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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 20 giugno 2017

Caso Consip: Padoan su Marroni si contraddice?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

padoan“In merito al cosiddetto caso Consip e alla posizione dell’amministratore delegato, Luigi Marroni, il ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, è in evidente confusione mentale e, con le prese di posizione degli ultimi giorni, contraddice in modo clamoroso se stesso”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“Lo scorso 8 marzo, in Aula a Montecitorio, rispondendo a un mio question time relativo alla vicenda Consip, il ministro Padoan affermò: ‘quanto alla richiesta relativa alla convocazione dell’assemblea perché sollevi dall’incarico l’ingegner Marroni, si osserva che l’amministratore delegato non si trova in una condizione per la quale lo statuto della società, che ha accolto la direttiva Saccomanni, contempla o prescrive la decadenza’.
Questo il pensiero di Padoan tre mesi fa. Ci chiediamo, perché adesso il ministro dell’Economia e delle finanze, la notizia è di pochi giorni addietro, pur di tentare di salvare la faccia di governo e maggioranza, ha fatto dimettere il presidente di Consip, Luigi Ferrara, e il consigliere Marialaura Ferrigno, i due rappresentanti del Mef nel Cda della centrale unica degli acquisti? Mossa che ha fatto decadere automaticamente tutto il Consiglio di amministrazione e che chiude anche l’era dell’amministratore delegato Luigi Marroni, anche se quest’ultimo rimarrà in carica per l’assemblea dei soci e quindi fino alla nomina del nuovo Consiglio.In poche parole Padoan l’8 marzo difendeva il ruolo e l’incarico di Marroni, pochi giorni fa ha deciso di mettere in atto una forzatura per farlo fuori, per ottenere la sua testa.A cosa dobbiamo questo repentino cambio di atteggiamento? Cosa è accaduto negli ultimi tre mesi? Cosa vuole ottenere il ministro Padoan? Domande alle quali il titolare del Mef dovrebbe delle risposte”.

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Al Congresso EULAR di Madrid la dott.ssa Alessia Alunno è stata nominata Presidente Eletto dello Steering Committee dell’EMEUNET

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

madridMadrid. I giovani della Società Italiana di Reumatologia (SIR) si sono affermati in ambito scientifico, e non solo, al Congresso Annuale EULAR (European League Against Rheumatism) che si è appena concluso a Madrid. La dott.ssa Alessia Alunno, ricercatore presso la Sezione di Reumatologia del Dipartimento di Medicina dell’Università di Perugia è stata nominata Presidente Eletto dello Steering Committee dell’EMEUNET (Emerging EULAR NETwork). Si tratta di un’entità emanazione dell’EULAR istituita nel 2009 con l’intento di creare una rete europea di giovani medici, clinici e ricercatori in reumatologia, soddisfarne le esigenze formative e gli interessi di ricerca e assicurare un loro coinvolgimento nelle attività della Lega Europea. Già Coordinatrice del Gruppo Newsletter EMEUNET dal 2015 e presidente dalla Commissione SIRyoung (la Commissione SIR per i Giovani Reumatologi costituita ad Aprile 2017 al fine di creare un network nazionale e facilitare lo sviluppo di collaborazioni scientifiche), la dott.ssa Alunno entrerà in carica quale presidente EMEUNET in occasione del Congresso EULAR di Amsterdam del 2018. “Sono orgogliosa di essere la prima rappresentante italiana a ricoprire questo ruolo e sarà indubbiamente un’esperienza formativa ed entusiasmante – afferma la dott.ssa Alunno -. Nel corso degli anni, la crescita di EMEUNET è stata esponenziale e ad oggi con oltre 1500 membri è la più grande rete di giovani reumatologi esistente. In questo contesto europeo la voce dei giovani reumatologi italiani è fortemente percepita; dal 2015 l’Italia è sia il paese con il maggior numero di membri EMEUNET che quello con maggior numero di nuovi iscritti ogni anno. Mi impegnerò pertanto a realizzare un’ulteriore crescita di EMEUNET per raggiungere quanti più giovani reumatologi possibili in Europa e renderli partecipi di tutta l’offerta formativa, di mentoring e di networking che EMEUNET ed EULAR hanno da offrire”. Dal Congresso EULAR di Madrid è arrivata anche la nomina del FOR-RHeUMA (Forum Italiano dei Professionisti Sanitari in Reumatologia) a membro della Directory of Health Professionals in Rheumatology, ambito in cui l’Italia non era attualmente rappresentata. FOR-RHeUMA ha raggiunto questo riconoscimento dopo solo un anno dalla propria nascita e si qualifica dunque come unica associazione italiana legalmente riconosciuta a rappresentare i professionisti sanitari italiani in Europa nell’ambito della Reumatologia. Promossa e sostenuta dalla SIR, FOR-RHeUMA si prefigge l’obiettivo di apportare un valido contributo interdisciplinare nella valutazione, cura e riabilitazione delle patologie reumatologiche e dei disturbi muscolo-scheletrici, al fine di favorire la ricerca scientifica in tale ambito e di migliorare la qualità dell’assistenza fornita ai cittadini affetti da queste invalidanti affezioni, anche attraverso la collaborazione con le associazioni rappresentanti i pazienti. “Sono molto orgoglioso di aver rappresentato i professionisti sanitari italiani al debutto della nostra associazione come membro della Directory of Health Professionals in EULAR – commenta il dott. Devid Biscontini dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Perugia -. Desidero ringraziare personalmente quanti hanno reso possibile il raggiungimento di questo importante obiettivo, con particolare riferimento ai membri del Consiglio Direttivo di FOR-RHeUMA, al presidente e a tutto il Consiglio Direttivo di SIR. Auguro a FOR-RHeUMA di continuare su questa strada, raggiungendo sempre grandi risultati per rappresentare al meglio, non solo nel nostro paese, i tanti Professionisti Sanitari Italiani che operano in ambito reumatologico”.

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L’arte contemporanea si fa internazionale al Frantoio a Capalbio

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

artistiCapalbio Venerdì 23 Giugno dalle 18.00 alle 20.00 negli spazi della galleria il Frantoio si terrà un incontro con i grandi esperti internazionali. La TREELINE ARTIST RESIDENCY accoglie a Capalbio cinque artisti internazionali in un “soggiorno creativo”, ideato da Benedetto Pietromarchi e Maria concetta Monaci, organizzato dall’associazione culturale il Frantoio, entra nel vivo.
Dopo l’arrivo lo scorso 15 giugno degli artisti, l’inglese Mat Collishaw , il francese Cyril de Commarque, la tedesca Mariana Hahn e gli italiani Pietro Pasolini e Benedetto Pietromarchi, negli spazi della galleria il Frantoio si terrà l’incontro per raccontare e discutere sullo stato dell’arte contemporanea.
Confronteranno le reciproche esperienze David Elliot critico e curatore inglese già direttore del Museum of Modern Art di Oxford, del Moderna Museet di Stoccolma, del Mori Art Museum di Tokyo, e del Museo d’Arte Moderna di Istanbul; Hou Hanru direttore MAXXI, già “Director of Exhibitions and Public Programs” e “Chair of Exhibition and Museum Studies” al San Francisco Art Institute, curatore di numerose mostre in tutto il mondo e diverse Biennali, tra cui, la Biennale di Venezia, il Padiglione Francese nel 1999, la mostra Z.O.U – Zone of Urgency nel 2003 e il Padiglione Cinese nel 2007; la Biennale di Shangai nel 2000, quella di Tirana nel 2005, quella di Istanbul nel 2007 e quella di Lione nel 2009. Co-direttore del primo “World Biennale Forum” di Gwangiu nel 2012, è stato il curatore della quinta Triennale di Auckland; Stefano Chiodi- critico e curatore, prima edizione di quello che si prefigge di diventare un appuntamento annuale a Capalbio.

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Design of Vanuatu Temple unveiled

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

baha'i communityTANNA, Vanuatu — In a momentous development for the island of Tanna in Vanuatu, the design for the local Baha’i House of Worship was unveiled today.The design is captivating in its simple yet striking form, inspired by the coconut and banyan trees of the island and the natural forms of the landscape.“This structure will be the embodiment of serenity and represent the archipelago’s history and culture,” said Ashkan Mostaghim, the Temple’s architect.Double-sided roofs made of reeds and sugar-cane leaves rise to a central point, making the Temple appear as a nine-pointed star. The walls of the House of Worship are designed to be created using stakes and plaited reeds, drawing on local architecture of the region.“The interior space is defined by light,” said Mr. Mostaghim. Throughout the day, light will stream through the open screens baha'i community1and delicate glass oculus. The Temple has space for 300 visitors and a choir to be present—both for community devotions and private meditation and prayer in a space of serenity.A jubilant celebration in Tanna on 18 June 2017 marked the unveiling of the Temple’s design. The program included readings from different sacred texts, signifying that the Temple is open to all.The House of Worship will enhance the vibrant community life on Tanna. A sense of collective ownership of the Temple, even before its design had been unveiled, was already present in the consciousness of the island’s inhabitants. In the early stages of the design process, numerous people from the island, including chiefs and other tribal leaders, submitted ideas for the structure of the central edifice and gathered for meetings to discuss its purpose and implications for their society.“The design of the House of Worship in Tanna has been inspired by the Baha’i writings, and we have endeavored to portray its principles in the structure,” said the architect. The Temple will uniquely symbolize the unity of all people and the integral connection of worship of God and service to humanity.

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Versace uomo: primavera estate 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

versace uomoversace uomo1Versace allo stato puro. Attitudine fresca, energia leggera, passione che scorre in profondità. Linee gessate riviste e remixate negli abiti dalle spalle importanti e nelle camicie con righe che contrastano e si scontrano. Le stampe Versace tornano con una nuova forza: il blouson tecnico mescola la praticità e il romanticismo dei disegni ‘Balletto’; la stampa ‘Angelo’ invece, appare sul bomber trapuntato dal taglio netto. Le camicie di seta Versace si fanno contemporanee: due camicie tagliate e poi combinate insieme, o con stampa optical, tagliate in vita per mostrare gli shorts da lavoro di seta nera. La maglieria è irriverente; il twin-set di cotone rosso è impreziosito da una corona di perline e cristalli; maglie monospalla dal taglio diagonale, invece, conferiscono ancora più forza al gioco delle sovrapposizioni. Le giacche e i pantaloni da motociclista hanno imbottiture trapuntate e assumono una leggerezza inaspettata grazie alla seta. I pigiama di seta sono il perfetto lusso da giorno. Il tradizionale logo Versace si presenta in una versione completamente rinnovata, ricamato a filo bianco sulle T-shirt dai toni pastello dell’azzurro e del rosa, indossate con jeans dritti nella stessa sfumatura di colore. I pantaloni di tessuto paracadute hanno zip ai lati per creare un volume che viene poi definito dalle allacciature. I blouson da lavoro hanno stringhe allacciate sulle maniche. I trench di pelle sono creati versace uomo3da patchwork intricati di quadrati di pelle, con gli angoli trattenuti come se ci fossero bulloni. Si presentano in nero oppure in un check bianco e nero. Le tute di cotone rosa baby hanno jacquard barocchi, mentre le giacche di jeans stone-washed sono ritagliate e poi ricomposte con inserti di denim stampato. Catene di metallo vengono inserite negli abiti sartoriali così da creare un’eloquente interferenza con il classico gessato. La stampa ‘Cornice’ appare sopra un blazer di seta sartoriale. La completezza del mondo Versace si mostra anche attraverso una speciale capsule collection donna: gessati, patchwork di stampe a contrasto e ricami ricchissimi. V-Circle – The Manifesto Edition è il nuovo orologio Versace con un particolare quadrante a pied-de-poule. Il modello Aion invece, ha indicatori esagonali dall’aria audace. Gli zaini si presentano nelle classiche stampe Versace. Le sneakers sono arricchite sul tallone dalla Medusa o dalla Greca, mentre le pantofole di velluto sono ricamate con l’effige di una corona. “Per me questa collezione è come un ritorno a casa. Racconta della passione che da sempre definisce Versace, della complessità dei suoi uomini e anche dell’energia di questo momento storico”. (Donatella Versace)

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Lavoro e scuola: In pensione sempre più tardi, dal 2019 serviranno 67 anni e l’Ape sociale già non basta

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl decreto del Governo, che supera la riforma Monti-Fornero, è già pronto a livello tecnico: subito dopo l’estate verrà affrontato in ambito politico. Il motivo dell’ulteriore elevazione dell’età si deve al fatto che la speranza di vita dopo i 65 anni si sta allungando. Il provvedimento giunge nelle stesse ore in cui i decreti su lavoratori precoci e Ape sociale, l’anticipo pensionistico con penalizzazioni minime, arrivano in Gazzetta Ufficiale: solo che il sistema è sperimentale, vincolato a dei finanziamenti ridotti e ristretto a poche categorie. Nel comparto Scuola esclusi ingiustamente tutti i docenti dalla primaria in poi.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le agevolazioni pensionistiche dell’Ape Social, spettanti a chi svolge un lavoro usurante, vanno per forza allargate e tutti i livelli d’insegnamento. Sull’Ape volontaria, invece, con i lavoratori chiamati a restituire fino a 500 euro al mese per vent’anni in cambio di tre anni e mezzo di anticipo pensionistico, continuiamo ad avere grossi dubbi. Non si tratta di proposte da accettare a occhi chiusi: stiamo parlando di un ammortizzatore sociale che il beneficiario dovrà pagare a carissimo prezzo. Non dimentichiamo che le pensioni attuali e future sono state già penalizzate dal nuovo modello di calcolo contributivo: ridurle di un importo così importante significa portarle abbondantemente sotto i mille euro e sempre più vicino all’assegno sociale. E che dire degli effetti devastanti sul fronte dei servizi? Nella scuola, abbiamo già oggi il corpo docenti più vecchio e malpagato. A breve raggiungeremo un record inarrivabile.

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Incendi: Conapo, vigili fuoco insufficienti sistema da rivedere

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

vigili del fuoco“I compiti di lotta agli incendi boschivi sono sotto la responsabilità delle regioni. I vigili del fuoco vi concorrono solo dal 2017 avendo ereditato i compiti del soppresso Corpo Forestale dello Stato senza però un correlato sufficiente numero di uomini e questo mette, tenuto conto dei 3 mila pompieri che già mancavano dall’organico, mette in crisi anche il sistema di spegnimento a terra, non solo aereo. Molte regioni inoltre non hanno valorizzato questa attività dei vigili del fuoco e non hanno ancora stipulato le convenzioni che stanziano i fondi di potenziamento del servizio o lo hanno fatto in modo insufficiente. Ne discende che in alcune regioni la coperta è corta e quando i vigili del fuoco sono impegnati negli incendi boschivi si rischia di non poter garantire le attività di soccorso pubblico urgente. Un quadro variegato a fronte di un rischio incendi diffuso su tutto il territorio e alimentato dal gran caldo, che necessita di soluzioni politiche e linee di indirizzo univoche”. Lo dichiara Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo dei Vigili del Fuoco, commentando le indicazioni odierne in materia di incendi boschivi fornite alle regioni da parte del Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio.

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Europa: Le priorità per il prossimo Vertice europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

strasburgo-parlamento-europeoSTRASBURGO, Francia. In un dibattito con la Presidenza maltese e il Presidente della Commissione Juncker, i deputati hanno discusso le priorità per il Vertice europeo del 22 e 23 giugno.I deputati hanno criticato fortemente la mancanza di progressi da parte del Consiglio sulla riforma del sistema di Dublino e hanno bollato la mancanza di solidarietà tra gli Stati membri quale “deludente” e “vergognosa”. Molti deputati hanno anche sottolineato la necessità di controllare le frontiere esterne e hanno notato i progressi compiuti su questo aspetto.La questione relativa a ulteriori accordi con i Paesi extra-UE, come la Libia, ha diviso l’Aula. Alcuni deputati si sono opposti con convinzione alla cooperazione con quello che hanno definito uno “Stato allo sbando”, mentre altri hanno chiesto un accordo UE-Libia per porre fine alla perdita di vite nel Mediterraneo.Come previsto, molti leader dei gruppi politici hanno affrontato la situazione relativa alla Brexit, in seguito alle elezioni generali nel Regno Unito della scorsa settimana. Alcuni hanno affermato che le elezioni hanno chiaramente indicato che la Brexit “hard” è caduta, mentre altri hanno espresso la loro frustrazione per la mancanza di progressi nei negoziati e la crescente incertezza. I leader hanno inoltre chiesto di garantire che la Brexit non oscuri tutto il lavoro essenziale in altre aree politiche che deve andare avanti.Infine, alcuni leader dei gruppi politici hanno anche affrontato la rinnovata spinta dell’UE sulla cooperazione in materia di difesa.

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Attività bancaria in Italia e vigilanza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

banca centrale europeadi Elio Lannutti. Il ruolo delle autorità di vigilanza per le banche italiane è stato svolto esclusivamente dalla Banca d’Italia, ma con l’arrivo della moneta unica e della Banca centrale europea per le Banche di interesse cosiddetto sistemico – ossia quelle con attivo superiore a 30 miliardi di euro – dal 2014 la vigilanza è svolta direttamente dalla Banca Centrale Europea tramite l’Iban. le norme sulla vigilanza bancaria sono comprese nel TUB (Testo Unico Bancario) aggiornato in ragione del coordinamento e recepimento di direttive e regolamenti europei sull’attività bancaria.Quello stesso Tub, spesso violato dalla banca d’Italia, sia nella durata dei commissariamenti -pari un anno con la proroga massima di sei mesi, articolo 70 del TUB- invece di 60 mesi, come nel caso di scandaloso del Credito Sportivo, che all’articolo 128 del testo unico bancario, per inibire soggetti che prestano l’operazione di servizi disciplinati della continuazione dell’attività anche di singole sedi secondarie sull’anatocismo bancario, per ordinare la restituzione delle somme indebitamente percepite dalle banche per 7 miliardi di euro, configuranti anche l’omissione in atti di ufficio, oltre ad altri eventuali e più gravi reati a danno degli utenti dei servizi bancari.La Bce detiene il potere di revoca delle licenze bancarie, quindi può decidere la sorte di tutte le banche italiane piccole e grandi: si tratta di una leva molto funzionale e performante della Bce nell’indurre le banche ad eseguire i suoi desideri. ad esempio nel caso di banche in ovvia difficoltà, la stessa può con facilità indurle verso la fusione o l’accorpamento o magari verso la vendita di una banca a favore un altro gruppo bancario, avendo il potere di ritirare la licenza bancaria. in parole povere uno strumento un po’ più potente rispetto alla classica moral suasion. Posso semplicemente affermare che la Banca d’Italia ha commissariato una banca con i conti in ordine, come la Bene Banca Vagienna, per aiutare lo spiccia-faccende degli operatori della Banca d’Italia, quel Giovanni Zonin che dopo aver messo sul lastrico 120mila famiglie che erano azioniste della banca Popolare di Vicenza è ancora a piede libero e non paga il conto, perché se lo pagasse crollerebbe il castello: quello che vede la Consob e la Banca d’Italia anche loro senza alcuna responsabilità. Se ci fossero i crac bancari, anche loro probabilmente andrebbero in galera. (fonte blog 5 stelle)

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Siena Jazz celebra la Festa Europea della Musica

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

sienaSiena da martedì 20 a venerdì 23 giugno, avrà come protagonisti i docenti dell’itituzione senese e molti giovani talenti che si stanno preparando per acquisire il Diploma accademico triennale di primo livello nella scuola di jazz di Siena.Tutti i concerti – ad ingresso gratuito – avranno luogo presso il locale Un Tubo (via del Luparello). Inizio ore 21.45
Un appuntamento che fa parte di un più vasto programma di eventi che Siena Jazz ha deciso di offrire alla città in occasione dei festeggiamenti per i suoi primi quarant’anni di attività.In totale saranno oltre cento studenti, divisi in 23 formazioni ad esibirsi con il loro docente. Si potranno ascoltare i più diversi linguaggi musicali e apprezzare le tecniche di improvvisazione che gli studenti hanno avuto l’opportunità di perfezionare e approfondire nelle aule di Siena Jazz.
Si comincia martedì 20 giugno con l’esibizione di 5 gruppi musicali ciascuno capitanato da un docente dei corsi. Parteciperanno all’esibizione la contrabbassista Silvia Bolognesi, il pianista Alessandro Giachero, il bassista elettrico Franco Fabbrini e il batterista Francesco Petreni.
Mercoledì 21 giugno sul palco saliranno ben sei gruppi musicali con la partecipazione del batterista Alessandro Paternesi, del trombettista Fulvio Sigurtà, del chitarrista Roberto Spadoni e del sassofonista Maurizio Giammarco.Ancora sei i gruppi on stage giovedì 22 giugno con il trombonista Tony Cattano, il sassofonista Maurizio Giammarco, il batterista Ettore Fioravanti, il batterista Walter Paoli e e il sassofonista Achille Succi.La conclusione di venerdì 23 giugno prevede l’esibizione di sei gruppi musicali con ill trombettista Davide Boato, il pianista Stefano Onorati, il pianista Alfonso Santimone e il sassofonista Maurizio Giammarco.

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Smartphone app directs first responders to cardiac arrest three minutes before ambulance

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

SmartphoneVienna, Austria. A novel smartphone application (app) has been developed that can direct first responders to cardiac arrest victims more than three minutes before the emergency services arrive. Each minute increases the chance of survival by 10%.
The EHRA First Responder App was created by the European Heart Rhythm Association (EHRA), a registered branch of the European Society of Cardiology (ESC).“Sudden cardiac arrest is lethal within minutes if left untreated,” said EHRA spokesperson Dr Christian Elsner. “In Europe, the emergency services arrive around nine minutes after a cardiac arrest. Every minute earlier raises the probability of survival by 10% and reduces the risk of brain injury, which starts four minutes after cardiac arrest.”If cardiopulmonary resuscitation (CPR) is initiated by a member of the public, this will in essence shorten the time between cardiac arrest and the urgently needed resuscitation measures. However, bystander resuscitation occurs in just of 30–60% of patients who have a cardiac arrest outside hospital.The EHRA First Responder App was developed to increase the rate of bystander resuscitation and reduce the time between cardiac arrest and resuscitation. Based on GPS tracking technology, the app is used by existing emergency services (reached in many countries by dialling 112) to locate trained “app rescuers” and then automatically direct them to the scene of cardiac arrest. The target is for an app rescuer to arrive three to four minutes after the cardiac arrest.In a typical scenario, after the cardiac arrest a bystander calls the emergency services. The operator dispatches an emergency crew and simultaneously locates nearby app rescuers. The nearest app rescuers are notified on their smartphones and the quickest responder is given directions, via the app, to the patient and then performs CPR. Other app rescuers can then additionally bring a nearby automated external defibrillator (AED).The app was tested in Lübeck, Germany, where around 600 app rescuers were recruited. In 36% of cardiac arrests an app rescuer arrived more than three minutes before the emergency services. App rescuers were recruited through a local media campaign and 70% were already medically trained. The 30% without medical training took a basic life support course and committed to retaking it every two years.“Recruitment of the app rescuers was no problem at all because people want to help,” said Dr Elsner.Project organisers are now asking emergency dispatch units (fire departments and hospitals) across Germany to connect to the app so that they have free access to the fleet of app rescuers. “The software has a standard interface and can be easily connected to most emergency alert systems in Europe in just a few steps,” said Dr Elsner. “We provide insurance for app users and we have a guarantee of data security from the German Department for Data Security in Schleswig-Holstein. ”Dr Elsner concluded: “Ultimately we will roll the app out across Europe. We hope to raise bystander resuscitation rates to 70–90% and for cardiac arrest patients to be resuscitated in three to four minutes on average. ”www.firstresponderapp.com

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L’Italia del “divide et impera”

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

elezioniAl riguardo ritengo importante sottolineare un aspetto della vita politica italiana che va esaminato con cura. Mi riferisco al fatto che, a ragione o a torto, noi, come italiani, non facciamo altro che dividerci. Una volta che cerchiamo di accorparci scoppiano i bubboni e si tende a ricominciare daccapo. E’ la vocazione di chi detiene il potere che ci spinge al divide et impera. La nostra logica dovrebbe essere, invece, quella di cercare, sia pure ingoiando qualche rospo, la via per ritrovarci insieme. Proprio oggi sono reduce da una riunione romana dove alcune sigle partitiche e associazioni si sono incontrati per studiare la possibilità di ritrovarsi sotto una sola lista per le prossime politiche. A conti fatti “sulla carta” sono portatori di oltre il 4% dei consensi elettorali (ma non in tutte le circoscrizioni). Questi signori se raggiungessero un accordo soddisfacente potrebbero avere per lo meno una modestra rappresentanza parlamentare mentre marciando divisi farebbero il gioco dei grandi movimenti e raccoglierebbero solo la ben misera soddisfazione di avere, che posso dire?, lo 0,7 o l’1% dei consensi? Parlando, di un’altra formazione politica, penso al partito pensionati. Vi rilevo, ad esempio, la palese contraddizione di aver raccolto a livello nazionale nelle politiche del 2006 l’1% dei consensi a fronte di un “popolo di pensionati” che si avvicina di molto al 20% della sua forza elettorale. E allora mi chiedo: se gli stessi pensionati non votano il loro partito il dividersi ulteriormente nella loro rappresentanza politica, mi appare addirittura tragico-comico. Alla fine resta solo una considerazione da fare: i pensionati o gli invalidi o i precari o gli emarginati in genere hanno una sola possibilità per farsi ascoltare: è quella di dimostrare con i numeri che sono una presenza elettorale che conta. Questo devono capirlo essenzialmente i milioni di pensionati e di precari e di emarginati di tutta Italia, ma devono anche avere la convinzione che questo interesse all’unità non nasconde in qualche modo fini partigiani reconditi e rivalse personali. E’ una lotta politica a 360 gradi. E’ per la nostra sopravvivenza ma, soprattutto, come idea per una società migliore e più solidale. Se partiamo da questa premessa non ho remore per scendere in campo ed offrire tutta la mia collaborazione. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici)

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Ipertensione, nuova strategia terapeutica con meno effetti collaterali

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

ipertensioneSecondo i risultati di uno studio pubblicato su Hypertension, un trattamento con il quarto di una dose standard di uno o più farmaci antipertensivi può essere sufficiente per il controllo della pressione sanguigna con il vantaggio di portare meno effetti collaterali. «C’è una necessità critica di strategie di riduzione della pressione sanguigna che abbiano grande efficacia e minimi effetti collaterali» spiega Alexander Bennett, del George Institute for Global Health alla University of Sydney in Australia e autore principale dello studio. I ricercatori hanno condotto una revisione sistematica e una metanalisi di studi controllati randomizzati e i risultati della ricerca, su 42 studi randomizzati con 20.000 adulti, hanno mostrato che la terapia con un quarto di dose di un singolo agente antipertensivo riduceva la pressione sanguigna rispetto al placebo, ma era meno efficace della monoterapia a dose standard; la terapia con un quarto di dose di due agenti, invece, ha ridotto la pressione sanguigna rispetto al placebo, ed è risultata efficace come la monoterapia a dose standard. Per quanto riguarda la terapia con un quarto di dose di quattro agenti, i dati erano limitati a due studi. Gli eventi avversi nella terapia a singolo e doppio agente con un quarto di dose non erano significativamente diversi rispetto al placebo, ed erano significativamente inferiori rispetto alla monoterapia a dose standard. «L’uso di una terapia di abbassamento della pressione sanguigna doppia con un quarto di dose può essere preferibile alla monoterapia a dose standard» dicono gli autori, che poi concludono: «In alternativa, l’aggiunta di un quarto di dose di un singolo agente alla terapia esistente è in grado di conferire una riduzione di pressione sanguigna sistolica da 3 a 4 mmHg senza ulteriori effetti collaterali e quindi potrebbe essere preferibile al raddoppio della dose dell’agente in uso». «Anche se clinicamente rilevante, la metanalisi di Bennett e colleghi ha limiti intrinseci che dovrebbero essere menzionati» scrivono in un editoriale di accompagnamento Guido Grassi e Giuseppe Mancia dell’Università di Milano-Bicocca. «Queste limitazioni, tuttavia, non riducono l’interesse verso i dati dello studio e le loro favorevoli implicazioni cliniche» concludono. (fonte: Doctor33)

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Una disconnessione mentale e emozionale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

clocardSi violentano le donne, si umiliano, si offendono nella carne e nello spirito, poi si gettano via. Si bruciano vivi i barboni con una risata sgarbata, tutta l’indifferenza nei riguardi della dignità umana, un menefreghismo costruito su misura, verso quanti deboli e indifesi possono essere usati come divertimento contro la noia. Donne clochard e persino neonati, scagliati in faccia alle coscienze, sempre pronte a trovare un capro espiatorio, sempre quello, sempre uguale, sempre meno attendibile: siamo circondati dagli stranieri, oramai siamo in preda al panico, ridotti al filo spinato delle parole lanciate a grappolo, dei colpi di pistola sparati nel mucchio. Come se tutti i guai fossero riconducibili ai comunitari indesiderati, certamente un fenomeno da riconsiderare nei numeri, nella qualità dei ruoli, ma altrettanto sicuramente non responsabili dei mali della nostra società. La mattina osservo gli adolescenti fermi alle stazioni dei pullman, nei pressi delle scuole, solo bestemmie e pugni sul muso, spintoni e occhiatacce, gruppi che si fronteggiano, muscoli e odio che sale nei riguardi dei più deboli, per quanti non hanno, non posseggono, non potranno avere. Nella famiglia, il microcosmo che costituisce-costitutivamente il macrocosmo collettività, anche lì vedo calci e prepotenza, come se improvvisamente nelle nostre vene scorresse un liquido inquinato e inquinante, la peggiore espressione della nostra disumanità. Primo levi ci ha lasciato in eredità che occorre credere nella ragione e nella discussione, che all’odio bisogna anteporre sempre e comunque la giustizia. Forse proprio in queste parole c’è la chiave di accesso per scardinare l’oblio in cui ci siamo cacciati, la lentezza di un intervento educativo capace, la stanchezza per un’esistenza che non consente più pause, riflessione, ascolto, e un briciolo di pietà. La pietà questa compagna di viaggio ripudiata, messa al bando, da un odio che cresce, che fa sponda alla paura, e rende invincibili i branchi in agguato, eroi i vigliacchi, leader chi non potrà mai esserlo. Ricordo qualche tempo fa quando ho sostenuto che non si trattava di mera sporadicità, né di accadimenti incredibilmente da fuori di testa in via di esaurimento, rammento bene le alzate di spalle, i comportamenti di spocchiosa alterità. Qualcuno dirà che non siamo ancora a questi livelli di urbanizzazione incontrollata dell’odio, eppure se guardo negli occhi un adolescente, leggo oltre alla spavalderia dell’impunito, l’incapacità di accettare un’altra persona diversa da se stesso, in quello sguardo c’è lancinante l’assenza di un qualche dubbio, di contro ci sono gli sms che cristallizzano una società materializzata e livellatrice, al punto da disconoscere quel pudore essenziale per non dichiarare fallita in partenza la nostra personalità, il nostro valore di esseri umani. Un indiano bruciato vivo, un altro clochard dopo quello di Rimini, un’altra persona al macero che non faceva male a nessuno, ma rendeva inqualificabile l’arredo urbano. Perdiamo tempo a domandarci se è xenofobia, razzismo, o più semplicemente è il risultato di una disconnessione mentale e emozionale, e allora dalle università alle scuole secondarie non è più sufficiente arrancare sul compito dell’istruzione pura, ma bisogna affiancare un’azione educativa influente per autorevolezza, che trasmetta l’importanza del legame tra un individuo e l’altro, anche quello solo apparentemente diverso, o spesso, unicamente meno fortunato. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici)

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Electoral victory will make France’s president a potent force

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

the economistFLORENCE LEHERICY is a nurse, but on Monday she is likely to start a new career as a parliamentary deputy for Calvados, in northern France. Jean-Marie Fiévet, a fireman, will join her from a constituency in Deux Sèvres in the west. Both are political novices. They belong to La République en Marche! (LRM), the movement behind Emmanuel Macron, who last month also won his first ever election—and duly took control of the Elysée Palace. Welcome to the revolution.Across France people have risen up against a political class that failed them (see article). The first round of voting for the legislature, on June 11th, suggests that LRM, which Mr Macron created only 14 months ago, will win at least 400 of its 577 seats. The Socialists will lose 90% of their deputies, including their leader who did not even make the run-off. The Republicans will hang on to more, but they expected to win this election—until a few weeks ago, when LRM’s victory became as inevitable as the blade sliding down the guillotine. Mr Macron offers a fresh answer to the popular discontent that has swept through Western democracies. He promises a new politics that ditches divisions between left and right. He wants to restore dynamism and self-belief to France and, with Germany’s help, to the European Union. And he is being watched from abroad by politicians who, in their own countries, cannot seem to make themselves heard above the din. For his revolution to succeed, he needs to have good ideas and the ability to carry them through. Does he?
Mr Macron is the right man at the right time. Voters tired of France’s stale politics wanted an outsider. Although he comes from the establishment—he is a graduate of an elite college, an ex-banker and an economy minister under his predecessor, François Hollande—Mr Macron has never been a party man. He has designed LRM to act as a break with the past. Half of its candidates are new to politics. Half are women. It has campaigned against corruption. In the outgoing assembly the most common age is 60-70; the average of LRM’s novices is 43.Whereas most populists cleave to right and left, the Macron revolution is to the centre. He steals policies without prejudice—from the right, a desire to free up markets and businesses to create jobs and wealth; from the left, a belief in the role of government to shape, direct and protect. In the battle between open and closed, Mr Macron is broadly for open in both trade and immigration. In French terms, he is an economic liberal.And, crucially, he is an optimist. For decades France has suffered from the morose belief that politics involves struggle, but no real solutions. That sabotages reform: why give up what you have today for something worse tomorrow? Elsewhere in Europe, democracy often seems a joyless transaction in which voters are asked to endorse politicians’ empty promises in exchange for benefit cuts and shoddy public services.Somehow, Mr Macron has convinced the French that progress is possible. He has hit back against populist taunts that free markets are a concession to the bankers and the globalists with refreshing patriotism—whether by crushing the hand of Donald Trump or restoring pomp to the presidency. Against warnings about immigrants and foreign competition, he asserts that both will invigorate France, not enfeeble it. To Eurosceptics who accuse Brussels of sucking the life out of the nation, he insists that, no, the EU magnifies French power.Good ideas are not enough. Mr Macron must also break the habit of 30 years in which France’s reforms have been blocked by the hard left. Success rests on early, visible progress in two areas—employment and relations with Germany.French unemployment is double what it is in Germany. For the under 25s, it is stuck above 20%. Firms are reluctant to create permanent jobs because of high social charges and because redundancy and dismissal are expensive and difficult. Mr Macron wants to lower employment taxes and to make workplace bargaining more flexible. Success in the labour market will help him win over Germany, which has lost faith in France’s ability to keep up. So will getting a grip on France’s public spending and its army of bureaucrats. Germany, often standoffish, should give Mr Macron the benefit of the doubt. He is the best, and possibly last, chance to create the impetus for the euro zone to shore up the structure of the single currency.LRM’s landslide makes this programme more likely to succeed. Mr Macron has been lucky. His chief opponent on the mainstream right, François Fillon, was fatally damaged by allegations of corruption. LRM’s victory will be flattered by France’s two-round voting system. A strong EU economy will create jobs (if he is not to jeopardise that, he needs to go easy on the budget cuts). As Theresa May, Britain’s hapless prime minister, can attest, firm control of the assembly will cement his good fortune (see article).
However, resistance will move to the streets. Already, the ancien régime is warning that the election leaves Mr Macron dangerously powerful, and that the turnout of under 50% has deprived him of a mandate. Militant hard-left unions are threatening to fight his labour-market reforms all the way.
They must be faced down. The French president is indeed powerful—but in recent years the problem has been the weakness of the Elysée, not its dominance. The turnout was low, but it has been falling for years and is not much lower than in America or Canada. The unions speak for only the 8% of workers who are their members. That is no mandate. It is what ordinary citizens like Ms Lehericy and Mr Fiévet have been elected to sweep away.
Plenty could go wrong. Expectations of Mr Macron are sky high. Though LRM has experienced politicians to keep order, it could prove chaotic and amateurish. There will be strikes and marches. As the pain bites, the French public will need to hear again and again why reform will benefit the nation.These risks are obvious. More remarkable is the revolution that Mr Macron has already achieved. The hopes of France, Europe and centrists everywhere are resting on him. (by The Economist)

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Tenth year of data on cardiac arrhythmia treatment launched at European congress

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

viennaVienna, Austria The tenth year of data on cardiac arrhythmia treatment is being launched at EHRA EUROPACE – CARDIOSTIM 2017. The edition marks the ten year anniversary of the European Heart Rhythm Association (EHRA) White Book, which reports on the current status of cardiac arrhythmia treatment and has been published yearly since 2008. Participation is open to the 56 national cardiac societies in Europe and the Mediterranean basin which make up the European Society of Cardiology (ESC) institutional membership. This year saw a record of voluntary contributions from 53 countries.“The EHRA White Book is the only source of information for clinicians, health administrators and politicians on cardiac arrhythmia treatment in their own country and beyond,” said EHRA White Book Coordinator Professor Pekka Raatikainen, Head Physician, Helsinki University Hospital, Finland.The EHRA White Book provides data on the use of cardiac implantable electronic devices (CIEDs) including pacemakers, implantable cardioverter defibrillators (ICDs), cardiac resynchronisation therapy (CRT) devices, and implantable loop recorders. Details are given on interventional electrophysiology procedures such as catheter ablation, left atrial appendage closure, and CIED lead extraction.In addition, the EHRA White Book gives statistics about country demographics, healthcare funding and reimbursement of CIEDs and procedures, education and quality control in cardiac arrhythmias, and obstacles to implementing ESC Guidelines on ICD and pacemaker implantation.The 2017 edition will enable clinicians, administrators and politicians in participating countries to view the contemporary picture of cardiac arrhythmia treatment at home and compare it with neighbouring countries. It also has the first two year data on implantation of subcutaneous ICDs and leadless pacemakers.Professor Raatikainen said: “The data compilation shows that there are still important discrepancies between countries in the ESC area. The highest volumes of device implantations and interventional procedures are in the Western and Northern countries. Numbers are much lower in the non-European countries particularly but also in some countries in the Eastern ESC area – societies in these countries can use the figures to lobby their governments and health administrations for more resources.”A ten-year comparative analysis of the EHRA White Book data from 2007 to 2016 will be published in an EP Europace supplement during ESC Congress in Barcelona, Spain.
Professor Raatikainen said: “The comparative analysis will show the evolution of treatment for cardiac arrhythmias and where improvements are needed.”In addition to between-country comparisons, regional figures will be compiled for Northern, Southern, Eastern, Western and non-ESC countries. The top three and lowest three countries for volumes of each procedure will be listed. A website will be launched during ESC Congress that allows countries to directly compare their data with another country.

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Messaggio dell’Arcivescovo alle comunità islamiche in occasione del Ramadan

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

comunità“Carissimi fratelli e sorelle, in occasione del sacro mese di Ramadan, caratterizzato da digiuni e da intense preghiere a Dio, il Compassionevole e il Misericordioso – afferma Mons. Corrado Lorefice – porgo a nome della Comunità Cristiana della Diocesi di Palermo, un sincero e fraterno augurio di gioia e di pace, che abbondi grandemente nel cuore di tutti voi e di ogni persona di buona volontà. E’ forte il desiderio, in questi giorni di Ramadan, di unirci spiritualmente con voi per innalzare fervide preghiere a Dio per il trionfo della pace e della giustizia tra i popoli e renderci capaci di ascoltarci vicendevolmente con amicizia, rispetto e fiducia reciproca, per un comune impegno nella carità e nelle opere buone.
Dobbiamo convincerci che è indispensabile la collaborazione di tutti, nessuno escluso, per costruire una società che assicuri a noi e alle generazione future, i valori della libertà, della pace, della legalità e dei fondamentali diritti umani.
È proprio per questo che rinnoviamo la nostra disponibilità e il nostro impegno a creare occasioni di incontro e di conoscenza, di amicizia e di condivisione, affinché le nostre comunità possano unire il loro sguardo verso un presente e un futuro di pace e di convivenza tra le fedi e tra i popoli. All’unico Dio, Clemente e Misericordioso, vogliamo affidare il sacro mese di Ramadan, le vostre e le nostre comunità religiose, il cammino che abbiamo fatto e quello che ancora potremo e vorremo fare insieme in questa cara Palermo”.

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La non politica dei politici: La storia e l’uovo di Colombo

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

berlinoCi sono fatti che noi accettiamo per quelli che sono e circostanze che ci fanno riflettere se andiamo ad analizzarle, talvolta con il senno di poi. E così meditando ci rendiamo conto che il concetto di verità diventa in molti casi relativo.
Spero di non fare semplicemente il verso a quanti hanno scritto sull’argomento andando ad analizzare il voto politico e amministrativo degli Italiani dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale ad oggi. E’, ovviamente, un lungo discorso ma che intendo riprendere solo per sommi capi e riferendomi ai fatti più recenti lasciando la dietrologia agli storici. Sappiamo bene che a livello mondiale due sono stati gli eventi più significativi che hanno rivoluzionato il concetto stesso di fare politica: il 1989 con la caduta del muro di Berlino e l’11 settembre del 2001 con la “tragedia americana” del terrorismo di matrice araba. In Italia, più modestamente, abbiamo avuto l’exploit della magistratura con il fenomeno delle così dette “mani pulite” che ha fatto un solo falò di partiti pur gloriosi ma diventati impuri dalla corruzione. Sono usciti, sia pure ridimensionati, da queste “forche caudine”, solo i partiti di sinistra anche se il colpo di maglio l’hanno avuto, subito dopo, in seguito al crollo dell’Urss. Nel 1993 gli italiani hanno scoperto di trovarsi senza un partito di “centro”. E’ stato allora che con una vigorosa azione mediatica l’uomo che di queste cose era un maestro seppe mettere in piedi, in poco tempo, un partito, imporlo alla politica e vincere le elezioni. Chi era costui? Era un ex per molte cose ma non della politica che amministrava, come si soleva a quel tempo, per interposta persona. Ma con la caduta del suo “idolo” e in mancanza di un sostituto degno di questo nome pensò bene di scendere personalmente nell’agone politico. Era sin d’allora simpatico alle folle e accattivante e dalla sua un’altra dote di sicuro successo: la proprietà di ben tre reti televisive, quella di alcune testate giornalistiche e tanti soldi da mettere sul piatto. Per sua natura non roma_altare_patria_febbraio_2012poteva reggere alla pari di uomini politici di carriera ma il suo successo, negli anni che seguirono, fu dettato dalla debolezza degli avversari e dalla loro divisione (divide et impera di antica memoria). Le elezioni politiche del 2006 con la sconfitta elettorale, sia pure di misura, aveva messo praticamente alle corde quest’uomo venuto dal mondo delle immagini e poteva chiudere un capitolo della cronaca politica italiana se i vincitori avessero avuto il buon senso di ricercare non il successo fine a se stesso ma a consolidarlo con una forte leadership e un programma di governo che sapesse fare delle scelte coraggiose di politica sociale, di difesa delle fasce più deboli e di riforme dalla giustizia alla scuola. In difetto avrebbe dovuto subito riproporsi al voto e senza tentennamenti dell’ultima ora. Ciò non è stato proprio perché i nostri politici possono avere molti meriti personali ma manca loro una dote essenziale: non hanno idea di cosa significa fare politica intesa nell’interesse generale. Ora sta subentrando un’altra insidia che spinge questi non-politici a considerare il voto popolare un “incidente di percorso” e che va esorcizzato con l’abilità dell’esorcista. Occorre in pratica abbassare la partecipazione al voto degli italiani. Italiani sfiduciati, italiani che si sentono in trappola da governi che possono cambiare colore ma la sostanza è la stessa, governi che in pratica non governano per il bene comune ma che vivacchiano e sopravvivono a forza di slogan, di promesse e anche di velate minacce. E l’italiano elettore risponde coerentemente non andando a votare o a votare ma lascia in bianco o con improperi la scheda. Non solo. Continua a dividersi immaginando partiti nuovi o nuovi solo nelle sigle ma riciclati dal passato. Se dopo tutto il detto cerco di leggere il futuro mi rendo conto che non sarà cosa facile gestirlo con quanto abbiamo per le mani. Forse il mal sottile che ci corrode è quello del nostro spirito gregario che è suddito della nostra vocazione ad avere un capo e a genuflettersi ai suoi piedi. Non esce dalla nostra logica il primus inter pares e il convincimento che esiste una stragrande maggioranza che non ha voce e una ristretta minoranza che voce ne ha fin troppo e la fa sentire ai quattro venti assordandoci e facendoci perdere il senso dell’equilibrio. Se non usciamo da questa “prigione” ideologica e culturale e cerchiamo di far valere la ragione dei più all’interesse dei pochi resteremo per sempre dei servus servorum Dei per buona pace di potenti e la disperazione dei benpensanti. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici)

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Audizioni danza: MOTUS alla ricerca di talenti

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

motus1Siena Sabato 15 e domenica 16 luglio 2017 sarà possibile partecipare sia alle audizioni rivolte a professionisti per l’inserimento in organico della Compagnia, sia alle audizioni per l’ammissione ai corsi Professionali del Centro Internazionale d’Arte di Siena.
I professionisti che aspirano ad essere inseriti nella Compagnia dovranno avere una solida preparazione classica e/o contemporanea. Saranno preferiti i giovani professionisti di età compresa tra i 18 e 25 anni. La prova consiste nel prendere parte alla lezione della Compagnia. Non è richiesta la presentazione di performance coreografiche proprie o di repertorio, ma è invece importante che ciascuno riesca a seguire la tecnica particolare adottata dalla Compagnia e sappia usare la danza come mezzo di espressione.
Possono, invece, partecipare alle audizioni per i corsi Professionali, gli allievi con basi di danza classica e/o contemporanea che saranno selezionati nel corso di una lezione condotta da Simona Cieri, Direttrice del Centro Internazionale d’Arte e coreografa della Compagnia MOTUS. Per il corso Professionale sono in palio 10 borse di studio.
Tutti i candidati dovranno inviare il proprio curriculum vitae con foto e lettera motivazionale (anche in forma di e-mail) all’indirizzo mail: info@motusdanza.it entro e non oltre mercoledì 12 luglio 2017 specificando a quale delle due audizioni intendono partecipare. Le audizioni si terranno a Siena presso la sede della Compagnia, Via Mencattelli 5/7 (Zona San Prospero). Gli orari delle audizioni verranno comunicati direttamente ai candidati via mail. I candidati dovranno presentarsi per i necessari adempimenti burocratici un’ora e mezza prima rispetto all’orario di inizio delle audizioni.
Sabato 15 luglio, dalle 11.30 alle 13.00, infine, si terrà un workshop a cura della Coreografa della Compagnia MOTUS Simona Cieri, aperto a tutti gli appassionati del mondo della danza. (foto: motus)

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4 Ristoranti in Sicilia, vince l’Osteria dei Sapori Perduti

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

Da sx F. MurianaModica (RG), L’Osteria dei Sapori Perduti è «il miglior ristorante a chilometro zero del Val di Noto». Parola di Alessandro Borghese. È il verdetto emesso al termine della terza puntata di “4 Ristoranti”, il fortunato programma televisivo condotto dal brillante e simpatico chef, in onda ieri alle ore 21,15 sul canale Sky Uno.Il format prevede, com’è noto, il confronto tra quattro ristoratori di una stessa area geografica, con caratteristiche simili, per stabilire chi tra di loro è il migliore in una determinata categoria. Ogni ristoratore, a turno, invita a cena i colleghi che, accompagnati dallo chef Borghese, assegnano un punteggio per location, menù, servizio e conto. Alla fine, decide il voto dello chef e conduttore che può confermare o ribaltare la classifica provvisoria.La terza puntata, dedicata alla cucina a chilometro zero del sud est siciliano, ha visto sfidarsi il Mercato di Ispica di Salvo Latino, il ristorante Konza di Monica Furnaro (Ragusa) la Trattoria Sale e Pepe di Roberto Pulino (Modica) e l’Osteria dei Sapori Perduti di Federica Muriana (Modica).Ad aggiudicarsi la sfida è stata quest’ultima, con un lusinghiero punteggio (97) e l’autorevole Da sx F. Muriana1apprezzamento dello chef Borghese: «la tua cucina esalta il credo gastronomico di un’intera famiglia».Per Federica, 24 anni, da cui 8 trascorsi nel mondo della ristorazione, oggi amministratrice unica dell’Osteria di Corso Umberto I, 228-230, la cucina è una passione di famiglia. Nella sua Osteria, infatti, si servono piatti semplici, con materie prime fornite da produttori locali nel rispetto della tradizione del territorio: dall’Olio Dop Bio dei Monti Iblei alle fave cottoie di Modica, dai formaggi alle carni di allevamenti locali fino agli aromi e alle erbe selvatiche della campagna modicana.La vittoria le ha regalato un’esperienza e un’emozione straordinarie, ma sopratutto la «forte soddisfazione e l’orgoglio per il lavoro che io e la mia famiglia svolgiamo ogni giorno con rinnovata passione», come ha dichiarato in un’intervista a Sky Uno «Questa esperienza è stata fantastica! Il primo giorno l’ansia faceva da padrone, ma grazie alla simpatia di tutto lo staff e di Alessandro Borghese sono riuscita ad allentare la tensione e a divertirmi. Il momento più bello è stato quando, aprendo il Van, sono stata inondata dall’entusiasmo e orgoglio della mia famiglia e della mia squadra. In quel preciso istante ho realizzato che avevamo vinto. Senza di loro non ce l’avrei mai fatta».Alla vincitrice andranno un premio in denaro e il titolo di miglior ristorante della Sicilia. Un traguardo, questo, che rappresenta un’eccezionale vetrina per l’intera città della Contea e contribuisce a veicolarne un’immagine turistica di eccellenza a livello nazionale. (foto: Da sx F. Muriana)

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