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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Torna in scena al San Carlo, dopo 23 anni di assenza, Manon Lescaut

Posted by fidest press agency su domenica, 11 giugno 2017

Teatro di San Carlo. 2009

Teatro di San Carlo

Napoli giovedì 15 giugno alle 20.30. Sei recite (fino al 21 giugno) che vedranno Orchestra e Coro del Massimo napoletano diretti da Daniel Oren, maestro con cui le compagini sancarliane possono vantare un’intesa di lunga data, e un legame consolidato. La regia è di Davide Livermore che insieme a Giò Forma firma anche le scene, i vivacissimi costumi del talento di Giusi Giustino. Nel ruolo del titolo Maria José Siri – molto applaudita lo scorso anno in un altro titolo pucciniano, Suor Angelica – che si alternerà con Ainhoa Arteta (impegnata il 16, 18 e 20 giugno); Renato Des Grieux avrà la voce di Roberto Aronica e Murat Karahan (16, 18 e 20 giugno); il baritono Alessandro Luongo sarà Lescaut, fratello della sensuale protagonista, mentre Carlo Striuli interpreterà il vendicativo Geronte di Revoir che per la recita del giorno 20 avrà invece il volto e la voce di Gianvito Ribba (a margine la locandina completa).Daniel Oren torna al Massimo napoletano a pochi mesi dal successo di Adriana Lecouvreur di Cilea, in scena lo scorso ottobre. Un legame consolidato, quello tra Oren e il San Carlo, Teatro dove il maestro israeliano ha esordito nel 1980 e dove ha regalato esecuzioni memorabili, tra queste ricordiamo, nel 1982 la prima opera diretta al San Carlo, Tosca di Puccini con Raina Kabaivanska, che ha guidato in seguito ne La vedova allegra e Falstaff del 1985, in Manon di Massenet nel 1990, Adriana Lecouvreur nel 1992 e nuovamente in Tosca nel 1996. In quest’ultimo allestimento venne scritturato anche Luciano Pavarotti, con cui Oren ha portato in scena Un ballo in maschera di Verdi (1994) e Messa da Requiem nel 1996 (al Palasport di via Argine). E ancora, Don Carlos del 1984 (con Renato Bruson e Ghena Dimitrova), Nabucco del 1991, Otello e La Forza del destino del 1992, Carmen per la regia di Pappi Corsicato (2000), La Bohéme con la regia di Franco Zeffirelli (1996), Lucia di Lammermoor (1993) e Aida (1998).Davide Livermore, torinese, classe ’66, è dal gennaio 2015 General Manager e Direttore Artistico del Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia. La sua ventennale carriera lo ha portato a calcare i palcoscenici di tutta Europa, pur non dimenticando Torino. Artista poliedrico è regista scenografo, costumista, cantante, attore, autore e insegnante. È riconosciuto a livello internazionale come uno dei registi più talentuosi della sua generazione e ha firmato produzioni dei più importanti teatri e festival: Maggio Musicale Fiorentino, Regio di Torino, Carlo Felice di Genova, La Fenice di Venezia, Rossini Opera Festival di Pesaro, i teatri d’opera di Philadelphia, Montpellier, Avignone, Tokyo e Seoul. Al Teatro di San Carlo Livermore è stato applaudito per Demetrio e Polibio di Rossini, in scena nella stagione 2012/2013.Questa nuova produzione, che arriverà nel 2018 a Barcellona e nel 2019 a Valencia, pone ad incipit del I atto un Des Grieux anziano, che nel 1954 ritorna a Ellis Island, porta d’ingresso per coloro che approdavano negli Stati Uniti, e ricorda l’amore antico e le vicende narrate nel 1892 con l’escamotage del flash back i ricordi e la vicenda di Manon vengono rivelati con i costumi tradizionali e dal sapore antico di Giusi Giustino e con le scene (disegnate da Davide Livermore e Giò Forma) che, all’interno di un contenitore ben definito, fanno riemergere man mano la stazione di Amiens, il boudoir di Manon, la prigione, un porto, lo spazio di quarantena di Ellis Island e tutti i complessi ed infiniti dettagli della vicenda.
In attesa del debutto di Manon, grande successo ha riscontrato il progetto #MA_NON, iniziativa della Direzione Marketing e Affari Istituzionali del Teatro di San Carlo, tesa a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della tratta delle schiave, ovvero dello sfruttamento delle donne nigeriane che giungono nel nostro Paese in cerca di un avvenire migliore e che invece si ritrovano nel mercato italiano della prostituzione. Lo scorso lunedì 5 giugno e martedì 6 giugno migliaia di persone, lungo le strade del centro di Napoli, hanno raccolto l’appello delle giovani attrici vestite da Manon (anch’essa deportata come prostituta nelle Americhe) e hanno scritto, per oltre 35 metri, su un grande rotolo di carta bianca il proprio pensiero o augurio rivolto a queste giovani donne e ai loro sogni, utilizzando l’hashtag #MA_NON. L’iniziativa si è avvalsa della collaborazione con importanti associazioni del territorio, tra le quali ricordiamo Casa Ruth.Manon Lescaut, primo vero successo (in una cronologia che si estenderà fino al 1924) del giovane Giacomo Puccini, andò in scena per la prima volta al Teatro Regio di Torino il 1°febbraio del 1893. Suscitò consenso unanime e immediato di pubblico e critica, contrariamente a capolavori successivi, come La Bohéme, Tosca, Madama Butterfly, che ebbero invece debutti più incerti. Un esito particolarmente felice grazie anche ad una partitura che vede fondersi mirabilmente la grande scuola italiana con la lezione wagneriana. L’autore, per nulla spaventato dal confronto con l’omonima opera di Massenet, scrisse: “Lui la sentirà da francese, con la cipria e i minuetti. Io la sentirò all’italiana, con passione disperata”.
Prima eroina pucciniana che ancora oggi commuove il pubblico dei teatri di tutto il mondo, Manon ebbe una gestazione lunga e travagliata, a cominciare dal libretto, ispirato al romanzo Histoire du chevalier des Grieux et de Manon Lescaut di Antoine François Prévost, che passò di mano in mano, tanto che Ricordi stampò la prima edizione senza i nomi degli autori. A redigere i versi erano stati principalmente Domenico Oliva e Luigi Illica, con interventi di Marco Praga, Ruggero Leoncavallo, gli stessi Giacomo Puccini e Giulio Ricordi e ancora Giuseppe Adami. Fu proprio con l’aiuto di Illica che Puccini eliminò l’atto dell’idillio amoroso e trasformò i due quadri dell’atto III in atti separati (III e IV).La vicenda narrata è quella dell’avvenente Manon, indecisa tra l’amore dello studente Renato Des Grieux e quello del ricco tesoriere Geronte di Ravoir. Le attenzioni e le ricchezze di Ravoir la conquisteranno più che la spontaneità di Des Grieux con cui tuttavia sarà colta in flagrante proprio da Geronte. Manon dunque viene denunciata come prostituta e condannata all’esilio negli Stati Uniti, terra dove arriverà con il fedele Des Grieux, tra le cui braccia, stremata dalla fatica, si spegnerà.
Manon Lescaut fu rappresentata l’ultima volta al Teatro di San Carlo nel 1994 proprio con la direzione di Daniel Oren e per la regia di Beppe De Tomasi. Tra gli interpreti Miriam Gauci (Manon), Nicola Martinucci (Des Grieux), Anthony Michaels Moore (Lescaut), Alfredo Mariotti (Geronte).

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