoria, aveva già dato mandato all’Assessore alla Crescita culturale di adottare tutti gli atti necessari per avviare la revisione dell’Accordo di valorizzazione. Deve prevalere il valore strategico del patrimonio culturale e monumentale della città di Roma per il suo sviluppo socio economico e per l’integrazione e la connessione dell’area archeologica al tessuto sociale e urbanistico; affinché questo sia possibile è necessario che non ci sia una gestione frammentata tra gli enti né che un’area risulti essere più importante di un’altra in un territorio come la Capitale che nei fatti rappresenta un Parco Archeologico nella sua interezza. Solo la gestione univoca del patrimonio culturale di Roma può consentire a questa amministrazione lo sviluppo di un’economia moderna e di un turismo sostenibile. Noi crediamo che la nostra città e i cittadini romani si meritino una politica che punti a ricucire lo strappo culturale che insiste tra periferia e centro storico. È inaccettabile, che con la creazione del parco Archeologico del Colosseo si vada invece verso l’individuazione di serie A e serie B. Roma è un grande museo diffuso, è cultura vitale; se l’accesso alla cultura, previsto dall’art 9 della Costituzione, viene negato o ridotto, si compromette la piena ed effettiva partecipazione su basi paritarie”. E’ quanto dichiara in una nota Eleonora Guadagno, Presidente della Commissione Cultura di Roma Capitale.

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