Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Medicina sociale 2016

Posted by fidest press agency su martedì, 18 luglio 2017

medicina sociale1Prima parte (Italian Edition) Kindle Edition. Il tema conduttore di questa edizione riguarda l’epatite virale. E’ un argomento che stimola, per lo meno, una riflessione. Riguarda il valore che noi attribuiamo alla salute intesa più come una opportunità per fare soldi che per offrire un’occasione ai malati per una guarigione completa.
E più in generale la cura dei nostri mali, può diventare un potente strumento di ricerca biomedica per assicurarci, con strumenti validi, sotto il profilo farmaceutico e di tecniche chirurgiche o di altro genere, un benessere sicuro e duraturo.
Se non accade è perché abbiamo preferito la strada più agevole per stimolare i nostri egoismi e tutto questo non riguarda solo ciò che la scienza può offrirci a monte con studi più approfonditi sulla natura umana e i suoi rimedi, ma anche nel nostro operare quotidiano.Penso ai medici di famiglia che sono diventati in massima parte dei burocrati e si riducono sovente in prescrittori di medicinali e di accertamenti diagno-stici. Alcuni pazienti mi dicono che le loro visite allo studio si riducono per lo più alla descrizione di un malessere che avvertono e il medico che si limita, senza visitare, a prescrivere medicine o a stabilire vari tipi di accertamenti.E’ tempo che anche questo rapporto con i sanitari vada rivisto così come l’ho già prospettato in altri miei analoghi lavori ma credo non sia abbastanza e valga la pena di ribadirlo di nuovo e con più forza anche in questa sede. Qui non si tratta tanto di fare economie, anche se la circostanza di certo non dispiace, ma di rispondere meglio alle attese della parte dolente dell’umanità.
D’altra parte lo dobbiamo alla stessa conoscenza che noi acquisiamo attraverso il web e che ci permette d’interloquire meglio con il nostro medico ma anche di poter rettificare taluni errati giudizi che noi traiamo proprio per quella mancanza di uno studio sistematico della natura umana che è, invece, nella cultura dello specialista.
Ciò implica la necessità del dialogo tra le parti che non può limitarsi al binomio causa/rimedio in specie se la possibile soluzione si sposta nel tempo e resta “sospesa” finché non interverranno i vari accertamenti diagnostici che sono, tra l’altro, condizionati ai tempi lunghi previsti per prenotarli.
Il rischio è che si vada ad allargare la base della ricerca senza che vi sia una reale necessità mentre il tutto poteva essere ovviato con una più attenta e circostanziata indagine diagnostica nello studio del sanitario. (foto: medicina sociale1)

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