Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 307

Editoriali Fidest 2010-2012

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

Editoriali Fidest 2010-2012(Italian Edition) Kindle Edition. Il tema ricorrente è quello politico ma con una piccola variante nell’accennare un progetto che ha già fatto parte di una pubblicazione specifica.
Il progetto ha trattato aspetti che rilevo d’importanza vitale per la stessa sopravvivenza del genere umano, e non solo. Sono, nel loro insieme, questioni che investono la politica e i credi religiosi. Si tratta di coinvolgere la politica, per un richiamo alle sue scelte cruciali, e la religione nel rivedere il ruolo dell’uomo sulla terra. Significa essere consapevoli di trovarsi al cospetto di due diritti inscindibili tra loro.
Il primo è quello della vita e, il secondo, del vivere. Non si può, infatti, sostenere l’uno escludendo l’altro o per meglio dire relegando il secondo alla rassegnazione e alla sofferenza come un sacrificio necessario per ambire a una felicità extraterrestre più surreale che reale. In altre parole non si può, anzi non si deve asserire che il diritto alla vita vada garantito prescindendo dall’altro se lasciamo morire di fame, di sete e di malattie milioni di bambini e le loro mamme. Questo perché va assicurato, come prioritario, un tetto, un’istruzione, un lavoro e una vecchiaia serena per tutti. Si dice ha un costo insostenibile. Può darsi. Consideriamo gli sprechi e le risorse che sono dirottati per spese fatte più per distruggere che per creare beni. Penso alle guerre, agli armamenti, alla pessima ridistribuzione delle risorse, ai facili arricchimenti di taluni a danno degli altri. In proposito ho affrontato il problema immaginando due modi di vivere nel mio racconto “Vulnus”, collocando il mio personaggio nel quarto millennio. Egli vive in una società, dove la popolazione mondiale non supera i trecento milioni.
Tutti, sin dalla nascita, hanno un’abitazione sicura, un’istruzione adeguata, un lavoro tutelato fino all’ultimo giorno della vita poiché l’impiego ha delle variabili legate all’età oltre alla professionalità di ciascuno. In pratica, per meglio intenderci, suppongo un’attività come quella di un giocatore di calcio professionista che, giunto diciamo a trenta-cinque anni, appende gli scarpini al chiodo ma non si può dire che debba andare in pensione. Si sceglie semplicemente un’altra attività.
Se estendo questo concetto a similari casi e lo collego alla circostanza che sia possibile migliorare lo stato di salute degli anziani rendendoli idonei ad attività, sia pure più sedentarie, ma altrettanto importanti nell’economia gestionale della società, possiamo configurare una comunità forse meno condizionata dagli imprevisti ma più egualitaria. Di certo potranno entrare in gioco altre variabili nelle quali è duro rinunciarvi come la genitorialità per affidarla ai laboratori tra alambicchi e provette e nel confinare lo stimolo sessuale solo al piacere fine a se stesso. La stessa religione scalerebbe di valore con i suoi riti ma non verrebbe meno la fede.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: