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Ricollocazione e reinsediamento: la Commissione invita tutti gli Stati membri ad attivarsi e rispettare i loro obblighi

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

strasburgo-parlamento-europeoStrasburgo. La Commissione ha adottato oggi la dodicesima relazione sui progressi compiuti per quanto riguarda i programmi di ricollocazione e di reinsediamento di emergenza dell’UE, in cui valuta le azioni intraprese a partire dal 12 aprile 2017.
Grazie ai maggiori sforzi profusi dagli Stati membri, il numero delle persone ricollocate dall’inizio del 2017 ad oggi è quasi uguale a quello dell’intero 2016. Finora sono state ricollocate in tutto 18 418 persone, il che dimostra che la ricollocazione funziona se vi è la volontà di rispettare quanto concordato assieme in uno spirito di leale cooperazione. Tuttavia, sebbene la maggior parte degli Stati membri sia attiva e proceda con regolarità alle ricollocazioni, alcuni Stati membri non ne hanno ancora effettuata nessuna, venendo meno ai loro obblighi giuridici. Per quanto riguarda il reinsediamento, gli Stati membri hanno continuato a compiere progressi significativi, offrendo finora a 16 163 persone percorsi migratori sicuri e legali, pari a oltre due terzi dei reinsediamenti concordati nell’ambito del programma dell’UE. Basandosi sulle raccomandazioni del mese scorso, la relazione odierna si concentra sugli Stati membri che non stanno onorando i loro impegni.
Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “I risultati conseguiti finora dimostrano che se ci sono la volontà e la determinazione degli Stati membri la ricollocazione può funzionare. Il successo del meccanismo di ricollocazione non può dipendere solo da alcuni Stati membri. La solidarietà in termini giuridici, politici e morali non può essere interpretata in modi diversi. Esorto quindi gli Stati membri che hanno sistematicamente omesso di rispettare i propri obblighi a cominciare ad adempierli immediatamente. I dati globali sul reinsediamento sono la prova di quello che la cooperazione e il coordinamento rafforzati a livello di UE possono fare nella pratica. È tempo ormai che si ottengano gli stessi risultati anche per la ricollocazione”.La tendenza positiva in materia di ricollocazione è proseguita, con altre 2 078 persone ricollocate dopo l’ultima relazione (1 368 dalla Grecia e 710 dall’Italia). Il 12 maggio erano state eseguite in tutto 18 418 ricollocazioni: 5 711 dall’Italia e 12 707 dalla Grecia. Nonostante i continui progressi, tuttavia, l’attuale ritmo delle ricollocazioni è ancora al di sotto di quanto necessario per conseguire gli obiettivi stabiliti per garantire che tutte le persone ammissibili siano ricollocate nei prossimi mesi.
Mentre in Grecia il numero attuale di 12 400 candidati alla ricollocazione registrati dovrebbe rimanere stabile, l’Italia deve garantire che tutte le persone ammissibili alla ricollocazione siano registrate. In aggiunta agli 2 500 candidati alla ricollocazione attualmente registrati in Italia, dovrebbero essere presto registrate 700 persone e gli oltre 1 100 eritrei che sono arrivati in l’Italia nel 2017. Tuttavia, considerato che il numero totale di persone ammissibili alla ricollocazione presenti nei due paesi è di gran lunga inferiore a quello previsto nelle decisioni del Consiglio e tenuto conto dei progressi registrati finora, la ricollocazione di tutte le persone ammissibili entro settembre 2017 è senz’altro possibile se gli Stati membri dimostrano la volontà politica e la determinazione ad agire per tenere fede a quanto concordato insieme. In ogni caso, l’obbligo giuridico di ricollocare le persone ammissibili dalla Grecia e dall’Italia non verrà meno dopo settembre.Sebbene la maggior parte degli Stati membri sia ormai attiva e assuma impegni e effettui ricollocazioni regolarmente, l’Ungheria, la Polonia e l’Austria rimangono gli unici Stati membri che non hanno ancora ricollocato nessuna persona, in violazione dei loro obblighi giuridici, degli impegni assunti verso la Grecia e l’Italia e del principio di equa ripartizione delle responsabilità. L’Austria tuttavia si è formalmente impegnata a ricollocare 50 persone dall’Italia, una decisione che la Commissione accoglie con favore. Inoltre, la Repubblica ceca non è stata attiva nell’ambito del meccanismo da quasi un anno.A tale proposito, le raccomandazioni formulate nella relazione odierna si concentrano soprattutto sugli Stati membri che non hanno ancora attuato le decisioni del Consiglio, e invitano segnatamente l’Ungheria e la Polonia a iniziare immediatamente ad assumere impegni e a procedere alle ricollocazioni, la Repubblica ceca a ricominciare senza indugio a ricollocare e l’Austria, che ha ormai iniziato ad assumere impegni per l’Italia, a iniziare a farlo anche per la Grecia.

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