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Sud Sudan: si attenua la carestia, ma la situazione rimane disperata per il diffondersi della fame

Posted by fidest press agency su domenica, 25 giugno 2017

Fao-RomaSecondo nuove analisi pubblicate oggi, a seguito del significativo incremento della risposta umanitaria la carestia in Sud Sudan appare attenuata. Tuttavia, la situazione è tuttora disperata in tutto il paese poiché il numero di persone che ogni giorno cercano di trovare cibo sufficiente ha raggiunto i 6 milioni – dai 4,9 milioni di febbraio – ed è il più alto livello di insicurezza alimentare che si sia mai registrato in Sud Sudan.
Secondo l’aggiornamento della Integrated Food Security Phase Classification (IPC) (Quadro integrato di classificazione della sicurezza alimentare, N.d.T.) la nuova valutazione congiunta del governo, della FAO, dell’UNICEF, del WFP e di altri partner umanitari, la definizione tecnica approvata di carestia non si applica più nelle contee di Leer e Mayandit dell’ex Unity State, dove era stata dichiarata a febbraio. In altre due contee ritenute ad alto rischio nel mese di febbraio – Koch e Panyijiar – l’immediata e capillare assistenza umanitaria ha svolto un ruolo significativo nel prevenire un ulteriore deterioramento della carestia.Tuttavia, circa 45.000 persone (25.000 nell’ex Unity State e 20.000 nell’ex Jonglei State) stanno ancora sperimentando condizioni catastrofiche per il grande numero di sfollati provocato dai conflitti e dallo scarso raccolto dello scorso anno. Queste popolazioni sono ora di fronte alla prospettiva della fame a meno che non arrivi una robusta assistenza umanitaria.Un deterioramento della situazione si registra in tutto il paese. Il numero di persone che affrontano livelli di fame di emergenza – un gradino in meno rispetto alla carestia sulla scala IPC – è di 1,7 milioni, 1 milione in più rispetto al mese di febbraio.
Le tre agenzie ONU hanno messo in guardia che i passi avanti fatti nelle peggiori situazioni di fame non devono andare perduti. La capacità della popolazione di nutrirsi è stata fortemente erosa e il sostegno salva vita e d’emergenza per la salvaguardia del cibo e dei mezzi di sussistenza deve continuare a prevenire una ricaduta nella carestia.
L’aumento dell’insicurezza alimentare è stato determinato dal conflitto armato, dai raccolti inferiori alla media e dall’aumento dei prezzi alimentari, oltre che dagli effetti dell’annuale stagione magra.Nel sud-ovest del paese, fino a poco tempo fa il granaio del paese, ci sono livelli di fame senza precedenti, causati in gran parte dal conflitto. Le comunità agricole sono state costrette a varcare i confini e cercare un aiuto alla propria sopravvivenza nei paesi limitrofi, lasciandosi alle spalle campi non custoditi che ha portato gli analisti a prevedere un elevato disavanzo nazionale di cereali per il 2018.Sulla riva occidentale del fiume Nilo, nell’angolo nord-est del paese, la fame si è moltiplicata dopo che il rinnovato conflitto ha provocato grandi spostamenti di popolazione e l’interruzione dei mezzi di sussistenza, dei mercati e dell’assistenza umanitaria.
Dall’inizio dell’anno il WFP ha raggiunto in Sud Sudan 3,4 milioni di persone. Questo comprende assistenza alimentare e nutrizionale di emergenza a 2,6 milioni di persone dislocate o colpite dal conflitto e a 800.000 persone attraverso le operazioni di recupero, per aiutare le comunità a rafforzare la propria capacità di risposta agli shock, oltre che con il continuo sostegno ai rifugiati.Finora quest’anno, l’UNICEF, insieme ai suoi partner, ha curato più di 76.000 bambini con grave malnutrizione acuta (SAM). I bambini con SAM hanno nove volte più probabilità di morire di quelli ben nutriti. Il Fondo dei bambini delle Nazioni Unite ha come obiettivo per l’anno di raggiungere 700.000 bambini malnutriti in tutto il paese. Nell’ambito del suo approccio multisettoriale per affrontare la questione, l’UNICEF ha inoltre fornito a 500.000 persone acqua potabile e ad altre 200.000 ha dato accesso a strutture sanitarie.L’UNICEF, il WFP e i loro partner hanno anche aumentato le missioni di Risposta Rapida, che utilizzano elicotteri e lanci aerei per raggiungere le comunità rimaste isolate. Da febbraio sono state completate 25 missioni nello Unity State, nell’Upper Nile e nello stato di Jonglei, raggiungendo oltre 40.000 bambini.La FAO ha fornito a oltre 2.8 milioni di persone, tra cui 200.000 nelle aree affette da carestia, kit per la pesca e sementi per coltivare verdure e altre produzioni, oltre a vaccinare più di 6 milioni di capi di bestiame per salvare vite umane attraverso i mezzi di sussistenza.La carestia può essere ufficialmente dichiarata solo quando sono soddisfatte condizioni molto specifiche: almeno il 20% delle famiglie di una zona soffrono di carenza di cibo estrema con una capacità limitata di farvi fronte; i tassi di malnutrizione acuta devono superare il 30%; e il tasso di mortalità giornaliera deve superare la media di due adulti per ogni 10.000 persone. (SOURCE Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO)

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