Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 307

I belli ed i brutti, i simpatici e gli antipatici, telegeticamente parlando, tra i politici italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

televisioneSbattere in prima pagina dei quotidiani o dei rotocalchi o nelle sequenze di una trasmissione televisiva il volto di un politico lo sottopone, volente o nolente, ad una valutazione “estetica” della sua immagine da parte di chi in quel momento lo osserva. Ed è soprattutto la televisione a colpire la nostra visione e ad indurci a dei giudizi di merito che non escludono, ovviamente, l’aspetto fisico, anzi per taluni ha un valore prioritario. Lo sanno bene gli esperti se di tanto in tanto si lasciano prendere la mano con sondaggi orientati alla conoscenza del livello di gradimento popolare da parte dei telespettatori. Non è possibile, ovviamente, riscontrare il rapporto tra l’essere bello e fotogenico ed il proprio successo elettorale ma forse un giorno ci arriveremo e non mancherà, in proposito, qualche sorpresa. Oggi che non siamo più condizionati da un forte legame ideologico che ci faceva apparire bello, ad esempio, un Togliatti solo perché era un leader politico carismatico ed altrettanto brutto ai suoi oppositori per la stessa ragione. Oggi i distinguo sono più sfumati e senza dubbio hanno perso la loro “caratura” ideologica. E forse proprio per questo motivo abbiamo un Berlusconi che pur non essendo, nel senso classico della parola, un bell’uomo, sa sprigionare simpatia, anche a dispetto dell’età che avanza inesorabile, ogni volta che le telecamere lo riprendono. Non si può dire la stessa cosa del suo “alter ego”, Romano Prodi che le vicende politiche lo ripropongono in questi giorni come a voler riprendere una nota rivalità di 20 anni fa. Ha una faccia troppo ingombrante, non sa sorridere, non ha il senso dell’umorismo e dell’autoironia, non riesce a vedere il lato positivo delle cose e sembra destinato a riprodurre nel nostro inconscio un senso di angoscia per il futuro, che non ci aiuta a reagire. Entrambi, purtroppo, mostrano una loro immagine non reale ma fittizia, eppure sufficiente per suscitare sentimenti contrastanti. Qualcuno ha pensato di contrapporre ad essi “personalità” più accettabili. Pensiamo all’ex Presidente del consiglio Matteo Renzi per quanto rivela una faccia che non riesce a nascondere la sua aria da furbetto che non sempre suscita simpatie. Se si dovesse scegliere una candidatura da opporre a Berlusconi il centro sinistra giocherebbe al meglio la sua carta con Franceschini o Calenda, e non solo per ragioni di fotogenia. E così accade che mentre nel centro-destra diversi possono essere chiamati “divi di successo” in una platea internazionale quali Meloni, Salvini, Zaia, sull’altro versante le immagini restano più sfocate e meno credibili. Per il momento l’unico suggerimento possibile sarebbe quello di mandare in pensione Prodi e lasciar perdere Berlusconi. Partiamo dai volti nuovi che ci propongono Cinque Stelle, semmai. Se non altro sono facce pulite, poco navigate nei meandri della politica ma non dovrebbe essere un difetto, semmai una virtù, dati i tempi. (Riccardo Alfonso Direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

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