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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

Archive for 21 maggio 2017

Le nuove armi per scoprire le mutazioni dei tumori

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

tumore metastatico1WASHINGTON. Un tumore al seno, o al colon, oppure alla prostata, non colpisce ogni persona allo stesso modo. Ogni tumore è composto da popolazioni cellulari diverse tra loro e riuscire a studiare le caratteristiche molecolari di ogni tumore significa poter individuare nuovi biomarcatori e scegliere il farmaco a bersaglio molecolare più efficace. Inoltre, nuove tecnologie permettono, attraverso un esame del sangue di individuare le cellule tumorali circolanti (CTCs) che si staccano dal tumore primario e migrano per formare metastasi. Lo studio di queste cellule permette di determinare il profilo genetico del tumore, e in futuro non lontano, permetterà di scegliere la terapia più adeguata per quel tumore specifico e monitorarne la progressione. Su questi temi oncologi provenienti da tutto il mondo si confrontano in questi giorni a Washington, Stati Uniti, in occasione di un simposio internazionale dal titolo “Resolving Cancer Heterogeneity: Drawing New Horizons in Precision Medicine”, Organizzato dal Translational Molecular Pathology Department dell’Università del Texas, Stati Uniti, e dal Dipartimento di Biologia dei Tumori dell’Università di Amburgo, Germania, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Al simposio di Washington vengono presentate nuove strategie antitumorali e tecnologie mirate a identificare e trattare le possibili varianti tumorali, differenti in ogni paziente e per ogni topo di tumore. Oggi sappiamo che esistono tumori da cui si guarisce più facilmente e altri che richiedono terapie più aggressive e che il tumore di una persona non è uguale a quello di un’altra persona. Anche i tumori che chiamiamo con lo stesso nome sono in realtà un insieme di tumori diversi quando esaminati dal punto di vista molecolare: in altri termini esiste una grande eterogeneità tra i tumori. Ogni tumore è composto da popolazioni cellulari diverse tra loro e la capacità di aggredirlo con successo dal punto di vista terapeutico è stata in passato limitata sia dalla scarsa conoscenza sull’eterogeneità sia dalla carenza di tecnologie capaci di permettere la caratterizzazione delle diverse componenti del tumore che vanno aggredite in maniera differenziata. Oggi le moderne tecnologie possono essere utilizzate per studiare il profilo genetico del tumore e scegliere il farmaco a bersaglio molecolare più efficace.
«L’eterogeneità del tumore è la maggiore sfida a cui siamo impegnati per dare più efficacia alla diagnosi e al trattamento del tumore con terapie più selettive, individualizzate per ogni paziente e per ogni stadio di malattia» spiega I. Wistuba, M.D., Direttore del Translational Molecular Pathology Department all’Università del Texas di Houston, Stati Uniti, e co-presidente del simposio. «Le potenzialità delle moderne tecniche diagnostiche molecolari sono spesso limitate dall’intrinseca eterogeneità genetica dei tumori. Negli scorsi anni la diagnostica dei tumori si è evoluta verso tumore fegatocampioni e biopsie più piccoli che spesso sono composti da una limitata quantità di tessuto tumorale. Non tutte le popolazioni di tumore sono ugualmente rappresentate in questi campioni e senza strumentazioni adeguate possono determinare una mancata interpretazione delle alterazioni genomiche»
Viceversa, comprendere l’eterogeneità del tumore può essere utile per la scoperta di terapie antitumorali e biomarcatori, così come può segnalare differenti risposte alla terapia. Infatti le differenze genetiche tra le cellule tumorali possono spiegare perché alcune rimangono presenti nel paziente dopo la conclusione del trattamento antitumorali e nuovi strumenti possono contribuire all’individuazione delle cellule tumorali circolanti (CTCs)
«Le CTCs sono rilasciate e disseminate nel sangue e nel sistema linfatico dai tumori in fase avanzata» aggiunge Klaus Pantel, Direttore del Dipartimento di Biologia dei Tumori al Centro Medico Universitario di Amburgo, Germania, e co-presidente del simposio. «Sono un promettente strumento per studiare l’eterogeneità nei pazienti, e possono essere una rappresentazione davvero utile della variabilità genomica dei pazienti. In più la loro analisi genetica potrebbe aiutare a monitorare i progressi della malattia e per verificare l’efficacia della terapia in tempo reale con un test minimamente invasivo, che potrebbe far superare alcune limitazioni correlate alle biopsie dei tumori solidi»
tumore-al-seno-2E a supporto dei ricercatori clinici sono oggi disponibili due tecnologie di Menarini Silicon Biosystem. CellSearch è il primo e unico test, validato clinicamente e approvato dalla U.S. Food and Drug Administration (ente che regolamenta i medicinali negli USA), che a partire da un semplice prelievo di sangue è in grado di rilevare e contare le cellule tumorali circolanti in pazienti con cancro metastatico al seno, alla prostata e al colon-retto. E’ stato dimostrato in diversi studi clinici che, in questi pazienti, la conta delle CTCs con il sistema CellSearch è un fattore prognostico che permette di predire in maniera indipendente la sopravvivenza globale e la sopravvivenza senza progressione della malattia.
Ed è qui che interviene la seconda tecnologia di Menarini Silicon Biosystems, il sistema DEPArray (utilizzato al momento solo nell’ambito della ricerca clinica), che utilizzato a valle del sistema CellSearch permette l’isolamento delle singole cellule tumorali circolanti e ne consente quindi la loro analisi molecolare con assoluta precisione. Dalle informazioni genetiche ricavate da queste cellule sarà possibile nel futuro intraprendere una terapia ad hoc per ogni paziente, personalizzata e di precisione e seguire nel tempo l’evolversi della malattia e la sua risposta al trattamento.
La tecnologia DEPArray consente inoltre di isolare le cellule tumorali a partire da piccole parti di tessuto contenente anche pochissime cellule tumorali, che in molti casi sono le uniche disponibili per essere analizzate e per identificare con precisione i responsabili molecolari del tumore.
tumore metastatico«Identificare le mutazioni nelle singole cellule di ciascun paziente significa capire se e quale farmaco o combinazione di farmaci possano essere più efficaci e utili nel caso specifico» sottolinea Giuseppe Giorgini, Presidente e CEO di Menarini Silicon Biosystems. «“Oggi nel mondo sono quasi 300 i laboratori che già utilizzano Cellsearch CTC per le biopsie liquide. Affiancando la tecnologia Menarini del DEPArray, questi laboratori e tanti altri possono passare da una mera prognosi sulla sopravvivenza a un’analisi del genoma del tumore con un salto straordinario nella possibilità di scegliere la cura giusta per il paziente. Grazie al test, infatti, in un futuro molto prossimo, l’oncologo potrà valutare il rischio per ciascun paziente e anche la sua capacità di risposta alle terapie disponibili. L’utilizzo di DEPArray, offre uno strumento formidabile e agevole per la diagnosi e la personalizzazione delle terapie, in modo da massimizzarne l’effetto sulle cellule malate.Tutto ciò significa poter seguire l’evoluzione nel tempo della malattia e raccogliere informazioni cruciali per il monitoraggio della stessa e verificare l’insorgenza di condizioni di resistenza ai farmaci» conclude Giorgini.

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7° Congresso Nazionale del Coisp Sindacato Indipendente di Polizia

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

Franco-Maccari-Coisp-300x213Roma 24 e 25 maggio, presso l’Hotel Villa Carpegna. Mercoledì 24, a partire dalle ore 15.00, si terrà il Convegno sul tema “1981-2017 L’evoluzione dalla Legge 121 della Pubblica Sicurezza al DL Sicurezza. Il Poliziotto protagonista del modello civile della Sicurezza italiana”. “Un tema che abbraccia le argomentazioni vitali e di straordinaria attualità per i Poliziotti italiani.E che ci consentirà di raccogliere le più dotte ed approfondite analisi da parte di vere e proprie Autorità nel campo” afferma il Segretario Generale del Coisp, Franco Maccari, che introdurrà i lavori.
Al Convegno, moderato dalla Conduttrice televisiva, Manila Nazzaro, e dal Direttore de “Il Tempo”, Gian Marco Chiocci, la vasta platea vedrà riuniti Ministri e Vertici della Magistratura e della Polizia di Stato assieme a professionisti di indiscussa fama.
La prima relazione sarà affidata al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. A lei appartiene il primato di essere l’esponente politico che più a lungo ha ricoperto tale Ufficio, alla cui guida è stata confermata da tre Governi di seguito, per via di una competenza, un impegno e qualità di un lavoro unanimemente riconosciutigli dai diversi schieramenti politici. Nel corso dei diversi mandati si è trovata ad affrontare non poche emergenze, come certamente fu l’allarme legato al virus Ebola scoppiato nel 2015, nonché scottanti quanto fondamentali questioni nel settore di sua competenza sempre soggetto ad una continua evoluzione legata alla mutevolezza di costumi ed esigenze della società civile. Sorella di Poliziotto, ben avvezza ai sacrifici cui è esposta la categoria e da sempre empaticamente vicina alle Forze dell’Ordine, il Ministro Lorenzin non è nuova alla partecipazione ad appuntamenti che la riguardano – anche a scopi di beneficenza -, sempre nell’ottica di una granitica collaborazione istituzionale che porti a migliori condizioni per donne e uomini in divisa e ad un sempre migliore servizio ai cittadini.
marco minnitiSeguirà la relazione del Ministro dell’Interno, Marco Minniti. Figura di assoluta autorevolezza, Minniti opera di fatto da 25 anni al servizio dell’Interno e ha accumulato un’esperienza irrinunciabile per un Comparto esposto a nuove sfide, sconosciute, insidiose, dalle quali dipende la tenuta non solo dell’apparato Sicurezza ma dell’intero sistema democratico. Come unanimemente riconosciuto, Minniti coniuga la competenza nel proprio settore con una non comune conoscenza degli apparati dello Stato, all’interno dei quali si è distinto per oculatezza, equilibrio e capacità di interventi di lungo respiro che hanno contribuito a rafforzare il sistema. Ne è un esempio lampante tutto l’enorme lavoro svolto dall’attuale Ministro in tema di prevenzione in materia di terrorismo fin dal 2001, ed una riforma dei Servizi Segreti – nel 2007 – con un sostanziale abbandono di una sorta di autoreferenzialità a vantaggio di una strategica “apertura” al mondo circostante, dimostratasi fin qui assolutamente vincente. Via via fino all’ultimo provvedimento in tema di Sicurezza che reca in calce la sua firma, e con il quale il Ministro Minniti è tornato a dare nuovo respiro a un Comparto che necessita di continui aggiornamenti ed adeguamenti. Immigrazione e Sicurezza urbana le due grandi direttrici su cui si dirama il Decreto basato su due principi complementari di accoglienza ed allo stesso tempo di severità, in vista di un unico orizzonte che è quello della sicurezza.
franco gabrielliPoi la relazione del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli. Il Prefetto la cui carriera abbraccia un arco talmente vasto e composito da renderlo quasi un’incarnazione del tema oggetto del Convegno nazionale del Coisp: un Poliziotto protagonista del modello civile della Sicurezza italiana. Dopo l’ingresso nel Corpo della Polizia di Stato,Gabrielli ha seguito un percorso professionale inarrestabile, passando da indagini che hanno fatto la storia italiana, via via fino alla gestione dell’Ufficio di Protezione per i pentiti di Cosa Nostra, al Servizio Centrale di Protezione della Direzione centrale polizia criminale, alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, alla direzione del Sisde poi divenuto Aisi, alla cattedra di Analisi criminale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università dell’Aquila, fino all’incarico di Capo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, alla nomina a Prefetto della Capitale ed infine, a Capo della Polizia. Gabrielli ha conquistato in questi anni la stima di Istituzioni e Politica di ogni colore e, soprattutto, la stima totale ed indiscussa dei suoi Uomini cui ha fin qui mostrato di saper stare accanto in ogni modo e sede.
Ed, ancora, la relazione del Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Roma, Giovanni Salvi. Magistrato da quarant’anni, Salvi è stato Pubblico ministero in molti grandi processi: Ustica, Gladio, il memoriale Moro, il delitto Pecorelli. Vanta una comprovata esperienza in tema di anti-terrorismo, campo in cui è considerato un riferimento essendosi occupato fra l’altro di Nar, Avanguardia nazionale, Ordine nuovo. La fama del Procuratore è inoltre legata alla sua grande esperienza in tema di criminalità organizzata, contro cui ha portato avanti inchieste storiche, nonché, da ultimo, per la guerra al traffico di esseri umani: una lotta iniziata davanti ai sei cadaveri della Playa di Catania del 10 agosto 2013, dove Salvi è stato a capo della Procura prima di arrivare nella Capitale. Con lui quello di Catania è diventato un modello investigativo per le Dda d’Italia che sono delegate ad occuparsi degli orrendi crimini legati all’immigrazione clandestina, specie dopo che il porto etneo è finito letteralmente al centro dell’universo mediatico quando nell’aprile 2015 il mar Mediterraneo ha inghiottito oltre 750 vittime in quella tragedia umanitaria che ha investito le Istituzioni, dando il via ad un’inchiesta che ha superato le barriere giudiziarie e sollevato questioni destinate ad andare ben oltre le aule di tribunale. Infine, la relazione dello Psichiatra e Criminologo, Alessandro Meluzzi. Medico Psichiatra, Psicologo Clinico, Psicoterapeuta, docente e scrittore, Meluzzi ha accumulato una tale quantità di esperienze professionali da rendere impossibile riassumerle, fra cui spiccano, oltre alle numerose docenze universitarie, anche incarichi come quello di Presidente della Società Italiana di Criminologia Investigativa di Roma, o di Consulente per Psichiatria e Psichiatria forense del Gruppo Sanitalia Service, Torino, o ancora di Consulente per Scienze del Comportamento e Sicurezza percepita, Gruppo Gecom – Arezzo. Un bagaglio di conoscenza al servizio, soprattutto, della legalità e della giustizia, che fa di Meluzzi un interlocutore d’eccezione nell’analisi del ruolo unico del Poliziotto quale attore principale della Sicurezza inteso anche e soprattutto come Operatore capace di interazioni sociali finalizzate all’educazione, alla prevenzione, alla formazione. Le conclusioni saranno affidate al Segretario Generale Aggiunto del Coisp, Domenico Pianese, nel corso degli anni affermatosi sempre più a pieno titolo come uno dei pilastri del Vertice Nazionale del Sindacato e con ciò dell’intera famiglia del Coisp. “Un dovuto ringraziamento – conclude Maccari – va agli straordinari ospiti di questo grande evento. Ed allo stesso modo, all’altrettanto straordinaria macchina organizzativa degli Appartenenti al Coisp che, con il loro instancabile impegno, ancora una volta hanno dato prova di rappresentare un Sindacato sempre all’altezza del proprio ruolo ogni giorno più autorevole e, certamente, alle sfide sempre nuove che lo aspettano”.

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Vaccinazioni obbligatorie. Era ora!

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

vaccinazioniNon è stato un parto facile, ma alla fine il Governo ce l’ha fatta: niente asilo e scuola d’infanzia per chi non si vaccina, sanzioni decuplicate per i genitori di studenti della scuola dell’obbligo. Ci sarebbe piaciuto veder estendere l’obbligo di vaccinazione anche per frequentare le scuole primaria e secondaria. Se infatti non vaccinarsi mette a rischio la collettività, la priorità dovrebbe esser quella di limitare l’accesso a luoghi densamente e abitualmente frequentati come la scuola, piuttosto che una multa.
Quello che sconvolge però di tutta questa vicenda è la ormai provata pericolosità delle bufale. Nei momenti di crisi, ignoranza e rabbia tendono spesso ad allearsi nella ricerca di capri espiatori. In passato si mettevano al rogo streghe e untori, prostitute e scienziati. In alcune parti del mondo, in particolare in alcuni Paesi sottosviluppati, ancora oggi si arrestano e si condannano a morte medici e infermieri volontari con l’assurda accusa di aver diffuso malattie letali attraverso campagne di vaccinazioni. Almeno in Italia, oggi ci si limita a diffondere teorie fantasiose e complottistiche tramite Internet.
Ma la caccia alle streghe, seppur in forma virtuale, continua a mietere vittime, come dimostrano il brusco calo di vaccinazioni e il conseguente aumento di malattie infettive.
Non ci sono ricette semplici per limitare i danni ciclicamente provocati dall’ignoranza. Certamente non lo è la censura. L’unico rimedio è investire nell’istruzione e nell’università. L’Italia rimane tra i Paesi europei con il più alto tasso di abbandono scolastico e il più basso tasso di non laureati. Non è un caso che campagne antiscientifiche trovino terreno fertile proprio qui. (Pietro Moretti, vicepresidente Aduc)

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Montagna e altitudine, una “palestra” per osservare come reagisce il cuore a una carenza di ossigeno

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

montagnaIl mal di montagna può colpire escursionisti che salgono a grandi altezze, ma qualche disturbo può essere avvertito anche dal turista che arriva a Duemila metri per il fine settimana. Ad alta quota il respiro si fa affannoso, si può soffrire di capogiro, senso di nausea. Salire in alta montagna, tuttavia, può creare problemi anche più importanti, a carico del cuore e della pressione del sangue. Infatti uno dei principali problemi dell’alta quota, che genera anche il mal di montagna, è l’ipossia ipobarica. Si tratta di una minor disponibilità dell’ossigeno nell’organismo per la ridotta pressione dell’aria conseguente all’altitudine. L’esposizione prolungata a questa condizione causa modificazioni in varie funzioni biologiche, in particolare quella cardiovascolare. Studiare gli effetti della bassa pressione dell’aria sull’organismo è utile anche per patologie da ridotta disponibilità di ossigeno, come apnee del sonno, insufficienza respiratoria e cardiaca, e sono questi i temi del meeting “Cardiovascular and metabolic changes at high altitude” in programma a Lima (Perù) il 25 e 26 maggio 2017 e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Presidenti del meeting sono Gianfranco Parati, Presidente della Società Italiana di Ipertensione, Direttore del Departimento di Medicina e Chirurgia, Università di Milano-Bicocca, Direttore del dipartimento di Scienze Cardiovascolari, Neurologiche e Metaboliche dell’UC di Cardiologia, Ospedale S. Luca, Istituto Auxologico Italiano di Milano, e José Manuel Sosa Rosado, Presidente della Società Peruviana di Cardiologia.
«Abbiamo pensato di usare le montagne come modello per capire cosa succede al corpo quando si verifica una carenza di ossigeno» spiega Parati. «Sono stati trial clinici veri e propri ad alta quota: per esempio, per la pressione arteriosa, abbiamo dimostrato chiaramente per la prima volta che aumenta in modo significativo proporzionalmente all’altitudine. Inoltre l’aumento maggiore si è osservato nelle ore notturne, in relazione al fatto che in montagna si respira peggio di notte, quando tra l’altro si verifica il cosiddetto ‘respiro periodico’. Cioè un alternarsi di apnee (brevissime interruzioni del respiro nel sonno) e iperventilazione. E durante il meeting a Lima presenteremo il nuovo progetto Highcare LAPS Project (HIGH altitude CArdiovascular REsearch Latin America Population Study)».

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“Adesso si deve fare una legge elettorale”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

elezioni“Non si può andare a votare con i due tronconi venuti fuori dalle sentenze della Corte costituzionale sul Porcellum e sull’Italicum. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ci ha chiesto massima condivisione. Concordiamo con il Capo dello Stato”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a Santa Maria di Sala (Venezia) a un’iniziativa a sostegno del candidato sindaco Nicola Fragomeni. “Il Partito democratico per mesi ha bloccato tutto, abbiamo aspettato il loro congresso e adesso si comincia a fare sul serio. La scorsa settimana sembrava esser giunti ad un buon compromesso con il testo Mazziotti di Celso, l’estensione dell’Italicum bis anche al Senato. Il Pd ha detto ‘non ci piace’, ed ha proposto il Verdinellum: un modello metà maggioritario e metà proporzionale che non può funzionale in un sistema tripolare.In un sistema tripolare se un partito con il 30% vince in tutti i collegi maggioritari, sommando la quota proporzionale prende il 75% dei seggi, ma anche se fosse il 50% dei seggi è una cosa abnorme, inaccettabile. Forza Italia ha proposto una legge elettorale a base proporzionale, con premio di maggioranza al 40% per le coalizioni e con sub collegi sul modello del provincellum.
Nelle prossime settimane lavoreremo con gli emendamenti per modificare il Verdinellum, una legge incostituzionale e assurda per un sistema tripolare. Lavoreremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi per fare la legge elettorale per poi andare alle elezioni a questo punto a scadenza naturale della legislatura”.

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Aggrediti a Milano poliziotto e militari

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

milanodavedere“Nell’esprimere la massima solidarietà al collega ed al militare rimasti feriti durante l’aggressione avvenuta a Milano ci rendiamo conto che, nostro malgrado, non proviamo alcuna meraviglia e non siamo certo colti di sorpresa da una notizia che sta scatenando – fortunatamente per certi versi – un forte dibattito, ma che non suona assolutamente nuova o ‘straordinaria’. Non è consentito ammettere che a certe cose ci si debba abituare, e però è anche assurdo e vigliacco che ce ne si occupi solo quando la notizia è funzionale agli interessi mediatici. Sono fatti gravissimi, tutti, nessuno escluso, compresi i tanti di cui non frega assolutamente niente a nessuno. E provoca grande sbigottimento l’ipocrisia e l’ignoranza di chi non si rende conto che episodi del genere accadono ogni santo giorno in ogni angolo d’Italia. Ed ancora più rabbia genera chi su certi fatti specula, e chi, poi, in completa mala fede si spinge ad emettere giudizi che fanno sicuramente più male delle coltellate, specie si tratta di qualche scienziato che addirittura veste la divisa. Qualcuno ha addirittura osato criticare i feriti o spingersi al limite dello sberleffo, e noi non possiamo che rispondere a muso duro che prima di osare aprire bocca dovrebbero tutti guardarsi allo specchio e chiedersi se davvero hanno idea di cosa significhi andare per strada ogni giorno contro l’ignoto, e finire in ospedale dopo un servizio di apparente banale routine”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia reagisce alle polemiche scoppiate dopo l’aggressione ai danni di un Agente e due Militari avvenuto a Milano e conclusosi con l’accoltellamento del Poliziotto e di uno dei due soldati, finiti entrambi in ospedale dopo l’arresto dell’aggressore. Solidarietà da parte di molti, ma anche commenti a dir poco ingenerosi e malevoli verso i colleghi hanno costellato la rete, dove qualcuno ha addirittura espresso dubbi sulla possibilità che “il ragazzino ben ammanettato e imbavagliato” potesse essere lui vittima dei militari.
“Lo sconcerto che proviamo di fronte a tanta ottusa malignità non è descrivibile – si infuria Maccari -, e tutto questo, associato alle vere difficoltà cui dobbiamo far fronte, alle abissali carenze con cui facciamo i conti, alla schizofrenica azione di continua tortura cui siamo esposti sempre e comunque qualunque cosa facciamo o non facciamo, non fa che tradursi davvero in un vera e propria fortissima spinta a girarsi dall’altra parte!”. (n.r. E’ un episodio che va oltre il fatto in sè e denota un crescendo di aggressività conseguente allo svilimento del ruolo della polizia derivante da una filiera giustizia che continua a perdere credibilità e rispetto).

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