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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 19 luglio 2017

Mostra: La sibilla e il fuoco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

sibillaCastelfalfi (Firenze) 22 luglio – 31 agosto Inaugurazione: 22 luglio 2017, ore 18.00 la Galleria Nuvole Volanti di Castelfalfi propone una mostra personale di Paolo Annibali curata da Francesco Gucci. Paolo Annibali, marchigiano, racconta come la sua Sibilla sia, fra le figure mitologiche, colei che vede da migliaia di anni i desideri e le paure dell’uomo.
Il Maestro Annibali a Castelfalfi propone una mostra composta da figure femminili, per un totale di ventitré opere esposte: dodici sculture in terracotta, Ragazza che si trucca, Sibilla, La linea della fortuna, Album di famiglia, Inventario delle incertezze, Case dimenticate, C. che guarda il mare, Frattura, Chi? Io!, La chioma di Berenice, Vegliare rovine, Fin dove si tocca, allestite all’interno del Resort “Il Castelfalfi”, e undici disegni, Autoritratto, Ragazza con limoni, Omaggio a Courbet, Verso sera, F. che si pettina, Lungomare d’inverno, La moglie del marinaio, Il cervo volante, Da qui si vede il mare, Per quello che so, tutti realizzati con la tecnica della china su carta ed esposti nella home gallery “CasaGucci”. Della Sibilla, che dà il nome alla mostra, ancora oggi si pronuncia il suo nome con ossequioso timore. La Sibilla di Paolo Annibali, in una bacinella, la cui circolarità evoca quella delle esistenze, si rispecchia interrogando il suo stesso volto, e chiedendogli del proprio futuro. Ma il volto non è solo riflesso, è pietrificato, e un responso definitivo non verrà mai dato. La Sibilla, da cui si avvia il percorso espositivo di questa mostra, è accompagnata da altre figure femminili che, come cristallizzate in uno spazio altro, sono colte, invece, in banali pose quotidiane. Sembra tutto sospeso, in attesa di un movimento, di un’ immagine nuova, di una storia che verrà.
Anche gli altorilievi raccontano di storie declinate al femminile, le narrano con dovizia anche se apparentemente sembrano lasciate al caso. Nei mondi circoscritti di Paolo Annibali accade sempre qualcosa di inatteso, una storia diversa che racchiude anche l’emozione e il pensiero di chi osserva l’opera. Una mostra che porta in Toscana, a Castelfalfi, un grande maestro della scultura, e cantore dell’universo femminile, con opere di grande bellezza. Apertura: dal 22 luglio al 31 agosto Visite: tutti i giorni, ad eccezione del lunedì e martedì, visite guidate, ingresso gratuito. (foto: la sibilla)

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Occupazione e sviluppi sociali in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

BruxellesBruxelles La Commissione ha pubblicato l’edizione 2017 dell’indagine annuale sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (ESDE). L’edizione di quest’anno conferma le tendenze positive nel mercato del lavoro e in ambito sociale, nonché una crescita economica costante. Con più di 234 milioni di lavoratori, il tasso di occupazione non è mai stato così elevato come oggi nell’UE e la disoccupazione è al livello più basso dal dicembre 2008. Dal 2013 sono stati creati 10 milioni di posti di lavoro nell’UE. Al di là del progresso economico e sociale generale, i dati dimostrano però che sulle generazioni più giovani grava un onere particolarmente elevato: tendono ad avere più difficoltà a ottenere un posto di lavoro e si trovano più spesso in forme di occupazione atipiche e precarie come i contratti temporanei, che possono comportare una minore copertura previdenziale. Con tutta probabilità percepiranno inoltre pensioni più basse in rapporto alla remunerazione.È per questo che l’indagine ESDE 2017 si concentra sull’equità intergenerazionale: dobbiamo fare in modo che tutte le generazioni beneficino delle attuali tendenze economiche positive.
Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha commentato: “Questa indagine annuale dimostra ancora una volta che stiamo procedendo con determinazione verso una maggiore crescita e occupazione. Ciononostante, i giovani d’oggi e i loro figli potrebbero ritrovarsi in condizioni peggiori rispetto ai genitori, e non è quello che vogliamo. È necessario agire rapidamente. Con il pilastro europeo dei diritti sociali vogliamo preservare e migliorare gli standard sociali e le condizioni di vita delle generazioni future.”
Dall’indagine emerge che, malgrado i costanti miglioramenti del tenore di vita nell’UE, i giovani non beneficiano di questa evoluzione positiva tanto quanto le generazioni precedenti. A ciò va aggiunto che la quota di reddito da lavoro delle fasce più giovani della popolazione si è ridotta nel tempo. Queste problematiche influiscono sulle decisioni dei giovani relative al nucleo familiare, come l’avere figli o l’acquisto di una casa; ciò può a sua volta ripercuotersi negativamente sui tassi di fecondità e di conseguenza sulla sostenibilità dei sistemi pensionistici e sulla crescita.
Per la popolazione in età lavorativa si prevede inoltre un calo dello 0,3 % annuo da qui al 2060. Ciò significa che una forza lavoro ridotta dovrà fare in modo di garantire il mantenimento dell’attuale tendenza alla crescita. Ne consegue anche che i regimi pensionistici saranno contemporaneamente alimentati da un minor numero di contribuenti – spesso con versamenti di minore entità e/o irregolari, non essendo corrispondenti a quelli del lavoro a tempo pieno e/o standard – mentre aumenterà il numero dei pensionati che ne dipenderanno. I giovani lavoratori di oggi e le generazioni future devono pertanto farsi carico di un doppio onere che deriva dai cambiamenti demografici e dalla necessità di garantire la sostenibilità dei regimi pensionistici.
L’impegno della Commissione, teso a ridurre la disoccupazione in generale e la disoccupazione giovanile in particolare, sta dando i suoi frutti. Dal picco della crisi nel 2013 il numero dei giovani disoccupati è diminuito di 1,8 milioni di unità e quello dei giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano (i cosiddetti NEET) di 1 milione di unità. Con la proroga della garanzia per i giovani, l’integrazione finanziaria offerta dall’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile e dall’iniziativa che prevede di continuare a investire nei giovani d’Europa, presentata di recente, la Commissione intende massimizzare le possibilità dei giovani sul mercato del lavoro.

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Dibattito sul Futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

europaBruxelles. Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Mi incoraggia molto vedere così tante persone impegnate nel dibattito sul futuro dell’Unione europea, che la Commissione ha avviato il 1° marzo 2017 con il Libro bianco. Sono già state espresse diverse opinioni e il dibattito è sostenuto da un forte slancio positivo. In settembre presenterò la mia visione , ma in realtà il futuro dell’Europa sarà concepito da voi. Siete voi che scrivete il libro di storia di domani. Continuate quindi ad impegnarvi e fare sentire le vostre voci”.La Commissione ha prospettato cinque scenari di possibile sviluppo per l’UE per il prossimo decennio, generando un ampio dibattito sostenuto dalle istituzioni politiche e dalla società civile in generale. Finora, più di 270 000 cittadini hanno partecipato a più di 1 750 eventi organizzati o sostenuti dalla Commissione. I partecipanti on-line sono, inoltre, molti di più (vedi cifre). Nei prossimi mesi continueranno ad essere organizzati manifestazioni e dibattiti, e i cittadini possono inoltre apportare il loro contributo diretto su questo sito https://ec.europa.eu/commission/give-your-comments_en
I cittadini sono inoltre invitati a continuare a esprimere le proprie opinioni, in particolare prima del discorso annuale sullo stato dell’Unione del 13 settembre 2017, quando il Presidente Juncker delineerà la sua visione per il futuro dell’Europa.
Informazioni generali​Il 1º marzo 2017, con il Libro bianco sul futuro dell’Europa, la Commissione ha avviato un dibattito paneuropeo che consentirà ai cittadini e ai leader di definire una visione per l’UE a 27. Il Libro bianco presenta cinque scenari per l’evoluzione dell’Unione di qui al 2025:”Avanti così”: l’UE a 27 continua ad attuare il suo programma positivo di riforme;”Solo il mercato unico”: l’UE a 27 si concentrerebbe sul mercato unico, perché i 27 Stati membri non riescono a trovare un terreno comune in un numero crescente di settori;
“Chi vuole di più fa di più”: l’UE a 27 continua secondo la linea attuale, ma gli Stati membri che lo desiderano possono aumentare la cooperazione in ambiti specifici;
“Fare meno in modo più efficiente”: i lavori sono diretti principalmente al raggiungimento di maggiori risultati in tempi più rapidi in alcuni settori selezionati, intervenendo meno in altri;”Fare molto di più insieme”: gli Stati membri decidono di condividere in misura maggiore poteri, risorse e processi decisionali in tutti gli ambiti.
Gli scenari contemplano una serie di possibilità, i cui esiti variano a seconda del settore interessato. Sono di natura illustrativa, e non si escludono né si completano a vicenda.

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Eurodeputati commissione Sicurezza e difesa in Italia per fare il punto sulla cooperazione Nato Ue nel Mediterraneo centrale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

parlamento europeoUna delegazione di quattro eurodeputati della Sottocommissione Sicurezza e Difesa del Parlamento europeo sarà in visita istituzionale al centro di coordinamento dell’operazione Triton di Roma, alla sede Frontex di Catania e al quartier generale della Nato a Napoli da oggi, 17 luglio 2017, fino a mercoledì 19 luglio 2017.Gli eurodeputati faranno una verifica di prima mano della collaborazione fra autorità italiane, Frontex e Nato per il controllo del Mediterraneo centrale e per quel che riguarda la lotta al traffico di esseri umani e le operazioni di search and rescue in mare. Dopo la dichiarazione di cooperazione fra Nato ed Unione europea firmata a Varsavia lo scorso anno, gli europarlamentari faranno una prima valutazione di come un tale acordo stia funzionando.Fra gli incontri istituzionali previsti, nel pomeriggio di oggi, 17 luglio 2017, la delegazione incontrerà il sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa Domenico Rossi e il presidente della III commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati Fabrizio Cicchitto.
La delegazione sarà composta dai seguenti eurodeputati:Anna Fotyga (ECR/PL, presidente),Ivo Belet (PPE/BE),Lorenzo Cesa (PPE/IT), Doru Frunzulica (S&D/RO).

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Farmaci in associazione nella prevenzione post-infarto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

chietiChieti. Aterosclerosi, colesterolo in eccesso, trombosi e infarto. Nonostante la progressiva riduzione della mortalità cardiovascolare nei paesi industrializzati, le malattie conseguenti all’aterosclerosi della parete arteriosa e alla trombosi, come la cardiopatia ischemica, l’ictus ischemico e l’arteriopatia periferica, rimangono ancora patologie molto frequenti e sono fra le maggiori cause di morte prematura e invalidità permanente nella popolazione europea. Le cause di queste malattie sono multifattoriali, alcune modificabili con gli interventi sullo stile di vita, come l’inattività fisica, il fumo e le cattive abitudini alimentari, altre anche con un trattamento farmacologico, come le dislipidemie, l’ipertensione arteriosa, il diabete.
E delle principali cause di malattia cardiovascolare e delle sue conseguenze si è parlato al congresso dal titolo “International Summit on Atherothrombosis”, organizzato all’Università di Chieti da Raffaele De Caterina, Dipartimento di Cardiologia all’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara e da Carlo Patrono, Dipartimento di Farmacologia all’Università Cattolica di Roma, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. «Fino a poco tempo fa era disponibile soltanto un tipo di anticoagulanti orali per il trattamento a lungo termine di pazienti dopo un infarto, gli antagonisti della vitamina K (VKA). Farmaci efficaci, che però erano utilizzati raramente perché di difficile amministrazione e che richiedevano un continuo aggiustamento del dosaggio» spiega Raffaele De Caterina. «La situazione è cambiata con l’introduzione dei nuovi anticoagulanti orali non-VKA che possono essere somministrati più semplicemente, perché a dose fissa, senza dover monitorare continuamente la coagulazione per ogni paziente. Il coinvolgimento della coagulazione nella genesi della trombosi arteriosa conferma l’utilità dei farmaci anticoagulanti nella prevenzione dell’infarto. Diversi studi hanno dimostrato l’utilità dell’utilizzo di un’associazione di due farmaci, un antipiastrinico e un antiaggregante. È importante però definire correttamente il dosaggio dei farmaci per una terapia a lungo termine, il momento ideale in cui iniziare la terapia e l’ottimale combinazione tra i farmaci. È inoltre necessario stabilire con accuratezza quale farmaco abbia minori effetti collaterali, primo tra tutti il sanguinamento, conseguenza conosciuta nell’utilizzo a lungo termine di farmaci come l’aspirina».
L’aspirina è un farmaco che ormai ha comunque trovato una propria collocazione nella prevenzione secondaria degli eventi cardiovascolari. Una vera e propria rivoluzione nell’impiego tradizionale dell’aspirina è stata infatti lo sviluppo e l’utilizzo del basso dosaggio nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica o malattia cerebrovascolare, che si associa a una consistente e significativa riduzione della mortalità e della ricorrenza di eventi aterotrombotici maggiori.
«Oggi è sempre più evidente l’esistenza di strategie di prevenzione che agiscono su più apparati garantendo una protezione globale» aggiunge Carlo Patrono. «Un esempio tipico è quello della dieta mediterranea che è stata inizialmente apprezzata per la capacità di assicurare una migliore prognosi cardiovascolare. Queste osservazioni cliniche hanno poi trovato una spiegazione scientifica nella dimostrazione del ruolo che i radicali liberi dell’ossigeno svolgono nella patogenesi di molti tipi di malattia, ragion per cui una dieta ricca di antiossidanti riesce a svolgere un effetto favorevole ad ampio raggio. Ancora meno prevedibile era la possibilità che un farmaco, sintetizzato per combattere soprattutto i sintomi dell’infiammazione, potesse svolgere un effetto protettivo di ampio spettro. Ci siamo dovuti perciò abituare all’idea che l’aspirina, che eravamo stati abituati fin da bambini a utilizzare come antipiretico e analgesico, fosse in grado di ridurre la mortalità per infarto se somministrata subito dopo l’insorgenza del dolore stenocardico e dovesse essere assunta quotidianamente per cercare di ridurre il ripetersi di episodi cardiaci, sfruttando il suo effetto di inibizione dell’aggregazione piastrinica».

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La Corte Costituzionale ha fermato le trivelle di Renzi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

corte costituzionale“Avevamo ragione nel chiedere l’impugnazione dell’articolo 38 dello ‘Sblocca Italia’ che consentiva la ricerca, la trivellazione e lo stoccaggio indiscriminati di idrocarburi sul territorio. La Corte Costituzionale, con la sentenza del 12 luglio, ristabilisce che la materia è concorrente tra Stato e Regione, sulla ricerca di idrocarburi lo Stato non può prendere decisioni per una Regione senza consultarla. Solo il PD lombardo, allora completamente renziano, aveva difeso quel decreto pro trivelle che la Corte ha impugnato.
E’ stato sventato il tentativo di Renzi di consentire al Governo di agire indisturbato con altre concessioni e prolungamenti che vanno contro la volontà dei cittadini e delle buone politiche per i territori e la tutela dell’ambiente. Ora la Lombardia faccia un ulteriore passo avanti, ripensi le politiche regionali sulle trivelle e gli stoccaggi e orienti il suo futuro sulle energie rinnovabili “, così Andrea Fiasconaro, capogruppo del M5S Lombardia, commenta la sentenza 170, della Corte Costituzionale, pubblicata il 12 luglio scorso, che ha dichiarato illegittimo il comma 7 dell’articolo 38 del Decreto legge 133, lo Sblocca Italia, che ribadisce che il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale è materia concorrente tra Stato e Regioni.

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Immigrazione: è ora di finirla con l’annuncite

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

regione lombardiaMilano. “Chiediamo azioni concrete, il far west va avanti da troppo tempo. La Regione non ha competenze dirette sulla sicurezza ma Maroni abbia la decenza di finirla con le propaganda e l’annuncite e si confronti con la Prefettura e il Governo perché si occupino seriamente del problema.Noi abbiamo avanzato le nostre proposte dopo il blitz della polizia a maggio in Stazione Centrale chiedendo un presidio regolare delle forze dell’ordine nella zona e non soltanto blitz spettacolari una tantum. Ci sono diverse zone a Milano critiche per la sicurezza dei cittadini, ad esempio San Siro, Viale Padova, la stazione Centrale ed altre che rischiano da tempo di finire fuori controllo. E’ più che mai urgente sbloccare risorse per le forze dell’ordine per un maggiore controllo e contrasto alla criminalità comune, all’immigrazione clandestina ed al degrado.
Il tema è poi nazionale e abbiamo proposto che i nostri porti debbano essere chiusi alle imbarcazioni non in regola. Il Regolamento di Dublino deve essere rivisto subito. L’Europa deve attivarsi, a partire dagli Stati più vicini Francia, Germania e Spagna, e darci una mano. Non si può più aspettare. O abbiamo risposte immediate o l’Italia deve subito interrompere qualsiasi forma di contributo economico all’Unione Europea e annunciare il veto definitivo al Fiscal Compact. Non staremo a guardare”, così Andrea Fiasconaro, capogruppo del M5S Lombardia, sull’accoltellamento di un poliziotto in Stazione Centrale a Milano.

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Si vuole mettere il bavaglio al diritto di sciopero?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

lavoratoriOggi 19 luglio, le Commissioni congiunte Lavoro e Affari Costituzionali esamineranno i due disegni di legge che sembrano destinati a unificarsi: con il n. 2006 a prima firma Pietro Ichino (PD) e il n. 1286 che porta il nome di Maurizio Sacconi (AP-NCD) si vorrebbe riservare il diritto allo sciopero alle sigle sindacali con almeno la metà della rappresentatività di categoria. Inoltre, l’adesione andrebbe comunicata almeno cinque giorni prima dell’evento e non si potrebbero più indire assemblee sindacali in orario di lavoro. Le modifiche delle regole sugli scioperi riguarderebbero ‘l’area dei servizi pubblici di trasporto’, ma a sentire alcuni estensori delle proposte di legge non si esclude che si possa estendere il tutto ad altri settori. A iniziare dalla Scuola, dove da tempo i Governi di turno stanno tentando di limitare il campo degli scioperi, perché ritenuti lesivi del diritto a fruire del servizio che erogano.Il sindacato ricorda che esistono delle direttive sindacali comunitarie che non possono essere eluse: stiamo parlando, a esempio, della n. 86 del 2001, che completa lo statuto della società UE a proposito del coinvolgimento dei lavoratori, ma anche della direttiva n. 14 del 2002, che introduce il quadro generale sulla informazione e consultazione dei lavoratori della Comunità europea.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): norme di questo genere andrebbero contro la Carta dei diritti fondamentali dell’UE e il Trattato di Lisbona, e lo stesso l’articolo 40 della Costituzione che tutelano i lavoratori e la loro libertà d’espressione in ambito professionale: è assurdo pensare che solo un ristretto numero di sindacati possa avere il diritto di indire lo sciopero, perché un principio classista e discriminatorio. Come è impensabile chiedere ai dipendenti di comunicare al loro datore di lavoro se vogliono o meno aderire alla giornata di protesta. In Italia, già esistono diversi limiti e un organismo, l’Autorità di garanzia sugli scioperi, deputato a governare le richieste. Andare oltre non avrebbe senso. Se non quello di tentare di limitare in partenza gli effetti della protesta. Quando c’è uno sciopero, quasi mai sbaglia chi protesta, che già paga di tasca propria. Sarebbe bene invece interrogarsi sui motivi della mobilitazione, dunque su come si amministra l’azienda. Per certe modifiche, servirebbe poi un referendum tra i lavoratori o i loro rappresentanti. I quali difficilmente sarebbero d’accordo nel riportare l’Italia nell’era pre-Costituzione, quando lo sciopero veniva considerato un’arma illegittima da sopprimere e il datore di lavoro sceglieva a suo piacimento le regole.

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Roma Capitale si è aggiudicata il bando europeo CEF 2016

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

meleoHa così ottenenuto i fondi necessari a cofinanziare progetti sul nodo urbano della Capitale, fra cui il Corridoio multimodale Cristoforo Colombo, corsia preferenziale dedicata al trasporto pubblico e che prevede una pista ciclabile. L’infrastruttura era stata già inserita fra le opere invarianti del Piano Urbano per la Mobilità sostenibile (PUMS). Il piano dal valore di 2,4 milioni di euro verrà cofinanziato dalla Commissione Europea al 50%, il restante verrà diviso fra l’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità e l’Anas.“Grazie alle risorse comunitarie sarà possibile intervenire sulla progettazione di opere fondamentali a cominciare dalla fluidificazione del traffico sul corridoio multi-modale Cristoforo Colombo, nel tratto oltre il GRA, in modo da favorire l’utilizzo di modalità di trasporto più sostenibili per l’accesso alla città. In particolare, il progetto prevede di implementare un nuovo assetto della rete di trasporto multimodale, coinvolgendo le infrastrutture stradali, i corridoi della mobilità e i nodi intermodali”, dichiara l’assessore alla Città in Movimento di Roma Capitale Linda Meleo.Tra i progetti che hanno permesso l’aggiudicazione del bando vi è anche il completamento della pista ciclabile su via Tuscolana, attualmente in fase di progettazione avanzata e già in Conferenza dei Servizi.“Con i fondi europei si punta ora a un prolungamento che andrà da Cinecittà ad Anagnina, con la possibilità di utilizzare le ‘cargo–bikes’, biciclette a tre ruote concepite per il trasporto. Il piano prevede, infatti, l’installazione di un punto da destinare al traffico delle merci con veicoli ecologici”, spiega Meleo.

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Cumuli rifiuti in strade campagna di Roma inneschi per roghi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

rifiuti lazio1“Roma brucia ma quanto sta accadendo in questi giorni con centinaia di incendi e focolai che interessano tutta la città e la sua area metropolitana non è solo frutto di mani criminali o della casualità ma anche dell’incuria e della mancata raccolta dei cumuli di rifiuti accantonati lungo la maggior parte delle vie periferiche che attraversano la campagna romana.Purtroppo l’occhio distratto della Sindaca e della giunta non si cura di rimuovere la grande quantità di masserizie abbandonate lungo i cigli delle strade della capitale e che costituiscono potenziali inneschi per incendi devastanti. Si tratta di una inadempienza grave cui l’amministrazione capitolina M5S non si può sottrarre. Anche i ritardi nella nomina del responsabile della Protezione civile della capitale e l’insufficiente, quando non assente, manutenzione del verde sono in questa situazione scelte particolarmente gravi, come il mancato aggiornamento del Piano di emergenza del Comune alle nuove linee guida regionali, piano che è fermo al 2008. Solo grazie al grande impegno dei vigili del fuoco in queste settimane i danni già gravi sono stati contenuti. Irresponsabilmente l’amministrazione capitolina non ha messo in atto in previsione del caldo quelle azioni di prevenzione necessarie a prevenire quella che di ora in ora si sta trasformando in una pesante catastrofe ambientale”. Lo ha dichiarato in una nota il consigliere del PD capitolino Antongiulio Pelonzi.

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Roma necessita di un nuovo e diverso approccio alle dipendenze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

laura baldassarre“Il problema sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti anche a causa di fenomeni emergenti come le ludopatie. In quest’ottica abbiamo visitato, assieme all’assessora Laura Baldassarre, la comunità terapeutica di Santa Maria della Pieve (Perugia). Si tratta di una struttura terapeutica di Roma Capitale e gestita dal Centro Italiano di Solidarietà Don Mario Picchi (CeIS). Il nostro metodo di lavoro è infatti incentrato sul contatto diretto e sull’interlocuzione con chi ogni giorno si misura con la realtà”. Lo riferiscono, in una nota congiunta, il capogruppo capitolino del M5S Paolo Ferrara e la Presidente della Commissione Capitolina Politiche Sociali e Salute Maria Agnese Catini.“La comunità di Città della Pieve – proseguono – rappresenta un esempio virtuoso, in quanto garantisce un percorso distinto in tre fasi mirate che approda in un totale reinserimento all’interno della società. Ciò avviene anche grazie alle competenze acquisite durante la riabilitazione: le persone sono ospitate in un luogo immerso nella campagna che ospita un orto vastissimo e variegato, una serra e stalle con maiali, galline e bovini e tutti gli strumenti necessari all’apicoltura. Abbiamo respirato un profondo e sincero senso di appartenenza, che motiva le persone e le rende parte integrante di un progetto. La dipendenza non deve diventare uno stigma, ma un problema da affrontare con una visione d’insieme finalizzata a un effettivo reinserimento”.“Occorre misurarsi con il tema delle dipendenze imprimendo una radicale inversione di rotta. Vogliamo quindi costruire una politica ad ampio respiro in materia, che consenta interventi interconnessi ed efficaci. Le azioni messe in campo sino a oggi sono state sconnesse tra loro, sulla base di una sterile improvvisazione. La nostra città merita progettualità e una proposta articolata che metta a sistema prevenzione, contrasto e recupero”, concludono.

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Iniziative volontaristiche di raccolta e distribuzione di farmaci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

psicofarmaci“Con una mozione, a prima firma Carfagna, Forza Italia vuole portare all’attenzione del governo una lodevole iniziativa nata nel territorio napoletano: ‘Un farmaco per tutti’, un’organizzazione di raccolta e redistribuzione dei farmaci che si distingue da altre diffuse sul territorio nazionale in quanto permanente e perché fondata sul volontariato. Con ‘Un farmaco per tutti’ i medicinali vengono raccolti direttamente, evitando anche che diventino dei rifiuti, e vengono trasferiti nei centri di raccolta che operando all’interno delle singole farmacie, hanno una diffusione capillare sul territorio. 150 sono al momento le farmacie coinvolte tra Napoli e provincia e già si è vista la distribuzione di oltre 70 mila confezioni di farmaci o dispositivi medico-chirurgici destinati a fasce di disagio e di difficoltà economica. Attraverso questo tipo di servizio si ha innanzitutto un risparmio economico, si da diamo un contributo importante ad affrontare l’’emergenza ambientale, ma soprattutto si permette a tanti cittadini di poter accedere ad un trattamento sanitario e di potersi curare. Questo è l’obiettivo più alto e più nobile. La nostra mozione parte da questa esperienza estremamente positiva per sollecitare la definizione di quelli che sono degli adempimenti previsti dalla legge n. 166 del 2016 sul risparmio e sul reimpiego dei prodotti alimentari e dei farmaci. Chiediamo al governo un impegno ed un intervento per definire anche questi percorsi di apporto partecipativo da parte del volontariato, delle associazioni no profit, che naturalmente nello spirito e nel rispetto del principio di sussidiarietà devono concorrere con lo Stato, senza sostituirsi ad esso, nell’affrontare e gestire una situazione così delicata ed importante, per le finalità e per gli obiettivi che sono stati raggiunti.” E’ quanto afferma Carlo Sarro, deputato di Forza Italia, nel corso di un suo intervento in aula alla Camera.

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Migranti: a rischio tenuta sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

sandra savino“All’improvviso la sinistra si rende magicamente conto del fatto che le proposte che noi facciamo da sempre sull’immigrazione non sono razziste o intolleranti ma di assoluto buon senso e le fa proprie. Che questo avvenga dopo la batosta delle amministrative è puramente una coincidenza ovviamente”, ironizza di Forza Italia l’On. Sandra Savino.
“Ma la cosa veramente drammatica – prosegue l’esponente azzurra – è che oggi in Italia, grazie alle politiche ideologiche della sinistra la tenuta sociale sta per la prima volta saltando. La tensione sta raggiungendo il livello di guardia alimentata dai continui arrivi frutto di accordi scellerati fatti a scapito del nostro Paese, da episodi di cronaca come l’ignobile e vile aggressione alla capostazione a Porto Torres, dalla saturazione di piccoli comuni del sud che giustamente non sono più disposti a sopportare il peso di un’accoglienza sproporzionata”.“Con la sua abitudine a bollare tutto come razzista e a liquidare con arroganza e senso di superiorità come populista qualunque proposta andasse nella direzione di una regolamentazione dei flussi, la sinistra è riuscita ad ottenere esattamente il contrario di quanto si era prefissata: un livello di esasperazione e tensione sociale che potrebbe saltare. Per fortuna questo non è un Paese razzista, nonostante i tentativi della sinistra di farcelo diventare, e la gente è molto più intelligente di coloro che sono al governo”, conclude la parlamentare di Forza Italia

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Conti pubblici: legge di bilancio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

ministero-finanzeDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “La Legge di Bilancio del prossimo ottobre parte già con un buco da almeno 8 miliardi di euro per effetto delle errate previsioni del Tesoro sul gettito della ‘voluntary disclosure’, dell’APE, della inesistente azione di spending review e delle mancate privatizzazioni.Sulla ‘voluntary disclosure’, il Ministero dell’Economia aveva quantificato entrate per 1,6 miliardi, prevedendo 27mila domande da parte dei contribuenti che avrebbero dovuto riportare in Italia i capitali detenuti all’estero. Ebbene, stando a quanto riportato dal Sole 24 Ore, a soli 15 giorni dalla chiusura del termine per la presentazione delle domande, il numero di istanze presentate ammonta soltanto a 6mila. Avanti di questo passo, il flop costerà più di 1 miliardo.Anche sul fronte dell’APE si sta aprendo uno scenario catastrofico, con un buco da 2 miliardi di euro che si creerà se il Tesoro non coprirà al più presto il cumulo contributivo previsto dalla Legge di Stabilità per i professionisti che vantano contributi a gestioni previdenziali oltre che all’Inps.Stando ai calcoli dell’Associazione degli enti privatizzati, migliaia di potenziali beneficiari del cumulo contributivo rischiano di ritrovarsi a terra, dal momento che la copertura finanziaria stanziata per l’anno dai ministeri del Lavoro e dell’Economia non arriva neppure a 100 milioni di euro. Sembra incredibile ma la dimensione dell’errore di previsione è proprio questa.Nessun risparmio, infine, si realizzerà in termini di revisione della spesa pubblica. Come recentemente certificato dalla Corte dei Conti: ‘Dalla spending review non c’è stato contenimento della spesa totale’. Altro buco di bilancio, quindi, in questo caso di difficile quantificazione.Enorme anche il buco generato dalle mancate privatizzazioni, che, come indicato nel DEF 2017, avrebbero dovuto garantire entrate pari allo 0,3% del Pil (circa 5 miliardi l’anno) nel quadriennio 2017-2020. Invece, i proventi, fino a questo momento, sono stati pari a zero. Che fine hanno fatto le cessioni di quote in Poste Italiane e la vendita sul mercato di Trenitalia tanto sbandierata dal Governo?Inutile che il ministro Padoan continui ad andare in pellegrinaggio a Bruxelles ad elemosinare sconti sul deficit quando, tradendo la fiducia delle istituzioni europee, ha ‘truccato’ il bilancio dello Stato, non mantenendo le promesse scritte nel programma economico presentato in primavera alla Commissione Ue.Se a tutto ciò si aggiungono i 15 miliardi che servono per evitare che scattino le clausole di salvaguardia, vale a dire l’aumento dell’Iva, altri 3-4 miliardi per finanziare le cosiddette “spese indifferibili” (come, per esempio, le missioni all’estero) e 5-10 miliardi ancora per le promesse del governo (come, per esempio, il taglio del cuneo fiscale). Un totale che si attesta fra i 30 e i 35, certamente non nelle disponibilità del governo.I conti pubblici italiani stanno correndo verso il baratro, come certificato dal record di debito pubblico appena stimato dall’ISTAT. Aver nascosto la polvere sotto il tappeto con del maquillage contabile non salverà il ministro Padoan dalle sue responsabilità, quando l’entità del dissesto dei conti pubblici uscirà il prossimo ottobre in tutta la sua gravità”.

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Migranti: maxi-concorso beffa con 54.051 domande per 250 posti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

palazzo chigi“Ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere contezza sulla lentezza con la quale il Viminale sta procedendo all’attuazione delle disposizioni contenute nel Decreto immigrazione, lentezza che da la misura di quanto il Governo non sia in grado di gestire l’emergenza migratoria. Una norma inattuata su tutte: il rafforzamento delle Commissioni Territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, che – secondo il decreto – dovevano essere urgentemente rafforzate con 250 unità di personale in più, e che invece navigano ancora in alto mare”. Ad affermarlo l’Onorevole Gregorio Fontana, membro della commissione parlamentare d’inchiesta sui migranti, che continua: “è dalle Commissioni Territoriali che dipende la prima risposta a chi chiede asilo politico. Il Ministro Minniti quasi cinque mesi fa aveva fatto trionfalmente il primo annuncio, poi indetto il concorso il 26 aprile e ora nuovamente rimandato. A fronte delle 54.051 domande di partecipazione giunte, anche qualora dovessero iniziare domani le procedure d’esame, sarà una vera impresa gestire una tale mole di partecipanti ed i 250 arriveranno a prendere servizio addirittura non prima di qualche anno, quindi sicuramente troppo tardi per aiutare a smaltire il mostruoso arretrato.La ragione che ha portato ad una così alta adesione è che i titoli richiesti dal bando sono estremamente generalisti, a dispetto della necessità di avere personale altamente specializzato. Quindi si impiegherà altro tempo per la formazione dei selezionati. Ma se il Governo voleva velocizzare le decisioni delle Commissioni Territoriali, avrebbe potuto aumentarne il numero istituendone almeno una per ogni provincia e irrobustirle con personale altamente qualificato, già in forza nelle amministrazioni dello Stato”.

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L’altra faccia della vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

L'altra faccia della vita(Saggistica ) (Italian Edition) Kindle Edition Non ci giriamo tanto intorno. Quanto scrivo, circa il nostro rapporto con l’al di là, è stato già pensato e fantasticato, e persino riempito di paure, d’orrori, di gioie e di tormenti, da tantissimi prima di me. E’ una storia, quindi, risaputa.
Eppure anch’io intingo la penna nel “calamaio della vita” per parlare d’oggi, pensando all’altra riva, quella che il sommo Poeta fece dire a Caronte, il nocchiero infernale, figlio dell’Erebo e della Notte, essere “né le tenebre eterne, in caldo ‘n gelo”.
Questa rappresentazione ci raggela come molte altre descritte da prosatori, poeti e scrittori di fantascienza.
Noi oggi guardiamo l’universo, che ci circonda e ci compenetra, dotati di una macchina stupenda, il nostro corpo, per quanto sia incapace di vincere tutte le battaglie alle quali è sottoposto quotidianamente. Oggi, di certo, può farlo meglio che in passato, supportati come siamo dalla ricerca scientifica, dalle tecnologie e quanto altro.
Tutto ciò non ci sottrae dal comune destino. Possiamo solo prolungare di qualche anno, o di qual-che decennio, la nostra esistenza. Alla fine non sfuggiamo all’abbraccio mortale. Abbiamo rigirato per millenni “questo calzino” in tutti i modi possibili, ma alla fine è prevalsa la paura, figlia dell’ignoranza e matrigna della presunzione. Persino la speranza cristiana non ha lenito quest’inflessibile momento determinato dal fato. Abbiamo costruito modelli di perfezione, stabilito delle regole, imposto persino con la forza e l’arbitrio, un nostro modo di vedere in opposizione a un altro in nome di un credo che abbiamo considerato incrollabile, incontrovertibile, dogmatico, per la sua supposta origine sacra, laica o confessionale che sia.
E’ stato sufficiente che un nostro simile lo avesse affermato con convinzione per persuaderci che oltre le colonne d’Ercole vi fosse una forza capa-ce di ridarci una nuova vita.
Continua a essere, il nostro tormentone. Fu un momento magico per i profeti che ci parlavano di un’esistenza oltre la vita, perché abbiamo voluto con tutte le nostre forze creder loro. Non potevamo restare nell’ignoranza, per un qualcosa che ci sfuggiva, per una vita che ci lasciava, per noi stessi che ci trovavamo alle soglie di un gran viaggio verso l’ignoto: la morte.
La morte l’abbiamo persino esorcizzata, definita in altre parole. Abbiamo cercato di allontanare questo “calice” dalla nostra bocca, nella speranza di ritrovare in qualche modo l’eternità da vivi e non in quel mondo che non si conosceva: hic sunt leones.
Ci siamo immersi nel lavoro. Abbiamo faticato per stordirci. Siamo diventati eroi, per sfidare la morte. Siamo diventati dei pavidi per sfuggirle. Ci siamo celati nelle sottili elucubrazioni dei nostri pensieri: cogito ergo sum per dirci ci siamo, dobbiamo solo mettere ordine alle nostre conoscenze perché il gran passo nell’al di là altro non è che una continuazione, sia pure con vesti cangiate, del nostro presente, della condizione di vivi. Ma chi ci assicura che la vita è là e non qua? Possiamo quasi toccare l’impulso vitale che ci fa nascere. Possiamo quasi sfiorare l’ultimo istante del nostro cammino che ci porta altrove, ma non riusciamo in alcun modo, se non quello di ricorrere alla fantasia, per capire da dove siamo venuti e dove andremo. Io qui ora vi affermo che questo è un falso problema. Noi sappiamo bene da dove veniamo e dove andremo. La prova è sotto i nostri occhi. Basta saperla individuare. Non bendiamoci con i pur sacri veli di una religione o con le pezze che ci sono offerte dalla filosofia, dalla ricerca speculativa della nostra natura fisica, dalla forza del nostro pensiero laico o religioso che sia. Non bendiamoci. Apriamo gli occhi e cerchiamo di vedere ciò che c’è e non ciò che possiamo solo immaginare come possibile. Non accontentiamoci dei falsi idoli. Andiamo al cuore delle cose perché la morte non è né la fine né l’inizio di ciò che vogliamo credere.
E’ il nostro presente. E’ un presente che non ha un passato e nemmeno un futuro. L’invito che faccio è di guardare con serenità, e soprattutto senza timori, il grande e inevitabile passo che ci attende. Esso richiede la presenza d’uomini e donne forti. Costoro non possono essere inclini alle suggestioni ma aperti alla ricerca e a una spiegazione finale.
E’ la sola condizione che può renderci consapevoli di un’esistenza mediata dalla volontà di comprendere un sottile ma logico disegno che si colloca inevitabilmente oltre a quella che oggi consideriamo la nostra vita e che è stata dei nostri progenitori e lo sarà per i nostri figli e pronipoti.
Forse se fossimo in grado di conoscere tutta la verità su ciò che potrebbe attenderci, “nel regno delle ombre”, non avremmo la forza, lo stimolo vitale per combattere le avversità, per non gettare la spugna al primo ostacolo, e preferiremmo morire perché tale evento ci porterebbe la pace e la serenità desiderata. Sarebbe, quindi, un ottimo motivo per tacere, per farci bere il contenuto di questo calice sino all’ultima goccia, per quanto potesse essere amaro. Vincere, quindi, il disgusto e la contrarietà d’oggi dovrebbe rendere più gradito e più accettabile il trapasso. D’altra parte la fede che c’è stata inculcata cerca di farlo con i suoi rituali e inviti a non chiudere, del tutto, la porta alla speranza. Noi ci attacchiamo a essa come fa l’edera arrampicandosi lungo i muri delle case sino a coprirli, interamente, con i suoi rami e foglie. Come l’edera noi costruiamo il nostro futuro, foglia dopo foglia, passo dopo passo, ogni tanto inciampando, incontrando una crepa nel muro, la sporgenza di un capitello, un ostacolo imprevisto, ma tutto ciò non c’impedisce di continuare a procedere.

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Uomini e finanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

Uomini e finanza(Economia, lavoro, finanza) (Italian Edition) Scrive Giulio d’Orazio sull’Informatore economico sociale “La società industriale si è caratterizzata per la distribuzione del-la ricchezza mediante la produzione e la vendita dei pezzi prodotti: più vendo, più produco, più creo occupazione e quindi disponibilità all’acquisto. Il profitto era dato dalla concentrazione di lavoratori e di macchine, popolazioni e prodotti, risorse e ambiente; con uniformità di ritmi, orari, svaghi e accudimento ai bisogni; sviluppando attese di massa e politiche economiche e sociali, imperialiste e onnicomprensive. Questo modo di lavorare e di produrre oggi è superato”.
Se prima c’era una concentrazione di popolazione per diminuire i costi oggi con il p.c., il telefono, la telematica e la videomatica si è aperta un’espansione verso il territorio, essendo venute meno le esigenze d’accorpamento. “Come prima risposta alle mutate condizioni di vita e di gestione dell’economia è che essa non resta più un “appannaggio dei soli economisti” ma tende ad aprirsi a ceti e settori diversi.
Rivoluzioni gestionali nell’organizzazione del lavoro e nella presenza dell’azienda sul territorio si traducono, con la “qualità totale”, con la «movimentazione dei capitali”, con l’utilizzo sempre più ampio delle società di servizi e con l’impiego in-tensivo della robotizzazione delle produzioni, in altrettanti porta bandiere del nuovo che avanza. Un discorso che ci porta alle stesse conclusioni di D’Orazio, vice presidente dell’Associazione Nazionale dei sociologi, quando afferma che “acquistano sempre più importanza i flussi di pensiero tra soggetti: azienda di credito e azienda commerciale; autorità monetaria e cittadini; e così via”.
In tale situazione la comunicazione, l’immagine, la capacità di sapersi diffondere con efficacia e successo supera d’importanza i tradizionali fattori imprenditoriali. La partita, dunque, si gioca per intero sulla “comunicazione” e sulla capacità di saper gestire al meglio i relativi strumenti operativi. Un concetto che vede nell’elemento sinergico, tra le varie specializzazioni economiche, scientifiche e tecnologiche, proprio la comunicazione. Quando si parla di politica, di conflitti sociali, d’assistenza, di previdenza e di giustizia, noi facciamo dell’economia uno strumento che si associa agli altri e si fonde con essi e si manifesta non tanto e non solo come un’operazione finanziaria, o l’avvio o il consolidamento di un’attività industriale, ma come sintesi di un disegno strategico che tocca tutti in uguale misura.
E’ un genere di discorso che si compone di variabili aggreganti in un gran disegno che configura l’uomo protagonista solo se dimostra d’essere sociale e socievole in pari tempo.
Sotto questo profilo l’economia non differisce di molto dalla storia, dalla pedagogia, dalla sociologia, dalle dottrine politiche e giuridiche e, in genere, dalle restanti scienze dell’uomo poiché nel loro insieme rappresentano la “scienza del comportamento”. Ogni comportamento umano è, infatti, sempre il risultato dell’interazione di situazioni combinate, esterne e interne alla persona è sempre cioè indicativo. Sono modi di agire che non sono tra loro slegati. Ogni comportamento è un’unità strutturata, molare e non molecolare, che insieme al “come” del suo configurarsi implica sempre un “perché” che lo avvia. Dobbiamo, semmai, convenire che per cogliere l’uomo nella sua globalità, unità ed essenza occorre oltrepassare le scienze. L’economia rientra nella totalità di questo progetto. Non possiamo considerarla separata. Dobbiamo, semmai, fare in modo che si concili con le altre parti per dare alla vita un significato e un orientamento in grado di raggiungere traguardi rivolti all’universalità ed essenzialità del suo essere e del suo divenire.
E’ un impegno dovuto. L’uomo è l’unico che non si limita a esistere ma sente di essere, e di essere appieno, solo quando, spingendo avanti il suo intelletto invade la realtà con il suo pensiero. L’economia fa parte di questo disegno. E’ fondamentale, quindi, che si faccia carico del giusto uso di tali strumenti per raggiungere la meta che il destino gli ha assegnato: “inter mathematicam et naturalem”.

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Vite degli uomini illustri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

Vite degli uomini illustri(Saggistica Vol. 10) (Italian Edition) Kindle Edition. Sono stato ispirato a scrivere questo libro e a indicarne il titolo, mentre leggevo tra le mie note alcuni nomi che avevo evidenziato per l’importanza che vi annettevo sui temi da me trattati, memore delle mie precedenti letture sulle “Vite Parallele” di Plutarco.
Non ho di certo raggiunto, per numero, le sue cinquanta vite né le mie persone importanti hanno le stesse caratteristiche e modalità di scelta di Plutarco giacché egli accosta un personaggio greco ad uno latino con l’intenzione insieme politica e culturale. Le mie preferenze riguardano, invece, aspetti particolari e mirati per le mie specifiche trattazioni. A questo riguardo il rapporto è informale nel senso che tratto della loro vita solo taluni risvolti e non altri. Non mi sono sottratto, invece, a una riflessione maggiore sui miei personaggi forse influenzato dalla cultura scientifica vissuta da quelli tratteggiati nell’opera di Plutarco. Rilevante, infatti, è stata la sua polemica “contro la concezione stoica di una divinità immanente al mondo, un recupero di Platone alla luce della tradizioni pitagorica, il tentativo di restaurazione della memoria religiosa greca anche attraverso la ripresa di elementi della diretta esperienza religiosa, quali la mantica e la demonologia, spesso in polemica contro le pretese dei razionalisti che Plutarco giudica eccessive.”
Plutarco nacque prima del 50 d. C. Trascorse la maggior parte della propria esistenza nella nativa Cheronea. Secondo Eusebio visse sino al 125 d.C. Fece, tuttavia, importanti viaggi sia in Grecia sia nelle altre zone dell’Impero romano. Ad Atene gli fu conferita la cittadinanza onoraria. Gli furono affidati molti incarichi importanti. Quello, tra gli altri, di sacerdote delfico, che detenne per circa un ventennio, fu il più gradito.
Il tema religioso risentì fortemente dei fermenti mistici dell’epoca associato a quella parte dello “stoicismo aperto ai problemi morali, alla tematica del destino dell’uomo e del suo posto nell’universo, alla considerazione panteistica della natura, resta fondamentalmente una dottrina razionalistica, cui sono estranei i temi più caratteristici del misticismo.” Un tempo che ho richiamato ai fermenti attuali dove, sia pure sotto altre sembianze, affiora la credenza nella trasmigrazione delle anime, la incarnazione come espiazione di una colpa, le pratiche magiche come mezzi di liberazione e salvezza. Vi affiora, altresì, il tema della presenza del male nel mondo. Vi fanno parte integrante schiavitù, sfruttamento, oppressione. All’opposto vi sono gli stoici che vedono nell’universo la realizzazione della provvidenza divina. In questo clima s’innesta sia la cultura giudaica della diaspora sia quella ufficiale greca-romana operata da Filone d’Alessandria (22 a.C.) a cui si deve un commento allegorico della Bibbia. Vi sono, quindi, molti motivi che si riallacciano al filone dei miei scritti, e si richiamano alla primavera Ateniese, nei secoli tra il 400 e il 300 a.C., e che ebbe il suo massimo fulgore al tempo di Pericle.

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Editoriali Fidest 2010-2012

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

Editoriali Fidest 2010-2012(Italian Edition) Kindle Edition. Il tema ricorrente è quello politico ma con una piccola variante nell’accennare un progetto che ha già fatto parte di una pubblicazione specifica.
Il progetto ha trattato aspetti che rilevo d’importanza vitale per la stessa sopravvivenza del genere umano, e non solo. Sono, nel loro insieme, questioni che investono la politica e i credi religiosi. Si tratta di coinvolgere la politica, per un richiamo alle sue scelte cruciali, e la religione nel rivedere il ruolo dell’uomo sulla terra. Significa essere consapevoli di trovarsi al cospetto di due diritti inscindibili tra loro.
Il primo è quello della vita e, il secondo, del vivere. Non si può, infatti, sostenere l’uno escludendo l’altro o per meglio dire relegando il secondo alla rassegnazione e alla sofferenza come un sacrificio necessario per ambire a una felicità extraterrestre più surreale che reale. In altre parole non si può, anzi non si deve asserire che il diritto alla vita vada garantito prescindendo dall’altro se lasciamo morire di fame, di sete e di malattie milioni di bambini e le loro mamme. Questo perché va assicurato, come prioritario, un tetto, un’istruzione, un lavoro e una vecchiaia serena per tutti. Si dice ha un costo insostenibile. Può darsi. Consideriamo gli sprechi e le risorse che sono dirottati per spese fatte più per distruggere che per creare beni. Penso alle guerre, agli armamenti, alla pessima ridistribuzione delle risorse, ai facili arricchimenti di taluni a danno degli altri. In proposito ho affrontato il problema immaginando due modi di vivere nel mio racconto “Vulnus”, collocando il mio personaggio nel quarto millennio. Egli vive in una società, dove la popolazione mondiale non supera i trecento milioni.
Tutti, sin dalla nascita, hanno un’abitazione sicura, un’istruzione adeguata, un lavoro tutelato fino all’ultimo giorno della vita poiché l’impiego ha delle variabili legate all’età oltre alla professionalità di ciascuno. In pratica, per meglio intenderci, suppongo un’attività come quella di un giocatore di calcio professionista che, giunto diciamo a trenta-cinque anni, appende gli scarpini al chiodo ma non si può dire che debba andare in pensione. Si sceglie semplicemente un’altra attività.
Se estendo questo concetto a similari casi e lo collego alla circostanza che sia possibile migliorare lo stato di salute degli anziani rendendoli idonei ad attività, sia pure più sedentarie, ma altrettanto importanti nell’economia gestionale della società, possiamo configurare una comunità forse meno condizionata dagli imprevisti ma più egualitaria. Di certo potranno entrare in gioco altre variabili nelle quali è duro rinunciarvi come la genitorialità per affidarla ai laboratori tra alambicchi e provette e nel confinare lo stimolo sessuale solo al piacere fine a se stesso. La stessa religione scalerebbe di valore con i suoi riti ma non verrebbe meno la fede.

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Il laboratorio dell’Ultima frontiera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

il laboratorio dell'ultima frontiera(Italian Edition) Kindle Edition “L’ultima frontiera” è alla terza edizione. Oggi appare come un “laboratorio”, ovvero una fucina di pensieri. I vari argomenti trattati sono stati desunti da una raccolta di saggi da me scritti sul pensiero contemporaneo. Essi vennero in parte pubblicati sulla stampa locale e, dall’altra, restarono inediti. A loro volta furono completati e arricchiti, nel corso della trattazione, da numerosi richiami ai periodi precedenti. Da allora a oggi, ci sono stati sensibili cambiamenti. Si è reso, quindi, necessario riesaminare il tutto per apportarvi le adeguate integrazioni e relative modifiche. La parte che è stata, più delle altre, sottoposta a “revisione” concerne la storia dell’evoluzione del pensiero scien¬tifico, le nuove fonti energetiche, gli iperspazi, la caduta del bipolarismo e l’esplosione dei conflitti regionali e la loro pericolosità in seguito alla proliferazione degli armamenti nucleari, chimici e batteriologici. E’ stato, inoltre, riservato un piccolo spazio al nostro passato remoto per capire come sono arrivati all’odierna forma di civiltà dopo un viaggio nello spazio durato milioni di anni.

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