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Elezioni UK: il commento delle due affiliate obbligazionarie del gruppo Legg Mason

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

city of londonLondon. By Andrew Belshaw, Head of Investment Management London di Western Asset (Gruppo Legg Mason) “Devi sapere quando continuare a giocare e quando lasciare la mano. Un concetto che il primo ministro Theresa May avrebbe fatto meglio a tenere a mente, quando ha deciso di giocarsi la sicurezza di tre anni di governo con la possibilità di un mandato più forte e duraturo. Il risultato di è chiaro: May ha scommesso e ha perso. Dopo aver fatto una delle peggiori campagne di sempre, il partito conservatore ha ottenuto meno seggi di quanti ne avesse nel Parlamento uscente, insufficienti per formare una maggioranza assoluta, ma abbastanza per rimanere il primo partito in Gran Bretagna. E’ probabile che i Conservatori restino al potere, o con un governo di minoranza o in coalizione con il Northern Ireland’s Democratic Unionist Party (DUP).Adesso entriamo in un periodo di incertezza. La questione più importante è capire che cosa significa per la Brexit. May ha deciso di fare le elezioni anticipate per ottenere un mandato più forte. Ora non ce l’ha. Questo significa che la Brexit sarà più morbida e che il Paese rimarrà all’interno dell’unione doganale europea? Possibile, e la risposta relativamente diversa della sterlina (che ha perso solo il 2% circa rispetto a dollaro e euro) potrebbe riflettere questa eventualità. Ma potrebbe anche non succedere, dato che il DUP è a favore della Brexit e il governo sarà riconoscente con la sua frangia più euroscettica per far passare la legislazione. Vista la portata del voto anti-austerity, un atteggiamento fiscale più morbido/accomodante non può essere escluso dall’agenda del governo, perciò i premi al rischio sui Gilt e altri asset britannici potrebbero aumentare. Qualsiasi governo si formerà nei prossimi giorni, il prossimo primo ministro dovrà fare i conti con altre elezioni a breve termine. Dovrà essere un premier abbastanza forte da guidare il parlamento nei prossimi mesi, anche se è chiaro che il Paese ha perso fiducia nei confronti di Theresa May e della sua leadership.
Siamo sottopesati sulla duration britannica e generalmente neutrali sulla sterlina nei portafoglio dei nostri clienti, e con i rendimenti dei Gilt e i differenziali delle obbligazioni corporate UK che sono un po’ mutati, non anticipiamo nessun cambio immediato nelle strategie di portafoglio. Continueremo a valutare il mercato una volta che le conseguenze politiche diventeranno più chiare.”
By Jack McIntyre, portfolio manager di Brandywine Global (Gruppo Legg Mason)
“Fino al voto, i mercati avevano prezzato una maggioranza del partito conservatore, compresa la possibilità di aumentare il numero di seggi all’interno del Parlamento. Il Primo Ministro May e il partito conservatore non potranno più godere di quella maggioranza e probabilmente dovranno affrontare una situazione di blocco legislativo nei negoziati per la Brexit. Riteniamo che la retorica del Primo Ministro sia stata utilizzata semplicemente a fini politici, per cui forse un parlamento “sospeso” potrebbe portare la May a rivalutare il suo stile e a cambiare approccio nell’affrontare i negoziati per la Brexit, dato che un divorzio con attriti con l’UE non sarebbe nell’interesse del partito.
Tuttavia, i mercati non vedono di buon grado la mancanza di una salda leadership governativa, quindi ci aspettiamo un crollo nella sterlina nel breve periodo, così come nei rendimenti dei Gilt. Sebbene la nostra view di lungo periodo suggerisca che una migliore crescita economica consentirà alla Banca d’Inghilterra una politica più restrittiva, riteniamo che la BoE mantenga il suo attuale atteggiamento accomodante alla prossima riunione del 15 giugno e, più in generale, nel breve termine. Questa elezione è stata sicuramente più impattante sulla sterlina che sull’euro, quindi non ci aspettiamo che l’euro si muova molto contro il dollaro Usa in conseguenza di questi risultati. Ci sono stati altri fattori, come una più forte crescita della zona euro e la recente riunione della BCE che potrebbero influenzare la valutazione dell’euro.”

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