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Venezia è considerata il centro internazionale dell’arte figurativa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 maggio 2017

Minolta DSCLa Biennale da poco inaugurata attrae migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo, ma non solo, anche la stessa città offre numerose mostre temporanee. Tra gli espositori vi è anche il Centro del Polo Museale Ferenczy, il quale l’anno scorso con il nome “Art Capitale” ha dato vita ad un progetto che intende portare prossimamente nella città di Szentendre una serie di manifestazioni tra cui anche mostre. L’installazione intitolata “River Pool”, opera dell’artista figurativo Ottó Vincze, risulta essere senz’altro uno dei progetti più intriganti di questa iniziativa.
Ora a Venezia è esposta una versione aggiornata del suddetto progetto e possiamo ben dire ancora prima della sua inaugurazione ufficiale che l’invenzione ungherese collocata nella laguna della Giudecca sta riscuotendo grandissimo successo.
L’opera fin dalla sua installazione viene letteralmente presa dall’assalto dei fotografi e immortalata nelle riprese video fino ad essere divenuta una location prediletta per gli amanti dei selfie. L’inaugurazione ufficiale della stessa è prevista per stasera!!
L’opera resterà a disposizione dei visitatori fino al 4 luglio p.v. Ottó Vincze (1964) è annoverato tra gli artisti figurativi più importanti dell’area Europa Centro-orientale. Tra le sue numerose esposizioni vanno ricordate quelle allestite in Germania, Svizzera, Repubblica Slovacca, Finlandia e Italia.
Vincze esordisce con opere caratterizzate ancora dalle tradizioni del costruttivismo tipico di Szentendre per passare poi alla sperimentazione di nuove forme artistiche. Al di fuori dei tableaux egli è autore anche di numerose installazioni e oggetti. L’installazione spaziale “River Pool” è costituita da n.17 boe a forma di sfera, dalle dimensioni di palle da biliardo di circa 1 metro che adattandosi al flusso d’acqua galleggia sulla superficie della famosa laguna della Giudecca. A differenza però del biliardo qui non è prevista alcuna base solida, per cui per l’inerzia del flusso d’acqua le sfere cambiano continuamente posizione pur essendo prefissate e preposizionate.
L’installazione dell’artista prevede due sfere bianche in più rispetto alle biglie previste dal noto gioco, le quali portano ciascuna uno stemma. Venezia è raffigurata da un leone, mentre la città di Szendre da due ancore. I simboli delle rispettive città si riferiscono sia al commercio fluviale/marino ivi svolto sia all’eredità culturale delle due città che appunto deriva da tale commercio. L’installazione infatti non fa altro che inserire tale messaggio in un contesto più leggiadro grazie anche ai colori.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Accademia d’Ungheria in Roma.
Il Centro del Polo museale Ferenczy di Szentendre ha al suo attivo ben 14 musei e sale espositive, uno dei quali conserva la maggior collezione d’arte figurativa ungherese del XX secolo. Il Centro espone spesso anche fuori sede, la prossima tappa dopo Venezia si prevede infatti per il 13 giugno p.v presso il Museo di Belle Arti di Velikij Novgorod.
Ottó Vincze, terminata l’installazione ha confidato che il suo obiettivo non era quello di apportare modifiche all’installazione originale esposta nei pressi di Szentendre sul fiume Danubio bensí crearne un feuilleton adattato al nuovo contesto, in uno spazio indipendente. “In linea di massima posso dire di essere soddisfatto del risultato. È esaltante vedere quanto la mia opera sia apprezzata dal pubblico- ha aggiunto l’artista. Gábor Gulyás, il quale precedentemente aveva già curato nell’ambito della Biennale le personali di altri due artisti figurativi ungheresi, riguardo all’opera di Vincze ha affermato che si tratta pur sempre di un’ottima occasione per presentarsi ad un pubblico internazionale. “Il successo è innanzitutto merito dello stesso artista ma allo stesso tempo è rilevante anche per l’arte figurativa ungherese in generale. Siamo molto fieri di Vincze”, ha riferito il direttore del Polo museale Ferenczy. (foto: Canale della Giudecca)

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