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Siccità: Acqua razionata a Roma? La Raggi cosa fa?

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

lago bracciano“Il sindaco di Roma, che è anche il titolare per conto dei romani del pacchetto di maggioranza di ACEA non può dire di augurarsi che Acea e Regione trovino quanto prima una soluzione condivisa. Il sindaco di Roma ha il dovere istituzionale e morale di intervenire e prendere atto che c’è una situazione d’emergenza con il rischio di catastrofe ambientale per il lago di Bracciano. Roma non può trasformarsi nel killer di uno dei luoghi più belli e tutelati del suo territorio metropolitano.
Acea preleva dal lago di Bracciano solo l’8% di tutto il fabbisogno ovvero una quantità non così importante dell’acqua. Mentre la dispersione idrica della rete capitolina ammonta a circa il 44% ovvero a quasi la metà di tutta la risorsa idrica trattata. Queste semplici percentuali fanno la differenza assoluta su dove va cercata la soluzione. La siccità che colpisce la penisola è un fatto evidente a tutti. E’ inammissibile il terrorismo psicologico adottato da ACEA sui cittadini romani e tanto meno è accettabile il disinteressamento della sindaca Raggi mostrato finora sull’argomento. “Così in una nota il gruppo capitolino del PD. (n.r. a nostro avviso la situazione richiederebbe una ulteriore riflessione. Quando si dice che la dispersione idrica della capitale ammonta al 44% sull’erogato questa circostanza fa sorgere spontanea una domanda: ma queste cose non lo sapevano gli amministratori che hanno preceduto la Raggi? E perché non sono intervenuti? Oggi tutto questo è emerso per l’abbassamento critico del lago di Bracciano. Possibile che dobbiamo aspettare una crisi di sistema grave prima di renderci conto delle ricadute anche d’immagine per Roma? E guarda caso lo dobbiamo annotare proprio in questi giorni in cui il turismo a Roma è in forte crescita. A questo punto per ridare a Roma l’ossigeno che le è stato tolto, e non riguarda solo l’aspetto idrico, ovviamente, pensando, ad esempio, allo stato comatoso delle strade, anche per merito dei soliti ladroni, oggi, purtroppo, sono necessari svariati miliardi che le casse dello Stato non possono permettersi impegnate come sono ad assegnare fondi alle banche private in odore di fallimento. A questo punto passeremo da un’emergenza all’altra con molto clamore ma senza porvi riparo salvo poi riparlarne tra qualche anno con gli stessi interrogativi e il seguito di polemiche).

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