Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 18 maggio 2017

TeamViewer ora disponibile su Alibaba Cloud

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

sanità-digitaleTampa, FL, TeamViewer®, fornitore di software globale leader per le reti digitali e la collaborazione, ha annunciato oggi l’accordo con Alibaba Cloud, il ramo di cloud computing del Gruppo Alibaba, per rendere disponibili i suoi prodotti di punta ai clienti sulla piattaforma di cloud computing del colosso informatico.Alibaba Cloud è il ramo di cloud computing del Gruppo Alibaba che sviluppa piattaforme altamente scalabili per il cloud computing e la gestione dei dati. Fondata nel settembre del 2009, fornisce una suite completa di servizi di cloud computing a supporto dei partecipanti dell’ecosistema commerciale online e mobile del Gruppo Alibaba, inclusi rivenditori e altri clienti e aziende terzi. Attualmente, il Gruppo Alibaba conta oltre 2,3 milioni di clienti in tutto il mondo, compresi oltre 765.000 clienti paganti.
TeamViewer è fornitore di software a livello mondiale per le reti digitali e la collaborazione. Fondata nel 2005 a Göppingen (Germania), l’azienda impiega circa 700 persone provenienti da oltre 50 Paesi. Il suo prodotto di punta, TeamViewer, è una soluzione all-in-one per il supporto remoto, accesso remoto e i meeting online. Il software è oggi attivo su oltre 400 milioni di dispositivi di cui almeno 25 milioni sono sempre collegati a TeamViewer. Il portafoglio di prodotti dell’azienda si completa con soluzioni per il monitoraggio IT, il backup dei dati, anti-malware e web-conferencing. TeamViewer è stata acquisita da Permira nel 2014. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: http://www.teamviewer.com

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Siamo razzisti o xenofobi? Il ruolo dell’informazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

giornalismoSe domandiamo ad una qualunque persona italiana se e’ razzista o xenofoba, e’ sicuro che ci dice di no. E se abbiamo qualche dubbio perche’ si tratta di persona che comunque a nostro avviso ha un comportamento razzista o xenofobo, ci sentiremo rispondere con una serie di motivazioni in cui alla fine il “colpevole” e’ sempre lo straniero che in un qualche modo viene considerato invasore. Ma chi ci aiuta a ragionare in questo modo? In qualunque societa’ -a maggior ragione nella nostra a democrazia cosiddetta occidentale- l’aiuto ci arriva dall’informazione, di regime o indipendente che sia. Nell’ambito di quella indipendente (che e’ grossomodo quella del nostro Paese) succede che la confezione dei messaggi da divulgare avviene con la necessita’ di cercare sempre l’elemento di distinzione, l’elemento eclatante che possa maggiormente attirare l’attenzione. E -volenti o non volenti i redattori di queste notizie- si finisce per essere alimentatori di razzismo e xenofobia. Vediamo un caso.
A Prato una automobile ha investito una mamma mentre portava a scuola i suoi due bambini. Tutti in ospedale, ma sembra niente di particolarmente grave. Meglio cosi’. Ma vediamo i particolari che ci vengono riferiti da un lancio di una agenzia stampa. La mamma investita e’ una cittadina pakistana di 45 anni, i bambini (6 e 8 anni) non vengono nazionalmente identificati, l’auto che li ha investiti era guidata da una cittadina italiana di 54 anni. Domanda: che bisogno c’era di mettere la nazionalita’ dei coinvolti? Nessuna! Ma per il redattore la notizia e’ probabilmente piu’ vendibile. Ma cosa provoca questa notizia data in questo modo?
Dal fronte razzista e xenofobo:
1 – (estremizzando) la pakistana s’e’ buttata sotto l’auto cosi’ da passare per vittima;
2 – oppure: questi incivili di extracomunitari non sanno neanche attraversare una strada e/o rispettare la loro funzione di pedoni;
3 – ora che sono finiti in ospedale, e non sono cittadini italiani, sono questi ultimi che dovranno pagare per le loro cure, che’ e’ molto probabile che la signora pakistana non paga le sue tasse, etc.
Dal fronte anti-razzista e anti-xenofobo:
1 – vile attacco fascista contro gli immigrati.
Quanto scritto e’ volutamente estremizzato, ma crediamo serva a rendere l’idea di come l’informazione data in un certo modo possa indurre ad alimentare le contese in corso. Nello specifico, per esempio, ci saremmo piu’ preoccupati di perche’ e’ avvenuto un incidente del genere e non sulla tipologia nazionale degli attori (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Giuliano da Sangallo Disegni degli Uffizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

Disegni degli UffiziFirenze fino al 20 agosto Le Gallerie degli Uffizi dedicano una mostra a Giuliano Giamberti, più noto come Giuliano da Sangallo (attivo dagli anni Sessanta del Quattrocento fino alla morte, avvenuta nel 1516), figura chiave e protagonista del Rinascimento italiano e il primo di cui sopravvive una raccolta di disegni di architettura, custodita e curata dai suoi eredi. I disegni selezionati per l’esposizione non solo gettano luce sullo sviluppo dei peculiari metodi tecnici e grafici di Sangallo, ma più in generale su quelli più diffusi e condivisi nel periodo compreso tra gli ultimi decenni del Quattrocento e la fine del secondo Rinascimento.Architetto di Lorenzo il Magnifico e dei papi Giulio II della Rovere e Leone X Medici, è infatti fra i più importanti disegnatori di architettura della sua epoca. A dimostrarlo senza ombra di dubbio – oltre ai preziosi codici antiquari di Siena e dell’Apostolica Vaticana, rispettivamente il Taccuino Senese e il Libro dei Disegni, consultabili in mostra in formato digitale -, è proprio l’eccezionale corpus grafico conservato agli Uffizi. La poliedrica attività del primo dei Sangallo ha infatti lasciato traccia in numerosi fogli storicamente attribuitigli in collezione, accostati nella sede dell’esposizione ad altri prodotti della sua allargata bottega familiare e di autori a lui contemporanei. Questi disegni, come ben illustrato nelle varie sezioni della mostra, ne documentano il lavoro come architetto militare e grande innovatore dell’architettura civile e religiosa; lo strettissimo rapporto intellettuale con i committenti; l’incessante pratica dello studio dell’antico, riverberatasi nella formazione di tutti i suoi collaboratori, e la continuità assicurata al suo magistero dagli eredi più diretti; le sperimentazioni condotte negli anni romani del confronto con Bramante, specialmente sul cantiere cruciale della basilica di San Pietro; l’intreccio fra composizione e invenzioni figurative, culminante nell’episodio finale del concorso per la facciata della basilica fiorentina di San Lorenzo; infine, la produzione come disegnatore di figura e le diverse inclinazioni verso altri artisti del suo tempo, in particolare Botticelli, come illustra un dipinto di bottega del pittore proveniente dalla National Gallery di Londra, possibile esempio del collezionismo privato di Giuliano da Sangallo.
Ai fogli degli Uffizi è inoltre affiancata una testimonianza unica delle tecniche progettuali tra Quattro e Cinquecento lasciataci dallo stesso autore: il modello ligneo di palazzo Strozzi a Firenze.
L’eloquenza grafica di Giuliano da Sangallo restituisce, nei manufatti esposti, un’immagine seducente dell’architettura rinascimentale: erudita, raffinata ed eminentemente disegnata, in una personale accezione di ritorno all’antico, che è anche della sua opera costruita.Il catalogo che accompagna la mostra – di taglio monografico, ma strutturato di volta in volta per sezioni tipologiche o relative alla biografia artistica di Sangallo – propone una sostanziale revisione del corpus storicamente attribuito all’artista. Emerge così l’importanza del ruolo della sua bottega e in particolare della figura del fratello Antonio il Vecchio, alla cui mano sono restituiti numerosi fogli; viene inoltre confermata la nuova attribuzione a Giuliano da Sangallo di un foglio recuperato di recente nelle ricerche dei curatori della mostra. Sui disegni di assegnazione certa, i saggi esercitano un grosso sforzo interpretativo, per restituire l’immagine di dettaglio delle architetture lì delineate, in rapporto all’opera costruita di Sangallo.In aggiunta, il catalogo (e di conseguenza la mostra) recuperano il rapporto strettissimo tra produzione grafica per l’architettura e disegno figurativo, nella Firenze a cavallo di Quattro e Cinquecento: non solo con la sottolineatura del ruolo degli ampi brani di scultura previsti da Giuliano da Sangallo per suoi progetti, ma anche con la riconsiderazione parallela del corpus di figura, con una nuova proposta di identificazione dei soggetti che ricompone un gruppo unitario di fogli, distribuiti tra gli Uffizi e l’Albertina di Vienna. Un aspetto, quest’ultimo, più trascurato nelle ricerche degli studiosi del disegno di architettura, ma in realtà da collegare strettamente alle analisi su Giuliano architetto, nonché disegnatore per l’architettura e di architettura. E al proposito commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike D. Schmidt: “il linguaggio a penna di Giuliano non perde di vista la sua forte impronta lineare e grafica, così come le inclinazioni pittoriche (e le reminescenze dei chiaroscuri antichi) nei disegni di figura più tardi dialogano con la sua architettura di superficie e con il gusto particolare per il repertorio di ornato policromo”.Va ancora detto che una rilevante espressione degli interessi figurativi e collezionistici di Sangallo è fornita dall’esposizione del dipinto con la Madonna con il Bambino, san Giovanni Battista e un angelo della National Gallery di Londra in passato attribuito all’artista: in origine con ogni probabilità faceva infatti parte della collezione privata di Sangallo, il cui nome si legge sull’iscrizione antica apposta sul verso della tavola.
Più in generale va osservato che il recupero delle vicende di uno dei nuclei più significativi e celebri della collezione di disegni architettonici degli Uffizi permette di comprenderne l’eccezionale importanza nel panorama delle collezioni di grafica europee e nordamericane, e rimarca altresì il suo ruolo cruciale nel plasmare i metodi della storiografia e l’immagine stessa dell’architettura rinascimentale. La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Dario Donetti, Marzia Faietti e Sabine Frommel, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. (foto: Disegni degli Uffizi)

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Campidoglio, firmata convenzione con il Tribunale Ordinario di Roma per i lavori di pubblica utilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

tribunaleIl Presidente del Tribunale Ordinario di Roma Francesco Monastero e l’Assessora alla Persona Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre hanno sottoscritto presso il Tribunale Ordinario di Roma, la nuova Convenzione per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità.La Convenzione riguarda i casi in cui il Giudice può applicare, anziché pene detentive e pecuniarie, quella del lavoro di pubblica utilità in favore della collettività, o su richiesta dell’imputato, può sospendere il procedimento e disporre la messa alla prova (MAP) sulla base di un programma di trattamento predisposto dall’Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) ex art. 3 della Legge 67/2014.Attraverso la Convenzione stipulata oggi, della durata quinquennale, l’Amministrazione si è impegnata ad accogliere 550 persone (100 in più rispetto la precedente Convenzione), che svolgeranno attività non retribuita in favore della collettività presso strutture e/o sedi capitoline e municipali, enti e associazioni di volontariato e della cooperazione sociale individuati e convenzionati con la stessa. Verranno svolte prestazioni di lavoro nellamanutenzione e nel decoro di ospedali e case di cura, giardini, ville e parchi; prestazioni di lavoro per finalità di protezione civile, anche mediante soccorso alla popolazione in caso di calamità naturali, di tutela del patrimonio ambientale e culturale, compresa la collaborazione ad opere di prevenzione incendi, di salvaguardia del patrimonio boschivo e forestale; prestazioni di lavoro in opere di tutela della flora e della fauna; prestazioni di lavoro a favore di organizzazioni di assistenza sociale o volontariato operanti, in particolare, nei confronti di alcoldipendenti, tossicodipendenti, persone con disabilità, malati, anziani, minorenni o stranieri;“L’obiettivo della Convenzione stipulata con Roma Capitale è quello di consentire il ritorno alla collettività di ciò che le è stato sottratto con le condotte illegali: questo avviene attraverso l’esecuzione di lavoro prestato gratuitamente da parte dei condannati e degli imputati a favore dei cittadini in settori di particolare interesse per la nostra città e per i suoi abitanti, come ospedali, verde pubblico, viabilità, musei, biblioteche e attività a sostegno di soggetti in difficoltà”, sottolinea il Presidente del Tribunale Ordinario di Roma Francesco Monastero.”Con la firma della nuova Convenzione ampliamo il numero delle persone che l’Amministrazione Capitolina può accogliere per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità e messa alla prova, rafforzando la collaborazione con il Tribunale Ordinario di Roma. La costruzione di una comunità solidale passa anche attraverso lo sviluppo di una rete istituzionale volta a favorire forme di collaborazione attiva e modelli operativi finalizzati a dare attuazione, in modo concreto, a prescrizioni di legge”, spiega l’assessora alla Scuola, Persona e Comunità solidale Laura Baldassarre.

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Arriva a Milano “IISFA Forum & Cybercop 2017”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

tribunale-milanoMilano 19 maggio 2017 ore 9.00 Sala Auditorium del Museo “Leonardo da Vinci” 20 maggio ore 9.30 Aula Magna Emilio Alessandrini – Guido Galli del Palazzo di Giustizia si terranno le due giornate dell’IISFA Forum, Associazione Internazionale No Profit di Informatica Forense, per implementare una cultura delle indagini e conoscenza delle tecniche di investigazione, con l’obiettivo di individuare le prove da usare in ambito processuale.
venerdì 19 maggio alle ore 9.00, presso il Museo Nazionale “Leonardo da Vinci”, verrà fatto il punto sulle ultime novità tecnologiche, alla presenza dei massimi esperti del settore forense;
sabato 20 maggio alle ore 9.30, presso l’Aula Magna del Palazzo di Giustizia, sarà organizzato un gioco multimediale che permetterà ai presenti di partecipare ad una vera e propria indagine, attraverso l’utilizzo di una Applicazione mobile dedicata. L’iniziativa è organizzata con il Patrocinio della Camera Penale di Milano e dell’Ordine degli Avvocati di Milano e il contributo dell’Agenzia di Comunicazione Ital Communications.Quest’anno ricorre il decennale dell’IISFA, che dal 2007 vanta un importante bagaglio di attività svolte, tra cui la pubblicazione di oltre 15 libri sul tema dell’informatica forense, oltre 1000 ore di formazione e convegni alcuni riservati ai soci, che sono più di 850 tra tecnici informatici, investigatori, avvocati e magistrati.“Dieci anni fa i nostri esperti spingevano per chiedere una maggiore autorevolezza delle tecniche di digital forensics all’interno della normativa italiana e della prassi investigativa.” – Così ha affermato Gerardo Costabile, Presidente IISFA. – “Nel 2008 il primo passo è stato quello di contribuire ad inserire, nel codice di procedura penale, le indicazioni dei principi dell’informatica forense. Durante l’evento parleremo di robot, internet of things, droni, telematica delle auto, clonazione di impronte digitali sui cellulari e mobile forensics, bitcoin, malware ed altro ancora.”
Durante le due giornate IISFA di Milano si avrà modo di scoprire l’ultima versione multimediale del “Cybercop”, un gioco inventato all’esordio dell’Associazione.“Nel corso della sessione del 20 maggio si svolgerà il ‘Cybercop 2017’, un gioco tecnico-investigativo che quest’anno avrà una versione più social, dove il pubblico potrà interagire in tempo reale con una ‘App’ per cambiare le sorti dell’indagine simulata.” – Ha dichiarato Giuseppe Mazzaraco, Membro del Direttivo IISFA e Responsabile della Certificazione CIFI. – “Il gioco è a tappe: si parte da una querela e ci si muove in una serie di scenari investigativi, anche con dimostrazioni tecniche per l’infezione con captatori o sistemi di cyberspionaggio.”A margine del gioco è previsto un approfondimento sul piano giuridico-investigativo-difensivo con l’intervento di: Fabio Pietrosanti, Naia – Security & Digital Forensics Consultant; Andrea Ghirardini, Pila – Security & Digital Forensics Consultant; Marco Maria Alma, Giudice presso la Corte di Cassazione; Francesco Cajani, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Milano; Giuseppe Vaciago Avvocato della Camera Penale di Milano; Stefano Aterno Avvocato del Foro di Roma.
“L’Associazione, in questi 10 anni, è diventata anche un punto di riferimento in Europa.” – Ha dichiarato il Pubblico Ministero Francesco Cajani, componente del Comitato Tecnico Scientifico di IISFA e riferimento italiano dell’European Judicial Cybercrime Network di Eurojust. – “Dal 2008, con la partecipazione anche del board di IISFA al primo ‘Strategic Meeting on Cybercrime’ ad Atene, i nostri migliori tecnici hanno saputo portare il loro prezioso contributo nell’ambito del dibattito giuridico sulle tematiche delle investigazioni tecnologicamente avanzate e della digital forensics”. L’evento è gratuito e aperto a tutta la cittadinanza.Per registrazioni e approfondimenti visitare il sito http://www.iisfa.net

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Ora anche l’ipnosi entra a far parte dell’armamentario del medico estetico

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

IMG_0476IMG_0466L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza in cui la persona non perde la lucidità o il libero arbitrio. E’ uno stato di coscienza ‘monoidea’, chi è in questo stato che non è veglia e non è sonno, concentra tutte le sue risorse mentali e/o fisiche in un’unica direzione. La radiofrequenza, eseguita a dosaggi di 60 MJ con testina a 24 aghi, può dare risultati molto soddisfacenti ma è dolorosa; per questo è spesso necessario eseguirla in sedazione più o meno cosciente, in sala operatoria, facendo lievitare i costi e soprattutto la morbilità di tali metodiche. Le infiltrazioni di anestetico locale inoltre possono disperdere l’effetto della radiofrequenza e ne riducono l’effetto. Oltre a livello del viso e collo, interno braccia e coscia, le radiofrequenze vengono ormai utilizzate anche per lievi ptosi mammarie, associate a lipofilling delle zone sotto-areolari. In un incontro pre-trattamento la paziente viene sottoposta ad un test di ipnotizzabilità ed un’induzione con ancoraggio. Durante la trance viene testata l’abilità del paziente di ottenere anestesia/ipoestesia. In questo stato il paziente distrae la propria mente concentrandola in altra attività, che è la immaginazione, attraverso la quale ‘trascura’ ciò che sta avvenendo durante l’azione del medico.
Milton Erikson, colui che ha standardizzato l’ipnosi cosiddetta moderna, afferma che il dolore è somma di tre fattori: 33 per cento del dolore presente 33 per cento del ricordo di dolori passati 33 per cento della previsione di dolori futuri. Con l’ipnosi è possibile eliminare le ultime due voci, con un innegabile vantaggio. Superato il test si induce la trance ipnotica nel paziente con tecniche della cosiddetta ipnosi medica rapida. Una volta raggiunto un soddisfacente risultato, il paziente viene ancorato. Tale metodica altri non è che posizionare un ‘segnalibro’ (abitualmente unire il pollice e l’indice della mano sinistra) che permette di ritornare autonomamente, se lo vuole e solo se lo vuole, nella trance ipnotica, ogni volta meglio, ogni volta più profondamente, ogni volta più velocemente. Il tutto in meno di tre minuti. L’ipnosi non necessita di una quantità di tempo pregiudizievole alla nostra gestione dei tempi dedicati al singolo paziente nello studio medico: due o tre minuti possono essere sufficienti. Ottiene un grado di ipoestesia/analgesia (a seconda delle abilità del paziente) soddisfacenti da un punto di vista pratico. La gestione autonoma dell’ipnosi evita la dipendenza dall’ipnologo e permette al paziente di usufruire della metodica anche per dormire senza l’ausilio di farmaci e gli altri effetti collaterali descritti in precedenza. Va però detto che se il paziente non usufruisce dell’ancoraggio per un tempo sufficientemente lungo, lo perde e necessita di essere re-indotto e ri-ancorato. “Da molti anni l’ipnosi ha interessato molti anestesisti come supporto della loro attività – ricorda il presidente Sime Emanuele Bartoletti – Si tratta di un’esperienza che permette al paziente di ridurre al minimo la somministrazione farmaceutica per la sedazione e quindi ridurre al minimo anche i possibili eventi avversi”.

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I nuovi trattamenti contro il doppio mento

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

IMG_0475Lo si definisce in modi diversi – noi lo chiamiamo a seconda dei casi ‘doppio mento’ o addirittura ‘pappagorgia’, mentre per i medici si chiama ‘grasso sub mentoniero’ – ed è un assillo per molti (uomini e donne) che vorrebbero liberarsene ‘come per magia’. Al 38° Congresso Sime 2017 sono stati presentati i risultati di una serie di studi che sembrano offrire ottimi risultati. “Si tratta del primo farmaco autorizzato per il trattamento del tessuto adiposo in eccesso – sottolinea il presidente Sime Emanuele Bartoletti – Grazie a questo farmaco sarà possibile ridurre il grasso che appesantisce il collo con un semplice trattamento medico non invasivo. Una rivoluzione visto che fino ad ora l’unica possibilità era rappresentata dall’intervento chirurgico di liposuzione”.
ATX-101 è un farmaco iniettivo vagliato da 4 trial clinici randomizzati di fase 3 (2 condotti in Nord America e 2 in Europa); gli studi avevano l’obiettivo di valutare efficacia e sicurezza dell’ATX-101 in adulti con ‘doppio-mento’ di gravità moderato-severa. Un’analisi post-hoc ha confrontato i risultati a 12 settimane dopo l’ultimo trattamento nei soggetti che erano stati sottoposti fino a 4 trattamenti con ATX-101 2mg/cm2 o placebo (rispettivamente 170 trattati e 77 di controllo nei trial nord-americani; 243 trattati e 238 controlli nei trial europei). La percentuale di soggetti che ha raggiunto un miglioramento ≥ 1 grado secondo la valutazione del medico (CR-1) è stata del 65 per cento nei trial americani (27 per cento nei controlli) e del 64 per cento in quelli europei (29 per cento nei controlli). Un miglioramento ≥ 1 grado secondo la valutazione del paziente (PR-1) è stati ottenuto dal 72 per cento dei trattati in America (28 per cento dei controlli) e dal 63 per cento dei trattati in Europa (34 per cento dei controlli). Complessivamente, il 70 per cento dei pazienti americani sottoposti a trattamento (27 per cento dei controlli) e il 72 per cento degli europei (32 per cento dei controlli) si sono dichiarati soddisfatti dell’aspetto del loro viso e mento dopo il trattamento. Alla psicometria, lo spessore del grasso sub mentoniero è risultato ridotto del 14 per cento (rispetto al 2 per cento del gruppo di controllo) tra i pazienti americani e del 20 per cento (10 per cento tra i controlli) tra i pazienti europei. Gli effetti collaterali, in generale modesti e passeggeri, comprendono ematomi, dolore, addormentamento, edema, eritema, aumento di consistenza nel luogo di iniezione.
Un nuovo farmaco iniettivo.
Gli ultrasuoni microfocalizzati ed ecoguidati rappresentano l’ultima frontiera nell’ambito dei trattamenti non invasivi mirati a contrastare i segni del tempo, e determinano un efficace lifting dei tessuti del viso e del collo. La procedura viene effettuata in una sola seduta ambulatoriale della durata di un ora. La lassità cutanea nel terzo inferiore del viso e nella zona sottomandibolare e sottomentoniera rappresentano una delle richieste più frequenti nei pazienti che desiderano un ringiovanimento del volto. Scopo di questo studio è valutare i risultati che possono essere ottenuti utilizzando ultrasuoni microfocalizzati intensi con guida ecografica per il trattamento di queste aree.
(Steve G. Yoelin – Oftalmologo e chirurgo cosmetico a Newport Beach, CA),Ultrasuoni contro la lassità cutanea del terzo inferiore del viso e del collo
(Francesco Madonna Terracina, Paola Pasquini, Ciro Gargano – Chirurghi plastici), Ultrasuoni microfocalizzati intensi ecoguidati nel trattamento della lassità del terzo inferiore del viso e del sottomento (Ciro Borriello – Chirurgo plastico)
E poi il collo… (Franco Persechino, Francesca Farnetani, Giacomo Urtis, Simonetta Ruzzu, Giovanni Pellacani, S. Guida Department of Dermatology, University of Modena and Reggio Emilia, Modena, Italy)Sono pochi i trattamenti ad oggi disponibili per il trattamento del collo, zona che, invecchiando, rivela in modo indiscreto l’età, anche se il viso è ben trattato e curato. Tra i vari fattori coinvolti nei processi di invecchiamento di quest’area anatomica vi sono la lassità cutanea e il foto invecchiamento, il depositarsi di tessuto adiposo e le variazioni del tono muscolare.
… e le tempie (Antonella Cimino – Chirurgo plastico) Lo svuotamento della regione temporale è un’altra delle alterazioni che si producono con l’invecchiamento. Causata da un’atrofia del tessuto adiposo, del derma e dei muscoli, conferisce al volto un aspetto anziano, emaciato e mascolino. Uno studio presentato al congresso ha utilizzato un trattamento della regione temporale a base di acido ialuronico; a seconda della severità dei difetti da trattare sono stati iniettati 1-3 ml di acido ialuronico nel sottocutaneo di quest’area. Il trattamento ha prodotto un’aspetto più giovane e gentile con grande soddisfazione dei pazienti.

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Cellulite? Impara a depurarti!

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

celluliteL’invecchiamento del corpo è caratterizzato soprattutto dalla diminuzione dell’ossigeno nelle cellule, con minore produzione di energia nei mitocondri e maggiore stasi di sostanze tossiche nel tessuto connettivo, il nostro mare interno dove avvengono tutte le reazioni principali del nostro organismo, sede di importanti cellule staminali dedicate alla funzioni del tessuto adipose, della cute e degli scambi metabolici. Con il passare degli anni, tutte queste situazioni provocano reazioni e alterazioni infiammatorie e degenerative, favorendo artrosi, sovrappeso, lipodistrofia, dolore, alterazione delle varie mucose, sindrome metabolica (diabete, epatosi e dislipemia), patologie vascolari, tumorali e degenerative cerebrali (Alzheimer, Parkinson, etc). Anche i cosiddetti inestetismi, come rughe, cellulite, capillari e cedimenti tessutali, sono segni di un progressivo inquinamento delle nostre cellule e possono essere utilizzati come campanelli d’allarme. In particolare la cosiddetta cellulite è oggi considerate una patologia estetica evolutiva degenerative del tessuto connettivo e della matrice. Tutte queste alterazioni possono essere in gran parte controllate con periodici momenti di disintossicazione e di depurazione, come una macchina che periodicamente viene lavata e controllata. “Da sempre tutte le donne pensano di averla – precisa il presidente della Società Italiana di Medicina Estetica (Sime) Emanuele Bartoletti – anche perchè le donne chiamano cellulite tutto quello che non amano delle proprie gambe. Quest’anno finalmente sulla cellulite abbiamo presentato i risultati di una serie di ricerche e studi molto approfonditi: finalmente abbiamo fatto un punto preciso, e tratto considerazioni scientifiche importanti sull’inquadramento di questa patologia molto comune, ma su cui ancora non c’è una convergenza di opinione sia da un punto di vista di origine clinica che dal punto di vista del trattamento. Che è la cosa più importante”.“Imparare a mantenere sano il nostro corpo è il dovere primario di ciascuno di noi, per prevenire quelle malattie che dovranno essereo poi curate, con un danno alla nostra qualità di vita ed un costo per la società. – cosi afferma Pier Antonio Bacci, già professore a contratto di Chirurgia Estetica nell’Università di Siena e direttore del Centro di documentaizone in Flebologia e Patoogie Estetiche di Arezzo – La medicina moderna mette sempre più in evidenza l’importanza della visita clinica e della diagnosi quanto più precoce, della giusta alimentazione, del movimento e dello stile di vita, con lo studio della postura e stress ossidativo. Soffermandosi soprattutto sui vari momenti di depurazione e di iniziale alterazione dei tessuti. La cellulite è proprio un sintomo che l’organismo utilizza per dire Help me – Aiutami perché qualcosa comincia a non funzionare. Per questo, dei periodici periodi di un semplice schema deacidificante permette di far respirare gli organi, di restituire ossigeno ed energia alle cellule, di ridurre dolore del fibroedema e lipodistrofia, riducendo le degenerazioni e le patologie dolorose muscolari e articolari, infine – continua Pier Antonio Bacci, storico esperto di cellulite e gambe gonfie – rallentando anche gli inestetismi cellulitici ed i processi d’invecchiamento, per mantenere più a lungo possibile la gioventù del nostro organismo.
Al Congresso SIME di questo anno Lei ha presentato una ricerca su 1200 casi che lo hanno lasciato preoccupato, perchè?
“Io vivo oggi una giornata di felicità perché, ormai alcuni anni fa pubblicai dei libri dove si ipotizzava la cosiddetta cellulite come evolutive alterazioni del tessuto connettivo e quindi dell’operativa delle nostre cellule staminali. Su queste basi proposi nel 2015 uno schema deacidificante che, basato sul riposo parziale degli organi, avesse la capacità di migliorare le alterazioni dei tessuti e di quell terreno cellulitico da trattare con tecniche di medicina rigenerativa, come microinnesti connettivali, biostimolanti ed energia luminosa, quindi rigenerare è la parola d’ordine. Le esperienze di questi anni – continua il Bacci – sono state positive ed oggi, importanti ricercatori come il professor Sbarbati ed il dottor Manzo hanno dimostrato la reale presenza di cellule staminali alterate, conclusion che rendono omaggio alle mie ipotesi ed alle mie proposte teraoeutiche, ma soprattutto rendono omaggio all’intuizione del nostro vero Maestro, il compianto professor Carlo Alberto Bartoletti, che già quaranta anni fa ci diceva che la medicina estetica altro non è che un percorso di salute, finalizzato al mantenimento dello stato di benessere e di bellezza del corpo e della mente. Io credo che il messaggio di recupero della gestione della propria salute da parte di ciascuno di noi sia il vero messaggio che noi dobbiamo oggi dare, senza vendere niente perché questo è il primo e migliore inizio di trattamento che, d’ora in poi dovrà essere soprattutto una strategia di medicina rigenerativa”.
Ma cosa lo ha preoccupato nella ricerca presentata?
“Fra tutti i dati ottenuti quello che più mi ha spaventato il trauma psicologico che subisce la maggior oarte di donne con la cellulite, che sono disposte a tutto pur di risolvere il problema che, come è dimostrato, si può risolvere solo con il contributo del paziente: periodica depurazione, movimento e giuste metodiche dopo una precisa diagnosi”.
Cosa è il suo protocollo Vartam?
“E’ un percorso per la cura di celluoite, lipoedema e lipodistrofia doloroa che inizia con uno schema depurativo alimentare di riposo degli organi associate a piacevoli passeggiate, continua con una precisa diagnosi e l’utilizzazione di qualche seduta di medicina rigenerativa, con microinnesti connettivali e energia luminosa che permettono nuove attività a mirocondri e cellule in un terreno quanto più armonico e fertile: I semi germogliano sempre sul terreno adatto”.

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Tumore del testicolo

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

tumore vescicaPromuovere e diffondere attraverso i media la cultura della prevenzione delle patologie sessuali ed endocrine maschili e contrastare in modo particolare il tumore testicolare, la malattia oncologica più diffusa tra le persone di sesso maschile con meno di 50 anni (12%) con un picco di incidenza tra i 15 e i 35 anni di età.
È l’obiettivo del Corso di formazione “La salute andrologica: corretta informazione, efficace prevenzione e diagnosi precoce”, che si svolge oggi a Roma su iniziativa del Dipartimento di Medicina Sperimentale – Sezione di Fisiopatologia Medica ed Endocrinologia e della Sapienza Università di Roma con il supporto del Ministero della Salute.
Tabù sociali e carenze nella comunicazione scientifica per il pubblico hanno fino a oggi creato un importante gap informativo intorno alle malattie andrologiche, che incidono pesantemente sulla salute sessuale e riproduttiva del maschio e sono in preoccupante aumento nel nostro Paese.
Oggi tutti gli sforzi in ambito andrologico sono finalizzati a promuovere l’innovazione terapeutica e a sviluppare o a potenziare programmi di prevenzione per ridurre l’incidenza delle patologie, rimuovendo i fattori di rischio che la causano, e per individuare precocemente la patologia stessa al fine di aumentare la sopravvivenza e la conservazione del potere riproduttivo attraverso un trattamento tempestivo.
«Fortunatamente le terapie per il tumore testicolare sono molto migliorate, tanto che la sopravvivenza dei pazienti con cancro del testicolo si stima sia arrivata a superare il 90% – sottolinea il professor Lenzi – questi risultati incoraggianti dipendono sia dalla migliore accuratezza diagnostica, sia dalla diagnosi precoce per la quale riveste un ruolo chiave il paziente stesso con l’autopalpazione dei testicoli (come quella del seno per il cancro della mammella), manovra semplice e indolore, ma molto preziosa per identificare precocemente un nodulo del testicolo e recarsi dal medico».
A beneficio della qualità dell’informazione sulle patologie maschili, il Corso di formazione focalizza l’attenzione sullo stato dell’arte dell’andrologia e sull’attendibilità delle fonti alle quali affidarsi. Negli interventi vengono approfonditi in particolare la necessità di percorsi sanitari multidisciplinari integrati.
«L’esperienza delle TestisUnit al Policlinico “Umberto I” di Roma, dove affluiscono centinaia di pazienti l’anno, i risultati della campagna “Amico Andrologo” visibile sul sito web e le più innovative modalità di divulgazione medico-scientifica sono le nostre armi migliori», conferma il Professor Lenzi.
L’impegno per la prevenzione da parte della Società italiana di Endocrinologia e del Dipartimento di Endocrinologia della Sapienza si concretizza in questi anni anche attraverso campagne d’informazione che hanno trovato il convinto sostegno del Ministero della Salute, particolarmente sensibile alle tematiche andrologiche.

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