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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 317

Un viaggio nella Roma degli Anni Venti con un turista d’eccezione: il Jay Gatsby di Francis Scott Fitzgerald

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 maggio 2017

Gatsby in RomeGatsby in Rome1“Gatsby in Rome” aprirà giovedì 18 maggio e sarà visitabile sino all’1 giugno presso il Gatsby Cafè, in Piazza Vittorio Emanuele 106, presso l’ex cappellificio Venturini, nuovo cuore pulsante del quartiere Esquilino di Roma. L’esposizione, che si compone di otto illustrazioni ad inchiostro di china ed acquarello, intende rievocare i protagonisti della celebre opera letteraria in un visionario tour romano.Allievo del Maestro Piero Tosi, esperto di filologia del costume, l’artista farà viaggiare Gatsby e Daisy in un immaginario tour nella Roma degli Anni Venti, come coronamento della loro tormentata storia d’amore. Sono state immortalate da Roberto Di Costanzo la strada dell’arte capitolina, via Margutta, ma anche la centralissima Coppedé, nonché i più rinomati scorci del centro, come la lussuosa Piazza di Spagna, e i più iconici luoghi capitolini, come il Gianicolo e l’Esquilino da cui parte il viaggio.”Ho immaginato Jay Roberto Di Costanzoe Daisy mano nella mano nella romantica Roma – spiega l’artista – per offrire una nuova avventura ad una storia d’amore. I personaggi cammineranno per le strade di una Roma che non esiste più, di un secolo fa, fatta di sogni e di emozioni, di speranze e di voglia di ricominciare”.
IL GATSBY CAFE’ – Ferma nel tempo a qualche decennio fa, l’atmosfera che si respira nell’ex cappellificio Venturini rievoca la suggestione di uno spazio prezioso e dimenticato, come tanti se ne nascondono sotto i portici di piazza Vittorio, quartiere Esquilino, Roma. Ed è una fortuna tornare a parlarne in occasione di un restyling radicale, ma rispettoso del tempo che fu: cambia la destinazione d’uso, resta intatto il fascino di questi ambienti che si dipanano su tre livelli come scatole cinesi, tra scale e passaggi segreti, salottini discreti e applique d’epoca. E se è vero che un luogo racconta la storia (le storie) di chi l’ha vissuto, allora il legame con la sartorialità e i cappelli che fino a qualche tempo fa affollavano le vetrine della “galleria” non poteva essere negato. (foto: Gatsby in Rome, Roberto Di Costanzo)

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