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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 6 giugno 2017

Teatro Ambra Jovinelli: torna il Rufa Contest

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

andrea castaRoma 6 giugno 2017 alle 19,30 Via Guglielmo Pepe, 45 grande spettacolo del RUFA Contest, il concorso di Visual Art, Design e Media Arts promosso da RUFA – Rome University of Fine Arts, che sarà presentato per il terzo anno dal conduttore e performer Andrea Casta, vero talento emergente dell’art system internazionale, e che avrà come protagonista Francis Kéré, uno dei principali interpreti dell’architettura contemporanea, già protagonista del Ted 2013 e della Biennale di Architettura 2016, designato come giurato d’onore dell’edizione 2017.
Diébédo Francis Kéré è un architetto originario del Burkina Faso conosciuto in tutto il mondo e molto impegnato in favore della sua comunità d’origine. Kéré oggi è considerato il simbolo di una nuova architettura, ispirata a criteri di etica e solidarietà. Le sue teorie stanno facendo il giro del mondo e a giugno 2017 inaugurerà la sua ultima creazione: il Padiglione estivo della Serpentine Gallery a Londra. «Per RUFA è un grande piacere avviare un confronto con Francis Kéré – ha detto il direttore RUFA Fabio Mongelli –vogliamo condividere con il pubblico questo personaggio meraviglioso, che per noi rappresenta un modello di creatività».«Kéré è un vero rivoluzionario contemporaneo – gli ha fatto eco Emanuele Cappelli, direttore artistico del RUFA Contest – per lui abbiamo preparato un grande show, che rappresenta perfettamente la sua poetica».
Oggetto della sfida del contest, concorso artistico ideato dall’Accademia di Belle Arti RUFA, ateneo riconosciuto dal Miur che offre corsi universitari in tutte le discipline artistiche e creative, e che quest’anno, non a caso, è stato intitolato “Human Democracy. Think of the world you want”, è la creazione di un progetto ispirato al tema dell’edizione, ogni anno diverso. La selezione passa attraverso un gruppo di giurati designati tra le figure di spicco del comparto artistico e creativo nazionale, ma la scelta del vincitore finale spetta sempre al giurato d’onore che comunica la sua decisione al termine di un grande “one man show” aperto al pubblico e gratuito. Durante lo show saranno anche consegnati i vari premi speciali dagli altri partner che hanno deciso di sostenere l’evento: Rai Cinema, Sky Arte Hd, MTV, Olivetti, RDS Radio Dimensione Suono e Inside Art. Al termine dell’evento appuntamento per Closing Party al Lanificio 159 dove Andrea Casta, insieme ai dj guest LSWHR soundsystem, si esibirà con il suo violino elettrico sempre più apprezzato dai producer di musica elettronica. Info e prenotazioni: event.unirufa.it (foto: andrea casta)

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La combinazione di immuno-terapia e chemioterapia in prima linea nel tumore del polmone è più efficace della sola chemioterapia

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

tumore polmoneChicago. È quanto emerge dallo studio di fase II KEYNOTE-021G presentato oggi al 53° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago su 123 pazienti colpiti da tumore del polmone non a piccole cellule non squamoso metastatico (indipendentemente dall’espressione di PD-L1). La combinazione di pembrolizumab, nuovo farmaco immuno-oncologico, con un regime chemioterapico comunemente usato (pemetrexed e carboplatino) ha dimostrato un tasso di risposta obiettiva del 57%, quasi raddoppiato rispetto alla sola chemioterapia a base di pemetrexed e carboplatino (30%). Inoltre, la combinazione pembrolizumab più chemioterapia determina una riduzione del rischio di progressione di malattia di circa il 50%; ad un anno il tasso di sopravvivenza libera da progressione è il 56% rispetto al 34% della sola chemioterapia e il tasso di sopravvivenza globale è pari al 76% rispetto al 69% con la chemioterapia, con una riduzione del rischio di morte di più del 30%. “Lo studio presentato all’ASCO è un aggiornamento dei risultati che hanno portato all’approvazione della combinazione in prima linea da parte dell’ente regolatorio americano, la Food and Drug Administration (FDA), aggiungendo 5 mesi di osservazione – spiega il prof. Filippo de Marinis, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano -. Con i cinque mesi addizionali di follow up la combinazione pembrolizumab e chemioterapia in prima linea continua a dimostrare un sostanziale incremento dell’efficacia da un punto di vista clinico per i pazienti con malattia non squamosa avanzata, con quasi il doppio della percentuale di risposta obiettiva e un miglioramento della sopravvivenza stimata a un anno”. Complessivamente nel 2016 sono state registrate in Italia oltre 41.000 nuove diagnosi di questa neoplasia (più del 30% fra le donne). Il tumore del polmone non a piccole cellule non squamoso (adenocarcinoma) rappresenta circa il 60% dei casi, l’istotipo non a piccole cellule squamoso il 20-25%, il carcinoma a piccole cellule (microcitoma) circa il 15%. “È recente la decisione dell’agenzia regolatoria italiana (AIFA) che ha approvato pembrolizumab in prima linea per i pazienti colpiti da carcinoma polmonare non a piccole cellule in fase avanzata che esprimono il biomarcatore PD-L1 – sottolinea il prof. De Marinis -. Lo studio KEYNOTE-021G che ha portato all’approvazione della combinazione della nuova molecola immuno-oncologica con la chemioterapia negli Stati Uniti apre nuove prospettive per il trattamento in prima linea anche dei pazienti che non esprimono PD-L1. Questo studio inoltre è il primo dato relativo alla combinazione di una molecola immuno-oncologica con la chemioterapia che indica la superiorità rispetto allo standard di cura”.

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Progetto internazionale Global Research in Paediatrics (GRiP)

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

ospedale padovaPadova 6 – 7 giugno 2017 – Archivio Antico Palazzo del Bo. Coordinatore scientifico del progetto GRiP è il Prof. Carlo Giaquinto Responsabile del Centro AIDS Pediatrico dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova che aprirà i lavori alle 13.00 di martedì 6 giugno.L’evento internazionale che avrà luogo a Padova, rappresenta un’opportunità di formazione di alto livello su temi come clinical trial design, farmacologia, formulazioni, scienze regolatorie, neonatologia, ed epidemiologia. Sarà inoltre possibile conoscere l’offerta formativa in farmacologia pediatrica che GRiP ha sviluppato per pediatri, farmacologi e infermieri. I lavori del Simposio, si svolgeranno in lingua inglese e sono aperti alla Stampa. L’incontro formativo internazionale sullo sviluppo e l’uso sicuro dei farmaci pediatrici prevede nelle due giornate di lavori l’intervento di alcuni tra i maggiori esperti internazionali nel settore della ricerca farmacologica in pediatria. Gli esperti presenteranno i risultati del progetto GRiP, offrendo un’occasione di formazione sugli aspetti più significativi della materia: dagli studi clinici in ambito pediatrico alle discussioni attuali in campo epidemiologico. GRiP è un “Network of Excellence”, ovvero una rete di centri che hanno unito le proprie risorse per ottimizzare il lavoro di ricerca sui farmaci pediatrici e rendere così disponibili più efficaci opzioni terapeutiche studiate per i bambini in funzione della loro sicurezza. Il progetto GRiP, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del 7° Programma Quadro di ricerca e sviluppo tecnologico (FP7), dal 2011 incentiva l’uso sicuro di farmaci per la popolazione pediatrica. GRiP, che ha raccolto la partecipazione proficua e diretta di 22 Istituzioni provenienti da Europa, Stati Uniti, Canada e Giappone, ha concentrato l’attività su tre macro-aree: creazione di un innovativo programma di formazione in farmacologia clinica pediatrica; risoluzione di “lacune” nella ricerca sui farmaci pediatrici, attraverso la convalida e l’armonizzazione degli strumenti di ricerca specifici; condivisione di strategie e piani.

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Veloxis Pharmaceuticals A/S and Endo Ventures Limited Jointly Announce Agreement for Paladin Labs Inc. to Commercialize Envarsus XR® in Canada

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

copenaghenCOPENHAGAN, DENMARK & DUBLIN, IRELAND–(BUSINESS WIRE) Veloxis Pharmaceuticals A/S today announced that its U.S. subsidiary, Veloxis Pharmaceuticals, Inc., and Endo Ventures Limited have entered into an exclusive license, supply and distribution agreement, to register, commercialize and distribute Envarsus XR® in Canada.Envarsus XR® (tacrolimus extended-release tablets) is a novel, once-daily formulation of tacrolimus for the prophylaxis of organ rejection in kidney transplant patients. Envarsus XR® is currently approved in Europe and the United States.Under the terms of the agreement, Veloxis will receive an up-front payment and Veloxis will supply Envarsus XR® at a pre-specified transfer price. The initial term of the agreement is 15 years from the effective date of the agreement. “Canada is a highly competitive market for tacrolimus formulations and we are very pleased to have attracted Endo Ventures Limited and its affiliate, Paladin Labs Inc., which has a rich history of Health Canada approvals and launches of licensed products for Canada, to join the growing Envarsus XR® family. Based upon Paladin’s strong track record of commercializing innovative specialty products in Canada for over 20 years, we are confident that this deal will be expertly leveraged by Endo Ventures Limited and Paladin,” said Craig Collard, Chief Executive Officer of Veloxis Pharmaceuticals A/S.“We are very pleased to work with Veloxis and Endo Ventures Limited to bring a new treatment option for Canadian kidney transplant recipients” said Livio DiFrancesco, General Manager of Paladin. “This product complements our growing promoted specialty products portfolio and provides us an additional pillar upon which to grow our portfolio of innovative treatments.”
ottawa-panorama1Veloxis Pharmaceuticals A/S is a commercial-stage specialty pharmaceutical company committed to improving the lives of transplant patients. A Danish company, Veloxis Pharmaceuticals A/S operates in the U.S. through Veloxis Pharmaceuticals Inc., a wholly-owned subsidiary headquartered in Cary, North Carolina, USA. Veloxis has successfully developed Envarsus XR® (tacrolimus extended-release tablets) based upon the company’s unique and patented delivery technology, MeltDose®, which is designed to enhance the absorption and bioavailability of select orally administered drugs. The company is focused on the direct commercialization of Envarsus XR® in the U.S., expansion of partnerships for markets around the world, and acquisition of assets utilized in transplant patients and by adjacent medical specialties. Veloxis is listed on the NASDAQ OMX Copenhagen under the trading symbol OMX: VELO.
Endo Ventures Limited is a highly focused generics and specialty branded pharmaceutical company delivering quality medicines to patients in need through excellence in development, manufacturing and commercialization. Endo Ventures Limited is an Irish company based in Dublin, Ireland.
Paladin Labs Inc., headquartered in Montreal, Canada, is a specialty pharmaceutical company focused on acquiring or in-licensing innovative pharmaceutical products for the Canadian market. Paladin has a focused marketing and sales organization that has helped it evolve into one of Canada’s leading specialty pharmaceutical companies. Endo Ventures Limited and Paladin are operating companies of Endo International plc (NASDAQ: ENDP). Learn more at http://www.endo.com or http://www.paladin-labs.com.

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Saggio: Realismo, Neorealismo e altre storie

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emanuela garroneRoma Venerdi 9 giugno 2017 – Ore 17,00 Centro Studi Americani Via Michelangelo Caetani, 32 Insieme all’autrice Emanuela Garrone interverranno: Prof. Paolo D’Angelo, Prof. Antonella Greco, Arch. Luca Zevi. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Isabella Mezza e introdotto da Paolo Messa, direttore del Centro Studi Americani. Gli anni dal 1945 al 1952/53 sono quelli della ricostruzione morale e civile, prima che economica, del paese: in questo periodo storico gli intellettuali e gli artisti svolgono un ruolo di primo piano nella società, diventandone la coscienza critica attraverso correnti quali il Realismo letterario e figurativo e il Neorealismo cinematografico. Non sono fatti nuovi quelli che vengono analizzati nel saggio di Emanuela Garrone Realismo, Neorealismo e altre storie (Mimesis Edizioni), ma diverso è il punto di vista con cui si cerca di considerare opere, artisti e critici, focalizzando l’attenzione sul valore introspettivo dell’opera d’arte. Nel secondo dopoguerra il dibattito ideologico informava le coscienze degli artisti e degli intellettuali in tutto il mondo: in Italia il peso della politica e della filosofia d’ispirazione marxista era molto forte, tanto quanto il desiderio di reinserirsi nell’alveo della cultura europea e mondiale dopo il periodo dell’autarchia fascista che aveva isolato moralmente e culturalmente il nostro paese per vent’anni. L’arte allora divenne testimonianza storica, consapevolezza della realtà, autentico desiderio di verità e di sincerità, ma soprattutto bisogno di libertà e di apertura verso l’altro.
Il saggio, che approfondisce il dibattito allora dominante tra astrattisti e realisti mettendo in evidenza relazioni e intrecci del pensiero filosofico e critico, verrà illustrato a Roma venerdi 9 giugno alle ore 17,00 presso il Centro studi Americani. Insieme all’autrice interverranno i professori Paolo D’Angelo e Antonella Greco, l’architetto Luca Zevi, il direttore del Centro Studi americani Paolo Messa e la giornalista Isabella Mezza. (foto: emanuela garrone copertina libro)

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Concerto Anna Serova (Viola) e Floraleda Sacchi (Arpa): LOVE

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

concertoTremezzina CO 10/06/2017 17:00 Villa Carlotta via Regina 2 concerto Anna Serova (Viola) e Floraleda Sacchi (Arpa): LOVE. Anna Serova Figura unica nel panorama internazionale, solistico e della musica da camera, la violista Anna Serova ha ricevuto nei ultimi anni dediche da alcuni dei più importanti compositori contemporanei, i quali hanno creato per lei un nuovo genere di composizione, unendo la forma del concerto all’azione scenica di un’ opera di teatro. Il compositore Azio Corghi ha riscritto per lei, in una nuova versione con viola solista, la cantata “Fero dolore” che è stata trasmessa dal canale satellitare Sky Classica. É docente di viola e musica da camera presso l’Accademia Internazionale di alta formazione “Perosi” di Biella.
villa carlottaFloraleda Sacchi è riconosciuta dalla critica come una delle più interessanti arpiste sulla scena internazionale: “Floraleda s’inventa un capitolo affascinante della storia moderna dell’arpa” (La Repubblica), “la miglior arpa che abbiate mai sentito” (American Record Guide) “l’arpa di Floraleda si sposa particolarmente bene alla logica minimalista di Philip Glass” (The Indipendent)… Floraleda ha venduto migliaia di dischi incidendo per le principali major discografiche (Decca, Universal, Philips e Deutsche Grammophon) e per Tactus, Brilliant Classics, Amadeus Arte, ecc.. Nata a Como, è stata ispirata dai dischi di Annie Challan a suonare l’arpa. Ha studiato al Conservatorio di Como e si è perfezionata con Alice Giles (Frankfurt a/M), Alice Chalifoux (Salzedo School, USA) e con Judy Loman (Toronto, Canada).
Biglietti/Tickets – 15€ intero (concerto e visita Villa) – 7,50€ ridotto/convenzioni (concerto e visita Villa) Hanno accesso gratuito:– tutte le persone fino a 14 anni
– tutte le persone non vedenti o portatrici di handicap e i loro accompagnatori – Ingresso gratuito per i Soci e tesserati Amici di Amadeus Arte I biglietti sono in vendita presso la sede del concerto. La biglietteria apre un’ora prima dell’inizio del concerto.

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Lecture 讲座:Elena Ferrante 意大利著名作家埃莱娜·费兰特

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

elena ferranteShanghai 上海市复兴中路505号思南文学之家 Sinan Mansion, N.505 Middle Fuxing Rd Orario: 2017.06.10, 16:30-18:30 主题|Titolo:埃莱娜·费兰特《我的天才女友》与《新名字的故事》:本土化与全球化叙事的形式与主题 In occasione della presentazione al pubblico dei primi due volumi del ciclo L’Amica geniale, tradotti in cinese da Chen Ying per la Shanghai 99 Readers’ Culture appartenente alla casa editrice People’s Literature, Tiziana de Rogatis (Università per Stranieri di Siena) affronta in tre conferenze a Shanghai e Nanchino le ragioni dello straordinario successo internazionale dei libri di Elena Ferrante. elena ferrante1In particolare la Professoressa de Rogatis mette in luce le strategie narrative e linguistiche che permettono a Elena Ferrante di dare una valenza universale a elementi di per sé molto locali e marginali, quali la Napoli dei quartieri più degradati, il difficile equilibrio di un’amicizia femminile, lo scontro tra dialetto/ gergo e lingua nazionale.
Alla conferenza parteciperanno lo scrittore cinese brt e la traduttrice della tetralogia di Elena Ferrante, Chen Ying.
(L’Amica geniale)系列小说前两部已由陈英女士翻译并通过人民文学出版社旗下的99读书人出版发行,在介绍最新中文译本之际,(锡耶纳外国人大学)蒂齐亚纳·德·罗格提斯(Tiziana de Rogatis)教授将在上海和南京举办相关讲座,探讨埃莱娜·费兰特(Elena Ferrante)这几部小说在国际上取得巨大成功的原因。埃莱娜·费兰特是一位匿名作家,在意大利很有人气,关于她的真实身份长期以来都有各种各样的推测与猜想。
此次讲座还邀请了中国作家btr与埃莱娜·费兰特四部曲的中文译者陈英教授。

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Mostra: Balkan Party

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

BalkanPartyRoma 15 giugno – 29 luglio 2017 Inaugurazione: giovedì 15 giugno 2017, ore 18 MAC Maja Arte Contemporanea, via di Monserrato 30 (Orari apertura: martedì – venerdì h. 15,30-20; sabato h. 11-13 / 15-19,30. Chiuso lunedì e festivi. Altri orari su appuntamento. Ingresso libero). La MAC Maja Arte Contemporanea è lieta di ospitare per la prima volta a Roma tre artisti emergenti di origine balcanica a cura di: Daina Maja Titonel e Katarina Srnic: Aleksandar Dimitrijevic, Tadija Janicic e Marija Sevic, di cui si espongono dieci opere, sei delle quali di grande formato.L’indagine artistica dei tre giovani pittori percorre strade molto diverse, spaziando dal figurativo all’astratto, dalle atmosfere intimiste ad una visione satirica dell’uomo contemporaneo restituito con tratti fumettistici.L’ispirazione del lavoro di Aleksandar Dimitrijevic nasce dal ritrovamento di appunti di punteggi di gioco di autori a lui ignoti, dove all’interno di griglie venivano riportate le vittorie con il segno “+” e le perdite con il “-“, oltre alle iniziali dei nomi dei giocatori. Trascrivendo gli appunti su tela, spesso trasponendo fisicamente le stesse carte, Dimitrijevic ha usato quei segni – legittimandoli nella pratica artistica a costituire una sorta di archivio specifico – per indagare una serie di fenomeni, quali la trivialità della vita contemporanea, il tempo libero, le relazioni.Tadija Janicic ripercorre con grande ironia la fragilità e la temporalità delle norme morali, etiche e artistiche del mondo che lo circonda, esplorando con gusto i suoi aspetti grotteschi e paradossali. Ne esce un’immagine autentica, mai offensiva né bigotta, resa pittoricamente con coloratissime figure simili ai cartoni animati.
Marija Sevic presenta tre dipinti di grande formato che fanno parte della sua ultima serie “Party”. Partendo da scatti fotografici in cui isola momenti di vita suoi e delle persone a lei vicine, l’indagine pittorica della Sevic si fa intima, sensuale. I personaggi ritratti, il cui volto è spesso sfocato, sono stagliati contro scenari ariosi e immacolati dove l’osservatore ha spazio sufficiente per riconoscere e immaginare se stesso, laddove non sono ripresi in un “close-up” che invita al voyeurismo. (foto: balcan party Tadija Janicic, “Arresto improvviso”, 2015, olio su tela, cm. 180 x 180)

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Palermo: Aurora D’Amico a Villa Filippina

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

aurora d'amicoPalermo 6 giugno Alle 21,45 Villa Filippina in piazza San Francesco Di Paola 18 concerto di Aurora D’amico. L’artista – formata musicalmente da Giorgia Meli – con in mano la sua inseparabile chitarra, porterà il suo particolare sound fatto di alcune delle trenta canzoni che ha scritto da sola, raccontando in lingua inglese i suoi sentimenti, il suo mondo, il suo essere. Aurora D’amico, la più internazionale delle cantautrici palermitane, in concerto per una sera nella più bella delle nuove aree-concerto dell’estate cittadina. Il suo repertorio consiste in una raccolta di brani inediti scritti e interpretati dall’artista, che catturano l’attenzione del produttore palermitano Fabio Rizzo. (foto: aurora d’amico)

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Il partito dei pensionati: Quanti ne hanno sentito parlare?

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

pensionatiTutte le volte che giungono in redazione i comunicati provenienti da questo partito notiamo quanto in essi si avverte il senso del loro limite alla crescita del sistema paese. Essi sembrano accettare di buon grado la condizione dei loro iscritti ed elettori che tendono a restare fermi nelle loro posizioni sociali ed economiche senza per nulla cercare altre possibilità. Noi siamo al cospetto, è bene non dimenticarlo, di una società che, purtroppo, non tende a risolvere con soluzioni innovative i vecchi problemi. Ci chiediamo, ad esempio, che senso può avere oggi dichiarare che a 60 o a 65 si debba andare in pensione se sull’altro versante della ricerca biomedica si parla sempre più diffusamente di un allungamento della speranza di vita e si fissano, persino, nuovi limiti verso i 120 anni di età. Ciò non vuol dire, ovviamente, spostare automaticamente l’età pensionabile di 5 o anche dieci anni dagli attuali limiti. Significa, invece, capire il grado di utilità sociale che oggi il “pensionato giovani” può offrire per coprire quei servizi che le comunità disattende o assolve male. Pensiamo alla “sorveglianza passiva” dei plessi scolastici, dei giardini pubblici, delle strade, degli uffici postali, ecc. Pensiamo anche ai lavori sedentari o di assistenza sociale per i più disagiati, per gli handicappati, per i malati cronici. Una società che sa essere operosa e capace di offrire una opportunità a chi è disponibile a farlo secondo le proprie tendenze e capacità fisiche, diventa una società ricca di contenuti e foriera di risultati significativi. Pensiamo alla giustizia. Si dice che non funziona perché mancano magistrati, cancellieri, dattilografi, uscieri. Diciamo che essa può disporre tra i pensionati di elementi validissimi per compiti sia pure resi in part-time per colmare tali lacune a certi livelli di lavoro e permettere a chi è giovane di poter meglio dedicare il proprio tempo per affrontare problematiche più complesse e impieghi più impegnativi. Ma di là degli esempi che potrebbero essere fatti oltre quelli indicati, resta il fatto che la nostra società si rivela impreparata ad accogliere quelle “energie residue” con l’intelligenza e la lungimiranza che la dovrebbe distinguere. Ed un partito dei pensionati, e non solo, una simile riflessione dovrebbe incominciare a farla. Se non altro per spianare la strada ad un futuro oggi fin troppo gravido d’incognite per le nuove generazioni. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici)

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Castelli romani: mobilità alternativa

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

avenaliRoma. “Un efficace, organico e condiviso grande Piano della Mobilità Alternativa”. Così in una nota Cristiana Avenali, consigliera PD della Regione Lazio e membro della Commissione Ambiente e Mobilità. “É questa in sostanza la richiesta condivisa da tutti i partecipanti al 1° Forum sulla Mobilità Sostenibile, in cui ero chiamata tra i relatori, tenutosi stamattina presso la stazione di Pavona e promossa dal Coordinamento dei Comitati di Quartiere di Albano, Pavona e Cecchina, in collaborazione con il Circolo Legambiente Appia Sud – il Riccio, il Comitato via Francigena del Sud, le associazioni Mettiamoci in gioco e ArtinMusica di Pavona, il CAI di Castel Gandolfo, con il patrocinio del Parco dei Castelli Romani”, spiega la consigliera.”Nel corso dell’iniziativa è stata presentata una nuova ricerca sui flussi di traffico e sulle criticità della mobilità dei Castelli Romani, che é stata il punto di partenza per un importante confronto, condivisione e proposte tra semplici cittadini, associazioni del territorio, imprese, esperti e rappresentanti delle amministrazioni locali e della Regione Lazio, allo scopo di affrontare criticità, soluzioni e prospettive di sviluppo legate ad un nuovo modello di mobilità sostenibile”, continua Cristiana Avenali.”La scelta della sede dell’iniziativa, prospiciente la stazione ferroviaria di Pavone, sulla linea Roma-Velletri, non è un caso; essa ha un valore simbolico legato all’intermodalità, alla possibilità di legare il futuro della mobilità nei Castelli Romani ad un’utilizzo congiunto di bici e treno. Scelta a cui anche la Regione Lazio crede, avendo approvato pochi giorni fa un mio emendamento che introduce la possibilità di avere incentivi economici (150 euro) a chi, in possesso di un abbonamento annuale Metrebus, vuole acquistare una bici pieghevole”, ricorda la consigliera.”Ma la discussione ha toccato vari temi legati alla mobilità “dolce”; dalla richiesta di maggiori collegamenti pubblici tra comuni e comuni e tra essi e le stazioni ferroviarie, superando i confini territoriali e le diverse competenze; alla progettazione e realizzazione di percorsi ciclopedonali che siano sicuri e collegati tra loro e anche all’introduzione del “pedibus”, un vero e proprio scuolabus a piedi, organizzato dalle associazioni e dai comitati di genitori e che può divenire anche una forma di educazione a una modalità diversa di spostamento; alla definitiva eliminazione dei passaggi a livello esistenti, con la creazione dei tanto attesi sottopassi.La Regione Lazio ha già fatto alcune scelte importanti, tra cui il rinnovo della flotta del Cotral, con l’acquisto di 350 nuovi bus e di cui 300 già consegnati, oppure al rinnovamento di circa l’80% del materiale rotabile, tutto allo scopo di garantire una maggiore sicurezza, una maggiore frequenza di passaggio e anche un maggiore comfort per i viaggiatori. Si eleva così la qualità dei servizi ai cittadini, garantendo loro anche il diritto ad una maggiore dignità di trattamento”, ricorda ancora la Avenali.”Insomma un sistema razionale e organizzato di tutti i percorsi esistenti, siano essi ciclovie o cammini, anche spontanei, con realizzazione di nodi di congiunzione, sia tra gli stessi percorsi che con il GRAB, al fine di creare un piano organico, efficace e attuabile che comprenda tutti i percorsi, ciclabili e pedonali, che permettano a chi lo desidera di non dover utilizzare l’auto. E non solo per gli spostamenti quotidiani”, conclude Cristiana Avenali, “ma anche per godere di una forma di turismo più rispettosa dell’ambiente, creando anche l’opportunità di un diverso sviluppo economico, più legato a una diversa accoglienza turistica o ai servizi necessari per la manutenzione dei mezzi a due ruote, che valorizzi e allo stesso tempo tuteli i tesori ambientali, artistici e archeologici, spesso anche nascosti, attraverso una fruizione, a piedi o in bici, meno invasiva”.

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Mostra: Assedio a Madrid

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

assedio a madridMilano la Casa di Vetro via Luisa Sanfelice, 3 fino al 9 giugno 2017 dalle 19:00 alle 22:00 1936 – 1939, “La guerra civile spagnola nelle immagini dell’archivio fotografico de la delegatiòn de propaganda y prensa de Madrid durante la guerra civil”.
in occasione della prima edizione di Milano Photo Week, l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano ci ha chiesto di partecipare con un nostro evento. Abbiamo deciso di proporre la mostra Assedio a Madrid in orario serale, per dare possibilità di venire a visitarla anche a chi non è riuscito negli orari pomeridiani. Nella foto: Miliziani del Servizio di Collegamento Guadalajara (Spagna) – 1937 Foto di Ministerio de Educación, Cultura y Deporte. Archivo General de la Administración,Fondo “Archivo Fotográfico de la Delegación de Propaganda y Prensa de Madrid durante la Guerra Civil” Albero y Segovia Información Gráfica (Madrid, España) – F-04053-54404-001r

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Via della seta: cambia il mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

pechinoLa conferenza internazionale sulla Nuova Via della Seta, oggi chiamata anche «Belt and Road Initiative» (Bri), tenutasi recentemente a Pechino inciderà profondamente sulle strategie delle potenze mondiali e sull’intero pianeta. Ciò a prescindere dal fatto se si sia preoccupati delle sue implicazione geo-politiche e geo-economiche. Non è un caso che abbiano partecipato oltre 120 Paesi e ben 29 capi di stato e di governo, tra cui anche il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Paolo Gentiloni.
In effetti il grande progetto può diventare il ponte di sviluppo tra i vari continenti attraverso importanti infrastrutture viarie, ferroviarie, marittime e telematiche. Sarà una nuova forma di globalizzazione, questa volta non sottomessa alle leggi della finanza.
Il presidente cinese Xi Jinping, presentando il «progetto del secolo», ha fatto appello alla cooperazione produttiva internazionale, in quanto «le industrie sono il fondamento dell’economia». Una maggiore cooperazione internazionale vuol dire migliorare la governance globale. Ben consapevole del ruolo delle banche e del credito il leader cinese ha detto che «la finanza è la linfa dell’economia moderna. Servono una finanza stabile e inclusiva, nuovi modelli di investimento e di finanziamento diversificato e una forte cooperazione tra governi e capitale privato». Ci sono già finanziamenti governativi cinesi per oltre 110 miliardi di dollari.
Il presidente Vladimir Putin, pur riconoscendo che gli obiettivi posti sono di non facile realizzazione, ha confermato il sostegno della Russia. «Quanto proposto è molto necessario e grandemente voluto e segue il trend dello sviluppo moderno», ha detto. «Questa è la ragione per cui la Russia non solo appoggia il progetto Bri ma intende parteciparvi attivamente insieme ai partner cinesi e degli altri Paesi interessati». Complessivamente sono previsti investimenti per oltre mille miliardi di dollari destinati a circa 900 progetti.
L’Occidente, purtroppo, ha avuto finora un atteggiamento molto miope rispetto al Bri, anche confermato dalla decisione americana, inglese, francese e tedesca di mandare a Pechino rappresentanti di secondo piano. Anche l’India ha disertato il vertice a causa del coinvolgimento del Pakistan e per le temute implicazioni geopolitiche del previsto corridoio Cina-Pakistan.
La nuova Via della Seta altro non è che una complessa rete di infrastrutture: strade, ferrovie ad alta velocità, oleodotti, porti, fibra ottica, telecomunicazioni. Intanto si collegherà la Cina con sei regioni: la Russia, l’Asia centrale, il Medio Oriente, il Caucaso, l’Europa orientale e infine l’Europa occidentale, diramandosi fino a Venezia, Rotterdam, Duisburg e Berlino. Ci sono poi i corridoi che collegheranno l’Asia meridionale: Cina-Birmania-Bangladesh-India e Cina-Afghanistan-Pakistan-Iran.
Il Bri è quindi un’iniziativa fondamentale per lo sviluppo e decisiva per la pace nel mondo. È il caso di ricordare che dal suo annuncio del 2013 Che ad oggi la Cina ha già investito oltre 50 miliardi di dollari con fondi della Banca Centrale e dell’Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib) di più recente costituzione.
È importante notare che con il Bri la Cina intende coinvolgere tutti gli stati dell’Unione europea, anche quelli più piccoli dell’Europa centrale e orientale e, in particolare, i Paesi del Mediterraneo. Coi primi, nel 2016, ha già sviluppato 50 progetti in differenti settori. Dal 2011 è entrato in attività il trasporto di merci su ferrovia tra l’Europa e la Cina: ben 3.600 treni merci hanno toccato 27 città cinesi e 28 città in 11 Paesi dell’Europa! Il Bri apre all’Italia grandi opportunità in tutti i campi, a cominciare da quelli industriali, del turismo e della cultura.
È noto che dal 2015 il canale di Suez è raddoppiato, anche con investimenti cinesi. Ciò fa del Mediterraneo un naturale terminale strategico. Perciò occorre modernizzare e potenziare in tempi brevissimi tutta la nostra rete portuale, soprattutto nel Mezzogiorno, portando le ferrovie fin dentro ai porti. È opportuno ricordare che i porti di Genova, Venezia e Trieste già «arrivano» direttamente al centro dell’Europa più del Pireo o di qualsiasi altro porto mediterraneo. Occorre agire subito, ragionando però su uno spazio temporale di 30-50 anni. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Scuola – Contratto: l’8 giugno parta la trattativa per il rinnovo della vergogna

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cIn settimana prenderanno il via le contrattazioni per la messa a punto dell’Atto di Indirizzo: giovedì prossimo l’Atto sarà oggetto di discussione con le parti sociali. Subito dopo toccherà al rinnovo del contratto della Scuola, dei relativi aumenti delle retribuzioni che nel frattempo sono arretrate del 14 per cento rispetto al costo della vita. L’Accordo del 30 novembre 2016 prevede un aumento lordo medio mensile di 85 euro, somma che potrebbe anche essere fortemente ridotta in caso di mancata approvazione della Legge di Bilancio. Poi c’è il problema di chi superando i 26mila euro di imponibile si vedrebbe sottratti gli 80 euro introdotti dal Governo Renzi: si pensa di sanare il problema andando a decurtare gli aumenti dei presidi, che a loro volta sono in mobilitazione perché percepiscono lo stipendio più basso tra i dirigenti pubblici pur avendo responsabilità e carichi di lavoro enormi. Comunque vada, con la riforma Madia troverà spazio la logica di Robin Hood.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): tutti i docenti a metà e fine carriera, oltre che i dirigenti scolastici e i Dsga, rischiano di vedersi accreditati degli aumenti così bassi da essere ritenuti offensivi. È vero che ai soldi non si rinuncia mai, ma a tutto c’è un limite. Soprattutto quando un aumento di stipendio è così irrilevante che il ricorso al giudice del lavoro garantisce incrementi maggiori. Ammesso che si applichi a tutti il risultato dell’intesa il 30 novembre scorso, a un docente che guadagna 1.500 euro andrebbero infatti 56 euro netti, anziché 105 euro netti per 20 mesi di arretrati e poi a regime, per vedersi assicurata quella indennità di vacanza contrattuale, pari al 50% dell’inflazione, illegittimamente non assegnata. Ma da recuperare c’è poi l’altra parte dell’aumento del costo della vita. Quindi, il Governo deve mettere sul piatto 210 euro netti. Una cifra quasi quattro volte rispetto alla cifra stanziata e che mai come oggi risulta pure in forte dubbio. Per questi motivi, l’Anief ha deciso di inviare dei modelli di diffida specifici per lo sblocco dei 105 euro di indennità di vacanza contrattuale da settembre 2015 e per l’assegnazione in busta paga della stessa cifra quando si firmerà il contratto. Poiché la loro presentazione offre molte più garanzie del contratto di categoria, il peggiore della storia della scuola pubblica italiana, che i sindacati si apprestano a firmare.

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69ª Stagione d’Opera dell’Ente Luglio Musicale Trapanese

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

luglio musicaleTrapani. Inizia oggi la campagna abbonamenti della 69ª Stagione d’Opera dell’Ente Luglio Musicale Trapanese – Teatro di Tradizione dà spazio ai nuovi abbonati e alla vendita dei biglietti per i singoli spettacoli.
La prossima stagione lirica sarà caratterizzata da una programmazione di notevole livello artistico. Si inaugurerà al Teatro “Giuseppe Di Stefano”, a Trapani, con “Aida” (11 e 13 luglio) di Giuseppe Verdi, totalmente prodotta dall’Ente Luglio Musicale Trapanese; seguiranno “La Cenerentola” (25 e 27 luglio) di Gioachino Rossini, realizzata in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca e “La Bohème” (8 e 10 agosto) di Giacomo Puccini, anch’essa in un nuovo allestimento prodotto dal Luglio Musicale.
Il cartellone sarà vario e comprenderà anche opere da salotto al Chiostro di San Domenico come “La Voix Humaine” di Francis Poulanc con la proiezione dell’omonimo film di Roberto Rossellini con Anna Magnani (16 Luglio), in dittico “La Boutique Fantasque” di Gioachino Rossini e “Il Campanello”di Gaetano Donizetti (31 luglio – 1 agosto). Si continuerà con concerti sinfonici e recital pianistici.
La campagna abbonamenti comprende solo ed esclusivamente “Aida”, “La Cenerentola” e “La Bohème”. Due media partner prestigiosi: Teatro.it, la prima testata giornalistica online di Teatro e Spettacolo, la più visitata, con oltre 60 redattori distribuiti su tutto il territorio nazionale e Opera Click, importante quotidiano di informazione operistica e musicale.Partnership con Extra di Sky. Quest’anno l’Ente Luglio Musicale Trapanese ha stretto una convenzione con Extra di Sky. I clienti sky, attraverso daily news, messaggistica e banner promozionali, verranno invitati a visitare la piattaforma online dedicata al teatro e a scegliere fra gli spettacoli convenzionati presenti nella propria regione, sviluppando un potenziale di 2.600.000 contatti. Per questo, se si è cliente extra con Sky da più di 1 anno, si avrà la possibilità di ricevere 1 biglietto gratuito per 1 acquistato per assistere dal vivo a uno spettacolo teatrale nei più importanti teatri d’Italia. Sarà necessario richiedere il codice per avere lo sconto e scoprire gli spettacoli più affini ai propri gusti.
ABBONAMENTO PLATINUM: € 111,00 – Biglietto € 35,00; ABBOMENTO GOLD: € 78,00 – Biglietto € 25,00; ABBONAMENTO SILVER: € 48,00 – Biglietto (intero) € 18,00 – (ridotto) € 13,00 (Giovani fino a 24 anni previa presentazione di attestazione di frequenza o libretto universitario, acquistabile esclusivamente la sera delle recite a partire dalle ore 20.00, sino ad esaurimento dei posti disponibili). Biglietti Economy: (intero) € 12,00; (ridotto) € 10,00 (Giovani fino a 24 anni previa presentazione di attestazione di frequenza o libretto universitario, acquistabile esclusivamente la sera delle recite a partire dalle ore 20.00, sino ad esaurimento dei posti disponibili). Sconti speciali: Per i portatori di handicap grave (L104) o con sedia a rotelle il biglietto sarà gratuito e per l’accompagnatore il biglietto sarà ridotto (in classe silver o economy). (foto: luglio musicale)

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“Sulla definizione dei collegi uninominali si rischia l’imbroglio”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

urne-vote“La proposta del relatore prende come modello, infatti, quanto previsto dal Mattarellum del 1993, i cui collegi furono definiti sulla base del censimento del 1991. Ovvero ventisei anni fa. Nel frattempo si sono svolti due nuovi censimenti, nel 2001 e nel 2011, che hanno determinato forti cambiamenti demografici, soprattutto in alcuni territori. E’ chiaro, quindi, che rischia di essere falsata tutta la competizione elettorale. Per questo chiediamo che venga adottato come testo di riferimento il lavoro svolto nel 2001 dalla commissione prevista dalla legge 277/93 di rivedere i collegi, commissione presieduta dall’allora presidente dell’Istat. In quell’occasione la commissione ridisegnò i collegi e consegnò il lavoro ai presidenti delle Camere. Già quella revisione, in base al censimento del 2001, modificò oltre il 70% dei collegi. Perciò, chiederemo ad inizio della seduta odierna al presidente della commissione Mazziotti ed alla presidente della Camera, Laura Boldrini, di sospendere i lavori per consentire ai commissari della Affari costituzionali di esaminare il lavoro della commissione allora presieduta dal presidente dell’Istat. Questa è la strada più saggia da intraprendere per evitare ulteriori pasticci”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Alternativa popolare in commissione Affari costituzionali alla Camera, Dore Misuraca.

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Una riflessione sulla sicurezza a partire dalla Bibbia di Anna Maffei

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

pianeta terraIl bisogno di sicurezza è posto al centro di tutto in questo nostro tempo. E’ un ritornello che ci stordisce e che risuona, spaventando fin nel profondo le coscienze anche dei/delle più giovani fra noi. Siamo incerti su tutto, il lavoro specialmente – non c’è sicurezza sul lavoro e non c’è sicurezza del lavoro. Siamo incerti sul futuro del pianeta, siamo precari nei nostri affetti, non ci sentiamo sicuri a camminare per strada nelle nostre periferie, il nostro futuro economico è incerto e incerto è il futuro dei nostri risparmi, per chi ancora ce li ha. In risposta a questo bisogno di sentirsi al sicuro si propongono a livello governativo delle norme che vengono riassunte nell’espressione “pacchetto sicurezza”, ma in queste norme sono presentate soluzioni che non creano sicurezza ma inimicizia, divisioni, diffidenze, conflitto sociale e quindi maggiore insicurezza. Vorrei proporre per una volta un approccio diverso a questo tema che parta dalla fede e dalla Bibbia. C’è un versetto biblico che risuona nella mia testa molto spesso, una frase che ho cercato di insegnare al mio nipotino per il momento in cui va a letto: “In pace mi coricherò, in pace dormirò, perché tu solo Signore mi fai abitare al sicuro” (Salmo 4, 8). Questa è la sicurezza di cui parla la Bibbia: fiducia in Dio anche quando dormiamo, cioè quando siamo completamente senza difese. E’ anche l’esperienza di Giacobbe fuggiasco da un fratello che minacciava di ucciderlo quando, solo, con una pietra per guanciale, dormiva e sognava di una presenza rassicurante. Al suo risveglio esclamava: “Dio era in questo posto e io non lo sapevo!”. Fede è fiducia in Dio che si fa presente e ci protegge in situazioni senza luce. La fiducia, e il tipo di sicurezza che ne deriva, non è naturale, è rivelazione, va appresa vivendola. E va appresa proprio nell’incontro con l’Altro per eccellenza, con lo Sconosciuto che imprevedibilmente ci incontra. In che modo può questa intuizione biblica venirci incontro mentre parliamo delle nostre concrete insicurezze e delle nostre paure? Il Dio biblico non ci incontra soltanto nella visione luminosa in una notte buia ma ci incontra nell’altro, il fratello prima ostile. Dio aveva detto a Giocobbe: “Io sono con te e ti proteggerò dovunque andrai”. E poi dopo molti anni Giacobbe dice al fratello Esaù che lo accoglie superando inimicizia e desiderio di vendetta: “Io ho visto il tuo volto come uno vede il volto di Dio”. Il volto s-conosciuto di Dio è ri-conosciuto nel volto del nemico ritrovato come fratello. Paradossalmente il “pacchetto sicurezza” contrabbanda come sicurezza l’istituzionalizzazione della paura del diverso, rende più difficile l’incontro fra italiani e stranieri, nega la fraternità e l’uguaglianza di diritti, sacralizza il concetto di nazionalità, mina alle radici la fiducia reciproca indispensabile alla convivenza pacifica cercando di trasformare perfino i medici da coloro che si prendono cura a possibili delatori di identità “clandestine”. Nessuna persona è clandestina perché la terra non è proprietà esclusiva e definitiva di un popolo, di nessun popolo, la terra è eredità promessa ai miti e i miti sono coloro che accolgono l’altro così com’è, con il suo bisogno di amore, di protezione, con la sua fame di vita e di dignità. Nell’ambito della Conferenza mondiale dei battisti per la pace che si è tenuta a Roma e si è conclusa il 14 febbraio scorso abbiamo esplorato e analizzato molti fra i 50 conflitti armati che infuriano oggi nel mondo. Abbiamo anche considerato le scie di sangue che percorrono paesi che si credono pacificati, abbiamo ascoltato testimonianze drammatiche di persone provenienti da popoli umiliati da governi autoritari e corrotti, abbiamo udito le grida soffocate dei popoli falcidiati dalla guerra per il pane che manca, dalla pandemia dell’aids, dalla malaria, dal colera per l’acqua inquinata. Oh se si riuscisse a vivere e a combattere per un’idea, un obiettivo di sicurezza che abbracciasse tutti questi popoli, tutti i bambini, tutte le donne, quelle violentate nelle nostre case e nelle nostre strade e quelle stuprate ed esibite come trofei di guerra o come conquiste nei bordelli delle terre esotiche visitate da ricchi turisti! La sicurezza si costruisce con la giustizia e non con la pseudogiustizia privata, nazionale ed armata. Né le ronde, né gli eserciti per le strade ci faranno sentire più sicuri. Le mani intrecciate, le storie ascoltate, i diritti riconosciuti, la presa in carico delle responsabilità storiche che portiamo tutti insieme, il ri-conoscerci nella fraternità e nell’uguaglianza qualunque sia la terra dove siamo nati, questo potrebbe farci scoprire che Dio era proprio qui in mezzo al buio della nostra cecità e noi non ce ne eravamo accorti. (fonte: UCEBI.IT)

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Italia: vuoto a perdere?

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

italiaTra una manciata di anni il sistema paese si troverà con una prospettiva tra le più inquietanti. Per quella data avremo 10 milioni di immigrati (tra la prima e seconda generazione), un sistema giudiziario fuori controllo, la popolazione autoctona in netta diminuzione con il crollo delle nascite e l’allungamento della vita, sistema sanitario e previdenziale permettendo, una disoccupazione a due cifre e un incremento dei giovani che emigrano in cerca di lavoro. Successive ricadute possono riguardare sia l’istruzione, la sicurezza, la tutela dei diritti sul lavoro e via di questo passo.
E’ uno scenario che non vorremmo ma sta a noi oggi e non domani scongiurarlo con un parlamento e un governo capaci di arginare i flussi migratori, rimettere ordine ai conti pubblici, rivedere tutta la filiera giustizia con processi rapidi e tempestivi e, soprattutto rendendo credibile l’applicazione delle leggi e loro esecuzione. Non è certo cosa da poco e c’è da lavorare tanto. Per farlo la ricetta è una sola: trovare il movimento politico giusto, gli uomini e le donne giusti e offrire loro l’arma della governabilità senza dover cedere a compromessi e a inciuci di ogni genere. Devono essere banditi i soliti arrivisti, gli imbonitori di turno e i predicatori di salvifiche soluzioni che sono pronti a dimenticare una volta eletti. Pare una chimera? No se ci rendiamo conto del rischio che corriamo, soprattutto che incombe sui nostri figli, è serio. La prima cosa da comprendere è che si può disquisire a lungo sulla politica malata, dei corrotti, dei corruttori e dei corruttibili, ma alla fine è proprio la politica la chiave che ci permetterà di voltare pagina seriamente. (Riccardo Alfonso direttore Centri Studi Politici)

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Voto anticipato e possibili disastrose conseguenze

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

quirinaleAmmesso, e non ancora concesso, che Renzi, Berlusconi e perfino Grillo (ci sarebbe da ridere se non fosse che c’è molto da piangere) siano davvero d’accordo, sulla legge elettorale “finto tedesca”, ma soprattutto su l’anticipo delle elezioni, qui comunque si stanno facendo i conti senza l’oste. Che nello specifico porta il nome di Sergio Mattarella. Il quale, pur non avendo affatto il profilo del predecessore, e sentendosi autenticamente una “autorità disarmata”, anzi proprio per questo, non intende per nulla al mondo cedere un centimetro delle sue prerogative costituzionali, a partire da quella che lo vede decisore assoluto e solitario dello scioglimento delle Camere. E chi pensasse diversamente, commetterebbe un errore di valutazione politica tanto marchiano quanto fuorviante.Ergo, non è affatto detto che se anche le nuove regole elettorali fossero approvate in tempo utile (tra fine giugno e luglio) per andare alle urne in autunno, il presidente della Repubblica proceda a chiudere la legislatura senza colpo ferire. Anzi, per dirla meglio, è assai probabile che giocherà ogni carta possibile per evitare quello che tutti o quasi pensano sia un passo avventato e per di più privo di ogni utilità (anche e forse soprattutto per chi lo sollecita) e logica politica. Perché finora, al di là della voglia di rivincita di chi ha perso il referendum dopo esserselo interamente intestato – questione che ha a che fare più con la psicanalisi che con la politica – nessuno ha mai spiegato perché dovremmo anticipare di 4-5 mesi la naturale scadenza della legislatura. Forse anche perché nessuno dell’attuale maggioranza ha mai esplicitamente rivendicato fino in fondo il presunto diritto.Ma quali carte ha in mano il capo dello Stato, oltre la (non trascurabile) moral suasion? Diverse. Intanto avrà buon gioco a respingere al mittente la valutazione secondo la quale una nuova legge elettorale deve necessariamente comportare l’immediato scioglimento delle Camere. Prima di tutto perché una manciata di mesi non sono un tempo indefinito, ma ragionevole, se con essi si completa la legislatura e si compie in modo regolare la sessione di bilancio autunnale (non è casuale che si voti sempre in primavera). E poi perché il sistema di conteggio dei voti di cui si parla è con tutta evidenza un rabberciamento dei due mozziconi di legge rivenienti dalle sentenze della Corte Costituzionale, non una nuova legge elettorale che segna una netta discontinuità nel sistema politico, come fu nel 1994 quando Scalfaro mandò a casa il governo Ciampi.
Al di là di questo, e di altro, la vera questione su cui Mattarella può far leva per frenare i pruriti del voto anticipato è quella della manovra economica. Mentre si consolidano i timidi segnali di ripresa – sia i segnali sia la loro timidezza – scompaginare la sessione di bilancio che prevede di essere presentata entro il 15 ottobre per poi essere ratificata entro la fine dell’anno, sarebbe puro avventurismo. Tanto più che stavolta, anche al netto di ulteriori dosi di flessibilità che l’Europa dovesse concederci, la manovra non potrà che essere molto impegnativa. Insomma, di quelle che nessun politicante ha voglia di intestarsi, abituati come si è a considerare le cose serie elettoralmente improduttive, se non dannose. Sbagliando, perché in realtà Monti aveva grande consenso quando all’inizio del suo governo aveva messo le mani sul sistema pensionistico, mentre lo ha perso in seguito quando non ha continuato e soprattutto non ha saputo dare una prospettiva politica alla sua azione; viceversa Renzi il 40% alle europee non lo prese per gli 80 euro, che non hanno cambiato la vita a nessuno, ma per aver saputo offrire una speranza di cambiamento, che poi, una volta delusa, ha determinato la sua sconfitta nonostante le varie elargizioni.In ogni caso, ora i nodi della finanza pubblica sono venuti al pettine, ed è nella prossima manovra finanziaria che andranno sciolti. Di qui l’idea di chi si sente già di ritorno a palazzo Chigi di procrastinare a dopo il voto il letale appuntamento con la verità. Peccato che questo sia pericoloso, e non tanto per l’Europa – il rapporto con la quale andrà una buona volta regolato diversamente da quello che ci vede alternativamente (quando non contemporaneamente) genuflessi o (e) strafottenti – quanto per i mercati, che non vedono l’ora di poter tornare a menare le mani come nel 2011. Anche perché, non è affatto detto che l’esito del voto garantisca una qualche governabilità. E se dovesse scattare l’esercizio provvisorio di bilancio, è evidente che saremmo messi nudi al cospetto della speculazione finanziaria, con tutto quello che può significare per la nostra già gracile ripresa economica.Per questo, ci permettiamo di indicare al presidente Mattarella una strada che può o evitare le elezioni anticipate perché spaventa chi le vuole, o rivelarsi una forma di tutela nel caso malaugurato che alla fine si sia costretti ad andare alle urne in autunno: far decidere l’aumento dell’Iva dal governo Gentiloni, subito. Detta così può suonare male, ma la proposta ha una sua logica. Come sapete, l’Italia ha accettato clausole di salvaguardia in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di risanamento dei conti pubblici, tra cui un aumento dell’Iva pari a 19 miliardi per il 2018 e 23 per il 2019. A nostro avviso, piuttosto che cercare scappatoie o rabberciare manovrette, tanto vale riorganizzare le aliquote Iva, come peraltro hanno già fatto molti altri paesi, Germania in testa. Anche perché a Bruxelles indorare la pillola con la “narrazione”, stile #italiariparte, stavolta non ce lo fanno fare. E se proprio si deve rompere con l’Europa, tanto vale farlo sulle banche per sconfiggere il “partito del bail-in” che si annida tra Bruxelles, Francoforte e Berlino, ed evitare la catastrofe – non solo economica, ma anche politica – di dover mettere in risoluzione le due banche del Nordest o, peggio, il Montepaschi. Inoltre, qualcuno nel governo (i ministri Padoan e Calenda), Bankitalia e Confindustria avevano già rilanciato la proposta dell’Ocse di un innalzamento delle aliquote Iva anche ai fini di uno taglio del cuneo fiscale, anche se poi le barricate erette un po’ da tutti, Pd renziano in testa, hanno fatto accantonare l’idea.Eppure, l’aumento dell’Iva avrebbe il pregio di far lievitare un poco l’inflazione – ne abbiamo bisogno, dopo la ventata deflazionistica dei mesi scorsi – aiuterebbe a svalutare un pochino un debito pubblico che continua a crescere (nel 2017, secondo la Commissione Ue, ciò avverrà solo in Italia), rendendo meno onerosi gli interessi proprio ora che lo spread è tornato a 200 punti e che si intravede la fine della politica monetaria espansiva della Bce. Inoltre, graverebbe meno sui costi di produzione e dunque sull’export, unico vero traino della nostra economia. Certo, ritoccare le aliquote Iva non fa bene ai consumi. Su questo la Confcommercio ha ragione. Ma qui si tratta di valutare quale sia il male minore. Le simulazioni di Confindustria ci dicono che i danni maggiori derivano dal cuneo fiscale, non dall’Iva. E non dobbiamo nemmeno dimenticare che in Italia abbiamo quattro aliquote (al 4%, al 5%, al 10% e al 22%), mentre, per esempio, in Germania solo due (al 7% e al 19%) e che, quindi, una riorganizzazione è opportuna. E questa può essere l’occasione buona. Anche perché la differenza tra gettito Iva potenziale e reale è intorno ai 40 miliardi, e questa “tassa occulta” va in qualche modo colpita. Insomma, se per evitare il rincaro dell’Iva si tagliano gli investimenti pubblici, aumentano le tasse sul lavoro e sugli immobili, si (s)vendono i gioielli di Stato, per poi distribuire i soldi a pioggia per comprare consenso, ben venga l’Iva. E ben venga come argine alle follie di una politica che non ha ancora capito che prezzo gli italiani intendano farle pagare alle prossime elezioni. Tanto più se anticipate.(Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Novità del tumore ovaio dal congresso americano ASCO

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

chicagoChicago. Alopecia, modifiche nel colore della pelle, aumento di peso e menopausa sono cambiamenti che comportano la perdita della propria identità e immagine corporea nelle donne colpite da tumore dell’ovaio. Le cure spesso innescano nella mente di una paziente un circolo vizioso: oltre alla patologia, molto spesso ci si ammala di solitudine, di isolamento, di depressione. La malattia mette ‘ko’ anche perché quel 30% dei casi in cui il carcinoma non è asportabile completamente o perché è troppo avanzato o perché localizzato in sedi dove l’accesso è chirurgicamente difficile, bisogna passare alla chemioterapia e spesso gli effetti collaterali sono pesanti e le recidive dietro l’angolo. Nel 70-80% dei casi infatti la malattia si ‘riaccende’ e nonostante i farmaci la mediana di sopravvivenza è ferma a circa 4 anni. Per dare una risposta proprio a queste pazienti e migliorare la terapia è in corso lo studio ‘Inovatyon’ (INternational OVArian cancer patients Trial with YONdelis), che coinvolge 598 pazienti in tutta Europa. L’Italia è capofila del progetto con oltre cento Centri deputati all’arruolamento delle donne e con l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano tra i più attivi: «E’ uno studio di strategia terapeutica, per capire la capacità della trabectedina nell’aumentare la sensibilità alla tradizionale chemioterapia con il platino. L’obiettivo è dare una risposta alle donne che oggi recidivano e che noi vogliamo portare a una maggiore sopravvivenza», spiega Nicoletta Colombo, Direttore Programma Ginecologia Oncologica dello IEO in occasione del Congresso Americano di Oncologia (ASCO), che riunisci in questi giorni a Chicago oltre 30mila tra medici, specialisti, infermieri, associazioni e figure coinvolte nella lotta al cancro. Lo studio si muove dal presupposto che ci sia un ‘effetto sequenza’ positivo tra la trabectedina, una molecola che deriva da un piccolo organismo invertebrato marino, prodotta da PharmaMar, e il platino. Al momento in caso di recidiva del tumore infatti il medico sceglie una delle due opzioni. Con ‘Inovatyon’ si vuol capire e dimostrare che l’utilizzo della trabectedina possa aumentare l’efficacia della chemioterapia standard e quindi aumentare gli anni di vita e anche la qualità di vita delle pazienti. «La molecola di PharmaMar, infatti, si è rivelata efficace e ben tollerata, anche per periodi molto lunghi e ad oggi il suo utilizzo rappresenta un’opzione strategica nella terapia del cancro ovarico recidivante –specifica la dott.ssa Domenica Lorusso, dirigente medico primo livello alla fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano- È un farmaco attivo anche in pazienti che hanno ricevuto diversi trattamenti precedenti ed ha un profilo di sicurezza accettabile. Il 30% delle pazienti parzialmente sensibili alla chemioterapia standard e il 44% di coloro che sviluppano reazioni allergiche al platino in seconda linea quando c’è la ricaduta possono giovarsi del beneficio aggiunto con trabectedina e PLD (doxorubicina liposomiale pegilata). Oggi è l’unica combinazione non platino autorizzatai per pazienti platino sensibili che funziona e il vantaggio di questa combinazione non è vincolata alla prima recidiva ma si può usare anche dopo più recidive». In questo modo si offre alle pazienti un’alternativa sicura ed efficace, soprattutto per quelle forme che non rispondono ai trattamenti standard o per coloro che non li sopportano. Inoltre consente un recupero dalla tossicità della chemioterapia precedente, rendendo il corpo più sensibile a un trattamento successivo. «La trabectedina ha la caratteristica unica di non avere una tossicità cumulativa, e questo la differenzia da altri chemioterapici, che vanno sospesi dopo un po’ perché non vengono più sopportati- aggiunge Colombo- Le terapie convenzionali presentano invece tossicità cumulative e persistenti, come la tipica neurotossicità, piuttosto invalidante perché causa formicolii alle mani e ai piedi, crampi e dolori, difficoltà a percepire il terreno sotto i piedi come se si camminasse su un terreno instabile. L’alternanza della combinazione con trabectedina consente di “smaltire” le tossicità delle terapie precedenti e potrebbe incrementare l’efficacia antitumorale della strategia terapeutica. Inoltre questo trattamento non dà neuropatia e non fa perdere i capelli». Sebbene quest’ultimo effetto collaterale in genere venga considerato lieve dal medico, rappresenta un problema per le donne che devono conviverci.
In Italia vivono oltre 45mila donne con pregressa diagnosi di tumore dell’ovaio, il 2% di tutte le pazienti con tumore. Oltre il 60% dei casi prevalenti ha affrontato la diagnosi da oltre 5 anni. La proporzione maggiore di casi prevalenti si osserva nella fascia di età 60-74 anni (326/100mila). E’ un vero e proprio ‘killer silenzioso’, responsabile ogni anno della morte di oltre 140 mila donne in tutto il mondo, oltre 3 mila in Italia. Rientra tra le prime 5 cause di morte per tumore tra le donne in età inferiore a 50 anni (quarto posto, 6% del totale dei decessi oncologici) e tra le donne con 50-69 anni d’età. Questo tumore rappresenta circa il 30% di tutti i tumori maligni dell’apparato genitale femminile e occupa il decimo posto tra tutti i tumori nelle donne, con il 3% di tutti i casi. Le forme epiteliali hanno un’incidenza del 60% e rappresentano il 30% dei carcinomi del tratto genitale femminile. I tumori germinali dell’ovaio sono diagnosticati per il 40-60% in età inferiore a 20 anni, al contrario quelli epiteliali colpiscono sia le donne in età riproduttiva sia quelle in età avanzata. La maggior parte dei tumori ovarici epiteliali è sporadica, tuttavia nel 5-10% si riscontra un pattern familiare o ereditario. I fattori di rischio biomolecolari riguardano le mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2. Il gene BRCA1 e BRCA2 risultano mutati nel 15% delle pazienti con insorgenza del cancro entro i 70 anni ed è appannaggio delle forme sierose. L’aggressività e la diagnosi spesso tardiva di questi tumori condizionano la prognosi: il 37% delle donne che hanno contratto un tumore dell’ovaio nella seconda metà degli anni Duemila risultano ancora in vita a 5 anni dalla diagnosi. Rispetto al decennio precedente la speranza di vita appare comunque migliorata (+4-5%).

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