Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 29 giugno 2017

Ricardo Franco Levi è il nuovo presidente dell’Associazione Italiana Editori

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

ricardo franco leviL’AIE è l’associazione di categoria degli editori che pubblicano libri, riviste scientifiche e prodotti dell’editoria digitale. Lo ha eletto l’assemblea, riunita a Milano. Sessantotto anni, nato a Montevideo (Uruguay), giornalista professionista, Levi ha intrecciato alla carriera nei principali quotidiani italiani (“Il Corriere della Sera” di cui è tutt’ora editorialista, “Il Sole 24 ore”, “Il Messaggero”, “La Stampa”, “L’Indipendente”) un impegno nelle istituzioni in Italia e in Europa. Portavoce del Presidente del Consiglio dei ministri dal 1997 al 1998; portavoce, direttore dell’Ufficio Stampa e del Gruppo dei consiglieri politici della Commissione Europea dal 2004 al 2009; sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria e all’informazione dal 2006 al 2008. Dal 2006 al 2012 membro della Camera dei Deputati, componente della Commissione Cultura, primo firmatario e relatore della Legge sul Prezzo del Libro Legge Levi).Succede a Federico Motta e guiderà AIE per il prossimo biennio: “Ciò che desidero – ha commentato il neopresidente Levi – è impegnare la nostra Associazione in una battaglia di civiltà per un’Italia più istruita, più colta, più aperta. Dobbiamo mirare ad imporre il tema dell’istruzione, della conoscenza come una questione di primario e decisivo rilievo nazionale. È una sfida che non potremo né affrontare né, men che meno, vincere da soli. Sotto questa bandiera, nella cornice di questo impegno potranno tanto crearsi le condizioni per un allargamento del mercato del libro che giovi all’editoria nazionale tutta intera quanto trovare una più efficace tutela e più facili ragioni di composizione i particolari interessi delle diverse categorie e componenti della nostra associazione”.
L’assemblea ha eletto inoltre i presidenti dei gruppi (che ricoprono anche la carica di vicepresidenti dell’AIE) in cui è strutturata l’Associazione: Alessandro Monti (Feltrinelli) presidente del gruppo Editoria di varia, Andrea Angiolini (Il Mulino) presidente del gruppo Accademico professionale, Giorgio Palumbo (Palumbo Editore) presidente del gruppo Educativo e Diego Guida (Guida Editori) presidente del gruppo Piccoli editori.L’AIE ha tra i suoi compiti quelli di tutelare gli editori e favorirne la crescita professionale, di promuovere iniziative che siano un contributo alla diffusione del libro, della lettura, del diritto d’autore e della cultura italiana in Italia e nel mondo.

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Immigrati: Non è possibile andare avanti in questo modo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

immigratiApprendiamo dalle agenzie di stampa di 22 navi in gran parte gestite da Ong che starebbero per attraccare in porti italiani con un carico di disperati salvati nelle acque territoriali libiche, o appena fuori, nei giorni scorsi. Apprendiamo sempre dalle agenzie che il ministro Minniti ha sospeso un suo viaggio negli Stati Uniti ed è tornato in Italia, pare proprio per gestire questa emergenza. Noi abbiamo chiesto che i nostri porti non siano più aperti alle navi delle Ong che non battono bandiera italiana, perché siamo in pieno stato di emergenza. Questo lo conferma anche il fatto che il governo si appresterebbe non solo a chiudere i porti ma anche a porre la questione in Europa in modo drammatico. Per tutte queste ragioni chiediamo che il ministro Minniti venga, ad horas, a riferire in Parlamento su questa emergenza”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio. (n.r. Non vorremmo che per 30 miseri denari, che l’Europa potrebbe elargirci per tacitarci, noi continuassimo a chiudere un occhio e anche due su questa che sta diventando una vera e propria invasione senza controllo e che potrebbe scatenare disordini e manifestazioni di protesta. Qui si tratta non solo d’ospitare ma di dare un futuro lavorativo a questi immigrati ma un paese che ha tre milioni di disoccupati, e milioni di poveri, di precari e un’economia che non decolla, non può permettersi accessi di questo genere.)

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CREDI indicates continued rising credit margins and an otherwise relatively stable credit market

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

In the June issue of the Catella Real Estate Debt Indicator (CREDI) the Main index decreases from 46.5 to 41.8, showing that both banks and property companies consider that the financing climate has worsened.“In this year’s second CREDI survey we see a deterioration in CREDI’s Main Index, from 46.5 to 41.8. The main reason for the deterioration is a decline in the sub-index measuring credit margins. The view of the banks remains more restrained compared to the listed property companies. One reason for this may be that banks have become more selective in their lending to smaller and new borrowers, and that the tightening has therefore not affected listed property companies to an equal extent,” says Martin Malhotra, Project Manager at Catella.“The development the CREDI Expectation index suggests that we can expect a slowdown in bank lending and also in the volume of transactions in the property market ocatella5er the next 9–12 months. At the moment there is clear selling pressure outside the major metropolitan regions as more and more players focus on large and regional cities. Thanks to the combination of a worsening financing climate and the increased liquidity outside the major cities, knowledgeable players with access to finance are currently able to invest with limited competition,” says Arvid Lindqvist, Head of Research at Catella.“While access to bank loans has deteriorated, we have had a strong quarter for corporate bonds. During the first quarter of 2017, property companies listed on Nasdaq OMX Nordic Main Market issued SEK and EUR bonds for almost SEK 17 billion, increasing the outstanding volume by a whole 33 percent. At the end of the second quarter, bonds made up almost 21 percent of the interest-bearing debt of the property companies, which is the highest proportion ever,” concludes Martin Malhotra.The nineteenth edition of the Catella Real Estate Debt Indicator (CREDI) is attached and can also be downloaded from catella.com/credi. CREDI consists of two parts: one is an index based on a survey of listed property companies and active banks, and the other a set of indices based on publicly available data. Read more about the methodology at catella.com/credi. This edition also includes an analysis of preference shares and an overview of the property market.

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Contemporary Collected

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

contemporary_collectedRoma Opening lunedì 3 luglio dalle 13:00-15:00 solo su invito La mostra è aperta al pubblico 3 al 28 luglio con orario 11:00-19:00 Via Raffaele Cadorna 28 Rosso Cinabro.
Contemporary Collected is an exhibition that aspires to give you an insight of how European artists look like today. At two different venues in Rome and Tokio, we are showing a variety of selected items representing different disciplines. Visitors can expect a variety of paintings, photography art, urban art and sculptures in different stylesand media. The exhibition is curated by Joe Hansen and Cristina Madini for RossoCinabro.
Contemporary Collected è una mostra che aspira a dare un’idea di come gli artisti europei si assomigliano oggi. In due diverse sedi a Roma e Tokio, mostriamo una varietà di opere selezionate che rappresentano diverse discipline. I visitatori possono aspettarsi una serie di dipinti, fotografia d’arte, sculture, in diversi stili e media. La mostra è curata da Joe Hansen e Cristina Madini per RossoCinabro.
Artists: Davorka Azinović, Ann Pia Azizuddin, Maia Cristina Caetano, Alan Cariddi, Chiara Casarini, Basilio Dipani, Giovanna Fabretti, James Mark Ford, Frans Frengen, Johannes Genemans, Francesca Guetta, Astrid Jacobs, Jaanz Lynn, Anne Lise Kaaby, Angelika Kahl, Hiroshi Kawazumi, Gian Paolo Lazzarini, Lisa J Levasseur, Lokke, Stjepko Mamic, Vincenzo Messina, Elvio Miressi, Misamore, Massimo Musicanti, Päivyt Niemeläinen, Frédérique Nolet de Brauwere, Anja Stella Ólafsdóttir, Eva Paar, Anne Pelkonen, Dr Martín Raskovsky, Cristina Razzano, Daniela Rebecchi, Delia Rivetti, Sami Gjuka, Peter Schudde, Christina Steinwendtner, Paavo Stenius, Cornelia Teschi Kypridis, Valentina Tudor Pascu, Kees Woestenenk, Anouk Wolse. (foto: contemporary_collected)

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Hard Rock Cafe esalta le sue radici americane con la festa del 4 luglio

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

estate romanaRoma, Venezia e Firenze 4 luglio 2017. Hard Rock Cafe Roma via Vittorio Veneto 62 a/b, Roma; Hard Rock Cafe Venezia Bacino Orseolo, San Marco, 1192, I Venezia;
Hard Rock Cafe Firenze Via Brunelleschi 1, Piazza della Repubblica.
Hard Rock Cafe esalta le sue radici americane con la festa del 4 luglio. Soltanto per questa occasione da sabato 1° a domenica 9 luglio, i Cafe di Roma, Venezia e Firenze aggiungono ai loro menu il celebre Freakshake il famoso drink extra-large, traboccante di dolce bontà. Per una settimana i tre ristoranti-museo italiani subiranno una trasformazione per rappresentare l’America con decorazioni dedicate per creare l’atmosfera delle celebrazioni dell’Independence day.In omaggio alle sue origini americane, Hard Rock Cafe vuola fare un regalo a tutti gli amanti europei del milkshake, con la possibilità di provare il nuovissimo Freakshake. Un seducente milkshake aromatizzato alla vaniglia con sciroppo di fragole e guarnito con pretzel, dolci popcorn, panna montata e un brownie al cioccolato che sarà possibile degustare esclusivamente nella giornata del 4 luglio. Un cremoso, denso e dolce mush-up di deliziosa gioia servito nel Mason jar ossia nel vasetto Hard Rock. A completare la scena una colonna sonora dei più famosi artisti americani, in un’autentica celebrazione della più famosa festività statunitense. Nei tre Cafe, inoltre, è attiva la promozione “2 per 1” sulla birra Nastro Azzurro in bottiglia da 33cl disponibile al bar.
Red, White, Blue: join us for the celebration Independence Day. Il giorno dell’Indipendenza USA attraversa l’oceano e sbarca a Firenze: l’Hard Rock Cafe di via Brunelleschi è pronto a festeggiare il 4 luglio con uno speciale menu BBQ (barbecue) e musica dal vivo dalle 22.00 con il “Rock’N’Roll Storyteller” Rick Hutton, storico volto di Videomusic, conduttore radiofonico e televisivo ma anche e soprattutto musicista rock & blues. Per tutta la giornata gli ospiti potranno celebrare e “salutare” l’Unione in puro stile USA: il Cafe, infatti, non solo sarà decorato con bandierine americane, ma accoglierà i suoi fan con la sagoma dello Zio Sam e della Statua della Libertà alti un metro e novanta. Una buona occasione per una foto da album dei ricordi.
A Roma il 4 luglio si festeggia tutto il giorno sia a pranzo sia a cena in compagnia dei “Cosplay” vestiti in tema super eroi Usa per un indimenticabile photo-shooting. Il Cafe è decorato e lo staff è vestito a tema per vivere ancora più intensamente la festa più amata dagli americani. Il menu per l’intera giornata è al costo di 30 euro con un souvenir in omaggio. Anche a Roma dall’1 al 9 luglio si può assaggiare lo speciale dessert Freakshake. Dalle 20.00 DJ set con dj Blade, una playlist con le più grandi canzoni americane. E ancora tante sorprese per chi festeggia il 4 luglio in Via Veneto: in programma una divertente competizione a colpi di tweet, post e foto sui social con in palio i biglietti per un tour di Roma con Big Bus.

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L’avenir du budget européen: que signifie le Livre blanc de la Commission pour les finances de l’UE?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

future of europeDans son «Livre blanc sur l’avenir de l’Europe», la Commission européenne présente différents scénarios pour l’avenir de l’intégration européenne et imagine ce à quoi l’UE pourrait ressembler d’ici 2025. Dans ce Policy Paper, Eulalia Rubio, chercheur senior à l’Institut Jacques Delors, et Jörg Haas, chercheur à notre bureau en Allemagne, le Jacques Delors Institute – Berlin, discutent des implications de ces différents scénarios pour le budget de l’UE.
• Poursuivre le chemin de réforme actuel tout en adaptant le budget marginalement (scénario 1) ne fonctionnera probablement pas. Les dépenses prévues pour les nouvelles priorités stratégiques combinées à la baisse des revenus après Brexit signifient que les 27 États membres de l’UE devrait accepter des contributions plus élevées ou réduire les ambitions de l’UE.
• Recentrer le budget pour soutenir uniquement le marché unique (scénario 2) ne serait pas forcément synonyme de baisse de budget. Il faudrait non seulement préserver les quatre libertés, mais aussi financer la recherche, l’infrastructure et la convergence.
• Une UE « différenciée » où certains États membres souhaitent faire plus ensemble (le scénario 3) devrait dépendre encore plus de mécanismes financiers placés hors budget de l’UE, en particulier pour mettre en place des opérations militaires conjointes et pour financer une UEM plus résiliente.
• Une UE qui fait progresser l’intégration dans certains domaines et renvoie d’autres compétences aux États membres (scénario 4) devrait dépenser davantage pour la migration et la défense tout en réduisant les dépenses consacrées aux dépenses agricoles et de cohésion dans les pays riches.
• Une UE qui facilite l’intégration dans tous les domaines politiques (scénario 5) nécessiterait non seulement un budget considérablement plus important pour répondre aux besoins de la zone euro, mais devrait également réviser ses processus budgétaires, sa gouvernance et son système de financement. (photo: europe)

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Parigi: i migliori eventi musicali nella capitale francese

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

parigiParigi è la meta ideale per chi ama la musica: in città si susseguono concerti, festival ed eventi dedicati ai generi più disparati. Dalla musica di tradizione popolare a quella classica, passando per rock, reggae, jazz, pop, hip-hop, indie e rap… Ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma non solo: oltre aslle manifestazioni dedicate, Parigi pullula di locali in cui ascoltare buona musica, ballare e divertirsi. La musica e l’arte come condivisione di spazi emotivi e sociali, come strumento tanto etereo quanto concreto di comunicazione senza barriere e distinzioni: è Play Me, I’m Yours. Il progetto internazionale di “street-piano”, ideato dall’artista inglese Luke Jerram, per il sesto anno consecutivo è anche a Parigi: venti pianoforti (decorati da altrettanti artisti, tra i quali Victor Ash, Jo Di Bona e Sly 2 Bebar), normalmente esposti al Jardin d’Acclimatation, sono posizionati fino al 22 luglio in diversi luoghi della città, a disposizione di chiunque voglia suonarli o ascoltarli, e utilizzati ogni giorno per diversi concerti gratuiti.
Concerti, feste, graffiti, danze, film e conferenze: fino al 9 luglio, il Festival Paris Hip Hop celebra la ricchezza della cultura hip-hop in Francia e all’estero, con la presenza dei più grandi artisti internazionali. Parigi – fiera culla della nascita di questo genere musicale in Europa – si fa portavoce di una delle culture urbane più seguite da generazioni di giovani in tutto il mondo.
Il Paris Jazz Festival, in programma dal 17 giugno al 30 luglio, è una vera e propria istituzione del jazz a Parigi e in tutta l’Ile-de-France. Giunto alla sua ventiquattresima edizione, propone ben sette weekend di concerti e intrattenimento, con proposte eclettiche che promettono di conquistare tutti gli spettatori, a prescindere da età e preferenze musicali. Il programma di quest’anno, attraverso un giro in diversi continenti a ritmo di Jazz, vuole raccontare il valore della cultura francese e il suo impatto nel mondo.
Dal 25 al 27 agosto, al Parc Saint-Cloud, torna di scena il rock – insieme a pop ed elettro-music – con Rock en Seine: gli oltre 100mila spettatori previsti assisteranno alle performance dei più grandi nomi della scena internazionale accanto a quelle delle rivelazioni più interessanti del momento. Qualche nome? PJ Harvey, The XX, The Shins, Timber Timbre, Flume, Franz Ferdinand, Cypress Hill, The Kills, At The Drive-In e Jain.
Settembre, in città, porta con sé le migliori sonorità elettroniche della scena internazionale: dal 21 al 24 la Paris Electronic Week riunisce i più richiesti professionisti di questa enorme industria musicale mondiale da oltre sette miliardi di dollari. Presso il Gaîté Lyrique sono in programma quattro giorni di festa senza interruzioni: non solo sound, ma anche conferenze, workshop e corsi di perfezionamento.
Dal 2 al 4 novembre sarà la volta del Pitchfork Music Festival, l’edizione europea del festival di musica alternativa statunitense: sonorità indie, house, techno e non solo si danno appuntamento nell’evento più amato dagli hipster di tutto il mondo. Ad arricchire la manifestazione, in tutta la Grande Halle de La Villette, ci saranno anche bancarelle, pop-up store, mostre d’arte e mercatini di abbigliamento vintage. Una vera e propria celebrazione della cultura internazionale, indipendente e underground.Agli amanti della musica che non si accontentano mai, Parigi offre, oltre ai festival e agli eventi stagionali, continue possibilità di svago. Durante il soggiorno in città è possibile fare il pieno di musica anche mentre si beve un drink, ci si rilassa per l’aperitivo o si cena, grazie alle proposte dei numerosi locali che spaziano dalla lirica alla techno, passando per jazz e pop.Per i cultori della musica electro e techno, da segnalare sia i dj-set live del bar-club Les 4 Éléments che Le 9b, bar-ristorante che nasconde nel piano interrato una pista da ballo dove scatenarsi al ritmo dei migliori sound in circolazione.Chi desidera rilassarsi sulle note eleganti e disordinate delle migliori composizioni jazz troverà interessante la proposta della storica Caveau de la Huchette, cantina medievale nel cuore del Quartiere Latino, vera e propria mecca per gli appassionati del genere. Un’altra istituzione nel mondo del jazz e della musica nera, dal funk al reggae, è il New Morning che quest’anno festeggia ben parigi1trentacinque anni di attività. Per palati e orecchie raffinati, c’è il restaurant chantant Bel Canto. Lo dice il nome: qui bel canto e gastronomia si fondono e si cena sulle note delle arie più famose, grazie all’esibizione live in sala degli studenti del Conservatorio e di giovani professionisti della lirica. Per gli amanti dell’indie pop o del punk-rock e delle atmosfere meno impegnative, il nome da mettere in agenda è invece quello del pub Le Truskel. Qui si inizia la serata con un happy hour per poi lasciare spazio a concerti live, anteprime, eventi e DJ-set: dalle dieci di sera si balla fino all’alba! Per info sulle manifestazioni:
· fino all’11 luglio – Play Me, I’m Yours: https://streetpianos.com/paris2017/
· fino al 9 luglio – Festival Paris Hip Hop: http://paris-hiphop.com
· fino al 30 luglio – Paris Jazz Festival: http://www.parisjazzfestival.fr
· dal 25 al 27 agosto – Rock en Seine: http://www.rockenseine.com
· dal 21 al 24 settembre – Paris Electronic Week: http://www.pariselectronicweek.fr
· dal 2 al 4 novembre – Pitchfork Music Festival: http://pitchforkmusicfestival.fr
Per info sui locali citati:
• Les 4 Éléments: 149, rue Amelot – Paris 11 http://www.bar4elements.com
• Le 9b: 68, boulevard de la Villette – Paris 19 http://www.le9b.com
• Caveau de la Huchette: 5, rue de la Huchette – Paris 5 http://www.caveaudelahuchette.fr
• New Morning: 7-9, rue des Petites-Écuries – Paris 10 http://www.newmorning.com/
• Bel Canto: 72, quai de l’Hôtel-de-Ville – Paris 4 http://www.lebelcanto.com
• Le Truskel: 12, rue Feydeau – Paris2 http://www.truskel.com (foto: parigi)

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Modern British & Irish Art Evening Sale

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

Art Evening SaleAndré Zlattinger, Head of Modern British & Irish Art and Will Porter, Head of Sale: “The Modern British & Irish Art Evening Sale launched 20th Century at Christie’s (17 – 30 June 2017) totalling £20,199,500 / $25,734,162 / €22,966,831 and was led by Henry Moore’s Family Group which saw spirited bidding in the room and on the phone, selling for £3,861,000 / $4,918,914 / €4,389,957 to an Asian collector. Barbara Hepworth’s Curved Form (Bryher II) realised £3,301,000 / $4,205,474 / €3,753,237 and is currently featured in the exhibition ‘Sculpture in the Square’, an outdoor sculpture garden set within St James’s Square, until 29 June 2017. The sale opened with a world auction record for Henry Lamb’s Portrait of Edie McNeill (£281,000 / $357,994 / €319,497), a painting formerly in the collection of Captain John Ernest Crawford Flitch. Additional records were achieved for Victor Pasmore’s Linear Motif in Black and White (£329,000 / $419,146 / €374,073) and Nic Fiddian-Green’s Still Water (£209,000 / $266,266 / €237,633). A record in the medium was realised for L. S. Lowry’s 1939 drawing A Station Platform (£269,000 / $342,706 / €305,853). Registered bidders from 10 countries demonstrate the global appeal for key works from the 20th Century with sell-through rates of 69% by lot and 82% by value. We look forward to the Modern British & Irish Art Day Sale which takes place on 27 June 2017 at 11am.” (photo: Art Evening Sale)

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Consigli di cuore per vacanze sicure

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

volpeRoma. Con il caldo che invade le città e le vacanze alle porte, cardiologi e medici di famiglia sono bersagliati di richieste su come comportarsi al meglio per evitare problemi di salute nella bella stagione. Ondate di calore improvvise, magari accompagnate da forte umidità, richiedono degli aggiustamenti dello stile di vita e spesso anche delle terapie in atto. Da discutere però sempre col proprio medico. perché il fai-da-te può essere molto rischioso, soprattutto nei soggetti affetti da ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica o scompenso cardiaco.
“Bisogna ricordare sempre – sottolinea il professor Massimo Volpe, presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (Siprec), ordinario di cardiologia e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia, Ospedale Sant’Andrea di Roma e preside preside della Facoltà di Medicina e Psicologia, Università ‘La Sapienza’ di Roma – che andare in vacanza non significa che anche le nostre malattie vanno in ferie.
E’ bene dunque conoscere le istruzioni per l’uso e rispettare alcune semplici regole, per godersi appieno i benefici dell’estate, senza rischiare di finire in pronto soccorso. Il caldo ha un impatto importante sull’apparato cardiocircolatorio – prosegue il professor Volpe – perché determina vasodilatazione, fa lavorare di più il cuore, provoca sudorazione e perdita di liquidi, esponendo così al rischio di disidratazione. E anche nelle persone non affette da malattie di cuore, possono verificarsi disturbi collegati all’ipotensione (caduta della pressione arteriosa), con comparsa di sintomi quali vertigini, palpitazioni, senso di mancamento, necessità di assumere la posizione sdraiata”. Ecco dunque alcuni semplici consigli, dedicati alle persone con malattie di cuore e agli ipertesi, ma validi un po’ per tutti, per stare alla larga dai problemi e godersi appieno l’estate.
La terapia antipertensiva ‘balneare’. I soggetti con ipertensione arteriosa in trattamento, durante l’estate devono controllare più spesso la pressione e dovrebbero discutere con il medico l’eventualità di ridurre la terapia durante il periodo più caldo, evitando però di variare da soli la terapia. In estate andrebbero ridotti o, se possibile, evitati i diuretici che espongono a disidratazione, perdita di potassio e disturbi elettrolitici; qualche rischio può venire anche dai farmaci vasodilatatori, quali calcio-antagonisti e nitroderivati; attenzione infine anche agli ACE-inibitori e agli antagonisti dell’angiotensina, dotati anch’essi di un’azione vasodilatatrice.
Gli sbalzi di temperatura. I pazienti affetti da ipertensione o scompenso cardiaco dovrebbero evitare gli sbalzi da temperature troppo calde a troppo fredde. Esporsi a lungo al sole per poi tuffarsi in acque fredde, al mare, come al lago o in piscina, può provocare una congestione, soprattutto nei soggetti che prendono farmaci. Un accorgimento fondamentale è dunque quello di entrare in acqua gradualmente, evitando comunque di esporsi al sole, nelle ore più calde della giornata. In casa, un ragionevole uso dell’aria condizionata, soprattutto nelle ore più calde, può andare bene.
Vacanze in montagna. L’aria in montagna è caratterizzata da una ridotta ‘pressione parziale’ d’ossigeno e questo induce il cuore ad un lavoro maggiore, perché tende a compensare questa ridotta ossigenazione con un aumento della frequenza dei battiti cardiaci (tachicardia) e con l’aumento della pressione.
Di conseguenza possono verificarsi crisi ipertensive negli ipertesi, episodi di angina pectoris o sindromi coronariche acute nei soggetti con cardiopatia ischemica. Infine negli scompensati, la terapia che era sufficiente a livello del mare, può non esserlo più oltre i 1.000 metri. Di conseguenza, le raccomandazioni principali che vanno fatte ai cardiopatici che si accingono a recarsi in vacanza in montagna è di informare il medico della destinazione scelta per le vacanze, adeguando opportunamente la terapia; evitare le quote troppo alte, al di sopra dei 1.500 metri; raggiungere la destinazione in quota progressivamente, magari facendo una sosta di 1-2 ore durante la strada che porta verso la località prescelta. E’ necessario inoltre accostarsi all’attività fisica con gradualità, una volta arrivati alla meta. Nei primi giorni non conviene farsi prendere troppo dall’entusiasmo lanciandosi in passeggiate o gite in bicicletta estenuanti; bisogna dar tempo all’organismo e al cuore di adattarsi alle nuove condizioni climatiche e di quota, facendo un’attività fisica molto moderata nelle prime 48 ore, per poi aumentarla gradualmente nei giorni successivi.
L’alimentazione. L’alimentazione in montagna, soprattutto nei primi giorni, deve essere più leggera, per evitare che a cosa si aggiunga cosa, cioè che il cuore debba lavorare due volte, sia per l’alta quota che per un’alimentazione troppo ricca, che magari l’aria fresca della montagna può portare ad adottare. Se si è al mare o comunque al caldo, è fondamentale curare l’idratazione. E’ bene bere almeno 1,5 -2 litri al giorno ( a meno che il medico non lo sconsigli, per la presenza di alcune patologie), possibilmente utilizzando bevande non gassate ma ricche di elettroliti o vitamine, come spremute d’arancia o limonata. Tra i cibi, meglio preferire quelli con un alto contenuto di acqua e facilmente digeribili, quindi verdura, frutta, fibre e carboidrati, pesce; vanno invece
evitati cibi ricchi di grassi animali e i condimenti troppo pesanti. Da evitare, soprattutto nelle ore più calde, le bevande alcoliche.
Abbigliamento. Al caldo, sono preferibili vestiti leggeri, chiari e non aderenti. Vanno evitati invece gli indumenti scuri e aderenti. All’esterno, sempre meglio proteggersi con occhiali da sole e cappello.
Essere pronti alle emergenze. Quando ci si reca fuori città, in un luogo di villeggiatura, è bene verificare sempre in precedenza quali sono i presidi sanitari disponibili nel luogo di soggiorno e capire come poterli raggiungerli sia telefonicamente che di persona in caso di necessità.
Attenti alla disidratazione. Molto importante è saper riconoscere i campanelli d’allarme della disidratazione per prendere subito provvedimenti. I sintomi ai quali prestare attenzione sono comparsa di mal di testa, vertigini che insorgono soprattutto quando ci si alza in piedi, sentirsi ‘rallentati’ o molto stanchi, bocca secca, contrazione della diuresi o urine molto concentrate (scure e scarse). Se si soffre di pressione bassa. Le persone con tendenza alla pressione bassa devono stare ancora più attente a non esporsi al caldo perché questo può esasperare ulteriormente la loro suscettibilità alle crisi ipotensive. Il consiglio principale è quello di stare in luoghi freschi o all’ombra, uscire nelle ore meno calde della giornata, evitare di passare repentinamente dal freddo al caldo (ad esempio passare da un ambiente con aria condizionata per uscire nelle ore più calde della giornata), idratarsi adeguatamente. (foto: volpe)

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I progressi della medicina: il futuro è già adesso

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

gasliniGenova 29 3 30 luglio 2017 Palazzo della Meridiana, Salita San Francesco 4. L’evento è organizzato dall’Istituto Giannina Gaslini di Genova ed è promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Utilizzare un test che permetta una diagnosi preventiva e precoce del tumore individuando le prime cellule tumorali circolanti nel sangue; le raccomandazioni scientifiche, i risvolti etici e politici che le modificazioni sul DNA possono determinare; la possibilità di potenziare la risposta immunitaria dell’organismo, al fine di permettergli di eradicare il tumore, grazie alla reinfusione di cellule prelevate dal sangue periferico del paziente e ingegnerizzate ex vivo. Sono alcuni dei temi del meeting “The future of medicine starts now” in programma a Genova.
«La continua introduzione di nuove tecnologie genera l’impressione che ogni anno stia per iniziare una nuova era in medicina» spiega Francesco Frassoni, Direttore del Centro Cellule Staminali e Terapia Cellulare dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova. «Ogni scoperta scientifica entra rapidamente nella pratica clinica e viene inclusa tra i possibili trattamenti. Abbiamo riunito in questo meeting un gruppo numeroso di speaker internazionali che sono leader assoluti nel loro settore, e siamo orgogliosi del fatto che abbiano accettato di partecipare e di illustrare ai partecipanti i progressi scientifici, tecnologici e terapeutici che saranno sviluppati già da domani e per i prossimi dieci anni». Il meeting si apre giovedì 29 giugno con una mattinata dedicata al sequenziamento e all’interpretazione del DNA. «Si tratta della prima di cinque sessioni in cui è suddivido il meeting» racconta Alberto Martini, Direttore Scientifico dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova. «Le due giornata proseguono con sessioni dedicate alla manipolazione del DNA, ai nuovi approcci terapeutici nell’era della nuova medicina, alla terapia cellulare e a nuove frontiere tecnologiche, come le nanotecnologie. Nello stesso tempo, abbiamo chiesto ad alcuni speaker di illustrare come le autorità sanitarie stiano organizzando e implementando la medicina del futuro in diversi Paesi europei ed extraeuropei, per cui il meeting è rivolto non soltanto a ricercatori e clinici, ma anche agli amministratori della sanità».

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Il Siae è arrivato al capolinea? Entra in campo sondreef

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

fedezIn questi giorni la bufera provocata da Fedez nei confronti del ministro Franceschini e del conflitto di interessi con Siae ha sortito il suo effetto; La direzione del concorso “Sanremo Music Awards” ha sollecitato tutti gli artisti partecipanti al concorso a passare da siae a sondreef, un nuovo gestore in concorrenza con siae, inoltre in tutte la selezioni del concorso saranno utilizzati sottofondi musicali e canzoni sondreef e non siae, consentendo agli organizzatori locali di pagare meno tasse sui diritti d’autore.
In poche parole passando da siae a soundreef tutti gli organizzatori locali pagheranno di meno quando organizzano il concorso e tutti i partecipanti avranno più royalties e le riceveranno più velocemente. Il monopolio siae volge al termine e soundreef si impone sul mercato in maniera decisa, chiara e lineare, contrariamente al vetusto colosso siae che spesso non premette ai giovani autori di capire quanto guadagnano con i propri brani, da dove arrivano i soldi e soprattutto quando gli arrivano.
La siae non dialoga con i propri autori se non ad alti livelli, i giovani sono defraudati del loro sacrosanto diritto d’autore, ognuno di loro è all’oscuro di tutto, non capisce e non saprà mai chi suona i loro brani, dove vengono suonati e quando gli arriveranno le royalties…se arriveranno mai. La siae, obsoleta, basa ancora molto del lavoro sui borderò cartacei, mentre sondreef ormai è ad un passo dal futuro con i borderò on line, questo consente un risparmio, a monte, di tanti soldi che vanno a gravare franceschini jpgsugli autori che prendono meno soldi e sui gestori delle serate che pagano di più, poi vogliamo parlare dei tanti uffici siae sparsi sul territorio? Con tanti tanti euro spesi per la gestione che vanno a gravare sempre sugli autori e sui gestori? Il quadro è già chiaro, i soldi in gioco sono tanti e non si può scherzare con il futuro della musica, il mondo viaggia veloce, tutto si migliora e i giovani devono poter guadagnare con la musica, cosa che spesso non è possibile perché i diritti d’autore non lo consentono. Ma perché spendere così tanti soldi per gestire un carrozzone obsoleto? Passando a Soundreef i giovani si garantiscono una gestione dei loro diritti d’autore più chiara e limpida, e soprattutto guadagnano di più.
Forse una volta per tutte sarà possibile guadagnare con la musica, anche per coloro che oggi non riescono nemmeno a pagarsi una pizza con i propri diritti d’autore. Il Sanremo Music Awards da oggi consente ai giovani autori di passare a soundreef, gratuitamente, in maniera trasparente con la garanzia di una società inglese solida e all’avanguardia, come consentirà il passaggio anche agli autori più importanti che non si sentono ben rappresentati da siae o che sono insoddisfatti della gestione dei loro diritti da parte di siae. (foto: fedez)

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Droga: renderla legale per contrastarla?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

droga cannabis-vicino“Non solo non possiamo condividere le parole del Procuratore Roberti in tema di droghe, ma anzi le consideriamo una denuncia gravissima cui dovrebbero far seguito conseguenziali interventi che consentano, ove mai fosse vero che il contrasto agli stupefacenti non funziona – cosa peraltro non vera – di renderlo ancora più efficace. Ma pensare di legalizzare la droga perché non si riesce a contrastarla è quantomeno bizzarro. Significa, nella pratica, che lo Stato deve arrendersi a un fenomeno illegale che ammette di non riuscire a contenere. Una resa che non ci troverà mai d’accordo. Per noi, di fronte a un comportamento illegale, l’alternativa alla repressione non può esistere. Lo Stato deve decidere di combattere e vincere la guerra al traffico e allo spaccio della droga, perché abbandonare significherebbe consegnare il paese e i cittadini all’oblio della legalizzazione”. Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a commento delle dichiarazioni attribuite dai media al Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, che in tema di droghe cosiddette “leggere” ha affermato: “O facciamo funzionare la repressione oppure tanto vale legalizzare per tagliare fette di mercato”, e ancora: “I traffici sono aumentati soprattutto da quando sono state aperte le porte dell’Albania ai traffici verso l’Italia. Non funziona neanche la cooperazione internazionale. La legalizzazione è una presa d’atto che il sistema di contrasto al traffico di droghe leggere non funziona”.
“Donne e uomini della Polizia di Stato – insiste Pianese – lottano senza sosta e senza riserve contro un mercato della morte che produce danni irreversibili ai cittadini e ingrassa le tasche della criminalità. Lo fanno con sacrifici straordinari e con altrettanto straordinari risultati. Nessun operatore in divisa potrà mai accettare un ragionamento che apre la strada anche solo a un’idea vaga di ammissione di una presunta incapacità di far rispettare la legge. Né la legge si può piegare alle ‘esigenze di mercato’ o alla necessità di decongestionare i tribunali. La legge penale deve servire a garantire e tutelare i diritti dei cittadini non ad altro. E noi appartenenti alle Forze dell’ordine esistiamo per far sì che le leggi dello Stato abbiano una concreta e reale applicazione. Se a qualcuno pare che non si faccia abbastanza o che certi fenomeni illegali siano troppo vasti, allora è il caso di darci maggiori e migliori strumenti per combatterli, non cedere il passo all’illegalità e a chi attenta alla salute dei cittadini”.

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Mifid 2, quali competenze devono avere gli operatori finanziari che si interfacciano con i clienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

borsa-merci-telematica-italianaA cura di Giancarlo Sandrin, Pesidente CFA Society Italy. Tra i vari aspetti regolamentati da Mifid 2, c’è un aspetto che dovrebbe essere maggiormente considerato in Italia, la parte legata alla conoscenze e competenze degli operatori finanziari.
Si parla spesso di trasparenza e di come Mifid 2 possa aiutare a migliorare l’asimmetria informativa tra intermediari e clienti. Purtroppo la scarsa cultura finanziaria (l’Italia rimane ancora sotto la media OECD) rimane l’ostacolo principale per evitare situazioni di “mis-seling”, dovute spesso più alla scarso cultura finanziaria dei risparmiatori e degli operatori stessi, che a situazioni di malafede. ESMA ha fornito degli orientamenti sulla valutazione delle conoscenze e competenze, le autorità Nazionali devono ora metterle in pratica. Sono giustamente state individuate due figure, personale addetto alla fornitura di informazioni riguardanti prodotti e servizi di investimento e personale addetto alla prestazione di consulenza in materia di investimenti. Le due figure avranno requisiti di conoscenza e competenze differenti, in particolare i requisiti per i secondi saranno necessariamente superiori vista la delicatezza del loro compito.
ESMA ha previsto una serie di conoscenze che gli operatori dovranno avere, l’accertamento di queste competenze sarà fatta a cura degli intermediari, in che modo? Questo è il punto fondamentale che l’autorità locale dovrà chiarire. È ragionevole attendersi da parte degli operatori un gioco al ribasso sui requisiti che saranno definiti, più questi saranno alti, maggiori saranno i costi di formazione a carico degli intermediari.
Come CFA Society Italy riteniamo che sia fondamentale assicurare un adeguato livello di formazione per evitare errori di valutazione e conseguenti danni economici ai risparmiatori.Dovrebbe in realtà essere nell’interesse degli intermediari mantenere dei livelli elevati, inoltre gli investitori stessi dovrebbero pretendere una formazione adeguata dei propri consulenti. In questo caso sarebbe utile fare un paragone con la sanità. Gli ospedali con la miglior reputazione sono quelli che fanno maggiori investimenti e ricerca, per migliorare i propri processi e attrarre i migliori dottori. I pazienti a loro volta preferiscono strutture nelle quali si sentono più sicuri perché seguiti da personale competente. Ovviamente non potrà esserci un unico programma di formazione, come quello per esempio legato all’iscrizione albo unico dei consulenti finanziari. Per due motivi: il primo è che i nuovi requisiti dovrebbero incoraggiare, non scoraggiare, i professionisti degli investimenti a cercare percorsi di qualificazione ancora più rigorosi. Dovrebbero sempre esserci opzioni riconosciute per coloro che vogliono ulteriormente ampliare le proprie competenze. Il secondo è legato al fatto che siamo parte di un mercato Europeo aperto. In tal senso sarebbe utile creare un elenco di qualifiche paneuropee di riferimento che soddisfino gli standard per una qualifica appropriata ovunque nell’UE al fine di facilitare la mobilità professionale.
Per quanto ci riguarda, riteniamo che il percorso per divenire CFA chartholder, è abbondantemente qualificato secondo le linee guide ESMA. Il carico di lavoro necessario per la certificazione è particolarmente corposo: 3 esami che corrispondono a circa 250 ore di studio, su di un arco temporale di 6 mesi per ciascuno degli esami. Chartered Financial Analyst® (CFA) è la certificazione finanziaria più rispettata e riconosciuta nel mondo, che fornisce un forte fondamento per un’analisi avanzata degli investimenti e di gestione dei portafogli. Il conseguimento della certificazione però non deve essere la fine, ma la base per un percorso di formazione continuo. Come associazione abbiamo lo scopo di mantenere viva nel tempo questa formazione, perché i mercati finanziari sono in continua evoluzione e non possiamo permetterci di non considerare e conoscere le continue innovazioni che contraddistinguono il mondo economico e finanziario.

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Epson tra i Top 100 Global Innovators per il sesto anno consecutivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

epsonCinisello Balsamo. Per il sesto anno consecutivo Thomson Reuters ha inserito Seiko Epson Corporation nell’elenco Top 100 Global Innovators 2016 che raccoglie le aziende più innovatrici al mondo. La classifica viene realizzata dal 2011 da Clarivate Analytics, l’ex divisione Intellectual Property & Science di Thomson Reuters.
Nell’occasione, Hirofumi Hino di Clarivate Analytics ha conferito un premio a Toshiya Takahata, amministratore delegato e direttore generale della divisione Intellectual Property di Epson. La metodologia alla base della classifica Top 100 Global Innovators prevede l’analisi dei brevetti secondo quattro criteri principali, ovvero volume, successo, globalizzazione e influenza. Epson è stata inserita nell’elenco per il suo elevato tasso di successo, un parametro che indica il rapporto tra i brevetti concessi rispetto al numero di domande depositate.Epson deposita circa 4.000 domande di brevetto all’anno. Inoltre, detiene e mantiene circa 50.000 brevetti a livello mondiale e collabora regolarmente con gli uffici brevetti di oltre 20 Paesi. Nella classifica dei brevetti, Epson occupa la settima posizione in Giappone per il numero di brevetti concessi, la sedicesima negli Stati Uniti e la quindicesima in Cina (tra le società estere). Epson vanta un ampio know-how a livello di proprietà intellettuale ed è leader del settore per quanto riguarda la qualità e la quantità dei brevetti in categorie come le stampanti inkjet e i videoproiettori. Toshiya Takahata, amministratore delegato e direttore generale della divisione Intellectual Property di Epson ha commentato: “Sono davvero lieto e orgoglioso che Epson sia stata inserita ancora una volta nella Top 100 Global Innovators. Le strategie che adottiamo sul fronte del business e della proprietà intellettuale sono strettamente collegate tra loro nell’ambito della Epson 25 Corporate Vision. L’ottenimento di brevetti di alta qualità in grado di contribuire allo sviluppo delle attività aziendali è una priorità per noi. Clarivate Analytics riconosce i nostri sforzi fin da quando è stata istituita questa classifica. Grazie alla proprietà intellettuale possiamo espandere il nostro business. La divisione Intellectual Property continuerà a lavorare a stretto contatto con i reparti di Ricerca & Sviluppo al fine di conseguire l’obiettivo di Epson, vale a dire diventare un’azienda in grado di creare prodotti e servizi volti a migliorare il mondo, semplificando le attività di tutti.” (foto: epson)

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Bilancio, ok Giunta a variazione da oltre 61 milioni di euro. Garantiti servizi sociali e assistenza educativo-culturale(Aec)

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

campidoglioRoma. Oltre 6,5 milioni di euro in tre anni per garantire, da parte dei Municipi, l’erogazione del servizio di Assistenza educativo-culturale (Aec) agli alunni con disabilità. Altri 3,2 milioni di euro destinati ai servizi sociali offerti sul territorio per il 2017 e alla manutenzione degli edifici scolastici. Lo sblocco di 37,5 milioni di euro per la messa in sicurezza delle scuole e il loro adeguamento alla normativa antincendio. Questi i punti principali dell’ultima variazione al Bilancio di previsione 2017-2019 approvata dalla Giunta Capitolina con cui si stanziano, tra parte corrente e in conto capitale, oltre 61 milioni di euro in più per il solo anno in corso.
Grazie alle maggiori entrate registrate, vincolate e correnti, e all’applicazione di quote di avanzo di amministrazione, si finanziano in particolar modo le esigenze delle strutture territoriali deputate a rispondere ai bisogni delle fasce più deboli della cittadinanza.
La manovra prevede 19 milioni di maggiori spese, per la parte corrente, e 42 milioni di euro di nuovi investimenti per il 2017.Le voci principali per le quali viene aumentata la spesa corrente riguardano:
– Aec: le risorse per il servizio di Assistenza educativo-culturale vengono rimodulate in modo da garantire a tutti gli alunni con disabilità iscritti all’anno scolastico 2017-2018 un numero di ore di attività non inferiore alla media nazionale e di Roma Capitale. Il fabbisogno finanziario di tutti i Municipi viene dunque riportato alla media di riferimento per l’erogazione del servizio, grazie a uno stanziamento di 6,5 milioni di euro nel triennio.
– Servizi sociali, arredi scolastici e altre spese: sempre ai Municipi sono destinati circa 2,1 milioni di euro per la copertura di diversi servizi sociali (assistenza domiciliare a persone con disabilità, minorenni e anziani, minorenni in affido, erogazione contributi di sostegno). Oltre 1,1 milioni di euro, finanziati con avanzo di gestione, vanno a finanziare interventi di manutenzione straordinaria e arredo degli edifici scolastici.Tra le altre spese, si segnalano i 60mila euro per nuove fioriere e dissuasori nell’area del Colosseo e i 25mila euro per il servizio di vigilanza delle fontane di Roma.
– Messa in sicurezza delle scuole: vengono sbloccati 37,5 milioni di euro, finanziati con avanzo di amministrazione derivante da mutuo, per la messa in sicurezza degli edifici scolastici finalizzata alla prevenzione degli incendi, da assegnare ai Municipi per procedere agli interventi.“Con questa ulteriore variazione di bilancio – spiega l’assessore al Bilancio e Patrimonio di Roma Capitale Andrea Mazzillo – rispondiamo ancora una volta alle esigenze dei territori, e in particolare delle periferie, nei quali abbiamo il dovere di garantire i servizi sociali e l’assistenza nei confronti dei soggetti più fragili. Tutti i cittadini hanno diritto allo stesso livello di prestazioni offerte dall’Amministrazione e per questo abbiamo compiuto un’attenta opera di rimodulazione mirata a equiparare i fabbisogni finanziari dei singoli Municipi, senza penalizzarne nessuno ma anzi aumentando le dotazioni di quelli che risultavano deficitari. Viene inoltre confermata l’attenzione nei confronti delle scuole: i ragazzi della capitale devono poter frequentare edifici sicuri accoglienti, nei quale si possa offrire un servizio educativo di qualità e attento alle esigenze di tutti gli alunni”.

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Roma: “Prevenire e contrastare il fenomeno dei roghi tossici”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

campo-nomadiRoma. “E’ ormai tristemente noto – come rilevato in occasione di numerosi interventi dalla U.O. Gruppo Sicurezza Pubblica ed Emergenziale della Polizia di Roma Capitale – che nei pressi dei Campi Nomadi situati sul territorio capitolino si svolgono continue attività di smaltimento illegale di materiale di vario genere. Il correlato fenomeno dei c.d. “roghi tossici” è divenuto una drammatica quotidianità per gli abitanti di molti quartieri romani – come Tor Sapienza, Colli Aniene, Settecamini, Tiburtino, Ponte di Nona – da tempo costretti a vivere tenendo in casa le finestre costantemente chiuse. Nubi di fumo nero si levano a cadenza regolare dalle aree limitrofe ai Campi, causando uno stillicidio quotidiano per gli abitanti delle zone colpite che respirano giorno dopo giorno una serie di elementi chimici altamente tossici e cancerogeni sprigionati dal fumo degli incendi. Nel quartiere di Tor Sapienza le prime segnalazioni si sono registrate già nel 1992 per i campi di via Casilina 700 e 900 ora sgomberati e, dall’epoca, vengono regolarmente impegnati i Vigili del Fuoco in lunghe operazioni per spegnere le fiamme: da allora, però, sono trascorsi oltre 25 anni di aria irrespirabile! Al fine di arginare i fenomeni criminosi causati dall’accumulo di rifiuti, oltre all’attivazione in alcuni Campi (Barbuta, Candoni e Salviati) di presidi fissi della Polizia Locale – in orario h. 24 -, dall’inizio del mese di marzo u.s. sono stati altresì programmati – per il momento in via sperimentale – controlli mirati e dinamici della Polizia Locale, anche attraverso un pattugliamento del territorio su diverse strade maggiormente interessate dal transito di furgoni nelle vicinanze dei Campi di Barbuta, Candoni, Salone e Salviati.
Il rafforzamento delle attività di vigilanza ha permesso di registrare una significativa diminuzione degli interventi di soccorso per incendio in diversi Campi Nomadi; ciò nondimeno, il fenomeno per la sua complessità, vastità e pericolosità non può essere compiutamente ed efficacemente contrastato con le sole risorse umane, finanziarie e tecnologiche fino ad ora messe a disposizione con notevole dispendio di energie da parte di Roma Capitale.
Considerato che quando si parla di roghi tossici non si parla solo di sicurezza o di tutela dell’ambiente, ma anche e soprattutto di salute delle persone, i consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno depositato una mozione che impegna la Sindaca a sollecitare il Governo Nazionale e il Prefetto di Roma a predisporre gli interventi necessari a tutela della salute pubblica, volti a prevenire lo smaltimento illegale di rifiuti e i relativi roghi tossici, attraverso l’istituzione di presidi composti da personale della Guardia di Finanza, da unità del Comando per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri e da unità dell’Esercito, con funzioni di agente di Pubblica Sicurezza nonché di Polizia Giudiziaria, che verifichino che nei Campi e nei Villaggi sopracitati non vengano introdotti illegalmente rifiuti e materiali di vario genere potenzialmente incendiabili”. Lo dichiara in una nota il consigliere capitolino del M5S Fabio Tranchina.

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Sclerodermia: ospedale di Bergamo apre centro specialistico

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

ospedale-bergamo-papaBergamo. Nasce al Papa Giovanni XXIII “Scleroderma Unit”, centro dedicato alla diagnosi e alla cura della sclerodermia. L’attivazione è arrivata nei giorni scorsi grazie al contributo dell’associazione GILS – Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia Onlus. L’ambulatorio ultra-specialistico, grazie al suo approccio multidisciplinare, rappresenta il solo punto di riferimento per questa rara malattia a livello provinciale, il quinto a livello regionale.Si tratta della formalizzazione di un’attività che la Reumatologia del Papa Giovanni sta portando avanti da diverso tempo. Sono oltre 200 i casi di Sclerodermia già presi in carico negli ambulatori e nel day-hospital di Reumatologia.La Sclerodermia (denominata anche Sclerosi sistemica progressiva) è una malattia infiammatoria sistemica del tessuto connettivo, caratterizzata da una sofferenza vascolare, prevalentemente del microcircolo capillare, e da accumulo di collagene (fibrosi) a carico della cute e in alcuni casi di vari organi/apparati (cuore, polmone, apparato gastroenterico, articolazioni, muscoli). Il sintomo di esordio è rappresentato, nella maggior parte dei casi, dal Fenomeno di Raynaud o “sindrome delle mani bianche”, con o senza dolore articolare. Il fenomeno di Raynaud è scatenato dal freddo e dalle variazioni di temperatura e colpisce le estremità delle mani e dei piedi. La reale diffusione della malattia non è precisamente definita; colpisce soggetti di tutte le età, esordisce più frequentemente tra i 20 e i 40 anni, sono maggiormente colpite le donne (nei diversi studi il rapporto femmine /maschi varia da 4/1 a 15/1). In mancanza di un registro epidemiologico si stima che in Italia colpisca circa 25.000 persone. Grazie alle nuove possibilità di cura, oggi è possibile, soprattutto in caso di diagnosi precoce, migliorare sensibilmente la qualità della vita e la prognosi di questi pazienti. La collaborazione con GILS fa seguito al progetto già avviato per la gestione e la cura delle donne con malattie reumatiche autoimmuni in gravidanza all’Ospedale Papa Giovanni XXIII e che sarà rinnovato per il triennio 2018-2020. Un progetto che ha visto la collaborazione tra l’ASST Papa Giovanni XXIII, con la Medicina interna diretta da Antonio Luca Brucato e la Reumatologia di Massimiliano Limonta, e le tre associazioni GILS, Alomar – Associazione Lombarda Malati Reumatici e LES – Gruppo Italiano per la Lotta contro il Lupus Eritematoso Sistemico Onlus. Lo ha sottolineato Carla Garbagnati Crosti, presidente di GILS: “Proprio da quella buona collaborazione è nata l’idea di aggiungere, alle dieci strutture già presenti a livello nazionale, una struttura anche a Bergamo. L’obiettivo è quello di mettere al centro il paziente. Per questo chiediamo a tutte le Scleroderma Unit che aderiscono alla rete di GILS di rispettare alcuni criteri da noi fissati: lavoro in rete con gli altri specialisti, continuo aggiornamento da parte dei reumatologi e degli immunologi, possibilità per il paziente di partecipare a studi clinici e trattamenti innovativi. Bergamo risponde a questi requisiti”. Ben radicate nel mondo anglosassone e statunitense, le Scleroderma Unit stentano a diffondersi in Italia proprio per la rarità di casi di sclerosi sistemica accertati. Quella nata al Papa Giovanni XXIII è la quarta struttura di questo tipo in Regione Lombardia, dopo quelle del Policlinico San Matteo di Pavia, dell’IRCCS Policlinico di Milano e dell’ASST Ovest Milanese – Legnano.“L’aspetto interessante offerto ora ai pazienti è la possibilità di mettere in rete le conoscenze con le altre strutture, grazie al nuovo centro appena creato. Si tratta di un valore aggiunto essenziale per una malattia autoimmune con interessamento multiorgano – ha spiegato Massimiliano Limonta, direttore della Reumatologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Nel nostro ospedale il reumatologo segue il paziente e coordina il percorso diagnostico/terapeutico ottimale in stretta collaborazione con tutti gli specialisti coinvolti nella diagnosi e nel trattamento delle complicanze di questa patologia”.
La filosofia di fondo delle Scleroderma Unit è proprio quella di assistere il malato a 360 gradi. Una filosofia che si sposa alla perfezione con la mission di un grande ospedale generalista come il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che favorisce l’approccio globale multidisciplinare nei percorsi di cura e follow-up. “Siamo convinti che una struttura sanitaria completa come la nostra offra diverse opportunità in più ai malati di sclerodermia – ha dichiarato Carlo Nicora, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo -. Ringrazio l’associazione GILS, una delle associazioni che ci hanno aiutato in passato in un progetto innovativo con la Medicina interna e la Reumatologia, in un’ottica coerente con una delle nostre specialità: la salute della madre e del bambino. Questa collaborazione ora aiuterà la nostra Reumatologia a offrire ai malati di sclerodermia una diagnosi precisa e precoce e le migliori cure perché appropriate, efficaci e continue”.

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L’ictus è un evento acuto cerebrovascolare

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

ictusEsso interessa circa 200.000 pazienti ogni anno solo in Italia, ponendo problematiche di assistenza in urgenza, trattamento ma anche di riabilitazione e recupero. E’ una delle prime 3 cause di morte nei paesi industrializzati. In questo quadro complesso è sempre più chiaro il ruolo della nutrizione clinica come strumento strategico per diminuire il rischio di morte, complicanze, infezioni, recupero funzionale, tempi di ospedalizzazione. Un buono stato di nutrizione quindi con un apporto di macro e micronutrienti essenziali ha mostrato benefici come un percorso riabilitativo più veloce e agevole. La misurazione dei parametri antropometrici come altezza e peso e le analisi biochimiche sono fondamentali per stabilire se esista un ‘rischio nutrizionale’. Anche le linee guida del 2016 stabiliscono che questa valutazione faccia parte dei protocolli diagnostico-terapeutici e che siano messi in atto entro 24-48 ore dal ricovero con controlli periodici. Nelle Stroke Unit quindi dovrebbe essere presente il nutrizionista in maniera routinaria. “Il supporto nutrizionale nella fase acuta è funzionale a stabilire l’esistenza di uno stato di malnutrizione precedente o a prevenirla, a scongiurare squilibri elettrolitici (gli elettroliti come sodio e potassio sono sostanze necessarie al corretto funzionamento delle cellule) e ad evitare carenze di specifici minerali o vitamine” spiega il Prof. Maurizio Muscaritoli, Presidente SINuc: “va poi scelto il tipo di nutrizione da somministrare, in funzione ad esempio del fatto che il paziente abbia la capacità di deglutire normalmente. Quasi la metà dei pazienti con ictus infatti soffrono di disfagia ossia la difficoltà di controllare i muscoli della deglutizione con le conseguenti difficoltà ad alimentarsi. E la malnutrizione è direttamente correlata ad un esito peggiore a sei mesi dall’evento. In questi casi sono possibili diversi livelli di intervento: con diete adattate alla capacità di deglutire del paziente (per evitare il rischio di polmoniti ‘ab ingestis’, in cui il cibo non deglutito correttamente finisce nei polmoni) con bevande e alimenti cosiddetti a ‘consistenza modificata’ (semisolida, semiliquida, morbida o tritata sempre in considerazione della capacità di deglutizione del paziente) o attraverso la nutrizione artificiale tramite sondino naso gastrico o con alimentazione PEG, sigla che indica la Gastrostomia Endoscopica Percutanea, una tecnica che consente la nutrizione enterale, ossia che porta i nutrienti direttamente allo stomaco tramite un sondino collegato all’addome.“Già nel nostro primo congresso avevamo lanciato l’allarme malnutrizione: tra il 50 e il 60% degli anziani over 65 risulta malnutrito al momento del ricovero in ospedale (per qualsiasi causa), e uno su tre dei più giovani” sottolinea con preoccupazione Muscaritoli “e la degenza ospedaliera tende a peggiorare questa condizione. Se poi il paziente presenta criticità legate alla capacità di alimentarsi ecco che si rende necessario uno stretto monitoraggio”. L’alimentazione ha un ruolo nodale nella prevenzione di questa pericolosa patologia, spiega il Dottor Paolo Orlandoni, Responsabile UO Nutrizione Clinica dell’INRCA di Ancona e Segretario SINuc: “I principali fattori di rischio dell’ictus sono: ipertensione, diabete, patologie cardiache, fumo abituale, obesità addominale, iperlipidemia, inattività fisica, consumo di alcol, dieta squilibrata, stress psicosociale e depressione. L’adesione a un modello alimentare di tipo mediterraneo, ricco di frutta, verdura e legumi, cereali non raffinati, moderate quantità di pesce, latticini e frutta a guscio, olio extravergine d’oliva come principale fonte di grasso, poca carne rossa e un moderato consumo di vino ai pasti, è associata a una riduzione del rischio e della mortalità per ictus: la riduzione del rischio è di circa il 30% per il più alto livello di adesione alla Dieta Mediterranea. L’effetto protettivo appare specifico per l’ictus ischemico e potrebbe essere correlato alla riconosciuta azione antiossidante, antinfiammatoria, anti-aterogenica e antitrombotica dei principali componenti del modello alimentare mediterraneo”.Incentivare le strategie di prevenzione (moderato esercizio fisico, riduzione del peso in soggetti obesi o in sovrappeso, dieta più ricca di frutta e vegetali) e realizzare percorsi diagnostico terapeutici ed assistenziali (PDTA) specifici rappresentano le strategie che potrebbero ridurre dal 50 all’80% l’insorgenza di ictus; oltre a ciò, va implementata la ricerca per capire meglio i meccanismi fisio-patogenetici che stanno alla base delle malattie vascolari acute del cervello.
Ma quando si parla di malnutrizione si deve includere anche l’obesità e la sua forma mista ossia un paziente di elevato BMI ma con perdita severa di massa muscolare. L’obiettivo in questi casi è anche prevenire eventuali ricadute dell’ictus con un programma che abbia come obiettivo la perdita di peso di almeno il 5-10% mantenendo il giusto apporto di nutrienti e senza determinali stati di carenza. Il supporto nutrizionale va proseguito in tutta la fase riabilitativa e rappresenta un elemento di continuità assistenziale con una copertura dei fabbisogni nutritivi raggiunta gradualmente. Un paziente nutrito correttamente è anche più protetto da eventuali recidive, che rappresentano circa il 20% di tutti i casi (40mila episodi): ma al momento non ci sono evidenze che siano utili supplementi particolari come acidi grassi omega 3 o acido folico o vitamine mentre calcio e vitamina D devono essere valutati per scongiurare il rischio di sviluppare una osteoporosi successiva all’ictus. Solo in caso l’alimentazione sia inferiore al 75% del necessario il nutrizionista clinico può prevedere il ricorso ad integratori dietetici o alimenti ‘arricchiti’.
E dopo, a casa – un corretto regime alimentare va mantenuto anche a domicilio con consigli sullo stile di vita che includano dieta, controllo del peso, attività fisica e l’astensione da alcol e fumo.
L’ictus cerebrale costituisce la seconda causa di morte e la terza causa di disabilità a livello mondiale, e la prima causa di disabilità negli anziani. Nel 35% dei pazienti colpiti da ictus, globalmente considerati, residua una disabilità grave. La prevalenza dell’ictus cerebrale aumenta con l’età. Dal 1990 al 2010 la prevalenza dell’ictus cerebrale ha subito un progressivo aumento; i dati più recenti, riferiti all’anno 2013, indicano, a livello mondiale, una prevalenza di 4,9% per l’ictus ischemico e di 1,9% per l’ictus emorragico. In Italia, la prevalenza generale dell’ictus cerebrale è pari a 6,5%.
L’ictus ischemico è il principale sottotipo di ictus (80% dei casi). L’emorragia intracerebrale costituisce il 6-20% di tutti gli ictus cerebrali. Le emorragie primitive costituiscono il 78% circa della totalità delle emorragie intracerebrali, mentre le forme secondarie il restante 22%. (Fonte: linee guida italia 2016)
Ictus è un termine latino che significa “colpo” (in inglese stroke). Insorge, infatti, inmaniera improvvisa: una persona in pieno benessere può accusare sintomi tipici che possono essere transitori, restare costanti o peggiorare nelle ore successive. Quando si verifica un’interruzione dell’apporto di sangue ossigenato in un’area del cervello, si determina la morte delle cellule cerebrali di quell’area. Di conseguenza, le funzioni cerebrali controllate da quell’area (che possono riguardare il movimento di un braccio o di una gamba, il linguaggio, la vista, l’udito o altro) vengono perse.
In Italia l’ictus è la terza causa di morte, dopo le malattie ischemiche del cuore e le neoplasie; causa il 10-12% di tutti i decessi per anno e rappresenta la prima causa di invalidità. Ogni anno si verificano in Italia circa 196.000 ictus, di cui il 20% sono recidive. Il 10-20% delle persone colpite da ictus cerebrale muore entro un mese e un altro 10% entro il primo anno di vita. Solo il 25% dei pazienti sopravvissuti ad un ictus guarisce completamente, il 75% sopravvive con una qualche forma di disabilità, e di questi la metà è portatore di un deficit così grave da perdere l’autosufficienza. L’ictus è più frequente dopo i 55 anni, la sua prevalenza raddoppia successivamente ad ogni decade ; il 75% degli ictus si verifica nelle persone con più di 65 anni. La prevalenza di ictus nelle persone di età 65-84 anni è del 6,5% (negli uomini 7,4%, nelle donne 5,9%). (Fonte: Salute.gov.it). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la malnutrizione come “uno stato di squilibrio, a livello cellulare, fra il rifornimento di nutrienti e di energia e il fabbisogno del corpo per assicurare il mantenimento, le funzioni, la crescita e la riproduzione”(2). La malnutrizione si distingue in due quadri (3): – per difetto – per eccesso A sua volta i due quadri si distinguono in (3,4): – malnutrizione selettiva o sindrome carenziale (da deficit di un nutriente) – malnutrizione globale (da deficit di tutti i nutrienti).

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Alterazioni metaboliche associate al diabete

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

ospedale gemelliEsse comportano un significativo incremento della morbidità e della mortalità, soprattutto cardiovascolare. Nella stragrande maggioranza dei casi, il diabete tipo 2 si associa ad eccedenza ponderale tanto che, negli ultimi anni, è stato coniato il termine di “diabesità”. Di conseguenza appare sempre più evidente che, una volta escluse malattie endocrine che possano generare aumento di peso e alterazioni glicemiche, la cura del diabete non può prescindere dalla cura dell’obesità. Dal greco barus ossia peso, la chirurgia bariatrica si effettua per trattare chirurgicamente l’obesità – in Italia poco più di 50 centri specializzati con almeno 50/100 interventi mese, da Nord a Sud – e già da qualche tempo può chiamarsi chirurgia metabolica poiché ha dimostrato la sua efficacia nel migliorare il controllo glicemico nei pazienti diabetici, indipendentemente dall’effetto sul peso. “Infatti, la remissione del diabete, ossia il ritorno dei valori della glicemia e dell’emoglobina glicolisata nei limiti della norma – sottolinea la prof.ssa Geltrude Mingrone, direttore della UOC Patologie dell’obesità al Policlinico Universitario A. Gemelli in occasione della Lettura magistrale ‘Dalla chirurgia bariatrica alla chirurgia metabolica: i risultati a lungo termine’ con cui si è aperto oggi a Firenze il II° Congresso nazionale SINuC – si osserva già pochi giorni dopo l’intervento chirurgico, quando il cambiamento di peso è minimo. Dopo chirurgia metabolica, in particolare bypass gastrico e diversione bilio-pancreatica, il diabete rimane in remissione almeno fino a 5 anni in circa il 40% dei pazienti, i quali perciò non hanno più bisogno di terapia farmacologica. Nel 70% ed oltre dei pazienti la sola terapia farmacologica orale consente un ottimo controllo glicemico ed anzi, le complicanze micro e macrovascolari del diabete si presentano largamente ridotte rispetto ai soggetti in terapia medica”.
“Il bypass del duodeno e del digiuno, infatti – prosegue la Mingrone – riduce la secrezione di ormoni che inducono insulino-resistenza e che rappresenta, com’è noto, il difetto maggiore nel diabete di tipo 2 o dell’adulto. Inoltre, dopo chirurgia metabolica la secrezione intestinale di GLP1, un ormone che riduce l’appetito e che migliora la secrezione insulinica nella prima fase, è molto aumentata contribuendo al miglioramento del controllo glicemico. Infine, l’identificazione degli ormoni intestinali che inducono insulino-resistenza permetterà in futuro di individuare e mettere a punto nuovi farmaci in affiancamento o in parziale sostituzione dell’approccio chirurgico metabolico”.

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Il bambino non cresce? Può essere celiachia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

celiachiaUno ogni 100 persone è il numero di celiaci identificati con specifici test ma, rispetto alla popolazione generale che ha sintomi lievi, atipici o forme quasi silenti, la metà dei pazienti non riceve una diagnosi. La presentazione tipica della malattia è quella con sintomi gastrointestinali come vomito, diarrea, perdita di peso e nei bambini dai 6 anni in su, arresto della crescita, che segue l’introduzione del glutine nella dieta. E’ questo il segnale che più spesso allarma e allerta i genitori che si presentano all’osservazione del pediatra. Questa forma interessa un terzo di tutti i 50mila casi di celiachia pediatrica italiani. I restanti due terzi interessano bambini più grandi con anemia che non risponde alla terapia con ferro, stanchezza, aumento dei livelli delle transaminasi e anche qui perdita di peso e rallentamento della crescita staturale senza però i più caratteristici sintomi gastro-intestinali. Infine, le forme ‘silenti’ in cui non ci sono sintomi ma sono comunque presenti gli anticorpi tipici della malattia che si accompagnano alle lesioni intestinali causati dal contatto tra la proteina del glutine e la mucosa che riveste l’intestino. Un incontro mal tollerato dai celiaci che rispondono con una reazione autoimmunitaria e infiammatoria, tipica della patologia. Ne hanno parlato i nutrizionisti clinici riuniti nel secondo Congresso della Società Italiana di Nutrizione Clinica a Firenze: “Nei bambini è possibile fare diagnosi con un semplice esame del sangue che rilevi la presenza degli anticorpi specifici (TTG o EMA) in misura di dieci volte superiore ai livelli normali” spiega il Professor Maurizio Muscaritoli, Presidente SINUC “il che rende la diagnosi più facile e meno traumatica rispetto alla precedente pratica della biopsia intestinale che individua se i villi intestinali sono atrofici e infiammati (invece necessaria nella popolazione adulta). Il trattamento della patologia si basa su un regime dietetico che escluda in maniera assoluta e a vita il glutine, quindi grano certo, ma anche frumento, segale, orzo, farro e kamut mentre sono permessi riso e mais e i prodotti certificati per assenza di glutine ormai ampiamente disponibili in commercio e a carico del SSN. La novità è che la celiachia si manifesta sempre più in maniera camaleontica con sintomi atipici come l’anemia e la perdita di massa ossea, spia di un malassorbimento di nutrienti. Mentre in altri casi i sintomi sono dermatiti e alopecia ossia perdita di capelli che solo dopo un lungo iter vengono ricondotti alla intolleranza al glutine”.
L’efficacia della dieta si verifica sia con la scomparsa dei sintomi che per la diminuzione degli anticorpi da valutare attualmente ma i valori si normalizzano solo dopo 12 mesi dall’eliminazione del glutine.
La diagnosi e la cura della celiachia in età pediatrica devono tener conto dei diversi aspetti clinici, nutrizionali, psicologici, familiari e sociali in rapporto al periodo dell’età evolutiva nella quale viene eseguita la diagnosi di celiachia. Dopo la diagnosi, la famiglia deve intraprendere un percorso di adattamento e una riorganizzazione dello stile di vita che coinvolge tutti i suoi componenti. Se ben organizzata la dieta del bambino celiaco permette un’adesione ottimale: stoviglie dedicate, organizzazione della dispensa con alimenti senza glutine separati da quelli del resto della famiglia, acquisto dei prodotti certificati e l’informazione alla scuola in modo che la mensa si adegui alle esigenza, sono i suoi pilastri certificati. A cui si aggiunge l’apprendimento di ricette nuove che rendano varia e gustosa la dieta del piccolo celiaco.
Ciononostante, più della metà degli adolescenti abbandona la dieta senza glutine causa la perdita del controllo dei genitori, il desiderio di adeguarsi al gruppo e non essere accettato o marginalizzato. La mancata aderenza alla dieta comporta una ricomparsa dei sintomi e nuove manifestazioni.
Ossa a rischio – Nell’adolescente celiaco non diagnosticato o che non segue correttamente la dieta senza glutine, il picco di massa ossea che viene raggiunto rimane ridotto con la conseguenza di un maggior rischio di osteoporosi in età adulta. L’aderenza alla dieta perché, qualora instaurata dopo il raggiungimento del picco di massa ossea (16-18 anni nelle femmine, 20-22 anni nel maschio) non basta più da sola a correggere il difetto di mineralizzazione dell’osso. Ma una corretta dieta senza glutine è in grado ripristinare in un anno la normalizzazione della quota minerale ossea.
Rispetto alla Relazione annuale sulla Celiachia pubblicata nel 2007, le diagnosi di celiachia sono aumentate da 64mila a oltre 182mila negli adulti grazie alla migliore capacità di diagnosi. Lombardia con il 17.7% al primo posto per numero di pazienti, seguita ex aequo da Lazio e Campania con il 9,7% ciascuna. Si conferma anche il profilo ‘di genere’ della malattia con le donne affette in misura più che doppia rispetto al sesso maschile.

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