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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 229

Il drastico calo della sicurezza percepita è innegabile

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 maggio 2017

tribunale“E ciò che più di tutto ha contribuito a questo calo è la mancata certezza della pena”. E’ quanto ha affermato il procuratore generale presso la Corte d’appello di Roma Giovanni Salvi, nel corso di un dibattito sulla Sicurezza nell’ambito del congresso nazionale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, in corso nella Capitale. “Nell’opinione pubblica c’è ormai la consapevolezza che il modello
della sicurezza non è più basato solo sull’ordine pubblico o solo sulla repressione, ma è un concetto globale. Io guardo con preoccupazione – ha aggiunto Salvi – all’incapacità della categoria dei giudici di intendere la nostra funzione come una funzione che deve guardare al risultato. Un magistrato come Falcone convinceva perché non aveva alcun problema ad ‘aprire’ alla conoscenza di tutti il proprio sistema, a condividerlo. Noi invece oggi siamo sempre più chiusi in una ‘torre d’avorio’, con una sorta di autoreferenzialità sterile, senza che si guardi al risultato, che invece è e resta la cosa più importante. C’è poi l’altro aspetto del mancato contrasto dell’illegalità diffusa, di cui è un esempio perfettamente calzante il fenomeno degli immobili abusivamente occupati che non vengono liberati, che certamente incide profondamente sulla vita dei cittadini e sulla sicurezza percepita. Non voglio parlare di tolleranza zero, ma è importante che venga recuperato bene il concetto della legalità quotidiana, e se non riusciamo a legarlo alla giustizia quotidiana allora non lavoriamo per la percezione della sicurezza. Il giudice deve tornare a riflettere sul fatto di recare un servizio, e che essere ‘terzo’ non significa essere indifferente a ciò che certe questioni significano per il cittadino. Ecco, i giudici hanno queste responsabilità. Dall’altra parte, occorre anche considerare quale è stata l’amministrazione della giustizia negli ultimi 20 anni, che non ha neppure previsto un numero adeguato di assunzioni che ci garantissero di tenere testa alla mole di lavoro. E di altro ci sarebbe da parlare. E’ una vergogna ad esempio che Roma non abbia un palazzo di giustizia degno di questo nome”.

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