Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

La sinistra italiana: una riflessione che viene dal passato

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

carraAnni fa Eduardo Aldo Carra ha scritto un libro titolato: “Ho perso la sinistra. Le ragioni del declino e le proposte per reinventarla” con la prefazione di Aldo Tortorella (Collana Materiali, Prezzo 8,00 euro, Pagine 144). Allora, nel 2008, si annotava non solo la scomparsa della Sinistra Arcobaleno, ma di tutta la sinistra italiana. E a questo riguardo Carra scriveva: “Nel sistema bipolare si conta se si governa o se si ha il peso per condizionare il governo. Le forze di centro sinistra oggi non sono maggioritarie. E allora o si fanno alleanze larghe o si conquistano nuovi consensi. Nelle ultime elezioni non si sono fatte alleanze e si sono persi consensi. Da qui la gravità della sconfitta. Ma questa crisi in realtà nasce da lontano, e investe soprattutto il rapporto con il mondo del lavoro e con i giovani”. La tesi dell’autore è che gli elettori di sinistra non si siano spostati a destra, ma abbiano dato vita al secondo partito della sinistra: il partito dell’astensione. I voti sono, quindi, ancora recuperabili, ma solo con una profonda ricostruzione di strategie e comportamenti. È necessario, quindi, che la sinistra si faccia promotrice di uno stile di vita alternativo e di un nuovo modello di sviluppo economico e sociale. Questa ricostruzione della sinistra, nel mondo multipolare che scaturirà dalla crisi che sta investendo l’intero pianeta, deve assumere una dimensione europea sia per non rischiare l’emarginazione sul piano economico, sia per riproporre i valori sociali che hanno caratterizzato le esperienze socialiste europee avviando una nuova stagione di diritti del lavoro e di cittadinanza. Ora mi chiedo cosa è cambiato a distanza di nove anni? Poco o nulla, purtroppo, nella famiglia litigiosa del centro-sinistra. La nota più significativa è stata, semmai, quella di aver aperto una porta, non uno spiraglio, a una nuova idea di politica incarnata nella fattispecie dal Movimento 5 stelle. E questo, forse senza che la sinistra ne avesse piena consapevolezza, ha sancito la fine del centro sinistra e non solo come forza di governo e a metterci la pietra tombale è stata e continua ad essere la leadership di Matteo Renzi, l’uomo che divide e non unisce. Ma c’è anche una grossa novità nella politica italiana ed è costituita dal fatto che non esistono più, se non con numeri risibili elettoralmente parlando, i partiti nati e cresciuti intorno a una identità ideologica. Oggi sta nascendo nell’opinione pubblica, e non solo italiana, una nuova certezza che il mondo si sta sempre più caratterizzando tra chi ha e chi è e il chi ha, pur rappresentando una ristretta minoranza, ha saldamente in mano le leve del potere e le esercita per emarginare il chi è rappresentato da quel popolo che per la loro condizione economica è posto ai margini della società. (Riccardo Alfonso direttore del centro studi politici e sociali della Fidest)

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