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Migranti e i calcoli di Boeri: parziali e omissivi

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

inpsDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Il presidente pro-tempore dell’Inps, Tito Boeri, dovrebbe ben conoscere l’importanza dell’orizzonte temporale nei modelli econometrici. E in effetti nel rapporto sugli immigrati che ha fatto tanto clamore lo scrive pure: le proiezioni si fermano al 2040, mentre il pagamento delle pensioni agli immigrati regolari cominceranno nel 2060. Quindi la sua analisi considera solo le entrate per lo Stato dei contributi versati dai lavoratori immigrati regolari e non gli esborsi.
Non solo. La sua analisi non tiene neanche conto di tutte le altre prestazioni assistenziali che lo Stato eroga non solo ai lavoratori, ma anche ai disoccupati, agli anziani e ai bambini immigrati, tanto quelli regolari quanto quelli irregolari. Le proiezioni di Boeri, quindi, fanno acqua da tutte le parti. Al pari della sua gestione discutibile dell’Inps.I calcoli sono presto fatti. In Italia ci sono 3,9 milioni di cittadini non comunitari regolari. Di questi lavorano meno della metà, vale a dire 1,8 milioni, mentre gli altri sono inattivi (900mila), in cerca di lavoro (300mila) o non in età da lavoro (900mila tra bambini e anziani).Questo vuol dire che a fronte di 1,8 milioni di cittadini non comunitari regolari, che hanno un proprio percorso di contribuzione e di finanziamento del welfare, ci sono 2,1 milioni di individui che rappresentano solo un costo. A questi bisogna aggiungere una cifra stimata in circa mezzo milione di cittadini non comunitari irregolari, che non hanno un permesso di soggiorno, dunque non possono lavorare. O meglio, lavorano nel mercato nero. In realtà, anche alcuni di quei 2,1 milioni descritti sopra lavorano in nero, senza quindi contribuire alle casse dello Stato. Se a tutto questo si aggiungono i costi per l’accoglienza, stimato dal governo in 4,6 miliardi, il bilancio del fenomeno migratorio in Italia diventa ampiamente negativo.Il calcolo del professor Boeri, ripetiamo, è parziale in quanto considera solo i benefici derivanti dagli immigrati regolari-regolari, vale a dire con permesso di soggiorno e che lavorano, mentre non considera i costi degli immigrati regolari-irregolari, vale a dire che hanno permesso di soggiorno ma non un lavoro regolare, né quelli degli immigrati irregolari-irregolari, senza permesso di soggiorno e senza lavoro. Ne deriva che l’immigrazione rappresenta per l’Italia più un costo che un beneficio. Oggi e soprattutto, in maniera incrementale, fino al 2040. Altro che ‘buco di bilancio’ se chiudiamo le frontiere. È vero esattamente il contrario”.

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