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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 307

Tumori differenziati della tiroide, utilità del dosaggio precoce della tireoglobulina ultrasensibile

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

tiroideÈ stato recentemente pubblicato uno studio retrospettivo che ha utilizzato uno dei nuovi dosaggi ultrasensibili della tireoglobulina (Tg) – Kryptor, Brahms – con sensibilità funzionale dichiarata di 0.15 ng/mL (valore minimo che può essere misurato in modo affidabile). «L’introduzione del dosaggio ultrasensibile della tireoglobulina (Tg) ha ridotto la necessità di eseguire la sua stimolazione con TSH umano ricombinante (rhTSH) o di sospendere la terapia nel follow-up dei pazienti affetti da tumori differenziati della tiroide (TDT)» spiega Massimo Torlontano, UO Endocrinologia, IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, San Giovanni Rotondo (FG). «Per verificare l’assenza di malattia» specifica «in alternativa alla stimolazione le linee guida ATA 2015 [Haugen BR, et al. Thyroid, 2016] suggeriscono, nei pazienti a rischio basso o intermedio con ecografia del collo negativa, la possibilità di utilizzare, 6-18 mesi dopo l’ablazione del residuo di tessuto tiroideo con radioiodio (RRA), il dosaggio della Tg basale in terapia (onT4-Tg) utilizzando un metodo ultrasensibile (raccomandazione 63, con evidenza di qualità moderata).»
Nello studio retrospettivo sono stati valutati 201 pazienti consecutivi classificati a rischio di recidiva basso o intermedio, trattati con tiroidectomia totale e successiva RRA, senza captazione patologica al di fuori del letto tiroideo alla scintigrafia post-dose terapeutica né positività degli anticorpi anti-Tg. La mediana del follow-up era 29 mesi (range 6-130). In base alla risposta al test con rhTSH e all’ecografia del collo (più eventuali metodiche aggiuntive di imaging se necessarie), la risposta precoce al trattamento (dopo 6-12 mesi) classificata come da linee guida ATA è stata: a) eccellente (Tg dopo rhTSH < 1 ng/mL, imaging negativo) in 184 pazienti (91.5%); b) biochimica incompleta (Tg dopo rhTSH > 10 ng/mL, imaging negativo) in 2 pazienti; c) strutturale incompleta (imaging positivo, qualunque valore di Tg dopo rhTSH) in 7 pazienti; d) indeterminata (Tg dopo rhTSH 1-10 ng/mL o imaging indeterminato) in 8 pazienti (4%). Al termine del follow-up, solo 11 pazienti (5.5%) mostravano malattia strutturale (10 linfonodale, 1 polmonare), i rimanenti 190 avevano assenza di persistenza/recidiva di malattia.
«Il dato più importante derivato dallo studio è che un valore di onT4-Tg < 0.28 ng/mL (sensibilità funzionale calcolata dagli autori, derivata dalla combinazione ottimale di sensibilità e specificità) al primo follow-up era in grado di predire l’assenza di malattia in tutti i casi al termine del periodo di osservazione (valore predittivo negativo 100%)» osserva Torlontano. «Pur con tutti i limiti del disegno retrospettivo dello studio e del periodo di follow-up relativamente breve» conclude lo specialista «questi risultati confermano i dati già presenti in letteratura e le raccomandazioni delle linee guida ATA: un valore “indosabile” di onT4-Tg misurata con metodica ultrasensibile (generalmente < 0.10-0.20 ng/mL), 6-12 mesi dopo il trattamento iniziale “completo” (tiroidectomia totale + RRA) possiede altissimo valore predittivo negativo e può sostituire il test di stimolazione nei pazienti con TDT a rischio basso-intermedio». (fonte: doctor33 Eur J Endocrinol, 2017; 176: 497-504)

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