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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Democrazia Atea commenta una lettera su “Il Manifesto” di Paolo Ferrero

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

il manifestoPaolo Ferrero, già Segretario di Rifondazione Comunista, ha pubblicato una lettera sul Manifesto. Parte dalle riflessioni sui disastri neoliberisti della ex sinistra (D’Alema, Bersani, Pisapia…) e possono anche essere politicamente condivisibili. Ma poi Ferrero, in un capolavoro di auto-delegittimazione politica, dice che una coalizione a sinistra dovrebbe essere capeggiata dal Papa.Dopo essere stato a capo di un partito che poneva nella difesa dei diritti sociali e nelle tutele del mondo del lavoro la propria priorità, dopo essersi fatto “scippare” la classe operaia finanche dalla Lega Nord, nel fallimento della propria parte politica, si declina al sacro. Ma qui si va ben oltre la deriva teocratica perchè nella consapevolezza dei propri limiti, Ferrero auspica che la classe dirigente del nuovo cartello elettorale a sinistra, incapace di essere riferimento per le masse, debba degenerare nella sottomissione ad una casta sacerdotale, di cui il Bergoglio è il capo.
Noi di Democrazia Atea auspichiamo la riaffermazione dei diritti democratici, di cui il clero non è mai stato interprete, né potrà esserlo un gesuita talmente abile da far credere che la lucida prospettiva imperialista del suo Stato possa addirittura essere interpretata come contrasto alle politiche da lui stesso attuate. Il processo di sottomissione al clero iniziato con Togliatti trova oggi il suo completamento, nel momento Ferrero si spinge ben oltre la teocrazia e propone addirittura, forse senza rendersene conto, una sinarchia. Che pena. (Carla Corsetti Segretario nazionale di Democrazia Atea)
(n.r. Non abbiamo letto la lettera di Ferrero ma se ha lasciato intendere, ho lo ha scritto esplicitamente, sul ruolo a sinistra di un Papa tanto da divenirne un punto fermo di riferimento per la sinistra italiana, mi sembra logica una risposta alquanto risentita.
Noi che da tempo andiamo a ribadire che le forme ideologizzate di destra, centro e sinistra con le loro varie sfumature non hanno più senso ai giorni nostri e che a loro posto esistono due partiti: chi ha e chi è. Quelli del “chi ha” li conosciamo bene con i loro lacchè, che si accontentano delle briciole della mensa del padrone di turno, e altrettanto bene ci sono noti i “chi è” costituenti la maggioranza assoluta della popolazione mondiale ma che sono stati abilmente emarginati e schiavizzati da quelli che oggi definiamo “i poteri forti”. In tutto questo, sia chiaro, le varie professioni religiose hanno le loro colpe. Le hanno perché si sono curate oltre misura del diritto alla vita senza badare all’altro diritto che ne è il corollario e si chiama “diritto a vivere”. Cosa significa? Significa che quando nasciamo a prescindere dai nostri natali, dal luogo in cui siamo venuti, dal colore della pelle, abbiamo diritto a vivere e che questo diritto devono garantirlo quelli che sono nati prima e ne hanno costruite le basi.
Diritto ad essere alimentati, assistiti, curati, istruiti, avere un lavoro certo e una pensione dignitosa. Si può obiettare: mancano le risorse. E noi rispondiamo non è vero se abolissimo le spese per gli armamenti, la pessima ridistribuzione delle risorse e la sete di potere e gli sprechi dei satrapi di turno. (Riccardo Alfonso direttore dei Centri studi politici e sociali della Fidest)

2 Risposte to “Democrazia Atea commenta una lettera su “Il Manifesto” di Paolo Ferrero”

  1. Cinzia Visrntin said

    A parte che Ferrero, non ha mai scritto quella “lettera ” al Manifesto, e questo l’ho saputo direttamente da lui, la testata ha semplicemente ripreso un post da un social l’ha pubblicato.
    A parte questo , ci vuol veramente poco a capire che la sua è solo una provocazione , per far capire che per certe questioni il Papa sta più a sinistra di chi si fregia di esserlo.
    Come si possa prender sul serio una cosa così, mi pare pare davvero pretestuoso.

  2. fidest press agency said

    Prendo atto che Paolo Ferrero non ha scritto la lettera al Manifesto. Se il discorso della “provocazione” si riferisce alla Fidest che ha rilanciato quella che appariva a tutti gli effetti una notizia mi pare un eccesso di giudizio. Avremmo dovuto verificare direttamente dal Manifesto se quanto ci era stato segnalato rispondeva a verità e qui ha ragione, ma ci siamo fidati da chi in passato ha dimostrato che quanto scriveva rispondeva al vero. Se poi entriamo nel merito non ci sembra cervellotico questa allusione a un papa di sinistra dopo che per anni una certa stampa di oltre Atlantico lo ha fatto passare per un “cattocomunista”.

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