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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 27 giugno 2017

Al lido Ilmaredentro si ride con Renato Ciardo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

renato ciardoBari Venerdì 30 giugno Apertura: 21:30 il lido Ilmaredentro Via dello Speziale proporrà, in collaborazione con l’associazione culturale Echo Events diretta da Donato Sasso, lo spettacolo “Solo solo” del comico e musicista Renato Ciardo.
“Questo show nasce per puro caso – ha spiegato l’artista – su suggerimento di mia moglie per il fatto che da anni sono impegnato con spettacoli e so sia suonare che cantare, imitare e recitare. Quindi mi è venuto in testa questo spettacolo che sto portando da qualche anno e sta andando molto bene”.
Fatto di canzoni, chiacchiere, storie e personali esperienze della città di Bari, lo spettacolo del comico e musicista, componente della Rimbamband e figlio del noto Gianni, vuol’essere una parentesi di circa un’ora e mezza di spensieratezza nella quale ridere e divertirsi.
“All’interno dello spettacolo racconto quella che è stata la mia storia artistica fatta di personaggi, partendo dai miei miti quali Toni Dallara che imito spesso nelle mie esibizioni, Nico Fidenco, Bruno Lauzi e tanti altri. Poi racconto il quartiere dove vivo da cinque anni, ovvero Japigia, proponendo vari aneddoti dei residenti”.
Nato nel capoluogo pugliese nel 1974, Renato ha mostrato fin da subito una grande passione per la musica che lo ha portato a diventare autore, compositore e arrangiatore di alcuni dei brani cantati dal padre, il celebre comico Gianni Ciardo. Sul palco del lido Ilmaredentro, come in tutti questi spettacoli che lo vedono solo in scena, non mancherà il primo inedito Ciardo “Ciaddì” pubblicato da Acustic Sound e considerato uno scanzonato inno agli usi e costumi della cittadinanza barese e che raccoglie le tradizioni degli abitanti del capoluogo pugliese, sintetizzate in tre minuti.
“La canzone è stata un successo. È stata molto apprezzata non solo qui a Bari e in generale in Puglia, ma in tutto il mondo grazie al fatto che i baresi sono sparsi in tutti i continenti. Sono fiero di portare la nostra ‘baresità’ in giro per il mondo”.
Al termine dello spettacolo l’appuntamento del lido Ilmaredentro continuerà con il dj set di Simon resident della struttura. Con i suoi mix si ballerà fino a tarda notte. (foto: renato ciardo)

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Non serve “Un Uomo per tutte le stagioni”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

palermo palazzo normanni regioneMi riferisco alla tormentata scelta del candidato del centro-sinistra per la candidatura alla Presidenza della Regione Sicilia. Il governatorato della Sicilia è stato svilito anche nell’immagine con la presidenza di Rosario Crocetta; essere il successore di Crocetta è una “deminutio capitis” per qualunque candidato, sia proveniente dal mondo politico, che dalla società civile.Emerge con insistenza la candidatura di Pietro Grasso, presidente del Senato, seconda carica dello Stato, posizione che lo pone in pole position per un futuro passaggio al Quirinale, alla scadenza del mandato degnamente svolto da Mattarella.Proporre Grasso alla presidenza della Regione è come sparare ad un nido di vipere con una salva di cannonate.Grasso ha altri ruoli, altra dimensione politica, sociale e culturale da svolgere per limitarsi ad aspirare alla Presidenza della Regione Sicilia; dovrebbe abbandonare l’attuale ruolo di presidente del Senato, che ha assunto, grazie a Grasso, un ruolo-guida di salvaguardia dell Costituzione operando valutazioni sociali e politiche rivolte a tutto il popolo italiano e non limitatamente al popolo siciliano.Il rischio per Grasso sarebbe rappresentato dalle “serpi in seno” che non mancano in nessun partito politico, sia in Sicilia che nel resto della nazione. Si tratta di quei peones che “sopravvivono” di politica e che dicono: “meglio entrare con un partito di minoranza , che restare fuori con Grasso presidente”. Ci si aspetterebbe molto da un Piero Grasso nel ruolo di Governatore della Sicilia, molto più di quanto potrebbe dare in una legislatura regionale, perché il marcio non è solamente nei quadri politici, ma coinvolge l’intero apparato burocratico di ogni singolo assessorato, con dirigenti regolarmente iscritti nel lungo elenco dei corruttibili, se non già in quello dei corrotti o dei corruttori.Perdere un uomo delle istituzioni della caratura di Grasso, per relegarlo nel covo di vipere che domina e controlla ogni affare o evento che riguarda la Sicilia, non sarebbe vantaggioso per l’intera Nazione.Con ciò non significa cercare per la Sicilia “un Uomo per tutte le stagioni”, bensì un candidato credibile, adatto al ruolo, con un programma definito insieme a tutte le forze che, attualmente, si dilaniano alla ricerca, ognuno, di un piccolo sgabello nella ricca mensa della Regione Sicilia. Non si capisce perché movimenti qualificati, guidati da uomini esperienti, non riescano a trovare un “minimo comune multiplo” per favorire un’ aggregazione di governo in grado di liberarsi dai lacci e lacciuoli che hanno mortificato ogni forma di sviluppo della Sicilia. Questi gruppi già esistono: il gruppo di Pisapia e Tabacci, portatore di istanze sociali sostenute da una visione liberalistica dell’economia; il gruppo che fa capo a Orlando, che fa riferimento diretto ed esclusivo al mondo civile e a istanze sociali; il gruppo in costante aumento di “Idea Sicilia”, organizzato dal Prof. Lagalla, già Magnifico Rettore dell’Università di Palermo, e, quindi, profondo conoscitore dei disagi che serpeggiano nella base popolare; infine la parte sana del PD, quella ben lontana dalla ricerca di alleanze contro natura.
Insieme e nell’interesse prioritario delle fasce più deboli, ripulendo l’Assemblea regionale dai parassiti servi dei poteri forti e, spesso, anche della mafia. Dall’unione di queste forze potrebbe venir fuori un candidato credibile e ben accetto, come è accaduto in Francia con Macron; bisognerà solamente valutare se il popolo siciliano è capace di pensare e agire come hanno fatto i francesi, o, piuttosto, preferisce rimanere legato alle corruttele, alle false promesse, alla ricattabilità. (Rosario Amico Roxas)

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La difesa del litorale ibleo tra diritto, ingegneria, geologia e architettura

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

PaganoRagusa Approccio multidisciplinare, gestione integrata del territorio e monitoraggio continuo delle coste, pur nella consapevolezza che il loro equilibrio è fragile e che nessuna soluzione può considerarsi definitiva. È quanto emerge dal seminario scientifico “Per la difesa del litorale ibleo”, che si è svolto questa mattina nella Sala Ideal di Piazza Libertà. L’incontro, organizzato da Betontest laboratori tecnologici e di ricerca in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali e il Genio civile di Ragusa, ha messo a confronto avvocati, architetti, geologi, geometri, ingegneri e periti industriali sul tema della salvaguardia, del risanamento e della valorizzazione della fascia costiera iblea.A introdurre i lavori sono stati Calogero Rizzuto, Soprintendente ai Beni culturali e ambientali, e Ignazio Mariano Pagano, ingegnere capo del Genio civile di Ragusa. Una circostanza insolita, questa, e sicuramente positiva per i professionisti del settore, come ha ricordato il presidente dell’Ordine provinciale degli Ingegneri Vincenzo Giuseppe Dimartino, perché è indice del dialogo tra le istituzioni e della volontà di affrontare assieme i problemi del territorio.Dopo i saluti dei rappresentanti dei vari ordini professionali coinvolti, MonacaAntonio Barone, docente di Diritto amministrativo dell’Università LUM “Jean Monnet” di Bari, ha trattato le questioni giuridiche sollevate dall’impatto dei fenomeni erosivi o di accumulo dei sedimenti sui confini demaniali e privati, nonché dai danni dei marosi ai fabbricati, dalla legittimità degli stessi, dall’eventuale responsabilità civile degli enti pubblici nei confronti dei privati per mancati interventi. Il giurista ha rilevato le incertezze del diritto nell’odierna società del rischio e ha evidenziato la necessità di una gestione integrata e mai statica della costa, secondo il modello della flexicurity. Quanto alla titolarità degli interventi di salvaguardia ambientale, Barone ha spiegato come la sussidiarietà orizzontale e il pareggio del bilancio abbiano aperto le porte ai privati anche in questo campo: diverse le tipologie di interventi in sinergia pubblico-privato per opere “calde”, che hanno una rilevanza imprenditoriale per gli investitori, e opere fredde dove è predominante la funzione sociale.Rosaria Ester Musumeci, ricercatrice del Dipartimento di Ingegneria civile e architettura dell’Università di Catania ha evidenziato come il problema riguardi tutte le coste italiane. Secondo recenti studi sull’arretramento delle coste, negli ultimi vent’anni solo l’Emilia Romagna è riuscita a dimezzare e quasi arrestare l’erosione costiera, grazie a interventi efficaci e ben realizzati. Nel ragusano, dove le coste sono in parte sabbiose e in parte rocciose, la situazione si presenta in evoluzione. Negli ultimi decenni, le strutture portuali di Pozzallo, Scoglitti e Marina di Ragusa hanno modificato profondamente il litorale, creando zone di erosione e di accumulo dei sedimenti. La studiosa ho offerto un’ampia panoramica delle cause, ma anche degli interventi (dai ripascimenti ai pennelli fino ai moduli per il ripopolamento ittico) che potrebbero riportare le coste in uno stato di equilibrio, seppure “dinamico” e provvisorio.
Darko Pandakovic, docente di Architettura del Paesaggio alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e consulente Unesco, nel suo intervento ha evocato la grecità del paesaggio ibleo, rilevando provocatoriamente come l’erosione potrebbe rivelarsi utile nella misura in cui inghiotta opere abusive costruite sulle scogliere o a pochi metri dal mare, cementificando e abbruttendo la costa. L’architetto Pandakovicpaesaggista ha invocato, inoltre, la restituzione di un’immagine originaria del territorio o almeno interventi leggeri di risanamento, ricordando quanto Poseidone, il dio greco del mare, fosse volubile e irascibile.Infine, Corrado Monaca direttore della Sperimentazione dei laboratori tecnologici e di ricerca Betontest ha ripercorso l’attività di ricerca dell’azienda, dal Fascicolo del fabbricato sul patrimonio edilizio esistente (2009) alla recente campagna d’indagine sullo stato di salute degli edifici scolastici con la tecnologia DifRob (diagnostica reticolare non distruttiva a raggi X) a Modica e a Noto, fino alle collaborazioni con enti di ricerca e università italiane.Al termine del convegno, i presidenti degli ordini professionali, il Soprintendente, l’ingegnere capo del Genio civile di Ragusa hanno sottoscritto un documento “Per Camarina”. I firmatari, preso atto della “gravissima condizione di degrado del promontorio di Cammarana” e del rischio di crollo delle antiche fortificazioni di Camarina in assenza di immediati interventi di consolidamento, peraltro già finanziati con D.D.S. 2008/13948, “esprimono l’unanime auspicio che il Comune di Ragusa possa attuare in brevissimo tempo le azioni di tutela e salvaguardia dell’importantissimo sito Archeologico”. (foto: pagano, Monaca, Pandakovic)

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Lotta alla polio

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

unicefNew York. Trent’anni fa, la polio rendeva paralizzati ogni anno oltre 350.000 bambini in più di 125 paesi nel mondo. Grazie allo straordinario impegno di governi, operatori sanitari, donatori e i partner della Global Polio Eradication Initiative (GPEI) – partnership pubblica e privata dedicata a porre fine alla malattia – il virus è stato eliminato in tutti paesi eccetto tre: Afghanistan, Nigeria e Pakistan. Fino ad oggi nel 2017 sono stati registrati soltanto 5 casi.I bambini continuano ad essere a rischio ovunque se la polio non sarà completamente eradicata. Per porre fine definitivamente alla malattia, i rappresentanti dei governi e i partner si sono riuniti ad Atlanta alla Convention Rotary (lo scorso 12/6) per riaffermare il loro impegno a eradicare la polio e raccogliere 1,2 miliardi di dollari per supportare gli sforzi per porre fine alla malattia e proteggere oltre 450 milioni di bambini dalla polio ogni anno.Gli impegni più importanti a livello economico comprendono: 450 milioni di dollari donati dalla Gates Foundation, 75 dal Canada, 61,4 dalla Commissione Europea, 55 dal Giappone, 30 da Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, Principe ereditario di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, 30 milioni dalla Dalio Foundation, 25 dalla Bloomberg Philantropies, 15 da un donatore anonimo, 13,4 dall’Australia, 11,2 dalla Germania, 5 da easyJet, 5 dall’Italia (4,5 milioni di euro) e 4 dalla Repubblica di Corea.“Siamo quasi arrivati, insieme, ad eradicare la polio dal pianeta, ma ci riusciremo solo se lavoreremo senza fermarci per raggiungere i bambini che non sono stati ancora raggiunti,” ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF. “Non possiamo fallire in questo ultimo sforzo, perché se non riusciremo a fare la storia, saremo giudicati dalla storia stessa.”Grazie agli sforzi fatti fino ad oggi, la polio è stata eliminata da alcune delle aree più remote e difficili del mondo. Per esempio, in India, – una volta considerato il posto più difficile al mondo per porre fine alla malattia – in oltre 6 anni non è stato registrato nessun caso. Oltre 16 milioni di bambini nel mondo oggi camminano, ma avrebbero potuto esser stati paralizzati dalla malattia. Le risorse per la polio nel mondo stanno aiutando a far avanzare anche altri obiettivi sanitari a livello nazionale.“Vogliamo ringraziare il Governo Italiano per essersi impegnato con un contributo di 4,5 milioni di euro a sostegno di UNICEF e OMS in questa importante lotta contro la polio in Afghanistan e Pakistan”, ha sottolineato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera.

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La morte del Professore Stefano Rodotà: lettera dal carcere

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

rodotàLa sua morte “ci ha molto addolorato, perché gli uomini ombra (così si chiamano fra loro gli ergastolani) avevano ancora bisogno della sua voce e della sua luce per tentare di cancellare nel cuore degli umani e nel nostro ordinamento giuridico la pena più crudele che un uomo possa dare e ricevere: la condanna alla “Pena di Morte Viva”. Molti non sanno che il Professor Stefano Rodotà, insieme a Margherita Hack, Umberto Veronesi, Franca Rame, Don Andrea Gallo e tanti altri ancora vivi, era uno dei primi firmatari della proposta di iniziativa popolare per l’abolizione della pena dell’ergastolo sul sito http://www.carmelomusumeci.com . Anni fa, anche a nome dei miei compagni, gli avevo scritto questa lettera: “La prigione è un mondo ignoto per tutti quelli che sono liberi e, per fare conoscere ai “buoni” l’inferno che hanno creato e che mal governano, scrivo spesso sulla violenza del mondo carcerario.
Sono un “cattivo, maledetto e colpevole per sempre” destinato a morire in carcere se al mio posto in cella non ci metto qualcun altro, perché sono condannato alla “Pena di Morte Viva”. Infatti in Italia una legge prevede che se non parli e non fai condannare qualcun altro al tuo posto, la tua pena non finirà veramente mai e non avrai nessun beneficio o sconto di pena, escludendo così ogni speranza di reinserimento sociale. Questa condanna è peggiore, più dolorosa e più lunga, della pena di morte, perché è una condanna di morte al rallentatore, che ti ammazza lasciandoti vivo.
Per questo gli ergastolani ostativi non hanno più età, come non l’hanno i morti, perché sono cadaveri viventi. E il nostro dolore è diverso da tutti gli altri prigionieri, perché non c’è neppure un briciolo di speranza in una cella di un uomo ombra. Per questo gli stessi ergastolani, con l’aiuto della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da Don Oreste Benzi, prendendo coscienza della loro situazione hanno deciso di mettere in rete una raccolta di adesioni denominata “Firma Contro L’Ergastolo”, nel sito che porta il mio nome, http://www.carmelomusumeci.com , perché esistono molti modi per uccidere una persona, ma quello di murarlo vivo in nome del popolo italiano, senza l’umanità di ammazzarlo prima, è uno dei più crudeli. Sapendo del Sua sensibilità sociale abbiamo pensato d’invitarLa ad aderire pubblicamente contro la pena dell’ergastolo.”
Molti miei compagni erano scettici sul fatto che una persona così importante come Stefano Rodotà avrebbe aderito ad un’iniziativa che partiva così “in basso” e lo ero anch’io, consapevole che difficilmente un uomo delle istituzioni avrebbe avuto il coraggio di aderire pubblicamente ad una campagna così impopolare e controcorrente. Eppure lui lo fece, subito e senza esitazioni, facendoci così capire che non tutta la società era d’accordo a considerare irrecuperabili per sempre i condannati all’ergastolo.
Grazie professore. Buon riposo. (Carmelo Musumeci) (foto: rodotà)

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Greater democracy through mathematics

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

munichMunich (TUM). For democratic elections to be fair, voting districts must have similar sizes. When populations shift, districts need to be redistributed – a complex and, in many countries, controversial task when political parties attempt to influence redistricting. Mathematicians at the Technical University of Munich (TUM) have now developed a method that allows the efficient calculation of optimally sized voting districts.When constituents cast their vote for a candidate, they assume it carries the same weight as that of the others. Voting districts should thus be sized equally according to population. When populations change, boundaries need to be redrawn.For example, 34 political districts were redrawn for the upcoming parliamentary election in Germany – a complex task. In other countries, this process often results in major controversy. Political parties often engage in gerrymandering, to create districts with a disproportionately large number of own constituents. In the United States, for example, state governments frequently exert questionable influence when redrawing the boundaries of congressional districts.“An effective and neutral method for political district zoning, which sounds like an administrative problem, is actually of great significance from the perspective of democratic theory,” emphasizes Stefan Wurster, Professor of Policy Analysis at the Bavarian School of Public Policy at TUM. “The acceptance of democratic elections is in danger whenever parties or individuals gain an advantage out of the gate. The problem becomes particularly relevant when the allocation of parliamentary seats is determined by the number of direct mandates won. This is the case in majority election systems like in USA, Great Britain and France.”
Prof. Peter Gritzmann, head of the Chair of Applied Geometry and Discrete Mathematics at TUM, in collaboration with his staff member Fabian Klemm and his colleague Andreas Brieden, professor of statistics at the University of the German Federal Armed Forces, has developed a methodology that allows the optimal distribution of electoral district boundaries to be calculated in an efficient and, of course, politically neutral manner.
The mathematicians tested their methodology using electoral districts of the German parliament. According to the German Federal Electoral Act, the number of constituents in a district should not deviate more than 15 percent from the average. In cases where the deviation exceeds 25 percent, electoral district borders must be redrawn. In this case, the relevant election commission must adhere to various provisions: For example, districts must be contiguous and not cross state, county or municipal boundaries. The electoral districts are subdivided into precincts with one polling station each.
“There are more ways to consolidate communities to electoral districts than there are atoms in the known universe,” says Peter Gritzmann. “But, using our model, we can still find efficient solutions in which all districts have roughly equal numbers of constituents – and that in a ‘minimally invasive’ manner that requires no voter to switch precincts.”
Deviations of 0.3 to 8.7 percent from the average size of electoral districts cannot be avoided based solely on the different number of voters in individual states. But the new methodology achieves this optimum. “Our process comes close to the theoretical limit in every state, and we end up far below the 15 percent deviation allowed by law,” says Gritzmann.The researchers used a mathematical model developed in the working group to calculate the electoral districts: “Geometric clustering” groups the communities to clusters, the optimized electoral districts. The target definition for calculations can be arbitrarily modified, making the methodology applicable to many countries with different election laws.The methodology is also applicable to other types of problems: for example, in voluntary lease and utilization exchanges in agriculture, to determine adequate tariff groups for insurers or to model hybrid materials. “However, drawing electoral district boundaries is a very special application, because here mathematics can help strengthen democracies,” sums up Gritzmann.
Technical University of Munich (TUM) is one of Europe’s leading research universities, with more than 500 professors, around 10,000 academic and non-academic staff, and 40,000 students. Its focus areas are the engineering sciences, natural sciences, life sciences and medicine, combined with economic and social sciences.

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“Virginia Raggi si è data sette e mezzo per il primo anno da sindaca di Roma?”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

fico“Io le darei lo stesso e voto e anche di più come incoraggiamento. Fare il sindaco di Roma è davvero terribile, faticoso e distruttivo”. Così Roberto Fico, capogruppo alla Camera del M5s e presidente della Commissione Vigilanza Rai, ospite del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. “Ho visto Virginia due giorni fa, lei sta cercando di fare e dare il massimo, è chiaro che non è semplice ma si va avanti”. La Raggi dovrebbe dimettersi se ci sarà il processo? “Se c’è il processo non si deve dimettere assolutamente, poi vedremo il corso ma non nel rinvio a giudizio”, ha concluso a Rai Radio1 Fico. (foto: fico)

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“Nasce una nuova visione per le spiagge di Castelporziano e Capocotta”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

spiaggia_litorale_castelporziano“Le spiagge di Castelporziano e di Capocotta sono state sempre considerate come macchine da soldi al servizio dei partiti e dei soliti noti. Oggi finalmente questa amministrazione vede oltre e decide di progettare una nuova organizzazione dei parcheggi che impedirà di operare agli abusivi. Abbiamo inoltre previsto una tutela maggiore delle dune e una nuova pista ciclabile che collegherà Ostia agli arenili più belli di Roma. Le dune verranno nuovamente recintate e i parcheggi interni adeguati. Ci saranno navette e parcheggi di scambio in modo da ridurre il traffico e l’impatto sull’ambiente. Tutto supportato da uno studio puntuale commissionato dall’Assessora Montanari.
Tutto questo si sposa con il nuovo Piano di Utilizzazione degli Arenili che stiamo predisponendo con il Commissario prefettizio Vulpiani, nonché con i nuovi bandi europei che garantiranno qualità, trasparenza e concorrenza leale. Non solo torna la legalità sulle spiagge di Roma, ma vedono la luce anche progetti e un futuro che nessuno prima di noi aveva mai proposto né lontanamente immaginato. Passiamo dagli appalti di Mafia Capitale alla tutela ambientale, dal business degli amici della vecchia politica ai servizi a beneficio e vantaggio del cittadino. Ci teniamo infine a sottolineare che proprio in queste ore la commissione capitolina Ambiente si è riunita sulle tematiche summenzionate, a testimonianza di quanto sia alta l’attenzione da parte dell’amministrazione pentastellata in merito alla questione della legalità intorno alle spiagge”. Lo dichiarano in una nota congiunta la delegata della Sindaca per il X Municipio Giuliana Di Pillo e il capogruppo in Campidoglio del M5S Paolo Ferrara.

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Principio di incendio a Villa Ada spento dai frequentatori del parco

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

villa ada maneggioRoma. Venerdì sera un principio di incendio (sicuramente di origine dolosa) sprigionatosi accanto a delle panchine in un boschetto non lontano da uno degli ingressi di Villa Ada sulla via Salaria ha rischiato di mandare in fumo il parco, considerato anche il facile innesco offerto dalla vegetazione completamente secca. Solo il pronto intervento di alcuni frequentatori del parco – dopo un vano tentativo di allertare il Servizio Giardini – ha permesso di evitare il peggio.L’episodio ripropone il gravissimo rischio roghi al quale sono esposti i parchi e le ville storiche romane, in assenza di adeguata sorveglianza antincendi e considerato il periodo di siccità estrema che richiederebbe invece un doveroso e tempestivo intervento straordinario di annaffiamento degli alberi per evitare una moria generalizzata con danni irreparabili al patrimonio arboreo urbano e alla sua preziosa funzione ecologica. Per questo ci appelliamo nuovamente alla sindaca Raggi e all’assessora all’Ambiente Montanari.
Purtroppo, al contrario degli auspicati interventi di salvaguardia del verde, abbiamo appreso in questi giorni dell’improvvida conferma della location di Villa Ada (laghetto in via di Ponte Salario) nell’ambito degli eventi dell’Estate Romana, con un impatto che abbiamo più volte segnalato come insostenibile e devastante. Siamo curiosi di sapere come sia stato possibile concedere per l’ennesima volta le deroghe ambientali in un’area plurivincolata, deroghe previste solo per singoli eventi e non per kermesse della durata di mesi. Su questo il Campidoglio è già stato diffidato con un esposto formale e lo aspettiamo al varco. (n.r. Questo incendio sventato sul nascere mette muovamente a nudo le carenze dei servizi municipali e la loro ridotta capacità d’intervento che in questi casi doveva essere approntato in tempi brevissimi. Tutto cià accade anche per altre disfunzioni: trasporti, sicurezza, rifiuti ecc. E’ la ragione per quale abbiamo più volte insistito sulla necessità che i cittadini siano messi in grado di avere “un interlocutore valido” nel senso d’essere capace di disporre interventi d’urgenza in tempo reale appena giunge la segnalazione. Abbiamo anche indicato il modo come ridurne i costi avvalendosi di “osservatori” volontari.)

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Campidoglio, cresce il turismo nella Capitale

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

Foro romanoRoma Nei primi cinque mesi del 2017 Roma ha contato 5,4 milioni di arrivi e 13,5 milioni di presenze facendo registrare, rispetto allo stesso periodo del 2016, una crescita di circa il 2,8% negli arrivi e del 2,5% nelle presenze, con una accentuazione maggiore della domanda di turisti stranieri (+3,24% arrivi; +3,11% presenze). Sono i dati del turismo nella Capitale, frutto delle prime elaborazioni dell’anno realizzate dall’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio, illustrati oggi nel corso della conferenza stampa di inaugurazione del nuovo Punto Ristoro presso il P.I.T. di via dei Fori Imperiali a cui hanno preso parte la Sindaca di Roma Virginia Raggi, l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Adriano Meloni, l’Ad di Zètema Albino Ruberti e la presidente della Commissione capitolina Turismo Carola Penna.
La rete dei P.I.T. si conferma come principale punto di informazione e accoglienza per i turisti italiani e stranieri che visitano Roma: il numero dei contatti registrati è infatti in crescita costante. Dopo i 3.594.345 contatti stimanti nel 2016, nei primi tre mesi del 2017 (ultimo dato disponibile) sono stati registrati 805.354 contatti, con un incremento dell’1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.Quest’anno l’Amministrazione capitolina ha avviato il processo di riorganizzazione della rete dei P.I.T., con la chiusura di quelli meno visitati e la risistemazione dei servizi prestati dal Punto di Accoglienza presso la sede del Dipartimento Turismo di Roma Capitale. Attualmente sono operativi 9 P.I.T. presso gli Aeroporti, la Stazione Termini e i principali luoghi del centro storico ed è in fase di realizzazione un progetto evolutivo che prevede l’incremento dei servizi offerti al turista, come la vendita di biglietti per bus turistici e spettacoli in programma in città. Inoltre, entro il mese di luglio 2017 sarà completato il nuovo P.I.T. dell’Aeroporto di Fiumicino che si troverà in una posizione ottimale, ovvero di fronte all’uscita passeggeri del Terminal 3.
piazza-navonaRoma Pass. Si conferma anche nel 2017 il successo delle card turistico-culturale della Capitale (Roma Pass 72 hrs e Roma Pass 48 hrs) che offrono agevolazioni economiche e servizi che facilitano la visita della città.
Dopo le 615.275 card vendute nel 2016, nei primi cinque mesi dell’anno sono state vendute complessivamente 237.072 card registrando un incremento del 4% rispetto alle 227.914 card vendute nello stesso periodo del 2016.Le due versioni di Roma Pass 72 hrs e Roma Pass 48 hrs si completano oggi con la RomaMap. Dopo aver scaricato la App gratuita Charta Roma, i possessori della Roma Pass potranno inquadrare con il loro tablet o smartphone la mappa inserita nel kit e, anche in assenza di connessione internet, visualizzare le riproduzioni in 3D, video, audio e immagini di approfondimento di: Colosseo; Piazza del Campidoglio e Musei Capitolini; Mercati di Traiano; Museo Ara Pacis; Castel Sant’Angelo; Piazza San Pietro e Basilica; Pantheon; Piazza Navona e Fontana di Trevi. L’audio guida è attualmente disponibile in italiano, inglese e spagnolo.
Prosegue la crescita in termini di contatti per il Call Center Turismo–Cultura–Spettacolo della città di Roma 060608 (operativo tutti i giorni dalle 9 alle 19): nei primi cinque mesi del 2017 sono state ricevute 126.076 chiamate, con una media di 835 chiamate giornaliere e registrando un incremento del +7,4% rispetto allo stesso periodo all’anno precedente. Anche il servizio di prenotazione e vendita di biglietti per spettacoli ed eventi culturali ha registrato una grande crescita nei primi cinque mesi del 2017: sono stati venduti infatti 6.850 biglietti, con un incremento del 31,7% rispetto allo stesso periodo del 2016.

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Precariato: record di sentenze favorevoli a docenti e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

tar lazioPosizioni dei giudici all’unisono presso le Corti di mezza Italia: da Catania a Milano, a favore di insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario, i legali del sindacato Anief hanno ottenuto pieno riconoscimento del diritto agli scatti di anzianità, quindi degli arretrati, al risarcimento per la mancata assunzione oppure per essersi visti negati i pagamenti dei mesi estivi pur ricoprendo un posto vacante. Inoltre, i ricorrenti d’ora in poi si ritroveranno uno stipendio effettivamente commisurato all’anzianità di servizio maturata nel corso del tempo. In tutti i casi, i giudici hanno ravvisato nei loro confronti un vero e proprio sfruttamento, che stride con le indicazioni europee e transnazionali dettate proprio per prevenire l’abuso del precariato. È ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere le progressioni di carriera anche se precari.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il nostro sindacato è nato proprio per tutelare i diritti di tutti i lavoratori della scuola e i precari, in particolare, sono quelli che da sempre hanno subito e subiscono tuttora gravissime discriminazioni. Le nostre azioni legali stanno dimostrando che avevamo ragione e i tribunali di tutta Italia evidenziano come il Ministero abbia palesemente violato l’Accordo Quadro attuato con Direttiva 1999/70/CE sulla non discriminazione del lavoro precario. Siamo orgogliosi di aver patrocinato cause che stanno restituendo dignità ai docenti e al personale Ata precario.

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Scuola: Graduatorie d’istituto

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneAppello all’amministrazione scolastica da parte di assistenti e dirigenti scolastici, perché posticipi la scadenza fissata ora solo al 30 giugno: è una tempistica a dir poco irrispettosa, perché serve tempo per esaminare titoli, servizi e dichiarazioni. Lasciando così le cose, si rischiano pasticci e ricorsi. Soprattutto perché le segreterie negli ultimi anni lavorano sotto organico, per via dei corposi tagli di posti (circa 50mila) attuati a partire dalla Legge 133/08 e confermati pure dal Governo Renzi che ha cancellato oltre 2mila unità di personale Ata. Anief ricorda, inoltre, che sulle graduatorie d’istituto incombono poi seri rischi di rifacimento, per via delle decisioni prese in tribunale. Lo stesso giovane sindacato ha presentato una serie di ricorsi al Tar Lazio contro il D.M. 374 riguardanti tutte le fasce, quindi non solo la seconda e terza coinvolte con l’aggiornamento attuale. I precari interessati possono presentare domanda o diffida entro domani che corrisponde all’ultimo giorno di presentazione dei titoli e servizi. La scadenza per l’adesione ai ricorsi è fissata al 30 giugno.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): si ripete un copione già visto, con il Miur che fa ricadere sul personale la mancanza di programmazione e i ritardi della macchina amministrativa. Fermo restando che è fondamentale nominare i supplenti prima dell’avvio del nuovo anno scolastico, come la legge prevede, non si comprende come faranno le scuole a esaminare in così pochi giorni titoli e servizi presentati dai docenti. Sarebbe bastato avviare la ‘finestra’ di aggiornamento qualche settimana prima. Per quanto riguarda i nostri ricorsi, sono stati presentati contro il D.M. 374/2017 e la nota Miur di trasmissione prot. n. 25196 del 1° giugno: si rivolgono a parti del regolamento istituito che contengono elementi di ingiustizia e irragionevolezza macroscopici, spesso anche in contrasto con chiare pronunce della magistratura amministrativa e persino in opposizione ai recenti decreti legislativi della Buona Scuola.

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Scuola: Mobilità docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cE’ deplorevole trasferire a 170 chilometri una docente con figli piccoli negandole i punti dei servizi svolti nella paritaria. La donna era stata collocata dal Miur in una scuola di Catania, lontanissima dal suo Comune di residenza, Monreale, e dal proprio nucleo familiare, costituito da due figli in tenera età (tre e un anno) e dal coniuge, impossibilitato a seguirla. Il provvedimento è del Tribunale del Lavoro di Catania che accoglie le ragioni patrocinate dai legali Anief e annulla il contratto nazionale sui trasferimenti nella parte in cui non attribuisce punteggio al servizio svolto nelle scuole non statali o equiparate: per i giudici il trasferimento coatto ha costituito un inevitabile ‘pregiudizio per l’unità della famiglia’, perché non considerando tutti i periodi di precariato sono state ‘gravemente compromesse l’unità e la serenità del nucleo familiare’. Del resto, l’articolo 29 della Costituzione italiana, come il 31 e il 26, tutelano in modo chiarissimo l’unità della famiglia. E lo Stato non può creare le condizioni di andarla a minare, arrivando ad approvare disposizioni contrarie. Ma anche l’articolo 8 della Convenzione sulla giurisprudenza europea salvaguarda il diritto familiare.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): questa nuova vittoria è per noi motivo di forte soddisfazione. Perché abbiamo dimostrato in udienza non solo l’illegittimità delle disposizioni riportate nel contratto nazionale dell’aprile scorso sulla mobilità, ma anche come il Ministero dell’Istruzione abbia gravemente compromesso l’unità e la serenità della lavoratrice e dei suoi affetti, attraverso delle previsioni contrattuali illegittime e lesive dei diritti dei lavoratori. E siccome il diritto al lavoro non può negare quello alla famiglia, visto che è una prerogativa che riguarda perfino i militari, il giudice non ha potuto fare altro che applicare la legge.È ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere il punteggio del servizio svolto nelle scuole paritarie o il punteggio per i titoli SSIS, TFA, Sostegno, per il servizio militare svolto non in costanza di nomina cui il CCNI non attribuisce punteggio, qualora siano stati dichiarati nella domanda di mobilità e non si è ottenuto il movimento richiesto.

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Arena di Sabaudia: storica manifestazione estiva

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

sabaudia_arenaAll’Arena di Sabaudia, sotto lo sguardo seducente della maga Circe, dal 20 luglio al 10 settembre,(Inizio spettacoli ore 21:00) torna l’appuntamento con la storica manifestazione estiva, tra le più importanti del Lazio, che ospiterà i grandi nomi del cinema, della musica e della comicità italiana.Una programmazione ricca e coinvolgente, curata e realizzata dalla AUGUSTUS DREAM della famiglia Fontana, con la direzione artistica di AB Management e la direzione di produzione di Erasmo Berti.La rassegna prevede ospiti d’eccezione, tra cantanti, musicisti, comici, attori e registi e una selezione tra i film, i concerti e gli spettacoli più esclusivi ed originali della stagione.
Saranno l’energia e la solarità di Marco Ligabue sabato 22 luglio a inaugurare i grandi appuntamenti live, che proseguiranno con la magia della musica d’autore di Stefano Bollani giovedì 3 agosto, le suggestioni del Premio Oscar Nicola Piovani domenica 6 agosto e lo speciale ritorno di Camillo Savone martedì 22 agosto.
Domenica 23 luglio prima serata degli spettacoli dedicati alla comicità con Giobbe Covatta, indiscusso protagonista del teatro italiano. A seguire mercoledì 2 agosto Pio e Amedeo, il duo pugliese record di ascolti; sabato 5 agosto un attesissimo one man show di Maurizio Battista; domenica 13 agosto l’eclettico Max Giusti, reduce dal successo di ascolti del game show televisivo su Canale 9, rivelazione dell’anno; giovedì 17 agosto la goliardia di uno dei comici più amati di sempre, Antonio Giuliani ed infine sabato 19 agosto la grande imperdibile chiusura con il nuovo spettacolo di Enrico Brignano.Nelle altre serate l’Arena farà da cornice a questo cinema all’aperto, con una programmazione dedicata ai migliori film italiani e internazionali, che vedrà la straordinaria partecipazione di celebri registi e attori.Sarà presente anche un’area ristoro di alta qualità.

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La Mappa del Sapore, 52 “perle” della cucina udinese

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

mappa saporeUn anno e mezzo dopo l’esordio di Udine (e dintorni) nella Mappa del sapore, ecco la seconda edizione “cittadina” di una guida che continua ad avere massima visibilità anche grazie alla collaborazione degli uffici turistici della Regione.
Con focus ancora il capoluogo friulano, il curatore Alessandro Tollon, vicepresidente provinciale di Confcommercio, lancia il bis con un’ulteriore aggiunta di aziende per toccare quota 52 tra ristoranti, trattorie, osterie con cucina, bistrot, enoteche e gastronomie. Come dalla prima edizione del 2003, la Mappa del Sapore, traduzione in tedesco e inglese, 10mila copie stampate, si presenta nella forma di un volume snello, poco più di un centinaio di pagine, che racchiude il meglio dell’offerta culinaria udinese. Ricordato l’autofinanziamento del progetto, Tollon sottolinea la riuscita di un format «che ci ha consentito di distribuire circa 260mila volumi nelle precedenti edizioni dedicate a Lignano, Udine prima edizione e fascia intermedia del territorio». I colori sono il bianco e il nero, in copertina compare l’angelo di Udine, nelle prime pagine c’è pure un intervento di Joe Bastianich. «Il Friuli offre vini e prodotti gastronomici che raccontano la storia della nostra terra – scrive Tollon nella premessa –. Diffondere la cultura del territorio è la missione dei nostri osti, ristoratori, cuochi, vignaioli, prosciuttieri e casari tra tradizione e innovazione. La missione è far conoscere i nostri tesori: vino friulano, ribolla, refosco, birra artigianale, cape, canoce, calamari, fasolari, prosciutto di San Daniele, pezzata rossa, montasio, formadi frant, ricotta friulana, frico, gubana, olio d’oliva, brovada, musetto, sclupit…offriamo e chiediamo il meglio». Ad aderire sono dunque 52 locali di Udine e dintorni (si arriva fino a Fagagna): dai ristoranti stellati come Agli Amici di Godia alle nicchie del buon mangiare e buon bere friulani. «Nel turismo di oggi l’enogastronomia è un fondamentale elemento di attrazione – sottolinea il presidente della Camera di commercio Giovanni Da Pozzo –. L’importante è offrire iniziative di qualità. Perché la qualità paga sempre». La Mappa del Sapore, prosegue, «è un progetto mappa sapore1di identificazione del territorio che unisce le diverse realtà della cucina in una festa per il palato, alla riscoperta di sapori antichi in gustose rielaborazioni moderne». In passato la mappa è diventata oggetto di collezione. Contestualmente alla nuova pubblicazione è anche possibile scaricare la mappa all’indirizzo web http://www.mappadelsapore.it, sito molto visitato anche all’estero e che contiene tutte le mappe già pubblicate. Come la versione cartacea, l’online è pure in lingua tedesca e inglese. Il volume verrà distribuito da Tarvisio a Lignano passando naturalmente per Udine, negli infopoint della regione, nelle fiere internazionali, con particolare attenzione al turista austriaco e bavarese.
La prossima Mappa – è stato “rivelato” alla presentazione – sarà dedicata alla ristorazione della “Sportland”, quell’area del Friuli che sale fino alla montagna in cui fioriscono le attività sportive all’aperto, in grado di attirare turismo di qualità ed esprimere un’enogastronomia speciale. (foto: mappa sapore)

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Studio geologico e morfostrutturale delle faglie attive

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

tettonicaCamerino La sezione di Geologia dell’Università di Camerino ha ottenuto l’associatura al Centro di Microzonazione Sismica e le sue applicazioni (CentroMS) del CNR.“Il CentroMS – ha dichiarato il prof. Piero Farabollini, docente della sezione di Geologia Unicam e coordinatore delle attività legate alla microzonazione sismica – che fa capo al CNR e al quale partecipano università e enti di ricerca, è la struttura individuata dal Commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani per coordinare le attività di microzonazione sismica della zona del cratere e di conseguenza è anche il punto di riferimento per tutte quelle attività che riguardano la ricostruzione post-sismica.
Questo accreditamento all’interno del Centro è quindi molto importante perché riconosce l’impegno di Unicam in questo settore e conferma la qualità del lavoro che l’Ateneo svolge da tempo mettendo a disposizione del territorio le proprie competenze e conoscenze”.
“Il progetto che ci è stato assegnato – ha affermato il prof. Emanuele Tondi, Responsabile della Sezione di Geologia Unicam – riguarda lo studio geologico e morfostrutturale delle faglie attive e capaci del territorio del cratere che insiste nella Regione Marche.
Lo studio va effettuato seguendo le linee guida che riguardano le faglie attive e capaci del 2015: per attive si intendono quelle faglie che in futuro possono generare dei terremoti, per capaci si intendono quelle che sono in grado di generare fagliazione superficiale e quindi associate a terremoti medi e forti. Lo studio di microzonazione, quindi, oltre a valutare le amplificazioni che vari terreni di fondazione possono avere nel momento in cui si verifica un terremoto, riguarda anche la presenza di faglie, che vanno individuate, caratterizzate e zonate”.“Conoscere dove sono le faglie e caratterizzarle – ha proseguito il prof. Tondi – sarà poi molto importante anche per avere una pianificazione territoriale legata alle infrastrutture, quali strade, dighe, viadotti che attraversano l’Appennino”.

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Unicef: 5,6 milioni di bambini a rischio di malattie legate all’acqua in Camerun, Ciad, Niger e Nigeria

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

crisi idrica.jpgcrisi idrica2Secondo l’UNICEF oltre 5,6 milioni di bambini sono sempre più esposti a rischio di contrarre malattie legate all’acqua, come colera e infezioni diarroiche, considerato l’inizio della stagione delle piogge nelle aree colpite dal conflitto nei paesi attorno al Lago Ciad. La minaccia di epidemie in Camerun, Ciad, Niger e Nigeria coincide con la sempre più diffusa insicurezza a livello regionale e l’aumento dei movimenti di popolazione, in particolar modo nel nord est della Nigeria.“Le piogge complicheranno ulteriormente quella che è una già difficile situazione umanitaria, dato che milioni di bambini, già resi vulnerabili dal conflitto, stanno adesso affrontando una potenziale diffusione di malattie opportunistiche”, ha dichiarato Marie Pierre Poirier, Direttore Regionale dell’UNICEF per l’Africa Occidentale e Centrale. “Acqua non sicura, servizi igienico sanitari non adeguati e scarse condizioni igieniche possono causare epidemie di colera e di epatite E – malattia mortale per le donne in gravidanza e i loro bambini – mentre i ristagni d’acqua possono attrarre zanzare portatrici di malaria. Evitare la malattia è la nostra priorità.”Le inondazioni e le strade ricoperte dal fango dovrebbero limitare seriamente l’accesso umanitario alle aree remote per diverse settimane, mentre i bisogni dei bambini e delle famiglie sono già in forte crescita a causa dell’insicurezza sempre più diffusa in tutta la regione.In Nigeria, i problemi di sicurezza hanno reso complicata la predisposizione di aiuti in vista della stagione delle piogge e l’UNICEF è preoccupato per la disponibilità di acqua pulita per un gran numero di persone che stanno ritornando dal Camerun.
crisi idrica1Nella regione di Diffa in Niger, 150.000 persone vivono in rifugi di fortuna e saranno esposte a piogge forti e a scarse condizioni igieniche.
5,6 milioni di bambini che hanno bisogno di aiuto nella regione del Lago Ciad si stanno muovendo nei 4 paesi in diverse condizioni di vita dalle comunità ospitanti ai campi per sfollati interni e rifugiati.L’UNICEF utilizza metodologie basate sui bisogni delle comunità per distribuire acqua pulita e servizi igienico sanitari nelle diverse e complesse situazioni in cui i bambini stanno vivendo.Nella regione del Lago Ciad, l’UNICEF e i suoi partner stanno lavorando nelle comunità a più alto rischio di epidemie di colera per dare informazioni alle famiglie sugli effetti della malattia e sulle pratiche di pulizia delle mani per evitare che l’infezione si diffonda. In Niger, Camerun e Ciad sono stati predisposti, nei magazzini vicino ai campi per sfollati interni, medicine di base e sapone in caso di epidemie di colera.La risposta legata all’acqua e ai servizi igienico sanitari nel bacino del Lago Ciad ha ricevuto meno del 20% degli 80 milioni di dollari necessari per rispondere ai bisogni urgenti delle popolazioni per il 2017. Nonostante la mancanza di fondi, quest’anno l’UNICEF sta coordinando la risposta alla crisi per il settore Acqua e Servizi Igienico sanitari con l’obiettivo di fornire a 2,7 milioni di persone aiuti idrici di base per sopravvivere. (foto: crisi idrica)

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Partecipazione al Corso IDEA

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma. Scade il prossimo 23 luglio il termine per i docenti delle scuole superiori per presentare domanda di partecipazione al Corso IDEA (corso di aggiornamento-formazione teorico e pratico di Matematica, Fisica, Chimica ed Economia) per l’a.a. 2017/2018.
È infatti attiva anche per gli anni accademici 2017-18 e 2018-19 la Convenzione tra l’Università di Parma e l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna (Ambiti Territoriali di Parma, Piacenza e Reggio Emilia), per la realizzazione di un corso di aggiornamento-formazione teorico e pratico di Matematica, Fisica, Chimica ed Economia rivolto ai docenti delle scuole secondarie superiori di Matematica (46 posti), Fisica (13 posti), Chimica (7 posti), Informatica (1 posto) ed Economia (1 posto).
Le domande devono pervenire entro il 23 luglio al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma in uno dei seguenti modi:
raccomandata con ricevuta di ritorno da spedire a Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatica – Plesso di Matematica, Parco Area delle Scienze 53/A, 43124 Parma
consegna a mano all’indirizzo sopracitato
via e-mail all’indirizzo: protocollodipscienzemfi@unipr.it
Il progetto IDEA nasce nel 1998. Nei suoi diciannove anni di attività ha permesso a numerosi docenti delle scuole superiori delle province di Parma, Reggio Emilia e Piacenza di partecipare alla didattica universitaria, effettuando un consistente e motivante aggiornamento professionale. D’altra parte, ha offerto agli studenti del primo anno dell’Ateneo di Parma la fruizione di esercitazioni di matematica, fisica, chimica, disegno, informatica ed economia.
Tutte le informazioni e il fac-simile della domanda sono reperibili sulla pagina web del progetto IDEA.

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Decisa accelerazione del factoring nei primi mesi dell’anno

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

factoringSecondo i dati diffusi da Assifact, l’associazione che riunisce gli operatori del settore, al 31 maggio il volume d’affari complessivo ha raggiunto 81 miliardi di euro, con un incremento a doppia cifra (+16,20%) rispetto al 2016. Segno positivo, alla stessa data, anche per il monte dei crediti in essere (+4,61%) e per gli impieghi (+6,38%).
Le previsioni degli operatori sulla chiusura del 2017 preannunciano, dopo un 2016 molto favorevole, un altro anno di crescita per un business che vale circa il 12% del Pil: al prossimo 31 dicembre i volumi dovrebbero far registrare infatti, secondo le stime Forefact, un +7,79% rispetto all’anno precedente.
L’assemblea di Assifact ha eletto il nuovo presidente Fausto Galmarini. Resterà in carica sino al 2020. Galmarini, 67 anni, nato a Gallarate (Varese), è responsabile dei Rapporti Istituzionali di Banca Sistema, consigliere di Hypo Bank e membro del Comitato Esecutivo della European Federation for Factoring (EUF).
L’analisi dei dati rilevati da Assifact per il primo trimestre 2017 vede a livello di ripartizione territoriale la Lombardia e il Lazio confermarsi come le regioni nelle quali si concentra circa la metà del mercato italiano: da sole rappresentano, infatti, il 54,94% dei crediti in essere se si considerano i creditori che hanno ceduto i propri crediti e il 47,48% rispetto ai debitori i cui debiti sono stati ceduti. Segue il Piemonte con il 12,28% rispetto ai cedenti e il 7,38% rispetto ai debitori ceduti
L’Italia rappresenta il quinto mercato mondiale, dopo UK, Cina, Francia e Germania. A livello globale il factoring ha mantenuto il segno positivo anche nel 2016 (+0,35%) nonostante la forte caduta del mercato cinese, che ha perso il 15% influenzando negativamente l’area asiatica. L’Europa ha fatto segnare +2,31% nonostante l’indebolimento della sterlina inglese per l’effetto-Brexit.
In Italia la Pubblica Amministrazione pesa per quasi un quarto (23%) sul totale dei debiti ceduti dalle imprese alle società di factoring. Si tratta di crediti vantati da imprese fornitrici nei confronti soprattutto del sistema sanitario nazionale e dell’amministrazione centrale. La quota di debiti della Pubblica Amministrazione scaduti è pari al 37%, e di questi il 60% risulta scaduto da oltre un anno.
L’Italia continua a portare la maglia nera anche nella classifica dei tempi effettivi di pagamento: secondo l’ultimo rapporto di Intrum Iustitia, le imprese italiane pagano a 52 giorni contro 37 della media europea, la Pubblica Amministrazione addirittura a 95 giorni quando la media europea è 41. L’Italia resta nelle posizioni di coda nonostante il miglioramento registrato nel 2017, con le imprese che hanno ridotto i ritardi medi di oltre 12 giorni (da 20 a 7) e la Pubblica Amministrazione di 21 giorni (da 45 a 27).
I ritardi “fisiologici” elevati dei pagamenti in Italia si traducono in uno svantaggio per gli operatori e in una penalizzazione per le imprese produttive. Secondo le norme europee di vigilanza prudenziale, infatti, oltre i 90 giorni dalla scadenza un credito diventa automaticamente “deteriorato”, andando ad incidere sui requisiti di capitale imposti al sistema creditizio. Gli operatori dei Paesi con i ritardi più pesanti, come è il caso dell’Italia, si trovano quindi ad avere maggiori costi di capitale rispetto ai concorrenti dei Paesi virtuosi. Assifact propone di modificare, in sede di riforma della normativa attualmente in corso a livello europeo, l’articolo che definisce il default del debitore: si potrebbero escludere i debiti commerciali dalla regola dei 90 giorni oppure, in alternativa, consentire di calcolare i 90 giorni non a partire dalla data di scadenza facciale della fattura ma dalla data di pagamento attesa. Secondo Assifact si potrebbero liberare in questo modo circa 2,25 miliardi di maggiore finanziamenti alle imprese italiane.

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Tumore: Mieloma multiplo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

madridMadrid. Ogni anno in Italia sono registrate più di 4.400 nuove diagnosi di mieloma multiplo, un tumore del sangue che ha origine nel midollo osseo. Nonostante i recenti progressi nel trattamento della malattia, soltanto il 51% dei pazienti sopravvive 5 anni dopo la diagnosi. Oggi nuove prospettive sono offerte dall’immuno-oncologia, protagonista al 22° Congresso della Società Europea di Ematologia (European Hematology Association, EHA) in corso a Madrid fino al 25 giugno. In particolare elotuzumab, una nuova molecola immuno-oncologica, ha dimostrato un beneficio clinico duraturo garantendo una buona qualità di vita. “Fino ai due terzi dei malati presenta dolore osseo, in particolare alla schiena, al momento della diagnosi e circa il 75% mostra fratture ai raggi X – spiega il prof. Mario Boccadoro, Direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia, Città della Salute e della Scienza di Torino -. Sono sintomi debilitanti con un impatto significativo sulla qualità di vita: spesso per queste persone diventa difficile camminare, fare le scale e talvolta non possono più guidare l’automobile. Altro sintomo è l’insufficienza renale che si manifesta alla diagnosi nel 20% dei casi e compare durante l’evoluzione della malattia in almeno il 50% dei pazienti. Molti malati evidenziano cicliche remissioni e recidive, durante le quali sospendono il trattamento per un breve periodo per eventualmente riprenderlo. L’immuno-oncologia, che rinforza il sistema immunitario contro il cancro, ha già dimostrato di essere efficace nel trattamento dei tumori solidi, a partire dal melanoma fino a neoplasie più frequenti come quelle del polmone e del rene in fase avanzata. E oggi sta mostrando risultati importanti anche nei tumori del sangue, in particolare nel mieloma multiplo. Il del beneficio a lungo termine di quest’arma innovativa potrebbe portarci all’obiettivo della cronicizzazione, come già avviene ad esempio in patologie come il diabete”. Elotuzumab ha ricevuto nel maggio 2016 l’approvazione dall’agenzia regolatoria europea (EMA) in base ai risultati dello studio di fase III (ELOQUENT-2) che ha coinvolto 646 pazienti che hanno ricevuto almeno una precedente terapia ed è disponibile in Italia da aprile 2017. Al Congresso di Madrid sono presentati i dati aggiornati a 4 anni di questo studio. “L’Italia ha offerto un contributo importante allo studio ELOQUENT-2 – afferma il prof. Michele Cavo, Direttore Istituto di Ematologia e Oncologia Medica ‘L. A. Seràgnoli’ Università degli Studi-Policlinico S. Orsola-Malpighi Bologna -. Il follow up a 4 anni conferma l’efficacia di elotuzumab nel mantenere la risposta a lungo termine con un buon profilo di tollerabilità. Il 21% dei pazienti trattati con questo nuovo farmaco immuno-oncologico in combinazione con lenalidomide e desametasone (braccio sperimentale) era libero da progressione di malattia o morte rispetto al 14% dei pazienti nel braccio di controllo (trattati con lenalidomide e desametasone), con un incremento relativo del 50% della sopravvivenza libera da progressione”. Per i pazienti trattati nel braccio con elotuzumab si è mantenuta la riduzione del 29% del rischio di progressione o morte rispetto al braccio di controllo (in linea con i dati presentati a 2 e 3 anni di follow up). “Questo beneficio è costante in tutti i sottogruppi di pazienti, compresi quelli a prognosi sfavorevole – sottolinea il prof. Cavo -. Inoltre a quattro anni circa il doppio dei pazienti nel braccio sperimentale (17%) è rimasto in trattamento rispetto al braccio di controllo (9%). E la durata mediana della risposta è stata di 21 mesi con la molecola immuno-oncologica rispetto a 16,8 nel braccio di controllo”.
Il mieloma multiplo origina dalle plasmacellule, cellule localizzate prevalentemente nel midollo osseo e specializzate nella produzione delle immunoglobuline (anticorpi che ci permettono di difenderci dalle infezioni). L’incidenza della malattia aumenta con l’età: è più frequente negli over 65 (il 38% è over 70), solo il 2% dei pazienti è under 40. “In un terzo dei casi – continua il prof. Boccadoro – la diagnosi è ‘casuale’, dopo esami del sangue di routine che possono fornire una prima indicazione della presenza del tumore, attraverso l’osservazione di elevati livelli di immunoglobuline”. “La terapia si è basata per molti decenni sulla somministrazione di farmaci chemioterapici, con l’eventuale aggiunta della radioterapia – conclude il prof. Cavo -. I risultati ottenuti però sono stati modesti, per l’elevata resistenza delle cellule tumorali ai trattamenti utilizzati. In seguito, l’applicazione del trapianto di cellule staminali ha migliorato i risultati, ma ancora più rilevante è stato l’impatto derivante dall’uso dei ‘nuovi farmaci’, non chemioterapici. In particolare le molecole immuno-oncologiche aprono nuove vie sia per il loro meccanismo d’azione che permette di controllare con più efficacia la malattia che per l’ottimo profilo di tossicità che le rende ‘partner’ ideali di altre terapie target. Nell’immediato futuro si stanno aprendo importanti prospettive anche grazie alla combinazione delle molecole immuno-oncologiche”.

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