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La mistica del benessere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

la mistica del benessere parte secondaParte seconda (saggistica scientifica Vol. 4) (Italian Edition).Già un milione e 600mila anni fa la forma d’alcuni manufatti, rintracciati, suggeriscono delle simmetrie nella lavorazione delle pietre e vi lasciano intravedere delle relazioni geometriche alquanto ricercate. Un vero e proprio miglioramento si avvertì, tuttavia, intorno ai 300mila anni fa. Fu una data, anch’essa, indicativa. Per taluni antropologi la storia, o per meglio dire il principio dell’epoca pleistocenica, incominciò 500.000 anni, ma più verosimilmente dovremmo orientarci sui 250.000 anni fa. Ciò che è più certo, e forse più utile, è che l’uomo fu testimone di molti sostanziali cambiamenti nel paesaggio e nella configurazione della superficie del suo pianeta. Mutamenti catastrofici del clima indubbiamente coinvolsero tutta la terra. Tre o quattro età glaciali si susseguirono l’una dopo l’altra in latitudini elevate. Furono accompagnate da periodi di piogge torrenziali in zone subtropicali, ora aride. Intanto l’uomo era osservatore della comparsa di nuove specie animali che s’imponevano per selezione naturale, talvolta soltanto per scomparire di nuovo. La più curiosa di tutte le specie che comparvero, fu, tuttavia, l’uomo stesso. E’ stato un processo evolutivo, lento ma continuo, della specie umana dagli ominidi al vero e proprio homo sapiens e faber. Un momento critico fu quando gli uomini impararono a controllare e poi cominciare il processo chimico della combustione. Si può presumere che tutti i più antichi ominidi fossero raccoglitori. Le asce a mano sarebbero servite tanto per scavare radici commestibili, quanto come armi da caccia. Il sinantropo quasi certamente era carnivoro. Gli ominidi, a loro volta, erano sostanzialmente onnivori.
Essi mangiavano qualsiasi cosa potessero procurarsi. Impararono in tal modo, anche a loro spese, a riconoscere le piante e i frutti commestibili e curativi da quelli velenosi e indigesti. A questo punto ci stiamo avvicinando a un effettivo progresso verso l’umanità piena. Esso è coinciso con lo sviluppo del linguaggio come mezzo di comunicazione, interindividuale e dell’origine della simbolizzazione delle immagini e della logica grammaticale (tecnologia del linguaggio). Ciò ha portato a un’evoluzione dell’intelligenza e, di conseguenza, ha dato il via alla struttura sociale, alle migrazioni verso nuove aree, alla ricerca organizzata del cibo e del modo come riprodurlo intensivamente, alla scoperta della coltivazione delle piante e dell’allevamento degli animali. E’ stato anche un momento magico per la medicina. Essa è nata in parallelo con lo sviluppo dell’urbanesimo. Il villaggio ha favorito lo scambio d’informazioni e la vita agreste, meglio organizzata e finalizzata, ha per-messo di ricavare la prima farmacopea. E’ stato un cammino molto lungo e travagliato.
L’uomo apparve come un animale raro e raccoglitore di cibo. Incominciò, probabilmente, a racimolare erbe selvatiche e i frutti delle piante. Abbiamo buoni motivi di credere che da questo punto si collochi anche la comprensione sulle virtù nutrizionali e terapeutiche di talune piante ed erbe. E’ il primo passo.

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