Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 307

Uomini e finanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

Uomini e finanza(Economia, lavoro, finanza) (Italian Edition) Scrive Giulio d’Orazio sull’Informatore economico sociale “La società industriale si è caratterizzata per la distribuzione del-la ricchezza mediante la produzione e la vendita dei pezzi prodotti: più vendo, più produco, più creo occupazione e quindi disponibilità all’acquisto. Il profitto era dato dalla concentrazione di lavoratori e di macchine, popolazioni e prodotti, risorse e ambiente; con uniformità di ritmi, orari, svaghi e accudimento ai bisogni; sviluppando attese di massa e politiche economiche e sociali, imperialiste e onnicomprensive. Questo modo di lavorare e di produrre oggi è superato”.
Se prima c’era una concentrazione di popolazione per diminuire i costi oggi con il p.c., il telefono, la telematica e la videomatica si è aperta un’espansione verso il territorio, essendo venute meno le esigenze d’accorpamento. “Come prima risposta alle mutate condizioni di vita e di gestione dell’economia è che essa non resta più un “appannaggio dei soli economisti” ma tende ad aprirsi a ceti e settori diversi.
Rivoluzioni gestionali nell’organizzazione del lavoro e nella presenza dell’azienda sul territorio si traducono, con la “qualità totale”, con la «movimentazione dei capitali”, con l’utilizzo sempre più ampio delle società di servizi e con l’impiego in-tensivo della robotizzazione delle produzioni, in altrettanti porta bandiere del nuovo che avanza. Un discorso che ci porta alle stesse conclusioni di D’Orazio, vice presidente dell’Associazione Nazionale dei sociologi, quando afferma che “acquistano sempre più importanza i flussi di pensiero tra soggetti: azienda di credito e azienda commerciale; autorità monetaria e cittadini; e così via”.
In tale situazione la comunicazione, l’immagine, la capacità di sapersi diffondere con efficacia e successo supera d’importanza i tradizionali fattori imprenditoriali. La partita, dunque, si gioca per intero sulla “comunicazione” e sulla capacità di saper gestire al meglio i relativi strumenti operativi. Un concetto che vede nell’elemento sinergico, tra le varie specializzazioni economiche, scientifiche e tecnologiche, proprio la comunicazione. Quando si parla di politica, di conflitti sociali, d’assistenza, di previdenza e di giustizia, noi facciamo dell’economia uno strumento che si associa agli altri e si fonde con essi e si manifesta non tanto e non solo come un’operazione finanziaria, o l’avvio o il consolidamento di un’attività industriale, ma come sintesi di un disegno strategico che tocca tutti in uguale misura.
E’ un genere di discorso che si compone di variabili aggreganti in un gran disegno che configura l’uomo protagonista solo se dimostra d’essere sociale e socievole in pari tempo.
Sotto questo profilo l’economia non differisce di molto dalla storia, dalla pedagogia, dalla sociologia, dalle dottrine politiche e giuridiche e, in genere, dalle restanti scienze dell’uomo poiché nel loro insieme rappresentano la “scienza del comportamento”. Ogni comportamento umano è, infatti, sempre il risultato dell’interazione di situazioni combinate, esterne e interne alla persona è sempre cioè indicativo. Sono modi di agire che non sono tra loro slegati. Ogni comportamento è un’unità strutturata, molare e non molecolare, che insieme al “come” del suo configurarsi implica sempre un “perché” che lo avvia. Dobbiamo, semmai, convenire che per cogliere l’uomo nella sua globalità, unità ed essenza occorre oltrepassare le scienze. L’economia rientra nella totalità di questo progetto. Non possiamo considerarla separata. Dobbiamo, semmai, fare in modo che si concili con le altre parti per dare alla vita un significato e un orientamento in grado di raggiungere traguardi rivolti all’universalità ed essenzialità del suo essere e del suo divenire.
E’ un impegno dovuto. L’uomo è l’unico che non si limita a esistere ma sente di essere, e di essere appieno, solo quando, spingendo avanti il suo intelletto invade la realtà con il suo pensiero. L’economia fa parte di questo disegno. E’ fondamentale, quindi, che si faccia carico del giusto uso di tali strumenti per raggiungere la meta che il destino gli ha assegnato: “inter mathematicam et naturalem”.

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