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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 209

Ridurre il rischio clinico in oncoematologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

tumore metastaticoLa sicurezza del paziente prima di tutto. L’ASST Papa Giovanni XXIII con altre quattro strutture sanitarie lombarde ha sottoposto alcuni questionari agli operatori sanitari coinvolti nella somministrazione delle terapie farmacologiche ai pazienti oncoematologici. Agli operatori delle diverse strutture interessate è stato chiesto di indicare i problemi riscontrati nel loro lavoro di tutti i giorni e di proporre alcune soluzioni, con l’obiettivo di ridurre il rischio per i pazienti stessi.Il metodo di analisi del rischio utilizzato nell’indagine, chiamato Safety Walk Round (SWR), si basa su un concetto molto semplice. In sanità, come in ogni altra attività umana, il “rischio zero” non esiste: chi meglio del personale coinvolto può contribuire a conoscere le criticità e proporre soluzioni per superarle? Il metodo di risk assessment SWR prevede visite e interviste strutturate a medici e operatori sanitari sui temi della sicurezza. Ai diversi attori del processo, operatori sanitari, medici, farmacisti e infermieri, viene chiesto di indicare le misure che potrebbero essere utilmente introdotte per prevenire errori e garantire la sicurezza del paziente.La prevenzione e la gestione del rischio clinico è un processo sempre in fieri. Dai difetti insiti nell’organizzazione del lavoro, alle criticità nascoste o sempre pronte a esplodere nell’ambiente o nel gruppo di lavoro il fattore di rischio è sempre presente. La complessità e la molteplicità delle prestazioni e delle figure coinvolte non aiuta. Nel solo processo oncoematologico di somministrazione di farmaci antineoplastici dell’ASST Papa Giovanni XXIII, nel periodo esaminato, erano coinvolti ben 84 diversi attori tra medici e infermieri e altre figure, mentre le preparazioni farmacologiche sono state più di 36.900. Molte e variegate anche le strutture interessate in una azienda di queste dimensioni: dalla Farmacia al Day Hospital oncoematologico, all’Oncologia, all’Ematologia, all’Oncologia pediatrica fino all’Urologia.
La tecnica di analisi del rischio SWR è oggi uno strumento in più a supporto delle aziende e degli operatori sanitari nella definizione di una ormai imprescindibile strategia di prevenzione del rischio clinico. Una risorsa che deve essere presa in seria considerazione in modo particolare per chi tratta farmaci antitumorali.
In Lombardia diverse strutture lavorano da anni per promuovere l’integrazione a livello provinciale in campo oncologico, per assicurare qualità ed efficienza nella prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. Ne è un esempio la Rete Oncologica Lombarda (ROL) impegnata su più fronti a coordinamento e supporto delle Unità lombarde di Oncologia, dalla definizione dei PDTA e dei piani di follow up dei pazienti oncologici, fino allo sviluppo delle Breast Unit e ai programmi di valutazione del rischio genetico di tumore.

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