Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Michel De Certeau e il secondo volume di Fabula Mistica

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

Michel De CerteauRoma Mercoledì 24 maggio 2017, ore 17:00 Pontificia Università Gregoriana, Piazza della Pilotta 4 sarà presentato il volume di Michel De Certeau dove interverrano tra gli altri i gesuiti Giuseppe Riggio (Aggiornamenti Sociali, autore di una recente biografia di De Certeau), Fausto Gianfreda (Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sezione San Luigi – Napoli) e Paul Gilbert (Facoltà di Filosofia – Gregoriana), oltre a Edoardo Prandi (docente, membro del gruppo di studio “Prendere la parola”) e Giuseppe Bonfrate (Facoltà di Teologia – Gregoriana), moderati dalla prof.ssa Stella Morra (Facoltà di Teologia – Gregoriana).
Proprio la prof.ssa Morra, curatrice di alcune edizione italiane di De Certeau, ci aiuta a comprendere l’importanza di questo autore. «De Certeau si è posto radicalmente la domanda sulla plausibilità del credere oggi. Un uomo contemporaneo, con le sensibilità intellettuali ed emotive proprie di questo tempo, può ragionevolmente dire di credere? E se sì, come?». I due volumi di Fabula Mistica si concentrano sugli autori, soprattutto mistici, che plasmano una nuova lingua per raccontare la fede, dopo l’impatto del mondo medievale con il mondo scientifico. «In queste voci – prosegue Morra – troviamo probabilmente il centro dei molteplici interessi di De Certeau, ossia la storia della spiritualità». E conclude: «Gli autori da lui affrontati accettarono che la fede non è solo un problema di sapere, e che pertanto serviva un linguaggio in grado di parlare non solo agli intellettuali. In questo papa Francesco ha grande consonanza».
P. Elmar Salmann, OSB su Michel De Certeau:«Con De Certeau ci si apre a scenari nuovi: vi è una visione in grado di leggere il postmoderno, che guarda anche a chi è fuori dalla Chiesa. Vi è a mio giudizio, l’idea di una “grammatica del cristianesimo” che si espone all’anonimato e al mistero dell’assenza di Dio.Fino a pochi anni fa nelle università pontificie era visto quasi come un autore marginale ed “esoterico”, era quasi impossibile pensare all’idea di un dottorato su De Certeau. Oggi invece vi è una totale riscoperta di questo autore grazie alla sua “erranza” nei saperi e alla sua arte di aver creato una grammatica capace di comprendere in un certo senso la situazione sociale e religiosa del cristianesimo minoritario in Europa»

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