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Mostre d’arte presso l’Accademia d’Ungheria in Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

accademia d'ungheriaRoma Dal 15 giugno al 23 luglio p.v. l’Accademia d’Ungheria ospiterà due mostre presso la propria sede (Via Giulia, 1), rispettivamente la mostra “Generazioni. Opere della famiglia artistica Szunyoghy”, allestita presso la Galleria del Palazzo Falconieri e “Attratti dalle tradizioni. Opere dei pittori della Subcarpazia”, collocata sul Piano Nobile del medesimo edificio. Il vernissage delle suddette esposizioni curate da Pál Németh si terrà giovedì 15 giugno p.v. alle ore 19.30. Inaugurano Dr. Ernő Fiedler e Dr. Péter Paczolay. La mostra che comprende trenta opere tra litografie, oli su tela e grafiche realizzate dai membri della nota famiglia artistica Szunyoghy tra padre, András Szunyoghy, figlio, András Szunyoghy Jn (graficoi) e la figlia, Viktória (pittrice). András Szunyoghy (1946 -) grafico, pittore. Completa i propri studi all’Accademia di Belle Arti di Budapest sotto la guida di György Kádár, Sándor Ék, Jenő Barcsay, Simon Sarkanytu. Dal 1971 al 1974 lavora per la Zecca dello Stato ungherese come apprendista incisore in rame. La sua prima personale ha luogo nel 1975. Nel 1982 borsista presso l’Accademia d’Ungheria in Roma. Dal 1989 al 1994 insegna grafica alla Scuola Secondaria di arte visuale di Budapest e dal 1996 anatomia all’Accademia di Arti Applicate di Budapest. Esordisce disegnando libri di anatomia. Il suo primo periodo artistico è caratterizzato da incisioni in rame e acquatinta su linoleum, dal tono spesso grottesco e ironico, con elementi e simboli della Commedia dell’arte. All’inizio degli anni 1980 le sue grafiche passano dallo stile grottesco a quello assurdo, ma restano tuttora caratterizzate dall’esecuzione teatrale. Allo stesso tempo Szunyoghy incomincia a dipingere paesaggi su tela con olio con tematica prevalentemente della grande pianura ungherese e a progettare francobolli per l’Ungheria, la Mongolia e Yemen. Nel panorama artistico ungherese il nome di Szunyoghy equivale all’arte del disegno. Nel 1989 pubblica il volume L’anatomia artistica del cavallo, cui seguono nel 1996 il volume Scuola del disegno e nel 1998 un volume dedicato all’anatomia umana. Le suddette opere sono state tradotte in diverse lingue. Tra le sue mostre più importanti vanno ricordate: Firenze, Palazzo Medici (1982), Accademia d’Ungheria in Roma (1982). Szunyoghy vanta numerosi premi, tra cui: Premio Derkovits (1973), Premio Barcsay (1989), Premio-Mednyánszky (1999).
La mostra allestita sul Piano Nobile del Palazzo Falconieri, ospita una selezione di 30 quadri olio su tela, provenienti dalla regione Subcarpatica (Ucraina), una delle aree etnicamente e culturalmente più espressive dell’Europa Centrale. L’esposizione ha molto da offrire ai visitatori, introducendoli in un mondo piuttosto particolare in cui il tempo sembra essersi fermato. Le opere dei 28 pittori selezionati, di varie etnie tra ungheresi ed ucraini, riportano sia le tradizioni pittoriche dell’arte moderna sia tematiche atemporali quali il paesaggio e l’amore per il proprio luogo d’origine. (foto. accademia d’ungheria)

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