Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 307

Il grande attore e il guitto

Posted by fidest press agency su martedì, 18 luglio 2017

totòSe seguo la recitazione, in uno spettacolo teatrale o in un film, di un celebrato attore, e ne ammiro le sue capacità interpretative nel personaggio nel quale si immerge, e la confronto con una analoga sequenza assolta da un guitto che si cimenta nella stessa parte, noto non solo la differenza ma mi rendo consapevole di cosa significa essere un indiscusso maestro. Lo stesso mi accade di osservare in altri ambiti della vita dove, anche nelle professioni più discusse e senz’altro meno onorevoli come quella del ladro e del truffatore, vi è chi vi lascia l’impronta dell’artista e chi si rende decisamente sgradevole. Un rapporto che si tende a misurare anche in politica e fa la distinzione tra chi si dedica in questo genere di attività e la trasforma in arte e chi ne fa scempio. Resta, ovviamente, un margine di giudizio personale che può, far oscillare il pendolo dell’ammirazione in un senso in luogo di un altro, ma è ben poca cosa. Se limito questa mia osservazione ai politici italiani dagli anni del dopoguerra ad oggi noto che la mia ammirazione non sta tanto nelle cose che hanno detto ma il come le hanno dette. La loro è stata la ricerca quasi maniacale d’entrare in sintonia con le folle che li contornavano o nel rapporto con i delegati in un’assise congressuale. Questo genere di apprezzamento, per quanto mi riguarda, non si è tradotto, come si può pensare, in atti concreti nel senso che ho potuto ammirare la loro “recitazione” ma non fino al punto di farne il mio candidato in una competizione elettorale. Se vogliamo è lo stesso atteggiamento che assumiamo nel giudicare un film nel suo insieme. Possiamo affermare che è uno spettacolo fastidioso ma la recitazione del protagonista era sublime e ha persino reso tollerante la sua criticabile trama. Così mi sono trovato nella mia vita ad ammirare contemporaneamente il socialista Nenni e l’ex-fascista Almirante e a seguire con grande attenzione le arguzie di un Fanfani e quelle di Andreotti. Oggi, invece, mi resta solo un grande vuoto. La politica è passata ai guitti. Discreti interpreti ma non eccellenti. E questo calo qualitativo sembra aver trovato in politica una certa corrispondenza nel rapporto con la gente che mostra d’essere più distratta, meno attratta dalla politica del saper fare e della saggia amministrazione e più incline al proprio tornaconto che fa della stessa politica una merce di scambio per interessi personali. E’, probabilmente, un segno dei tempi e del nostro decadimento culturale e delle logiche di una civiltà che ha posto più l’accento su valori caduchi e venali e che ci hanno fatto perdere, alla lunga, il vero significato del vivere e del saper vivere con aspetti che sappiano toccare la nostra sensibilità spirituale e non quella materiale. Perché alla fine non ci rendiamo conto che andrebbe molto meglio una passeggiata riflessiva in luogo di una corsa sfrenata? (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

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