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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Mussolini l’uomo della provvidenza

Posted by fidest press agency su martedì, 18 luglio 2017

HD-SN-99-02405Lo show mediatico in uno stabilimento balneare del Nord Italia di un nostalgico del fascismo ha riaperto per qualche settimana il dibattito su ciò che è stato il periodo della dittatura in Italia. Mussolini è stato per 20 anni osannato. Per 20 anni il prezzo pagato dai suoi oppositori è stato, nella migliore delle ipotesi, il confino per non parlare del delitto Matteotti e delle leggi antirazziali. Oggi a distanza di tanti anni si cerca di capire se la sua dittatura sia stata del tutto negativa o se ha prodotto qualcosa di buono. C’è chi in questi giorni ha espresso dei giudizi positivi sul periodo fascista e sul suo leader. Probabilmente in buona fede e pensa in questo modo di sentirsi al di sopra le parti e di saper giudicare con “obiettività” facendo da calmieratore dei vari giudizi storici che nel frattempo sono stati espressi in Italia e all’estero ritenendoli ora troppo severi e ora troppo blandi. A questo punto non dobbiamo dimenticare che Mussolini è il risultato di una classe politica litigiosa e diffidente che non riusciva a governare e che era incline a favorire poteri forti rappresentati dal mondo imprenditoriale, dagli ambienti militari e dalla borghesia uscita dalla guerra con le ossa rotte e beffeggiata nelle piazze dai comunisti e dagli anarchici. I nostri padri erano sotto il tiro di due “rivoluzioni” quella bolscevica e quella dei sostenitori di un governo autoritario del Paese. Vinsero questi ultimi, ma non si poteva governare senza mandare alle ortiche ogni idea di libertà, di giustizia, di democrazia. Sarebbe stato un contro senso per una dittatura. Lo stesso accadde in Russia, in

shoah-iSpagna con Franco e in Germania con Hitler. Ma non è tanto il discorso sul passato che oggi può preoccuparci quanto le possibili analogie che possono essere elaborate come se la storia potesse ripetersi pedissequamente. Oggi i partiti in Italia continuano a litigare e a dividersi e c’è anche chi pensa che la “formula mussoliniana” potrebbe essere riesumata per meglio governare e mettere tutti in riga anche se non proprio con il “passo fascista”. Per queste stesse persone i tempi sono maturi se si prende atto dell’insofferenza degli italiani per i politici, per le decisioni che si rinviano di continuo, per le lungaggini degli iter parlamentari, per la corruzione, per l’ordine pubblico compromesso, per le tante cose che non funzionano e che non si correggono per via dei numerosi veti incrociati di ordine clientelare, lobbistico, affaristico, ecc. Ancora una volta la risposta democratica è quella di sempre: mettere da parte le rivalità personali e mettersi intorno a un tavolo per costruire una società nei valori e nella giustizia nei contenuti e non solo a parole. Ogni altro avventurismo diventerebbe il rimedio peggiore allo sfascio esistente. (Riccardo Alfonso centro studi politici e sociali della Fidest)

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