Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 23 giugno 2017

Catella: European office markets in an upswing

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

catella-arenaThe new Catella Market Indicator, Office Europe 2017, offers an extensive view of the European office markets, looking at economic policy and performance. The future currently looks bright for real estate investors on the continent, primarily due exceptionally positive prospects for the coming years.Office prices continue to rise, resulting in yield compression in this segment. Our assessment of office investment prices includes classic core and core plus as well as, to a lesser extent, value-added properties. This conclusion describes the recent situation based on an analysis of 32 European office locations by Catella.“We expect international investors to focus even more strongly on continental European real estate markets due to the ongoing Brexit process,” says Dr. Thomas Beyerle, Head of Group Research at Catella. “The continued uncertainty during the still-hesitant Brexit is also evidenced by some investors looking around for alternative locations,” Beyerle continues. The analysts are upbeat in their forecasts, but find it necessary to keep an eye on market cycles since economic growth and rising office property prices are positively correlated.Although the office segment will continue to be regarded as the number-one investment vehicle in investment portfolios, the yield compression in existing space and increasing supply shortages are prompting investors to turn their attention to project developments – with a dominant share of office use.Catella’s analysis of 32 office locations in Europe identified these trends in the clear majority of cases. Given that we can identify increasing rents in 19 of 32 locations, the markets are in a very strong position from a purely market perspective. Vacancy rates are continuing to fall and rents are increasing across the board. The highest rents are still paid in London (EUR 111.50/m2) and the lowest in Rotterdam (EUR 16.25/m2). The lowest office yield was registered in Paris (3.0%) and the highest in Finland (Ouloand and Lahti each 7.50% for core properties).For the first time, Germany knocked the UK off its traditional top spot in terms of investment volume in Q1 2017, with France following in third place. The Nordics are performing extraordinarily well at present, particularly Sweden and Finland. In southern Europe, Spain recently recorded its best quarter ever.The complete Catella Market Tracker, Market Indicator Office Europe 2017, is available at catella.com/research.

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Moving Bodies Festival Butoh e Performance Art

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

ambraTorino. Da mercoledì 28 giugno e fino a sabato 1 luglio 2017 ritorna al Teatro Espace di via Mantova 38 a Torino il Moving Bodies Festival Butoh e Performance Art. Connecting Sea – Onde è il tema di questa quarta edizione curata da Ambra G. Bergamasco e Edegar Starke. Il Moving Bodies fa tappa a Torino dopo l’edizione di Dublino che si è tenuta con grande successo nel Centro Nazionale della Danza di Dublino – Dance Ireland, dal 20 al 22 aprile 2017. Il Festival è realizzato con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano ed in collaborazione con Dance Ireland, il Teatro Espace, la C.S.D Compagnia Sperimentale Drammatica. Dal 2016 è anche partner di Nesxt Festival, arte contemporanea e performance art curato dalla critica Olga Gambari.
chiaraIl Moving Bodies Festival si presenta, anche per questa edizione, come una piattaforma che mette in relazione la danza Butoh con altre forme performative affini nel sentire artistico quali la Performance Art.All’edizione 2017 di Torino parteciperanno per la danza Butoh artisti di fama internazionale quali il maestro Masaki Iwana che chiuderà il Festival sabato 1 luglio con una sua performance, oltre naturalmente agli stessi curatori Edegar Starke ed Ambra G. Bergamasco (il 28 e il 30 giugno) , Enrico Pastore (30 giugno) e Chiara Burgio con Francesca Kezich e Margherita Tosi (29 giugno). Per la Performance Art in programma i nomi di Francesca Arri, (il 30 giugno con i partecipanti al workshop performance corale) Eleanor Lawler, Sinead Keogh. “Connecting Sea – Onde”, tema di questa quarta edizione, è una riflessione sulla contemporaneità, dedicata alle complesse vicende legate al mare e ai territori che mette in relazione. Oggi, nel nostro quotidiano, il mare è portatore di storie e di nuove vite. Come onde, alcune si frastagliano violentemente davanti ai nostri occhi, altre invece diventano connettori creando e generando relazioni tra paesaggi e persone, creando così l’opportunità di scoprire nuovi mondi e nuove relazioni. (foto: ambra, chiara)

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Seconda edizione dell’Open Innovation Summit

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

saint vincent casinoSaint-Vincent (Aosta) Venerdì 30 giugno e Sabato 1 luglio Parc Hotel Billia, Saint-Vincent Resort & Casinò seconda edizione dell’Open Innovation Summit, organizzato da Digital Magics, business incubator quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo: DM). Interverranno: Francesco Maria Cuccia, Capo della Segreteria Tecnica di Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico, Donato Montibello, Consigliere di Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Progetto Crescere in Digitale; Oscar Pasquali, Capo della Segreteria Tecnica di Valeria Fedeli, Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca; Domenico Arcuri, Amministratore Delegato di Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa del Ministero dell’Economia, Roberta Cocco, l’Assessore Trasformazione Digitale e Servizi Civici del Comune di Milano, e Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo, fondazione bancaria e una delle maggiori fondazioni private in Europa che persegue finalità di utilità sociale, allo scopo di favorire lo sviluppo culturale, civile ed economico.
Parteciperanno all’Open Innovation Summit 2017 i vertici di Cisco Italia, Club degli Investitori, Endeavor Italy, EY, Fastweb, growITup, Hub21, IBAN, Innogest, Italia Startup, Leonardo, LVenture Group e LUISS ENLABS, Nana Bianca, Oracle, PoliHub Startup District & Incubator, Politecnico di Torino, QVC, Smau, Talent Garden, Tamburi Investment Partners, Università Telematica Pegaso e Universitas Mercatorum. Il grande evento di networking coinvolgerà i principali protagonisti del digitale, istituzioni, aziende, investitori, incubatori, talenti e neoimprenditori per fare il punto della situazione, in termini evolutivi, di tutto l’ecosistema dell’innovazione italiana. Focus della due giorni sarà la collaborazione virtuosa fra le imprese tradizionali con le startup digitali, che genera valore e innova processi interni, prodotti e servizi aziendali. Si parlerà inoltre di politica, investimenti e innovazione nel settore pubblico; dell’esternalizzazione della Ricerca e Sviluppo nelle grandi imprese; della digital transformation e formazione nella crescita delle PMI italiane e del ruolo degli incubatori.

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Nissoli: Con Forza Italia per gli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

camera deputati“L’attenzione del Governo verso gli italiani residenti all’estero va sempre più scemando e ne è prova l’oblio completo delle loro attese nella legge sulla cittadinanza. Gli italiani all’estero sono relegati all’ultimo posto nella programmazione delle attività del Governo, nei provvedimenti da prendere, spesso proprio dimenticati! Con conseguente confusione sulle normative da applicare. Il problema e’ se gli italiani all’estero facciano realmente parte del nostro Sistema-Paese oppure se su di essi la politica offra solo dichiarazioni di circostanza.Se essi realmente facessero parte del nostro Sistema-Paese dovrebbero entrare effettivamente in tutte le politiche del Governo e non essere relegati a riserva indiana, essere ghettizzati, tanto che le politiche in materia appaiono qualcosa di diverso, che non fa parte dell’interesse nazionale. E’ ora di cambiare pagina, di dare una svolta a questo modo di trattare l’emigrazione. In questi anni ho lottato duramente per far capire al Governo l’importanza, in termini di rete, della nostra Comunità nel mondo, ma non ci sono parole adatte per chi non vuole ascoltare! Dunque, ho cercato solidarietà in altri ambienti politici fuori dalla maggioranza di Governo e in questa ricerca ho trovato la piena apertura del Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.Dagli incontri che ho avuto con lui ed il Capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, on. Renato Brunetta, ho subito percepito la loro piena sensibilità sul tema. Durante il Governo Berlusconi, infatti, gli italiani all’estero non pagavano l’Imu. Questo è uno dei punti programmatici che metteremo all’OdG della nostra azione politica a partire da subito. Abbiamo anche convenuto sulla necessità di affrontare con urgenza le questioni concernenti la cittadinanza e la mobilità giovanile.Sono punti che condividiamo pienamente e sui quali daremo battaglia nel comune impegno in favore degli italiani all’estero. Sono valide ragioni dunque per me, per iscrivermi al Gruppo parlamentare di Forza Italia”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia FitzGerald Nissoli, eletta nella Circoscrizione estera, annunciando il suo ingresso nel Gruppo parlamentare di Forza Italia.

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Assegnati ad Italtel finanziamenti Ue per la ricerca sul 5G

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

european commissionItaltel – società di telecomunicazioni leader nel campo dell’integrazione di sistemi IT, dei servizi gestiti, dell’NFV (Network Functions Virtualization) e delle soluzioni All-IP – annuncia oggi di essere tra le aziende che promuovono i progetti MATILDA, 5GCITY e 5G ESSENCE, nell’ambito dell’iniziativa Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione che la Commissione Europea ha deciso di finanziare. Per la partecipazione ai tre progetti di ricerca e innovazione sul 5G Italtel riceverà un contributo di circa 1.150.000 euro.
MATILDA (Grant Agreement No. 761898) ha lo scopo di implementare un framework 5G olistico per la progettazione, lo sviluppo e l’orchestrazione di applicazioni 5G-ready e servizi di rete 5G utilizzando i principi del network slicing e della Network Functions Virtualization (NFV). In MATILDA Italtel gioca l’importante ruolo di responsabile della definizione degli use case supportati dall’intero progetto e dei relativi criteri di accettazione, oltre ad essere importante contributore delle attività di integrazione e di dimostrazione finali.Gli obiettivi di 5GCITY (GA No. 761508) sono quelli di creare e distribuire una piattaforma aperta e multi-tenant, che estende il modello cloud centralizzato fino al bordo della rete (edge), con dimostratori finali nelle città di Barcellona, Bristol e Lucca. In questo progetto Italtel svolgerà il ruolo chiave di Innovation Manager, coordinando l’Innovation Board e tutte le attività di innovazione, incluse la gestione degli IPR e le attività di standardizzazione. Inoltre Italtel coordinerà le attività di definizione dei requisiti, use case, architettura generale, aspetti normativi e modelli di business del progetto.In 5G ESSENCE (GA No. 761592) Italtel si focalizzerà principalmente sull’edge della rete, in particolare supportando nuovi use case (es. 5G Crowded Events e 5G In-Flight Enterteinment System) basati su tecniche di accelerazione all’edge. Ulteriori contributi sono previsti nella definizione dell’architettura di sistema, nello sviluppo della piattaforma di edge cloud e della piattaforma di virtualizzazione ultra-low latency. Lo scopo di 5G ESSENCE è quello di fornire una piattaforma altamente flessibile e scalabile in grado di supportare nuovi modelli di business e nuove linee di ricavi attraverso la creazione di un mercato di tipo neutral host e la riduzione dei costi operativi, grazie ad un nuovo approccio per l’ownership, il deployment, il funzionamento e l’ammortamento degli apparati.Il coinvolgimento di Italtel in questi tre nuovi progetti si baserà sul lavoro già effettuato in altri progetti di ricerca europei come MCN, T-NOVA e SESAME. In MATILDA, 5GCITY e 5G ESSENCE Italtel metterà a disposizione dei partner la propria esperienza in ambito Network Function Virtualization (NFV), Internet of Things (IoT), Multi-access Edge Computing (MEC), Virtualizzazione e Cloud Computing.I progetti inizieranno nel mese di giugno 2017 e avranno una durata di 30 mesi.

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Integrazione: un nuovo strumento per agevolare l’accesso al lavoro dei cittadini di paesi terzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

BruxellesBruxelles. In concomitanza con la Giornata mondiale del rifugiato indetta dall’ONU, la Commissione europea pubblica lo strumento europeo di determinazione delle competenze per i cittadini di paesi terzi. Si tratta di un web editor utilizzabile on line e off line che permetterà a quanti non sono cittadini dell’UE di presentare le proprie competenze, qualifiche ed esperienze in modo da renderle immediatamente comprensibili ai datori di lavoro, agli erogatori di istruzione e formazione e alle organizzazioni che si occupano di migranti in tutta l’Unione europea. Lo strumento di determinazione delle competenze sarà uno dei primi ausili per i centri di accoglienza, i servizi di integrazione, i servizi pubblici per l’impiego e le altre organizzazioni che offrono servizi a cittadini di paesi terzi, al fine di far valere le loro competenze pregresse e gli studi fatti, oltre che instradarli verso un percorso di istruzione o formazione professionale o un’occupazione. Oltre a fornire una panoramica delle competenze dei cittadini di paesi terzi (aspetto che lo assimila a un CV), lo strumento aiuterà le organizzazioni che si occupano di migrazione a determinare ciò di cui ciascun individuo ha bisogno per potersi integrare nel mercato del lavoro. In ultima analisi esso semplificherà l’abbinamento tra chi cerca un lavoro e i posti di lavoro disponibili.
L’integrazione nel mercato del lavoro dei cittadini di paesi terzi è una delle sfide più importanti che ci riguardano tutti, soprattutto alla luce dell’afflusso passato, presente e futuro di rifugiati e richiedenti asilo. Se infatti l’integrazione fallisse, avrebbe nel lungo periodo costi molto superiori a quelli di politiche di integrazione efficaci; considerati poi la digitalizzazione e l’invecchiamento della società, l’Europa ha tutto l’interesse a diventare una destinazione attraente per le persone di talento di cui le nostre economie hanno bisogno. Per valorizzare nel modo migliore il nostro capitale umano è indispensabile far buon uso di tutti i talenti disponibili nell’UE.
Lo strumento europeo di determinazione delle competenze rientra tra le dieci azioni principali annunciate nella nuova nuova agenda per le competenze per l’Europa. Ad un anno dall’avvio dell’agenda la Commissione ha già realizzato buona parte delle azioni volte a innalzare il livello delle competenze e a favorirne una migliore applicazione in Europa.
Lo strumento di determinazione delle competenze nasce per ridurre lo scarto tra competenze e occupazione di quanti non sono cittadini dell’UE; si applica sia a coloro che hanno un livello di istruzione elevato (che potrebbero tuttavia aver bisogno di aiuto per ottenere il riconoscimento delle proprie qualifiche) sia a coloro che hanno un livello di istruzione modesto e quindi necessitano di proseguire gli studi e la formazione per sviluppare le competenze richieste dal nostro mercato del lavoro. Per alcuni cittadini di paesi terzi, poi, l’integrazione nel mercato del lavoro può essere difficile per la scarsa conoscenza delle lingue degli Stati ospitanti; lo strumento di determinazione delle competenze permetterà di individuare tali lacune. Lo strumento va a integrare l’offerta di mezzi per aumentare la trasparenza delle competenze, quali Europass e il Quadro europeo delle qualifiche (entrambi già rivisti nell’ambito della nuova agenda per le competenze), che permettono ai datori di lavoro, agli erogatori di istruzione e formazione e alle autorità competenti di comparare le qualifiche nazionali con quelle ottenute in altri Stati dell’UE e altrove.In occasione del lancio dello strumento di determinazione delle competenze la Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori Marianne Thyssen ha visitato a Bruxelles un centro di accoglienza Fedasil per richiedenti asilo e ha visto di persona come lo strumento possa essere utilizzato a vantaggio dei rifugiati e dei richiedenti asilo, oltre che dei servizi e degli assistenti sociali che li accompagnano nel processo di integrazione. Un servizio dedicato alla visita è disponibile su EbS. Allo stesso tempo si svolge a Bruxelles un evento inaugurale che funge altresì da conferenza di networking.

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Innovazione UE: migliora, ma deve essere maggiore e più omogenea

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

europaBruxelles. Il rendimento innovativo dell’UE nello scorso anno ha continuato a crescere, ma i progressi osservati presentano alcune difformità a livello geografico. È questa una delle principali conclusioni del più recente quadro di valutazione dell’innovazione pubblicato oggi dalla Commissione europea. Nel complesso, il rendimento innovativo è migliorato in 15 Stati membri, sebbene esistano grandi differenze tra uno Stato e l’altro. La Svezia continua a essere leader dell’innovazione, mentre Lituania, Malta, Paesi Bassi, Austria e Regno Unito, sono i paesi in cui l’innovazione registra l’espansione più celere. Da un punto di vista globale l’UE sta recuperando terreno rispetto a Canada e Stati Uniti, ma Corea del Sud e Giappone si sono portati in testa. A livello internazionale la Cina mostra i progressi più rapidi. Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: L’industria dell’UE continua ad essere innovativa, ma siamo ancora in ritardo rispetto ai leader mondiali dell’innovazione. In tempi di globalizzazione e rapidi mutamenti tecnologici, l’innovazione è essenziale per la prosperità dell’economia europea e dei nostri cittadini. L’iniziativa start-up e scale-up e la nuova agenda per le competenze della Commissione contribuiranno a migliorare ulteriormente un ecosistema in cui l’innovazione prosperi”.
Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione, ha affermato: “Dal quadro di valutazione si evince che molto si può ancora fare per ottimizzare il rendimento dell’innovazione e della ricerca. In quest’ottica ci stiamo preparando a sostenere gli innovatori di punta, grazie al nuovo consiglio europeo per l’innovazione nell’ambito del programma quadro di ricerca e innovazione – Orizzonte 2020.” Il quadro europeo di valutazione dell’innovazione del 2017, accompagnato dal quadro regionale di valutazione dell’innovazione, evidenzia i dati seguenti:
la Svezia resta il leader dell’innovazione nell’UE, seguita da Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Regno Unito (leader dell’innovazione per la prima volta) e Germania;
i leader dell’UE per settore specifico di innovazione sono: Danimarca: risorse umane e ambiente favorevole all’innovazione; Lussemburgo: sistemi di ricerca attrattivi e patrimonio intellettuale; Finlandia: finanziamenti e sostegno; Germania: investimenti delle imprese; Irlanda: innovazione nelle PMI e ripercussioni sull’occupazione; Belgio: reti e collaborazione nel campo dell’innovazione; Regno Unito: effetti sulle vendite;
il quadro regionale di valutazione dell’innovazione mostra che anche in paesi a innovazione moderata esistono poli innovativi regionali: Praga nella Repubblica ceca, Bratislava in Slovacchia e i Paesi baschi in Spagna;
gli ambiti in cui il rendimento innovativo è progredito maggiormente sono le co-pubblicazioni internazionali, la diffusione della banda larga, il numero di laureati e dottorati di ricerca e la formazione nel campo delle TIC;
gli investimenti in capitali di rischio e la quota di PMI che introducono innovazioni sono in forte diminuzione;nel corso dei prossimi due anni il rendimento innovativo, secondo le previsioni, dovrebbe aumentare del 2%.
L’edizione 2017 del quadro di valutazione si avvale di una metodologia perfezionata che coglie con maggior precisione gli investimenti nelle competenze, la preparazione digitale, l’imprenditorialità e i partenariati pubblico-privato in ambiti innovativi. Per ottenere un quadro cronologico del rendimento, tale nuova metodologia è stata applicata anche ai dati pregressi (si veda il confronto nel grafico precedente). Il quadro di valutazione comprende anche indicazioni per migliorare il confronto e l’analisi delle differenze strutturali tra paesi e regioni.Il quadro europeo di valutazione dell’innovazione annuale fornisce una valutazione comparativa dei rendimenti nel campo della ricerca e dell’innovazione dei paesi dell’UE e di alcuni paesi terzi. Uno strumento interattivo online consente di confrontare in modo personalizzato tali rendimenti.Il quadro regionale di valutazione dell’innovazione, che valuta il rendimento innovativo delle regioni europee, riprende, per quanto possibile in base alla disponibilità dei dati, la metodologia del quadro europeo di valutazione dell’innovazione. (foto: grafico)

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Fondo fiduciario dell’UE per la Siria

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

siriaBruxelles. Il Fondo fiduciario regionale dell’UE in risposta alla crisi siriana ha adottato nuovi progetti per un totale di 275 milioni di euro. I nuovi progetti sono destinati a fornire assistenza ai rifugiati e alle loro comunità di accoglienza, messe a dura prova, in Turchia, Libano, Giordania, Iraq, nei Balcani occidentali e in Armenia.
I progetti riguardano l’istruzione, l’assistenza sanitaria, il sostegno alle comunità locali, l’inclusione sociale e la parità di genere. Grazie al pacchetto di assistenza appena adottato, l’attuale volume complessivo del Fondo fiduciario dell’UE ha superato la soglia del miliardo di euro, che era l’obiettivo fissato dal Presidente Juncker il 23 settembre 2015 durante la riunione informale del Consiglio europeo sulla migrazione e ribadito nella comunicazione dal titolo “Gestire la crisi dei rifugiati”.
Federica Mogherini, Alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: “I nostri programmi rappresentano un’ancora di salvezza per milioni di siriani all’interno del paese e in tutta la regione e contribuiscono a offrire un futuro ai profughi siriani e alle comunità di accoglienza. Garantendo a ragazze e ragazzi l’accesso a un’istruzione di qualità, contribuiamo a scongiurare il rischio che il conflitto siriano provochi una “generazione perduta” di giovani le cui esistenze sono state sconvolte dalla guerra. È un dovere morale, ma anche l’investimento più oculato che possiamo fare nella sicurezza, nella stabilità e nella prosperità della nostra regione; in ultima analisi, è quindi un investimento nel nostro proprio futuro”.Nel quadro degli incontri del comitato direttivo del Fondo fiduciario dell’UE si sono riuniti la Commissione europea, gli Stati membri dell’UE e i rappresentanti di Turchia, Libano, Giordania, Iraq e della Banca mondiale per concordare programmi di sostegno a favore dei rifugiati siriani della regione.
Il nuovo pacchetto di aiuti, forte di 275 milioni di euro, si concentrerà sul miglioramento dell’accesso ai mezzi di sussistenza, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e alle infrastrutture di protezione e prevede le seguenti azioni:
pacchetto di assistenza di 126,5 milioni di euro a favore della Turchia:
o 105 milioni di euro per migliorare la resilienza dei siriani che si trovano sotto protezione temporanea e delle comunità di accoglienza. I principali obiettivi sono l’accesso alla formazione professionale, la creazione di reddito e di posti di lavoro e l’organizzazione di corsi di turco;
11,5 milioni di euro per migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria per i rifugiati e le comunità di accoglienza.
10 milioni di euro per consolidare le competenze dei rifugiati e le capacità delle autorità locali in Turchia.
Il Fondo fiduciario è uno strumento fondamentale per realizzare gli impegni che l’UE ha assunto, nel quadro della conferenza di Londra sulla Siria del 2016 e della conferenza di Bruxelles dell’aprile 2017, per fronteggiare la crisi; si pone inoltre come sostegno degli speciali patti che l’UE ha concordato con la Giordania e il Libano per offrire loro assistenza durante la prolungata crisi dei rifugiati.

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A Constitutional process to complete European political unity

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

madridMadrid. It is necessary to launch, without any delay, a new phase of integration going beyond the existing Treaties in order to preserve and complete the Union’s achievements, prevent any institutional instability that the prospect of the United Kingdom exiting the Union may create and achieve full political unity.The Federal Committee of the Union of European Federalists calls on the Member States to use the opportunities opened up by the results of the French elections and the defeat of anti-European and populist forces across Europe, to launch a process to revise the EU treaties in order to establish a full economic and fiscal union in the Euro area through the creation of a federal Treasury and the creation of economic and fiscal tools able to deliver effective economic, fiscal and social policies to fix the damages the economic and financial crisis caused in recent years and strengthen the democratic legitimacy of the Eurozone governance.As short-medium term objectives, the Federal Committee of the Union of European Federalists calls for the EU to make full use of the Lisbon Treaty on the Common Foreign and Security Policy to initiate a permanent structured cooperation among the Member State willing to permanently pool multinational military units as the basis for a real European Defence Union, and to lead by example in dealing with migration and refugees.
The Union of European Federalists (UEF), is a supranational political movement dedicated to uniting Europe along federal lines. The UEF consists of 25 national member organisations across Europe that are autonomous centres of the UEF activities, reaching out to EU citizens and spreading the federalists’ message to them by organising various activities in their countries.
The Federal Committee of the UEF determines the UEF political direction and activities between the Congresses. It organises the Congress, approves the annual budget and final account balances, draws up the rules of procedure of UEF, and elects the UEF Bureau and Treasurer.

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Sicurezza stradale in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

autostradeCirca il 40% delle 25.671 vittime europee degli incidenti stradali del 2016 – vale a dire più di 10mila persone (in media 28 ogni giorno) – può essere riferito agli spostamenti sul lavoro e casa-lavoro. È quanto rileva il nuovo rapporto dell’European Transport Safety Council (ETSC) sulla sicurezza stradale nella UE.Se, da una parte, negli ultimi tre anni il numero delle vittime sulle strade dell’Unione Europea non è diminuito, dall’altra il Consiglio Europeo per la Sicurezza nei Trasporti (ETSC) sollecita i datori di lavoro, i governi nazionali e l’Unione Europea ad incrementare gli sforzi per affrontare il problema del rischio legato alla mobilità per lavoro.“Pur essendoci esempi molto positivi da parte di piccole e grandi organizzazioni in tutta Europa che iniziano ad affrontare seriamente il problema della sicurezza stradale – dichiara Antonio Avenoso, Direttore Generale di ETSC – ve ne sono migliaia che ‘chiudono un occhio’ di fronte ai rischi che i dipendenti affrontano ogni giorno sulle strade. Molte società, poi, considerano in maniera errata la gestione del rischio, come un peso anziché un’opportunità. Oggi, invece, si può fare molto per contribuire a limitare i costi assicurativi, diminuire le assenze sul lavoro e rafforzare l’immagine di una società: ridurre i pericoli attraverso la gestione del viaggio, fare una formazione mirata e acquistare veicoli più sicuri. Se è vero che i datori di lavoro devono fare di più, il nostro rapporto evidenzia che hanno bisogno dell’aiuto e del sostegno da parte dei governi nazionali e dell’UE”.
Un primo passo fondamentale per poter affrontare il problema dei decessi negli spostamenti sul lavoro e casa-lavoro è rappresentato dalla raccolta dati. Oggi nella maggior parte dei Paesi dell’UE le Forze dell’Ordine non annotano lo scopo del viaggio quando registrano le caratteristiche di un incidente stradale, non esiste, poi, una definizione standard per le morti sulle strade negli spostamenti sul lavoro e casa-lavoro.
Gli autori dello studio affermano, inoltre, che Governo ed Autorità pubbliche dovrebbero dare il buon esempio adottando programmi di gestione della sicurezza negli spostamenti sul lavoro e casa-lavoro dei propri dipendenti oltre che delle flotte, mentre la sicurezza dei veicoli dovrebbe essere compresa fra i requisiti necessari per partecipare agli appalti pubblici.

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Germania: “Una congiuntura economica favorevole non è motivo di compiacimento”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

germaniaLa Bundesverband der deutschen Industrie (Federazione dell’Industria tedesca) (BDI) mette in guardia dalle conseguenze politiche della situazione congiunturale positiva. “La buona situazione economica non è un motivo sufficiente per riposare sugli allori”, ha affermato Dieter Kempf, presidente della BDI, martedì a Berlino. “Il nostro successo dipende anche dal basso tasso di cambio dell’euro, dal prezzo contenuto del petrolio e da una politica monetaria espansionistica della Banca Centrale Europea, tutti fattori su cui possiamo influire in maniera molto ridotta.” Kempf ha chiesto ai partiti tedeschi progetti concreti durante la campagna elettorale che rendano la Germania “a prova di futuro” in considerazione dei rischi globali. Le eccedenze di bilancio della Federazione, dei Länder e dei comuni offrono un certo margine per investire di più nel futuro e nella formazione.” Per l’anno in corso la BDI prevede una crescita dei risultati economici reali di circa l,5 percento. “Ancora una volta il motore della congiuntura tedesca è il commercio estero”, ha dichiarato Kempf. “Nonostante l’incertezza per gli USA e per la Brexit, il fondamento e il futuro per una Germania economicamente forte restano i mercati mondiali.”Il Presidente della BDI ha espresso preoccupazioni in merito alle intenzioni del Presidente statunitense Donald Trump. “Divieti di immigrazione, uscita dall’accordo di libero scambio, minaccia di dazi doganali punitivi o uscita dall’accordo di Parigi sul clima: questa politica contraddice quello che finora aveva caratterizzato la partnership transatlantica con gli Stati Uniti.Alla Germania e all’Europa il Presidente della BDI ha richiesto un maggiore impegno a livello mondiale per un ordinamento economico globale caratterizzato da regole chiare e da franchezza. In considerazione della crescita degli investimenti cinesi in Germania, Kempf si è espresso a favore della parità di trattamento delle imprese straniere in Cina. “La Cina deve prendere sul serio la sua apertura dei mercati. In Germania non vogliamo rendere più difficile agli altri l’accesso al mercato. Gli investimenti esteri vanno a beneficio di tutti noi.” Nelle trattative sulla Brexit, Kempf ritiene che in particolare il governo britannico abbia la responsabilità di limitare il danno per l’economia e i cittadini sui due lati del canale. “Il Primo Ministro Theresa May dovrebbe tenere presente che l’approccio duro alla Brexit è stato sconfessato.” Sarà soprattutto l’economia britannica a soffrire della separazione.Per quanto riguarda riforme necessarie nell’UE, le modifiche dei trattati europei non devono essere un tabù, ha sottolineato il Presidente della BDI. “L’Europa ha bisogno di più disciplina nelle riforme e nella politica di bilancio, e di istituzioni europee più forti, con un proprio bilancio per l’eurozona e un Ministro delle Finanze dell’euro.”
Il Presidente della BDI ha consigliato a Germania e Francia di promuovere congiuntamente il mercato interno europeo. “Il forte sostegno al Presidente Emmanuel Macron lo dimostra: si possono guadagnare punti con argomenti a favore dell’Europa. Dobbiamo prolungare questo momento, ad esempio nello sviluppo del mercato interno digitale o di un mercato interno energetico totalmente integrato.” L’effettivo collegamento in rete della distribuzione elettrica in Europa comporterebbe annualmente più di dodici miliardi di Euro in incrementi dell’efficienza.Rivolgendosi ai partiti tedeschi, la BDI ritiene che i campi principali d’intervento debbano essere le imposte, l’energia e la digitalizzazione. Per quanto concerne la politica fiscale, la Germania dovrebbe affrontare la maggiore concorrenza fiscale internazionale. Sono necessari incentivi fiscali per la ricerca e lo sviluppo, come quelli esistenti in 28 dei 35 stati dell’OCSE. Anziché abbassare le tasse a pioggia, il Presidente della BDI ha chiesto riforme fiscali strutturali e una triangolazione delle entrate fiscali da record. “La nostra proposta è destinare un terzo delle eccedenze agli investimenti, un terzo alla formazione e un terzo alle riforme fiscali strutturali”, ha dichiarato Kempf.Sarebbe necessaria una discussione intensiva sul futuro finanziamento della trasformazione energetica: “Continuare come finora previsto nella legge sulle energie rinnovabili (EEG) non porta a nessun risultato. I costi devono scendere.” Per le imprese dell’industria, il 96 percento delle quali paga la sovrattassa EEG, hanno la massima priorità i costi. Il Presidente della BDI non è favorevole al taglio delle imposte sull’energia. Essa “svanirebbe, senza rafforzare la competitività dell’industria”.Per quanto riguarda lo sviluppo capillare di un’infrastruttura efficace a banda larga, il Presidente della BDI ritiene la situazione preoccupante: “Circa due terzi di tutti i posti di lavoro nell’industria sono situati in campagna. Neppure un’impresa su tre dispone dei 50 megabit al secondo di cui necessita.” Un aumento medio di un punto percentuale nella velocità di connessione comporterebbe una crescita del prodotto interno lordo di circa due miliardi di euro all’anno.Per la Giornata dell’Industria tedesca, circa 1500 ospiti del mondo dell’economia e della politica si sono incontrati nella Konzerthaus di Berlino sulla Gendarmenmarkt. Relatori ospiti sono stati la cancelliera tedesca Angela Merkel (CDU), il Presidente della SPD e il candidato cancelliere Martin Schulz. Altri oratori erano il Presidente del Bündnis 90/Die Grünen e della FDP, Cem Özdemir e Christian Lindner e inoltre Alexander Dobrindt (CSU), Ministro federale dei trasporti e dell’infrastruttura digitale. Partner della Giornata dell’Industria tedesca è Deloitte.
La Federazione dell’Industria tedesca (BDI) è l’organizzazione è l’organizzazione ombrello dell’industria tedesca e dei servizi connessi con l’industria. Rappresenta 36 associazioni di categoria e oltre 100.000 imprese con circa otto milioni di dipendenti. L’adesione è volontaria. 15 organizzazioni negli stati regionali rappresentano gli interessi dell’industria a livello regionale.

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Virtual tour 3D: Beliving International Properties è il primo Real Estate 4.0 in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

Beliving Virtual TourBeliving Virtual Tour1Visitare un immobile in vendita dall’altra parte del mondo stando comodamente seduti sul divano di casa? Non è più fantascienza, ma realtà. Realtà virtuale, certo, ma capace di offrire un’esperienza totalmente immersiva, emozionante e completamente differente dai semplici tour fotografici a 360° disponibili oggi.Beliving International Properties, società specializzata nella compravendita di proprietà di prestigio e partner internazionale di Savills, è la prima in Italia ad aver introdotto la modalità di tour in realtà virtuale all’interno degli immobili presenti sul proprio sito web.Un asset rivoluzionario e futuristico messo a disposizione da Beliving, nell’ottica di facilitare l’incontro della clientela nazionale ed internazionale con la grande offerta di immobili di pregio del nostro Paese.I potenziali investitori, possono quindi ‘entrare’ virtualmente all’interno dei raffinati immobili Beliving Virtual Tour2mediante un computer connesso ad un headset come l’Oculus Rift, oppure con l’utilizzo di appositi visori ‘untethered’ come Google Cardboard o Samsung Gear VR da abbinare al proprio smartphone Android o iOS.Con questo nuovo e straordinario concept di presentazione interattiva, il ‘visitatore’ è completamente immerso nell’ambiente e può sin da subito provare la sensazione di viverlo, percepirne l’atmosfera, i colori, le proporzioni, senza le distorsioni prospettiche o l’alterazione degli spazi tipiche delle immagini in 2D.Beliving International Properties, con il suo approccio spiccatamente d’avanguardia, re-immagina il Real Estate residenziale in chiave 4.0 grazie ad una tecnologia immersiva sempre più appealing capace di bypassare le difficoltà di accesso alle proprietà, garantendo visite qualificate e rendendo la ricerca di un immobile una concreta esperienza futuristica e memorabile. (foto: Beliving Virtual Tour)

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Crisi bancaria. Questo governo, come il precedente, ha abdicato ad una vera soluzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

stress bancheL’ultima decisione del Consiglio dei Ministri di venerdì 16 giugno sulla sospensione del pagamento di un’obbligazione subordinata di Veneto Banca per sei mesi, dimostra in maniera abbastanza chiara che la scelta del Governo di non affrontare in modo sistemico il problema dei crediti in sofferenza della banche, è senza ritorno, almeno da parte sua.
Ogni banca si dovrà arrangiare più o meno da sola (come stanno facendo) e le banche che non ce la faranno saranno oggetto di provvedimenti più o meno ad hoc che manterranno uno stato di tensione permanente su tutto il sistema bancario. Una politica semplicemente scellerata. Era invece necessario, indispensabile, creare una bad bank nazionale nel quale far confluire tutti i i crediti in sofferenza delle banche che lo desideravano ricevendo in cambio quote della stessa bad bank, in modo che questa operazione non creasse buchi di bilancio eccessivi.
In assenza di questa bad bank, vendere i crediti in sofferenza diventa un’operazione nella quale le banche vengono prese per il collo dai fondi specializzati che vogliono pagare questi crediti sui venti ventesimi quando, mediamente, il tasso di recupero è intorno ai 45 centesimi. I problemi della nostra economia hanno naturalmente tante cause, ma quella decisamente più rilevante è la crisi del sistema bancario che ha paralizzato per anni l’accesso al credito. La deliberata scelta di non risolvere questo problema –a causa dell’opposizione dei burocrati europei- in modo estremo costituisce senza dubbio la principale responsabilità del Governo precedente a guida Matteo Renzi e dell’attuale Governo, che ne rappresenta la continuità. Ormai dobbiamo farcene una ragione.
La speranza è che il tema della bad bank nazionale possa essere oggetto del dibattito politico in vista delle prossime elezioni nazionali, e che il prossimo governo sia investito anche dal corpo elettorale per risolvere una volta per tutte il problema del sistema bancario italiano. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Terremoto: da Renzi solo slogan e magliette gialle

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

terremoto“I nervosetti dem Esposito e Carbone, non sapendo a cosa appigliarsi per giustificare il nulla cosmico dei governi Renzi-Gentiloni in merito alla gestione del post sisma in centro Italia, attaccano a testa bassa e disinformata, in modo confuso e sparando nel mucchio per tentare di celare un fallimento a trecentosessanta gradi della sinistra, uno dei più clamorosi della storia repubblicana”. Lo scrive di Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“Tutti ricordiamo gli annunci di Renzi all’indomani del terremoto di Amatrice dello scorso 24 agosto. Faremo, faremo, faremo, prima entro Natale, poi entro Pasqua. Parole, parole, parole. Slogan usati in modo irresponsabile. Una presa in giro nei confronti degli italiani La cruda realtà è sotto gli occhi di tutti ed è testimoniata quotidianamente dal grido di dolore degli amministratori locali e da una cittadinanza esausta e abbandonata a se stessa. Basta sfogliare anche oggi le pagine del ‘Corriere della Sera’ o di ‘Repubblica’ – quotidiani certamente non riconducibili alla parte politica di chi scrive, anzi – che con lunghi e approfonditi reportage raccontano lo stato dell’arte: inerzia, lassismo, oppressione burocratica.Che fine ha fatto il Commissario Errani? Che dice Renzi? Dove sono le magliette gialle?Il confronto fra tutto quello che ha fatto il governo di centrodestra in Abruzzo – come ha giustamente ricordato il presidente Silvio Berlusconi – e quello che stanno facendo i governi del Pd con i terremotati dell’Italia centrale è davvero impietoso.Quello che avvenne nel 2009 – quando Carbone si occupava ancora delle logistica per i comizi di Renzi – non fu solo un successo del governo Berlusconi, ma fu un successo dell’Italia intera. Noi lavorammo con tutte le nostre forze per dare, in pochi mesi, un tetto stabile e confortevole a chi aveva perso la casa, per portare il G8 a L’Aquila e per avviare la ricostruzione.Quella ricostruzione che poi successivi governi e amministrazioni locali della sinistra hanno lasciato impantanare. La differenza con quanto accade oggi in Italia centrale è dolorosamente evidente. Dalle parti del Partito democratico farebbero bene a tacere e ad arrossire per la vergogna”, conclude Brunetta.

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Roma: come procedono i lavori per realizzazione della Metro C

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

metro-romaRoma “Procedono i lavori nel cantiere di via Sannio per la realizzazione della linea metro C. La prima delle due “talpe”, che scaveranno le gallerie fino alla stazione dei Fori Imperiali, è stata calata nel pozzo di partenza”. Così in una nota l’Assessora alla Città in Movimento di Roma Capitale, Linda Meleo.Con lo sblocco del cantiere di via Amba Aradam, avvenuto lo scorso dicembre, e frutto del lavoro coordinato tra l’Assessorato, il Dipartimento Mobilità e Trasporti, Roma Metropolitane, il Ministero dei Trasporti e la Soprintendenza Archeologica di Roma, è stato attuato lo smontaggio conservativo della ‘caserma’ di età Adrianea, rinvenuta durante gli scavi, in modo da continuare le attività relative alla preparazione delle due TBM (Tunnel Boring Machine), meglio note come “talpe meccaniche”. Con queste TBM saranno quindi realizzate le due gallerie di linea della Tratta T3 fino alla Stazione di Fori Imperiali.Nei prossimi giorni si procederà con la discesa della seconda TBM e poi con le operazioni di assemblaggio finale di entrambe per preparare l’iter necessario al successivo avvio dello scavo di gallerie.“Continuano i lavori per la realizzazione della linea metro C oltre San Giovanni. Il nostro obiettivo è accelerare i tempi sull’arrivo al Colosseo. Ho visitato oggi il cantiere di via Sannio per vedere come procedono i lavori. Obiettivo è consegnare il prima possibile ai romani un’infrastruttura che i cittadini ormai aspettano da troppo tempo”, commenta Meleo.

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Sindrome dell’intestino irritabile Una malattia ‘in cerca d’autore’

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

intestinoDolori addominali, gonfiore, diarrea o stipsi sono i sintomi più frequenti di questa patologia che colpisce almeno un italiano su tre, con una netta prevalenza del sesso femminile, con un costo annuo per paziente di quasi 1800 euro.  Qualcuno l’ha definita una malattia inventata, ma è piuttosto una condizione ancora in gran parte da chiarire nelle cause e nei meccanismi, che compromette anche in maniera significativa la qualità di vita di chi ne soffre. Dolori addominali, gonfiore, diarrea o stipsi: sono i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile, una condizione che in forme diverse e con gradi diversi di gravità colpisce il 20-40 per cento degli italiani, con costi stimati di circa 1.700 € l’anno a paziente. Le cause non sono note, anche se di certo le alterazioni del microbiota intestinale e l’interferenza nelle complesse relazioni tra intestino e cervello, dovuta allo stress, giocano un ruolo importante. La ricerca italiana è all’avanguardia nel mondo in questo campo, sia nello studio dei fattori alla base della malattia che nei criteri diagnostici, messi nero su bianco per la prima volta a Roma e dalla allora chiamati appunto ‘criteri di Roma’.
La sindrome dell’intestino irritabile è senz’altro una patologia vera, tutt’altro che inventata, molto complessa ed estremamente diffusa. Si stima che a soffrirne sia dal 20 al 40 per cento della popolazione generale con una netta prevalenza del sesso femminile, in rapporto di 2-3 a 1 rispetto al sesso maschile. Negli USA rappresenta il 12 per cento delle visite dal medico di famiglia ed è il motivo di una visita su 3 dal gastroenterologo. Forti le ricadute anche nel mondo del lavoro. Dati Usa evidenziano che le assenze per malattia dovute a sindrome dell’intestino irritabile superano quelle per l’influenza. E’ anche una sindrome complessa e costosa perché chi ne soffre prima di arrivare ad una diagnosi, passa da un medico all’altro e fa moltissimi esami, spesso inutili. I costi complessivi (diretti e indiretti) annui di questa patologia si aggirano in media su 1,761 € per paziente. Per quanto riguarda i costi a carico del servizio sanitario nazionale, oltre il 76 per cento di questi è dovuto ai ricoveri, più dell’11 per cento alla spesa per gli esami diagnostici e solo lo 0,6 per cento ai farmaci prescrivibili (fonte V. Stanghellini et al., 2015).
“La sindrome del colon irritabile è una patologia che appartiene al gruppo dei disordini funzionali gastrointestinali – precisa il professor Antonio Craxì, presidente della Sige – una categoria diagnostica identificata in base alla sola presentazione clinica e caratterizzata dall’assenza di un danno organico come causa patogenetica. La IBS viene definita come dolore o fastidio addominale ricorrente, presente per almeno 3 mesi all’anno, associato ad almeno due dei seguenti sintomi: alterazioni della frequenza dell’alvo, alterazioni della consistenza delle feci, miglioramento sintomatologico al passaggio delle feci. Sembra una patologia banale, ma sia per i costi diretti (visite mediche, indagini diagnostiche, farmaci) che per quelli indiretti (assenza dal lavoro) costa 30 miliardi di euro per anno nei primi 10 Paesi dell’Ue. Solo in Italia ne soffrono oltre 3 milioni di persone con forme più gravi e la IBS risulta ad oggi tra le principali cause di assenza dal posto di lavoro.
Professor Marchi, come viene fatta la diagnosi di questa condizione?
La diagnosi della sindrome dell’intestino irritabile si basa su alcuni sintomi e segni, descritti all’interno dei cosiddetti ‘criteri di Roma’, giunti alla quarta edizione (Roma 4) I criteri di Roma riguardano tutta la patologia funzionale del tubo digerente e in riferimento alla sindrome dell’intestino irritabile la definizione attuale prevede che per fare diagnosi di IBS debba esserci dolore addominale (basso non a livello dello stomaco) diffuso a tutto l’addome, ricorrente (almeno un giorno alla settimana negli ultimi tre mesi) e associato ad almeno due altri criteri, che sono il miglioramento o la scomparsa del dolore con la defecazione e il cambiamento nelle modalità di defecazione, per esempio da un alvo normale passare a un alvo diarroico o a un alvo stitico (si distinguono diverse varianti di Ibs, quali la variante diarroica e la variante stitica) oppure un alvo alternante (alternanza di periodi di stipsi e periodi di diarrea), e questa è la forma mista, la terza forma di sindrome dell’intestino irritabile. Il quarto sintomo che caratterizza la sindrome dell’intestino irritabile è la modificazione delle caratteristiche delle feci, che magari passano da essere feci caprine – nella variante stitica – a feci acquose o comunque non formate nella variante prevalentemente diarroica.
Il dolore addominale (almeno una volta alla settimana negli ultimi tre mesi), le modificazioni e il miglioramento del dolore in seguito alla defecazione, la variazione delle modalità di defecazione nel tempo e la variazione delle caratteristiche delle feci sono i criteri che definiscono la sindrome dell’intestino irritabile. Sulla base di questi sintomi che compaiano in un soggetto giovane e ovviamente in assenza di qualunque sintomo di allarme (come dimagrimento, anemia, familiarità per il cancro del colon) che devono portare ad una valutazione più approfondita è possibile fare con ragionevole certezza una diagnosi di sindrome dell’intestino irritabile.
Perché la diagnosi è così difficile e come può esordire la sindrome dell’intestino irritabile?
Il paziente con sindrome dell’intestino irritabile arriva anche dopo molto tempo dall’insorgenza dei sintomi a una valutazione medica, perché spesso diventa quasi ‘tollerante’ nei confronti del suo problema, si adegua cioè alla sua situazione. La sindrome dell’intestino irritabile si associa spesso ad altri sintomi funzionali, quali ad esempio un esofago ipersensibile. Alcuni pazienti, per un certo periodo della loro vita, possono avvertire sintomi da reflusso gastroesofageo, bruciore retrosternale e per questo possono andare incontro ad una valutazione endoscopica o ad esami ancora più approfonditi. Salvo scoprire poi che non hanno nessun tipo di reflusso, ma solo un esofago ipersensibile. Può capitare che dopo un certo periodo questa sintomatologia svanisca e compaiono invece sintomi riconducibili alla parte bassa dell’intestino. Si tratta di una sorta di switch sintomatologico tra la sindrome funzionale esofagea e la sindrome funzionale intestinale.
Qual è l’identikit del paziente con sindrome dell’intestino irritabile? Questa condizione si presenta in soggetti abbastanza giovani, di età media compresa tra i 20 e i 40 anni. L’altro elemento caratterizzante è che spesso questi soggetti presentano altre patologie, come una sindrome depressiva, disturbi d’ansia, problemi nella vita sessuale (ad esempio dispareunia, cioè rapporti sessuali dolorosi). E’ sempre bene indagare a fondo tutta la componente della sfera psicologica perché sono spesso presenti comorbilità di questo tipo.
Quando invece bisogna sospettare che non si tratti di sindrome dell’intestino irritabile ma di altre patologie?
I ‘segni rossi’, i sintomi d’allarme e questi sono estremamente importanti che devono far pensare ad altre patologie sono ad esempio la perdita di peso e l’anemizzazione. Un soggetto con dolori addominali va sempre visitato con attenzione perchè la palpazione dell’addome può portare a scoprire ad esempio masse addominali sospette. Molto importante è poi la fascia d’età di comparsa dei sintomi addominali. Una sintomatologia tipo sindrome dell’intestino irritabile che compare nei soggetti al di sopra dei 50 anni, che non abbiano mai avuto alterazioni della funzione intestinale, né sintomatologia di quel tipo è sicuramente un elemento che ci deve portare a riflettere e a fare altre indagini che sicuramente in un soggetto giovane non faremmo.
Quali altre patologie vanno tenute presenti nella diagnosi differenziale?
I tumori del colon, ma anche le malattie infiammatorie croniche intestinali, come la colite ulcerosa e soprattutto il morbo Crohn. La malattia di Crohn, specie nella sua localizzazione ileale, alta (nel 70 per cento dei casi interessa la sede ileo-cecale), viene molto spesso confusa con una sindrome dell’intestino irritabile. Anche la celiachia può presentare caratteristiche abbastanza vicine alla sindrome dell’intestino irritabile soprattutto nella variante diarroica.
Nel caso dell’IBS sono stati individuati degli eventi scatenanti?
Un tempo si ipotizzava che fosse lo stress a scatenare la sindrome dell’intestino irritabile. Ma sicuramente la genesi è multifattoriale. Di certo lo stress ha un ruolo importante, ma altrettanto importanti sono le infezioni intestinali che, anche se guarite, possono lasciare un’alterazione funzionale dell’intestino (Ibs post-infettiva), i cui sintomi persistono a lungo e possono sfociare nella sindrome dell’intestino irritabile. Se indagate correttamente, il 30 per cento delle forme di IBS risultano di genesi post-infettiva. Le infezioni intestinali alterano le difese della mucosa intestinale e soprattutto il microbiota intestinale, che appare sempre più importante patogenesi della sindrome dell’intestino irritabile. Tornando allo stress, c’è una stretta connessione tra funzione cerebrale e funzione intestinale, tradotta nel concetto di brain-gut axis, asse cervello-intestino. Il cervello con i suoi mediatori, nervosi e neuroendocrini, agisce modificando la funzionalità, la motilità, la secrezione, la percezione del dolore intestinale. E viceversa, sappiamo anche che un’alterazione della funzione intestinale e del microbiota possono condizionare lo stato d’animo del paziente.
La diagnosi di IBS è soprattutto clinica e anamnestica; ma ci sono esami strumentali o di laboratorio che possono facilitarla?
Si possono fare alcune indagini, indagini che però non devono essere caotiche o eccessive. Basta un emocromo e gli esami ematochimici di base. La tiroide va sempre studiata perché in qualche modo può dare alterazioni dell’alvo – sia in senso diarroico (ipertiroidismo), sia dando stipsi (ipotiroidismo). Si può richiedere poi la calprotectina fecale, una proteina infiammatoria, ch risulta alta nelle malattie infiammatorie croniche intestinale (Mici), come il Crohn e la retto colite ulcerosa e bassa nella sindrome dell’intestino irritabile.
Come si tratta la sindrome dell’intestino irritabile?
Intanto dobbiamo valutare la tipologia di paziente che ci troviamo di fronte: il trattamento sarà diverso se il paziente ha un’Ibs diarroica o stitica. Abbiamo a disposizione farmaci per entrambi i casi. Per la forma stitica sono certamente utili le fibre, soprattutto quelle solubili e i liquidi, perché rendono le feci più soffici e in grado di avanzare più facilmente all’interno del colon. Più di recente è stata proposta una dieta cosiddetta ‘low-FODMAPs’, che esclude inizialmente tutti gli oligosaccaridi, disaccaridi e monosaccaridi fermentabili e i polioli, presenti in moltissimi alimenti (in pratica i carboidrati e alcuni frutti, come pere e mele). Si fa per qualche settimana; poi si reintroducono poco a poco gli alimenti eliminati, sotto la guida del nutrizionista che ci affianca, che individua l’alimentazione più adatta al singolo soggetto. In questo modo è anche possibile individuare i cibi che scatenano i sintomi. Questa dieta ha effetti positivi sia sul dolore intestinale, che sul meteorismo (gonfiore).
Terapia farmacologica. La rifamixina, un antibiotico utilizzato nelle infezioni intestinali, migliora in maniera significativa i sintomi (dolore, gonfiore e consistenza fecale) nelle forme diarroiche. Per la variante ‘IBS-stipsi’, la linaclotide è efficace sul dolore addominale e sul meteorismo, oltre ad aumentare la frequenza delle evacuazioni. Per la variante diarroica, oltre alla rifamixina e alle fibre, è di recente stata approvata da FDA e EMA una nuova molecola, l’eluxadolina, che riduce la motilità gastrointestinale, facilita il riassorbimento della quota idrica, riduce la secrezione intestinale, rendendo così più compatte le feci. Il nuovo farmaco inoltre riduce la sensibilità viscerale presente nei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile, alla base del dolore.

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L’onorevole Fucsia Fitzgerald Nissoli aderisce a Forza Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

fucsiaHa presentato formale richiesta per aderire al gruppo Forza Italia della Camera dei deputati. Il presidente Renato Brunetta l’ha accolta, esprimendo soddisfazione e formulando, anche a nome di tutto il gruppo azzurro di Montecitorio, auguri di buon lavoro alla nuova collega. In accordo con il responsabile organizzazione di Forza Italia, Gregorio Fontana, e con il responsabile azzurri nel mondo, Vittorio Pessina, all’onorevole Fucsia Fitzgerald Nissoli è stato affidato il coordinamento della Ripartizione Nord-Centro America della Circoscrizione estero.“Con il suo contributo di proposte – si legge in una nota del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati – lavoreremo per far sì che le politiche degli italiani all’estero rientrino a pieno titolo nel nostro programma per le prossime elezioni politiche.Condividiamo con l’onorevole Fitzgerald Nissoli tre istanze fondamentali degli italiani all’estero: la cittadinanza, la parità fiscale con gli altri italiani residenti sul territorio nazionale, la necessità di porre in essere nuove politiche per la mobilità giovanile.Avanti tutta, lavoriamo insieme, con forza e determinazione, per gli italiani all’estero”, conclude la nota.

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Nuovi anticoagulanti orali: l’importanza della prevenzione per combattere l’ictus cerebrale

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

ictus-cerebraleOgni anno, tra le persone che sopravvivono a un ictus, 5 milioni presentano gravi forme di invalidità, come paralisi, perdita della parola o della vista. Situazioni che limitano o rendono impossibili le più comuni attività quotidiane, con importanti ripercussioni sulla qualità di vita dei pazienti stessi e dei loro familiari.La sensibilizzazione assume, quindi, il valore di ricordare a tutti l’importanza della prevenzione per combattere alcuni tra i principali fattori di rischio dell’ictus cerebrale, come ipertensione, obesità, ipercolesterolemia, ma anche malattie cardiache tra cui la fibrillazione atriale (FA), anomalia del ritmo cardiaco, che può creare la formazione di coaguli all’interno del cuore e responsabile di circa il 15% di tutti gli ictus trombo-embolici.In Italia la fibrillazione atriale colpisce circa 1 milione di persone e si associa ad un rischio globale di incorrere in un ictus cerebrale 5 volte maggiore rispetto alla popolazione che non soffre di questa patologia. Rischio che aumenta in modo esponenziale con il progredire dell’età. Dei 200 mila casi di ictus mediamente stimati ogni anno in Italia, 30-36 mila sarebbero imputabili alla fibrillazione atriale.
Questa patologia è, dunque, una condizione molto diffusa, soprattutto nella popolazione anziana, e in continua crescita nella popolazione generale grazie all’aumento dell’aspettativa di vita; la fibrillazione atriale richiede, tra l’altro, frequenti accessi presso le strutture ospedaliere, e solleva temi legati alla sostenibilità per il Servizio Sanitario Nazionale.Recenti dati dello Studio Europeo Euro Heart Survey hanno permesso di stimare l’impatto economico della fibrillazione atriale in 5 Paesi europei, tra cui l’Italia, da cui risulta che il costo medio annuo per ogni paziente, nel nostro Paese, è pari a oltre 3.000 euro, dove le ospedalizzazioni e le procedure interventistiche, influiscono per il 70%.Il costo complessivo della patologia, tuttavia, è influenzato anche dalla gestione cronica dei pazienti, in particolare dall’impiego e dal monitoraggio della terapia anticoagulante orale e dalla profilassi farmacologica delle recidive. Oggi la novità terapeutica è costituita dai Nuovi Anticoagulanti Orali (NAO), ossia molecole di sintesi che inibiscono selettivamente un singolo fattore della coagulazione, entrati nella pratica clinica già da alcuni anni, in grado di andare incontro alle esigenze di medici e pazienti. I NAO non richiedono controlli ematici costanti, poche le probabilità di interazione (Mark J Alberts Lancet Neurol 2012; 11: 1066–81) con alimenti e altri farmaci, sono somministrati a dosaggio fisso e presentano un ridotto rischio di emorragie cerebrali rispetto alla terapia tradizionale.
Caratteristiche che hanno permesso a questi farmaci di assumere un ruolo strategico nella prevenzione di eventi tromboembolici, dimostrando, inoltre, un buon rapporto costo/efficacia. I risultati di diversi studi dimostrano, infatti, che l’introduzione dei NAO comporterebbe una riduzione dei costi totali del Sistema Sanitario sia nazionale che regionale.Nel nostro Paese, si è detto, siamo di fronte a un sottotrattamento dei pazienti con fibrillazione atriale: circa il 50% di essi – soprattutto anziani – con indicazione all’anticoagulazione non riceve alcuna cura specifica.A causa, quindi, dei limiti oggettivi clinici e gestionali, il numero dei pazienti con maggior bisogno clinico non soddisfatto in questa patologia è ancora elevato. Il trattamento di questi pazienti con un NAO consentirebbe una più efficace prevenzione degli ictus, quantificabile in circa 11.000 casi evitabili all’anno, che corrisponderebbero a un risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale di circa 230 milioni di euro per anno. Si stima, infatti, che il costo medio annuo per paziente colpito da ictus a carico del SSN sia di circa 20.000 euro, mentre i costi medi annui per paziente a carico della famiglia, (assistenza, riabilitazione, farmaci, analisi, visite, ecc.) e della collettività (mancato reddito da lavoro del paziente e del caregiver) corrispondano a circa 30.000 euro1.
Per valutare il reale impatto dell’introduzione di questa nuova categoria di farmaci nella pratica clinica è stata realizzata nel 2013 dal Centro di Ricerca in Valutazione delle Tecnologie Sanitarie, Istituto di Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, una valutazione Health Technology Assessment nei confronti di uno dei Nuovi Anticoagulanti Orali, il rivaroxaban.All’interno del Report sono presenti analisi farmacoeconomiche condotte allo scopo di valutare quanto e come l’ingresso della molecola all’interno del contesto nazionale e regionale influisca sul numero di eventi, complicanze e costi. I risultati delle analisi dimostrano, nell’arco temporale di tre anni, come l’introduzione di rivaroxaban, con quote di mercato incrementali (dall’8% nel primo anno, fino al 30% nel terzo anno) consenta di ridurre gli eventi di ictus, embolia sistemica e infarto del miocardio con un risparmio complessivo di risorse sanitarie, nonostante un incremento della spesa farmaceutica.Nello specifico, in questo scenario, per quanto riguarda la riduzione degli ictus è stato stimato nel primo anno una diminuzione di 642 eventi, nel secondo di 636 e nel terzo di 2.504. Per quanto riguarda il risparmio complessivo a carico del SSN, dovuto all’introduzione di questa molecola, è possibile parlare di 7 milioni di euro nel primo anno, 19 milioni di euro nel secondo anno e 32 milioni di euro nel terzo anno. In conclusione, si può affermare che l’introduzione dei NAO nella pratica clinica quotidiana, pur determinando un aumento della spesa farmaceutica, grazie ai vantaggi introdotti rispetto alle terapie tradizionali, dovrebbe consentire una riduzione dei costi sanitari, rendendo, pertanto, sostenibile l’utilizzo clinico di questa categoria farmacologica, soprattutto alla luce dell’efficacia in termini di prevenzione.

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Cartelle esattoriali e altri atti fiscali: notifiche via Pec dal 1 Luglio 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

fisco2005aDal prossimo 1 Luglio 2017 le notifiche degli avvisi e degli altri atti fiscali destinati alle imprese, società e professionisti in qualità di contribuenti possono essere notificati via posta elettronica certificata (PEC), agli indirizzi presenti nell’archivio nazionale INI-PEC. Per quanto riguarda i privati, per i quali NON è obbligatorio esser muniti di indirizzo PEC, questo tipo di notifica avverrà solo dietro espressa richiesta.
Lo ha previsto il decreto fiscale di Ottobre 2016 che ha anche aggiornato le normative specifiche relative alle cartelle esattoriali, che già dal Giugno 2016 venivano notificate via PEC a chi ne faceva richiesta e alle imprese (come obbligo che dal 1 Luglio diventa facoltà). Tipicamente la novità riguarda l’Agenzia delle entrate ed è rilevante, tenuto conto che dal 1 Luglio uno specifico ufficio della stessa (Agenzia delle entrate-riscossione) si occuperà della riscossione al posto di Equitalia. Tuttavia l’applicazione si estende a tutte le notifiche che riguardano atti tributari fatte in riferimento alle normative di riscossione modificate. Ma vediamo i dettagli delle nuove regole:
Per le imprese. Per le notifiche dei propri atti l’ente riscossore può consultare telematicamente l’archivio, ed estrarre, anche in forma massiva, gli indirizzi a loro necessari. Se la casella PEC risulta satura l’ufficio effettua un secondo tentativo decorsi almeno sette giorni dal primo. Se anche a seguito del secondo tentativo la casella risulta satura oppure se l’indirizzo non risulta valido o attivo la notifica deve essere eseguita mediante deposito telematico dell’atto nell’area riservata del sito Internet della società InfoCamere Scpa e pubblicazione, entro il secondo giorno successivo a quello di deposito, del relativo avviso nello stesso sito, per la durata di quindici giorni.
L’ufficio in questo caso deve avvisare il contribuente dell’avvenuta notificazione con una raccomandata a/r.
Per i privati. Per il privato, in attesa che sia operativa l’ANPR (anagrafe nazionale popolazione residente), le notifiche via PEC possono avvenire solo a chi ne fa espressa richiesta, specificando l’indirizzo che può essere:
– proprio;
– del coniuge o di un parente affine entro il quarto grado, con specifico incarico;
– di un avvocato, commercialista, consulente del lavoro, dipendente di un caf, etc., con specifico incarico.
La richiesta va presentata telematicamente secondo procedure che saranno stabilite da un successivo provvedimento dell’Agenzia delle entrate, utilizzando un modulo approntato dall’Agenzia delle entrate e’ disponibile QUI: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/home/cosadevifare/comunicaredati/comunicazione+pec+notifica+atti/infogen+pec+notifica+atti
A seguito della presentazione viene rilasciata un’attestazione che costituisce prova.
L’indirizzo dichiarato ha effetto dal quinto giorno libero successivo a quello in cui l’ufficio attesta la ricezione della richiesta.
– Il modello suddetto può essere utilizzato solo dalle persone fisiche e non che NON sono obbligati per legge a dotarsi di un indirizzo PEC inserito nell’archivio INIPEC. Infatti l’indicazione dell’indirizzo PEC per le notifiche NON produce effetti qualora il soggetto risulti già titolare di un indirizzo PEC inserito nell’archivio INIPEC. La comunicazione perde efficacia anche nel caso in cui il richiedente diventi titolare di un indirizzo PEC inserito nell’archivio INIPEC successivamente.
Per il mittente la notifica si perfeziona, per il rispetto dei termini di prescrizione, al momento in cui il suo gestore di PEC gli trasmette ricevuta di accettazione con attestazione dell’avvenuta spedizione del messaggio. Per il destinatario invece conta la data di avvenuta consegna contenuta nella ricevuta del gestore della casella di PEC. In caso di giacenza il perfezionamento avviene il quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione dell’avviso nel sito Internet della societa’ InfoCamere Scpa. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento nomativo)

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Lotta al diabete

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

diabeteLa lotta al diabete è una delle tre emergenze sanitarie identificate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dopo HIV e Tubercolosi. Numeri impressionanti se si considera che secondo l’Oms sono 346 milioni le persone affette da diabete in tutto il mondo, di cui 52 milioni nella Regione europea.
Nel nostro Paese, dove attualmente vivono oltre 3 milioni di persone con diabete (dati del Ministero della Salute), è stato registrato un aumento dei casi di diabete mellito di tipo 1 con un’incidenza annua media di 8.1 su 100.000 bambini tra 0 e 14 anni, aumento in parte dovuto all’invecchiamento generale della popolazione ma principalmente alla diffusione di condizioni a rischio come sovrappeso e obesità, scorretta alimentazione, sedentarietà e disuguaglianze economiche. “Il diabete è una patologia complessa – sottolinea la prof.ssa Susanna Esposito, professore ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia e presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, WAidid – che investe il bambino, i suoi genitori e gli operatori sanitari che li assistono. Ciascuno di loro ha un compito difficile da assolvere. “Studi sul modello animale condotti nel nostro laboratorio – afferma la prof.ssa Ursula Grohmann, professore ordinario di Farmacologia del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università degli Studi di Perugia e membro dell’Accademia delle Scienze dell’Umbria – hanno dimostrato che indolamina 2,3-diossigenasi o IDO, un particolare enzima che metabolizza l’amino-acido triptofano, rappresenta un importante controllore delle risposte immunitarie nel nostro organismo che tuttavia risulta difettivo in topi con diabete di tipo autoimmune (T1D). In tali topi, manovre terapeutiche atte a correggere questo difetto determinano un controllo efficace della risposta autoimmune, la rigenerazione di piccole insule pancreatiche secernenti insulina e la normalizzazione dei valori di glicemia. Studi attualmente in corso in pazienti pediatrici affetti da diabete mellito hanno evidenziato che IDO è difettivo anche nel diabete di tipo 1 umano, aprendo pertanto la strada a possibili terapie innovative basate sul ripristino del metabolismo fisiologico del triptofano e, quindi, a nuove speranze per i pazienti affetti da diabete”.Se la terapia insulinica ha come obiettivo primario quello di ristabilire un soddisfacente equilibrio glicemico, l’educazione alla gestione autonoma del diabete da parte delle famiglie dei bambini affetti è lo strumento fondamentale che consente di garantire una buona qualità di vita. L’approccio terapeutico all’interno delle strutture pediatriche è, infatti, fortemente centrato sulla famiglia, svolto in un’atmosfera informale e talora “protettiva”, attenta allo sviluppo psicofisico, all’inserimento nel mondo della scuola e dei coetanei.E anche per i bambini con diabete, la prevenzione attraverso le vaccinazioni riveste un ruolo fondamentale, non solo per i piccoli pazienti ma anche per le loro famiglie e per gli operatori sanitari per i quali sono raccomandate tutte le vaccinazioni di routine.

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