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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 341

Il 2018 sarà per l’Italia l’anno della grande stangata fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

fisco2005aQuesto, in sintesi, è quanto si legge nelle raccomandazioni della Commissione europea appena inviate al governo italiano. Bruxelles ha infatti avvertito l’Italia che nel 2018 lo sforzo fiscale dovrà essere ‘sostanziale’, per poter rimanere in linea con i parametri europei. La richiesta della Commissione non lascia alcun dubbio: aumentare la tassazione indiretta e quella sulla proprietà privata. Ovvero, un vero e proprio avallo europeo a far scattare la clausola di salvaguardia sull’aumento dell’Iva a partire dal 1° gennaio 2018 e una richiesta esplicita di reintrodurre la tassazione sulla prima casa.Non solo. Viene richiesto al governo di tagliare le spese fiscali e riformare il catasto, due misure che si traducono in un ulteriore aumento della pressione fiscale su famiglie e imprese, già ad un livello record.Insomma, nel 2018 gli italiani saranno investiti da un nuovo tsunami fiscale, che provocherà una nuova riduzione dei consumi, metterà ancora più in crisi il già esausto settore edilizio e metterà in pericolo gli obiettivi di crescita e occupazione. Ma non è tutto. La Commissione europea chiede anche al governo italiano di fare tutte le riforme scritte nel Def dello scorso aprile: riforma della giustizia civile, riforma della legislazione relativa ai dipendenti pubblici, riduzione della corruzione, aumento dell’efficienza delle società pubbliche, accelerare la riforma della concorrenza. Durissima anche la richiesta di smaltire nel più breve tempo possibile la montagna di crediti inesigibili del settore bancario, sul quale l’esecutivo è stato completamente fermo per mesi. E poi, ancora, rafforzamento della fatturazione elettronica, della contrattazione decentralizzata e introduzione di misure per il contrasto alla povertà, che in Italia riguarda ormai milioni di famiglie. Una lista chilometrica di cose da fare in breve tempo, se si vuole evitare la resa dei conti con Bruxelles il prossimo anno.Ci chiediamo come farà il governo Gentiloni e il suo fido ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, azzoppato dalle lotte interne al Partito democratico, a rispettare l’agenda delle riforme imposta da Bruxelles. Anche perché sono anni che le rinvia. L’Europa oggi ci ha detto che è stufa di aspettare”.

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