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Teatro: “Che ne resta di noi?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 luglio 2017

BOLLATEBOLLATE2Roma Mercoledì 12 luglio (ore 21) Teatro Argentina, largo Argentina 1, nell’ambito della vetrina sulla coreografia contemporanea, IL TEATRO CHE DANZA, il palcoscenico del Teatro Argentina accoglie “Che ne resta di noi?”, una partitura fisica che non segue un filo narrativo, ma procede per associazioni poetico-musicali maturate durante un processo di improvvisazioni del gruppo di lavoro di alcuni attori-detenuti del carcere di Milano-Bollate, coordinati dalla regia di Michelina Capato Sartore, in collaborazione con Renato Gabrielli, la coreografa Claudia Casolaro e l’allenatrice del “senso teatrale” Matilde Facheris. Sei figure umane in continuo, inquieto movimento su una scalinata che si protende verso l’alto ma che non porta ad alcun cielo, immerse in una totale assenza di parole. Questi elementi danno vita ad un lavoro registico, drammaturgico e coreografico che nasce a partire da un profondo interrogativo che sembra aleggiare sulla scena, tra gli attori e il pubblico: che ne resta dei sei personaggi, una volta sottratti la fame di sesso e potere, la solitudine che si riflette nella ripetizione ossessiva dei gesti e l’attaccamento disperato ad abitudini e oggetti? Che ne resta degli spettatori che li osservano muoversi, nel momento in cui si dissolve la presunzione di sentirsi diversi da loro, forse migliori? Che ne resta di noi? cerca risposte attraverso i corpi e i loro frenetici movimenti, seguendo una drammaturgia che si affida ad associazioni poetico/musicali senza un vero e proprio percorso narrativo. Una performance che grida senza parole con la potenza dei gesti e degli interrogativi.
Il carcere di Milano-Bollate è considerato un “modello” non soltanto in Italia ma a livello europeo. Al suo interno operano diverse cooperative, tra cui e.s.t.i.a., con lo scopo di avviare chi ha scontato la pena al lavoro appreso e intrapreso durante la detenzione: un percorso di inserimento in settori inerenti attività quali tipografia, falegnameria, computer e video, panetteria e pasticceria, sartoria, floricultura, e ancora tecnico teatrale e corsi per attori. Infatti, attività cardine della cooperativa e.s.t.i.a. è il teatro, che vanta numerose produzioni e laboratori ormai consolidati. Alla base del lavoro teatrale risiede un processo educativo non formale, parte fondante e integrante del percorso di reinserimento sociale delle persone: le statistiche registrano che la recidiva è più bassa (il 6%) fra chi ha seguito i corsi teatrali.
BOLLATE1BOLLATE3La danza continua ad essere protagonista al Teatro di Roma con IL TEATRO CHE DANZA, dal 13 giugno al 15 luglio, con ripresa dal 19 al 27 settembre: nomi d’eccellenza e giovani autori/coreografi sui palcoscenici di Argentina e India. Una finestra da sempre aperta alla creatività, alle plurali forme della performance di oggi, alle nuove tendenze del teatrodanza, che quest’anno conta 11 creazioni per un totale di 20 rappresentazioni e 12 coreografi a firmare il cartellone, tra autori affermati come Giorgio Rossi, Cristina Kristal Rizzo, Roberto Castello, Ariella Vidach, Silvia Rampelli, Enzo Cosimi e figure emergenti come Salvo Lombardo, Joao Garcia Miguel con Lara Guidetti, Annamaria Ajmone e Marcela Santander Corvalán. Un vero e proprio viaggio coreografico che racconta e riporta sulla scena realtà e visioni differenti, segni di orizzonti culturali e geografici lontani, grazie alla presenza di coreografi e interpreti provenienti da diversi paesi europei e del mondo, molti dei quali under 35, segno della vitalità di un linguaggio pronto a raccogliere e restituire stimoli, paesaggi, ambienti diversi. Coreografie che non sono punti di arrivo, ma indagini in corso. Filo comune delle creazioni è l’indagine sul movimento nello spazio, in particolare quello sviluppato dall’incontro fra i diversi performer: la relazione fra gli individui, e dunque la varietà dei sentimenti che gli incontri innescano, è uno dei temi di ricerca degli autori in programma. (foto: BOLLATE)

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