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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 307

Mattinata di follia in carcere a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

Carcere Regina Coeli alla LungaraRoma. I protagonisti sono stati due detenuti del carcere ristretti nel carcere di Regina Coeli che prima si sono picchiati tra loro e poi hanno aggredito i poliziotti intervenuti per separarli A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
“Quel che è avvenuto è un fatto gravissimo, che poteva avere pericolosissime ripercussioni sia per l’incolumità di altri poliziotti che sul mantenimento dell’ordine e della sicurezza all’interno del carcere di Regina Coeli. La professionalità e l’abnegazione del personale di Polizia Penitenziaria del Reparto, cui va il mio apprezzamento, ha gestito al meglio un evento critico che avrebbe potuto avere drammatiche conseguenze”, commenta il Segretario nazionale del Lazio del SAPPE Maurizio Somma. “Due detenuti si sono picchiati ed hanno poi ferito i poliziotti intervenuti per separarli: tra loro, contusi anche il Comandante del Reparto della Polizia Penitenziaria, un Ispettore e due Assistenti. I quattro poliziotti penitenziari, a cui va la solidarietà del SAPPE, sono ricorsi alle cure del Pronto Soccorso cittadino”.
“E’ stata un’esperienza allucinante, gestita con grande sangue freddo e professionalità dai bravi Agenti di Polizia Penitenziaria”, commenta il Segretario Generale SAPPE Donato Capece. “Ma conferma la tensione che continua a caratterizzare le carceri, al di là di ogni buona intenzione. Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri. Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. Non ci si ostini a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto”, conclude. “Gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno. Non dimentichiamo che contiamo ogni giorno gravi eventi critici, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria”.

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