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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

La vita spericolata dell’ebreo che invano supplicò Mussolini

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

lo squalo e le leggi razzialiRoma 13 luglio alle 17,30 presso la sede della Fondazione Spirito Piazza delle Muse 25 verrà presentato il libro “La vita spericolata dell’ebreo che invano supplicò Mussolini” (Gianni Scipione Rossi, Lo “squalo” e le leggi razziali. Vita spericolata di Camillo Castiglioni, Rubbettino, € 14,00). Le leggi razziali stanno per essere varate. Le intenzioni di Mussolini sono ormai note. Castiglioni spera, appellandosi alla sua “bontà” di riuscire ad essere riconosciuto “non ebreo”. Mussolini non gli risponderà. Iscritto al Fascio di Vienna, ormai residente a Milano, Castiglioni, l’uomo che aveva dominato i mercati tra la fine della Grande guerra e gli anni Venti del Novecento deve affrontare gli anni più difficili di una vita vissuta sempre sulle montagne russe, come rivela il giornalista e storico Gianni Scipione Rossi nella biografia Lo “squalo” e le leggi razziali.
Triestino, figlio del rabbino capo di Roma Vittorio, Castiglioni aveva raggiunto giovanissimo la capitale imperiale di Francesco Giuseppe. In pochi anni si era imposto come industriale. Costruisce dirigibili e aerei. Rilancia la Austro-Daimler e la BMW. È proprietario di banche, acciaierie, giornali, cartiere. Durante la Grande guerra fonda un impero economico che dopo la sconfitta degli imperi centrali si espande verso la Germania e tutti gli stati balcanici, anche in società con la Fiat di Giovanni Agnelli e la Banca Commerciale di Giuseppe Toeplitz. Squalo o pescecane ebreo lo chiamano sulla stampa, perché specula – come tutti i finanzieri dell’epoca – sull’inflazione galoppante. E una speculazione sul franco francese rischia di essergli fatale nel 1924. Senza rinunciare a uno stile di vita barocco, si ridimensiona ma avvia sempre nuove imprese, mentre da ricco mecenate finanzia un teatro a Vienna e il Festival di Salisburgo.
Italo Zingarelli lo aveva definito “esteta del materialismo”. Il diplomatico Attilio Tamaro lo considerava un ingenuo. Certo era un uomo di ingegno, con una innata predisposizione per gli affari. Di famiglia irredentista, dopo aver avuto ottimi rapporti con la dinastia asburgica si mise a disposizione prima dell’Italia liberale e poi del fascismo. In fondo è la complessità del Novecento che si legge attraverso la sua biografia. Una vita complicata, segnata da grandi successi e catastrofi. Ma Castiglioni – come emerge dalla biografia scritta dall’ex direttore di Rai Parlamento – ha sempre la capacità di andare oltre. Nonostante Mussolini non lo abbia salvato dalle leggi razziali, secondo i servizi segreti americani lo avrebbe aiutato a riciclare fondi neri in Svizzera. Certo ha costruito durante la guerra la prima raffineria di petrolio della Confederazione. Ma la Svizzera lo costringe a rientrare in Italia, per la felicità del quotidiano del partito nazionalsocialista “Völkischer Beobachter”, che scrive il 18 aprile 1943: «Ora non c’è più luogo in Europa dove Castiglioni può stare in sicurezza». La trova miracolosamente a San Marino. E alla fine della guerra è ancora protagonista di strabilianti avventure, che fanno somigliare la sua biografia a un romanzo, anche se è una storia vera. (foto: lo squalo e le leggi razziali)

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