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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Smart working: il 64,2% degli italiani lavora ancora da luogo fisso, ma il 40% vuole la flessibilità

Posted by fidest press agency su domenica, 25 giugno 2017

smartworkingLe nuove tecnologie facilitano più che mai il lavoro flessibile, dando ai lavoratori dipendenti maggiore libertà in termini di dove e quando lavorare. Tuttavia, nonostante l’influenza degli strumenti mobili, la ricerca “La forza del lavoro in Europa” svolta da ADP – leader mondiale nell’human capital management – mostra che due terzi dei dipendenti italiani (64,20%) lavora ancora da un luogo di lavoro fisso, come un ufficio o una fabbrica.Ciò contrasta con le aspirazioni dei dipendenti, dei quali oltre un terzo (40%) dichiara di volere una combinazione di lavoro da casa o altro luogo e ufficio (ma lo fa solo l’8%,) e un 21,8% che vorrebbe solo lavorare da casa senza avere un ufficio, una situazione questa che attualmente è una realtà soltanto per il 13,5%. Analogamente, la maggior parte degli italiani lavora ancora secondo orari fissi (58%), nonostante il fatto che solo il 39% affermi di preferire tale forma di lavoro. Infatti, oltre un terzo, (38,5%) ha asserito di preferire una combinazione di orari fissi e flessibili, mentre quasi un quarto (22,5%) ha detto di preferire una totale flessibilità.
L’Olanda è il paese con la maggiore flessibilità di lavoro e la più alta percentuale di persone che lavorano in remoto senza supporto di uffici (20% contro il nostro 7,9%) e con orario totalmente flessibile (33% conto il nostro 25,5%). All’altra estremità della scala, i lavoratori tedeschi hanno la più bassa flessibilità in termini di luogo di lavoro, con oltre due terzi (70%) che lavorano da un luogo fisso. Nel frattempo, i lavoratori spagnoli hanno il minor grado di controllo sull’orario lavorativo, con il 65% che lavora secondo orari fissi e solo il 20% che lavora a orario flessibile.
Abbiamo detto come una notevole percentuale di lavoratori italiani desideri maggiore flessibilità nel lavoro, i dipendenti vorrebbero che i loro datori di lavoro investissero in tecnologie che rendano possibile tale flessibilità. Un lavoratore italiano su tre chiede al proprio datore di lavoro di investire in computer portatili (35,6%) e in software specialistici (34%) mentre uno su cinque vorrebbe che il suo datore di lavoro investisse in smartphone e tablet (22%).Sotto il profilo delle competenze, oltre un quinto dei lavoratori in Italia sostiene che gradirebbe corsi di formazione IT avanzati (24,4%), mentre un ulteriore 23,5% afferma di avere bisogno di assistenza con le nuove tecnologie e dispositivi. (foto: smartworking)

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