Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 25 luglio 2017

Future of Interior Design: Real-Life 3D Models Created by AR with a Click of a Button

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

plannerAR (Augmented Reality) is about to enter mainstream technology devices, which will change how we design our homes – among other things. Planner 5D is an interior design app that is creating its own AR app that would automatically recognize walls, furniture and house design model created with the app by using image recognition technology. The new technology is scheduled to be launched in November of 2017.The AR app would also create a 3D model of the house from a simple photo. A user would only need to snap a photo with their smartphone, which would be sent directly to a server, resulting in a 3D model of the house. The 3D project would be easy to edit and would allow to rearrange furniture, change textures, virtually add new furniture or to delete old furniture and exchange it with new options.Planner 5D is joining the wave of AR devices, as major technology companies – Apple, Google, Microsoft and others – work on their own AR and VR technologies. Google recently released Google Glass, displaying 2D images, and Microsoft developed a Hololens headset, embedding 3D images surrounding the user. Apple announced in June about its new ARKit, a platform for developing AR apps for iOS.Currently, Apple’s AR works well only on a horizontal surface, when the image is well-lit. However, with the speed that technology is developing, next iPhone might be ready for the advanced AR that supports even interior design.“There is an exciting future for interior planner1design, when smartphones start integrating advanced AR technology,” said Alexey Sheremetyev, CEO of Planner 5D iPhone 8, for example, will possibly have a depth-sensing camera and will recognize vertical dimensions, such as walls.. This would be a huge leap forward also for anyone designing their home, as this technology would allow to visualize such details as floor renovation, wall color change, introduction of virtual paintings, and so on.” Planner 5D has been focused on how to match AR with interior design, and has come up with solutions, such as an app dedicated only to AR.“We have been developing AR technology for a couple of years now,” said Alexey Sheremetyev. “Our goal is to create a tool that would allow to visualize any design project as if it was a physical 3D model. It would allow a user to see their future house, layout and all decor details with real-life precision.”
AR technology, which will eventually move from smart devices into AR glasses, will change the way we view interior design, making it accessible to anyone. Planner 5D is also planning to implement AI into its platform, which will suggest optimal design ideas, adjusted to a specific user’s taste and desires.
Originally a startup company founded by Alexey Sheremetyev and Sergey Nosyrev, Planner 5D has a community of over 18 million users with more than 100,000 users daily. It’s a free cross-platform application which supports in-app purchases. It can be used on a browser, Android and iOS. The app offers customization of furniture with the ability to change textures, colors and size, a VR tool and creative suggestions for home design.

Posted in Estero/world news, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le minoranze linguistiche in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

università bocconiEsiste una galassia di parlate in Italia più di quanto non si possa immaginare in un primo momento. Pensiamo alle parlate alloglotte, di tipo germanico, alle minoranze create, albanesi e greche ed ancora al franco-provenziale, all’occitano, al ladino dolomitico e il friulano, alle parlate gallo italiche nel Sud, alle lingue zingare, giudaiche-italiane e più in generale alle lingue di immigrazione recente, al sardo e al catalano. Per questi ultimi due, nello specifico, potremmo addentrarci in altre forme dialettali come quello logudorese con il nuorese ed il barbaricino, che occupa la fascia centrale dell’isola, il campidanese, nel cagliaritano, ed ancora il sassarese ed il gallurese dove si registra una maggiore influenza della parlata toscana da una parte e di quella còrsa dall’altra (gallurese). Questo influsso continentale fu la conseguenza del predominio pisano e genovese tra il secolo XII ed il XIV. Seguì una massiccia immigrazione proveniente dalla Corsica. Nel XIX secolo si cercò, con l’insorgenza di un movimento di tipo regionalistico e nazionalistico, erede del “sadismo”, di dare una impronta unitaria alla parlata della regione. Con il Partito sardo d’azione si pose, man mano, sempre più il problema della tutela linguistica nei suoi programmi autonomisti. E’ appena il caso di ricordare che le varie dominazioni che succedettero nell’isola hanno avuto in comune la volontà d’intralciare in qualche modo il formarsi di un sardo standard unico. D’altra parte lo stesso recente tentativo dell’Amministrazione regionale di far valere il modello sovralocale di lingua scritta, la cosiddetta Limba sarda unificata non ha trovato consensi unanimi. Si ritiene più fattibile la messa punto di piani diversificati per la tutela e la valorizzazione delle diverse lingue locali. Oggi i sardofoni della regione sono circa un milione e seicentomila e ai quali si aggiungono alcune comunità di emigrati nella penisola italiana o all’estero. Il sardo presenta molte caratteristiche fonetiche, morfologiche, sintattiche e lessicali diverse dall’italiano. Le più note sono, tra le tante, la u finale latina e della s nei plurali per cui si dice béllu, bòstru (vostro) ecc. A livello locale, il sardo ha guadagnato molta visibilità nella toponomastica accanto a quella italiana. (Riccardo Alfonso direttore centro studi letterari e sociali della Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

A proposito dei distretti industriali ed universitari

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

parma universitàDisporre sul territorio di una struttura universitaria costituisce per le imprese che vi ruotano attorno un valore aggiunto non indifferente. Questa valutazione comprovata dalla crescita di rapporti sempre più intensi tra il mondo del sapere e quello del lavoro ci ha indotti a considerare un altro aspetto che andrebbe considerato in una diversa realtà sociale ed ambientale. Da qui è partito il progetto per la costituzione di cooperative internazionali di sostegno sociale (Copiso) da tenere sotto l’alto patrocinio dell’Onu per lo sviluppo delle aree depresse ed in particolare, per i Paesi del sottosviluppo. Esse dovrebbero beneficiare di un’area apposita nell’ambito degli Stati più depressi del mondo per costruirvi una “cittadella del sapere” d’affiancare alle produzioni locali e alle attività del terziario e, quindi, agricola, commerciale, turistica e per la preparazione professionale degli autoctoni e per la formazione di una loro classe dirigente a tutti i livelli di operabilità. Un altro aspetto sarebbe quello di indirizzare lo sviluppo delle telecomunicazioni, delle infrastrutture, dei trasporti per persone e beni ecc. Una caratteristica di queste cooperative è rappresentata dal personale di provenienza occidentale che ne costituirebbe l’ossatura: essi dovrebbero avere un’età superiore ai 70 anni ed essere provenienti da ambienti universitari e dell’imprenditoria con altissima professionalità nel loro campo d’azione. L’età dovrebbe garantire la provvisorietà del loro ruolo una volta realizzato il progetto di formazione di una cultura del progresso e delle tecniche per i residenti. Vi sono, ovviamente, altri aspetti che sorvoliamo per ragioni di spazio ma che confidiamo di colmare nei nostri approfondimenti futuri su queste pagine. (Riccardo Alfonso direttore centri studi politici ed economici della Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La par condicio e le prossime elezioni politiche

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

elezioniNon mancherà occasione per i partiti di ritornare sull’argomento e invocare a gran voce la sua riforma. Ma in pratica cosa significa? Si tratta di dare maggiore audience nei media ai partiti più rappresentativi sul piano parlamentare e privando di fatto ogni accesso a quelli che non hanno un parlamentare o di nuova formazione. L’impressione che traiamo di primo acchito è che si vogliono privilegiare i partiti esistenti e tra essi le forze più organizzate e capaci di raccogliere consensi disponendo di maggiori risorse economiche. A questo punto dobbiamo anche pensare che i movimenti politici, alla fine pur condizionati dalla legge elettorale che sceglieranno, punteranno sulle candidature più affidabili sul piano dell’ortodossia ed eviteranno quelle “liberali” ovvero meno rispettose della disciplina di partito per quanto possano essere più gradite agli elettori. Se così è dovremmo celebrare un nuovo revival dell’istituto partitico consolidato rispetto alle forze libere e determinare di fatto la tendenza alla concentrazione dei partiti e, in subordine, ad alleanze “strategiche” essenziali per le forze minori, se vogliono sopravvivere. Dovremmo quindi chiederci quale vantaggio ne possiamo trarre nella gestione del potere rappresentativo a livello Parlamentare e di esecutivo nel governo. Probabilmente di forze più coese, più disciplinate. Ma siamo sicuri che così facendo rendiamo un buon servizio alla democrazia della rappresentanza? La verità è che stiamo andando verso un criterio di concentrazioni partitiche sempre più accentuate proprio nella logica del maggioritario che pure si vorrebbe edulcorare o meglio ancora vanificare. Ma se prevale il maggioritario dovremmo appiattirci su tre distinte posizioni e senza sbavature di sorta: due partiti per il grande centro, un altro per la destra ed un altro ancora per la sinistra. E su questa misura il centro potrà giocare la sua parte ora con il partito che si allea con la destra ed ora con la sinistra ma senza dialogare con altre forze minoritarie che possono attraversare l’intero schieramento elettorale. Semplicemente non dovrebbero più esistere. A questo punto sta proprio alla destra come alla sinistra scegliersi il partito unico per farsi rappresentare. Gli altri potranno restare in vita solo come “movimento di opinione” e sperare nella “carità” altrui. Gli italiani, probabilmente, se fossero più consapevoli della partita che si gioca dietro la riforma della par condicio vi presterebbero, senza meno, più attenzione e con loro gli stessi partiti che ne potrebbero trarne giovamento. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“La Campania sarà protagonista del rilancio di Alternativa Popolare”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

taorminaTaormina. A dirlo, a margine della Summer School di Giardini Naxos, il sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale di Ap in Campania, Gioacchino Alfano, che ha elogiato l’intervento del leader Angelino Alfano. “Ha tracciato la rotta e dobbiamo tutti seguirla. Non ci faremo impressionare da chi ci ha abbandonato per tornare col cappello in mano da Berlusconi perché le richieste di adesione, sui territori, sono davvero tante”, ha proseguito il sottosegretario, che a proposito della Campania ha aggiunto: “Abbiamo già aperto le nostre porte a soggetti civici e a organizzazioni di partito, continueremo a farlo nei prossimi giorni, consapevoli che siamo l’unica ancora di speranza per i moderati”. Il sottosegretario ha guidato alla scuola di formazione di Giardini Naxos una nutrita delegazione campana e tra questi anche il componente della Direzione nazionale di Ap Luigi Barone e il sindaco di Limatola Domenico Parisi che nel corso del dibattito ha portato il saluto della Campania.

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Lazio dichiarato in “severità idrica alta” per la siccità

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

lago braccianoLegambiente: “Lo stop della regione alle captazioni da parte di Acea è un atto necessario per salvare il lago. Ora si inizi a prevenire l’emergenza. Subito al lavoro per una diversa gestione della risorsa idrica e il Comune di Roma si attivi per piano di adattamento al clima per tutta l’area urbana”. Causa principale della crisi, l’enorme siccità che ha colpito il territorio, a giugno 2017 si registrano valori di mm caduti di pioggia ridotti dell’80% rispetto ai massimi registrati negli anni precedenti, per quanto riguarda Albano, Nemi, Canterno e Fiuggi, e fino all’85% nella zona di Bracciano, Trevignano e Bolsena. A Bracciano sono caduti appena 196,4 mm di pioggia da inizio 2017, a fronte dei 603,4 totali nel 2007 (anno di minima piovosità) e 1.519,9 nel 2014 (anno di massima piovosità), numeri che raccontano l’emergenza idrica complessiva del Lazio.
“Il clima che cambia impone cambiamenti radicali per gestione e consumo della risorsa idrica, non lo svuotamento delle riserve, questo è il presupposto da cui partire – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – prima di danneggiare in maniera irreversibile i preziosi e delicati ecosistemi lacustri e idrici che abbiamo sul territorio regionale. Oltre a combattere con tutte le forze le emissioni di gas climalteranti, c’è bisogno di piani di adattamento anche su scala locale, a partire dalla città di Roma, in cui è necessari anche un adeguamento delle condutture colabrodo che sul territorio provinciale perdono il 44,4% dell’acqua. Serve inoltre un forte controllo delle amministrazioni pubbliche rispetto ai soggetti gestori delle risorse idriche, per garantire gli investimenti e gli interventi necessari alla loro tutela e ad un accesso garantito da parte di tutti, anche delle generazioni future. Ma una diversa gestione della risorsa idrica deve coinvolgere anche il settore agricolo e industriale e bisogna intervenire sul consumo quotidiano, educandoci ad un uso consapevole della risorsa, e abbandonando l’idea dello spreco e dello sfruttamento spregiudicato delle riserve, a partire dalle sorgenti e dai grandi laghi laziali”.
Da metà dicembre 2016 le sorgenti che portano acqua a Roma sono in diminuzione per un inverno senza pioggia e neve, per mantenere acqua nelle tubature di Roma, Acea ha captato fino a 2.600 litri al secondo in questi mesi nel Lago di Bracciano, il quale livello è ora sotto di 140 cm dallo zero idrometrico, con ripercussioni sull’ecosistema, la cui soglia massima di tolleranza è di – 150 cm, superare tale limite porterebbe alla perdita di circa il 13-15% della superficie utile all’auto depurazione mettendo ulteriormente in gravità lo stato del lago. Da due giorni la Regione ha comunicato di aver bloccato tale captazione intimando ad Acea lo stop entro il 28 luglio prossimo alle ore 24. “Lo stop alle captazioni che arriva dalla Regione Lazio, è un atto molto positivo – conclude Scacchi – che mette fine ad una forzatura ecosistemica inaccettabile e obbliga la collettività a fare i conti con un nuovo modello di utilizzo della risorsa idrica, che deve essere messo in campo velocemente, data l’enorme crisi idrica attuale”.Secondo i dati del dossier di Legambiente anche altri laghi del Lazio soffrono della medesima problematica, uno svuotamento che di volta in volta è causato dalle vicende territoriali. Il livello del Lago Albano è rimasto pressoché costante dal 1950 fino al 1980, poi è iniziato il prosciugamento, 50 centimetri dal 1980 al 1985, nel decennio successivo una discesa sino a meno 2 metri e infine, tra il 1995 e il 2005, si è raggiunta la soglia negativa di meno quattro metri rispetto al livello originario. Il lago è in pericolo e negli ultimi 57 anni il livello delle acque è diminuito di quasi 5 metri, negli ultimi 10 anni 21 milioni di litri d’acqua sono esautorati. Anche il Lago di Vico è in sofferenza idrica con 1 metro sotto il livello massimo della soglia farnesiana eanche quest’anno come nel 2012 è ricomparsa un’isoletta all’interno del Lago. L’abbassamento è dovuto alla mancanza delle piogge e allo svuotamento invernale che serve a mettere in sicurezza delle aziende costituite troppo a ridosso della riva. I laghi Salto e Turano scendono a vista d’occhio ogni giorno scoprendo aree del lago prima sommerse con arrivo di alghe e limi e conseguenti cattivi odori; lo svuotamento è artificiale ma raggiunge velocità incredibili anche di 20/30 centimetri in un solo giorno.

Posted in Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mancano i prof di matematica? Nessuna crisi di vocazione

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

olimpiadi-matematica-cesenatico_largeIn 10 anni i laureati sono raddoppiati. Anief: il problema è che ci sono migliaia di abilitati lasciati ai margini. Il giovane sindacato, commentando l’allarme rilanciato oggi dai media nazionali, ricorda che ci sono migliaia di abilitati all’insegnamento da oltre cinque anni lasciati fuori dalle graduatorie che portano alle assunzioni a tempo indeterminato e alle supplenze: basterebbe collocarli nelle GaE e si risolverebbe subito il problema di oltre 1.600 posti di matematica alle medie non assegnati. Ma c’è anche un altro nodo da sciogliere, anche questo tutto sulle spalle degli ultimi governi: nelle GaE, sparsi per le province italiane, ci sono tanti docenti di matematica che potrebbero andare a ricoprire i posti vacanti. Solo che si trovano in province diciamo così ‘sbagliate’, dove non c’è carenza di cattedre, e il Governo nemmeno nel 2017 ha dato loro la possibilità, per il terzo anno consecutivo, di spostarsi di zona. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È un’assurdità aver portato a cinque anni l’aggiornamento delle GaE. Come è un peccato tutt’altro che veniale quello di non permettere più l’inserimento di coloro che sono collocati nelle graduatorie d’istituto. Anche quando le GaE sono esaurite. Stiamo parlando di migliaia di docenti a tutti gli effetti, abilitati dopo il 2011 tramite Pas e Tfa con gli stessi metodi selettivi e formativi di chi li aveva preceduti. Solo si è scelta la strada opposta, facendo diventare questi laureati degli insegnanti a metà. Non solo in matematica, ma anche di sostegno e altre classi di concorso. Perché non hanno alcuna possibilità di essere assunti in ruolo. In molti, però, si sono ribellati e hanno fatto ricorso, tanti col nostro sindacato. Sull’esito rimaniamo ottimisti, perché è da un decennio che riusciamo, sistematicamente, a collocare nelle GaE docenti precari illegittimamente esclusi, a iniziare dalla Legge 169/2008.Anief ricorda agli interessati che continua a tutelarli in tutte le sedi legali più opportune, attraverso ricorsi appositi relativi alla loro stabilizzazione, agli scatti di anzianità negati per il periodo di precariato, all’estensione dei contratti ai periodi estivi e per la ricostruzione di carriera calcolata per intero.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La divisione dei ruoli tra i poteri dello Stato: tra il dire e il fare

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

cassazioneMolto è stato teorizzato a livello accademico e culturale sulla divisione dei poteri in uno stato moderno. Pensiamo al potere politico, a quello giudiziario a quello dell’esecutivo. Negli anni novanta in Italia le degenerazione della sua classe politica portò alla ribalta il potere giudiziario e che entrò quasi come un ciclone nelle aule parlamentari mettendo in luce una rete diffusa di corruzioni che alla fine coinvolse gli stessi partiti politici più rappresentativi. Probabilmente questa “mossa” si poteva realizzare anche prima se l’italia, in particolare, non fosse stata “sotto tutela” per via dell’esistente conflittualità permanente tra i due blocchi: quello occidentale ed il comunista. Ma ciò che accadde in seguito fu sorprendente. Uno degli “sponsor” di un partito “chiacchierato”, pensò bene, per evitare un “vuoto di potere” che avrebbe potuto pregiudicare i propri interessi, di scendere in campo fondando ex novo un proprio partito. E tutto questo fu possibile perché da una parte fu tolta la pregiudiziale nei confronti del partito di Destra già di Almirante e poi di Fini e, dall’altra, erano ancora forti i timori di una certa opinione pubblica nei confronti del massimalismo di stampo comunista. A distanza di molti anni con chi dovremmo ancora prendercela se resta l’anomalia italiana di un lobbista che si trasforma in politico e, dall’interno, opera per le sue convenienze mentre altrove i lobbisti sono lasciati in anticamera e sono sovente diluiti con l’interesse generale del Paese? In queste circostanze la vittima ideale resta “il popolo sovrano” perché si è lasciato prendere la mano dai facili entusiasmi, perché continua a sognare la luna nel pozzo, perché non si è reso conto che le ideologie stanno lasciando il posto a gruppi d’interesse in vario modo organizzati e che, in aggiunta, hanno scoperto che si possono ottenere molte più cose se si fonda un partito o si va alla conquista di uno esistente e si sostengono dall’interno i propri interessi. Un esempio classico lo abbiamo con circa 20 milioni di pensionati che sono diventati le vittime di turno per i sacrifici che il paese deve sostenere perché la classe politica non ha saputo fare il proprio dovere, al momento giusto, ed ora la cambiale è, comunque, andata in pagamento e tocca sempre alla parte più debole del paese onorarne il debito. E’ ora che tutti noi vediamo restituita alla politica il suo ruolo di guida, di mediazione, di sostegno all’interesse generale, di suscitare nel lobbista il rispetto per le legittime aspettative di chi ha pagato un prezzo molto alto per il proprio Paese. E il rispetto si chiama votare al momento giusto per la causa giusta. (Riccardo Alfonso direttore del centro studi politici ed economici della Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

L’Europa che divide

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

europaNon è la prima volta che dobbiamo fare i conti un certo modo di concepire l’Europa comunitaria in specie da parte della Francia e della Germania. Questi due paesi, è oramai notorio, sono convinti che l’economia e la politica italiana non sono in grado di adeguarsi alle logiche della globalizzazione ed il nostro Paese, semmai può diventare solo un terreno di “conquiste”. Significa, in altre parole, che ritorniamo al XIX secolo allorché i francesi e gli inglesi subordinavano gli aiuti all’Italia, diventata da poco nazione, alle concessioni che lo Stato sabaudo poteva elargire nel meridione d’Italia alle loro imprese. E diamo anche ragione a chi ritiene che abbiamo pagato un prezzo elevatissimo pur di entrare nella moneta unica, e lo dobbiamo soprattutto alle ostilità dei francesi e dei tedeschi. Sono costoro, infatti, che posero l’out out all’Italia e ne condizionarono l’ingresso con un cambio iugulatorio. In seguito lo divenne ancora di più per la latitanza del governo italiano ad esercitare un controllo severo sui prezzi. Vorremmo a questo proposito che tutti i parlamentari europei italiani, di qualsiasi colore politico, esprimessero pubblicamente il loro dissenso alla politica “nazionalista” della Francia, che oggi è di Macron ma in passato non era da meno, e chiedessero una severa condanna da parte del Parlamento, della Commissione e del Consiglio europeo. In difetto l’Italia, per sei mesi, si dovrebbe sospendere da ogni incarico comunitario. Chi ci invita, invece, alla moderazione dovrebbe ricordare che l’episodio odierno è solo una punta dell’iceberg e che esiste un continuo stillicidio volto ad indebolire l’economia italiana e a renderla esposta all’acquisizione dei grossi gruppi industriali di oltre Alpe e non solo: penso alla Cina e alla stessa Spagna. E questo discorso ora si fa più stringente con la trasformazione dell’Italia nel più grande campo profughi di tutti i tempi. E vi è anche un’altra dura realtà con la quale dobbiamo fare i conti checché ne dicono i nostri politici: in queste condizioni siamo prigionieri sia dell’Europa comunitaria sia della sua moneta. Non potremmo anche volendolo uscirne: ci sbranerebbero più di quanto non stanno facendo da alcuni anni a questa parte. (Riccardo Alfonso centri studi politici ed economici della Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La Riserva di Monte Cofano compie 20 anni

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

Monte CofanoCustonaci. La Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano festeggia il ventennale, il 25 luglio, alle ore 18.30 con un evento celebrativo alla Torre della Tonnara (lato Castelluzzo).Antichi mestieri, proiezioni video, musica gli ingredienti per festeggiare “Il compleanno di un tesoro”.La Riserva fu istituita dalla Regione Siciliana il 25.07.1997, gestita dal Servizio per il Territorio di Trapani – U.O. 3 – Gestione Risorse Naturalistiche – Ripartizione Faunistica e Venatoria Dipartimento dello Sviluppo Rurale, al fine di assicurare la salvaguardia della biodiversità ad una porzione di territorio con rilevante valore paesaggistico, ambientale, culturale e promuovere allo stesso tempo le attività connesse allo sviluppo territoriale.La Riserva ricade nel territorio del Comune di Custonaci, occupa una superficie di circa 540 ettari, è fruibile in tutte le stagioni dell’anno e accedervi attraverso due ingressi, uno nei pressi della borgata di Cornino (Golfo di Bonagia) l’altro dalla frazione di Castelluzzo (Golfo di Cofano). La fruizione della Riserva è assicurata da una adeguata rete sentieristica che ne permette di scoprire i luoghi più espressivi e coglierne gli straordinari scenari di mare e di terra.
Il visitatore che la percorre sbaglierebbe nel pensare di trovarsi esclusivamente in un posto dove bagnarsi o raggiungere la vetta di un promontorio Monte Cofano, essa offre invece agli occhi ed al cuore immagini inaspettate con il variare delle stagioni. Si possono osservare fenomeni di
carsismo, numerose varietà vegetative della macchia mediterranea, un gran numero di uccelli svernanti e migratori e piccoli mammiferi, visitare siti archeologici e grotte preistoriche (Mangiapane, del Crocifisso…), strutture difensive del XVI (Torre San Giovanni e della Tonnara), luoghi di culto (Cappella del Crocifisso…), bagli con strutture produttive e non ultime le acque cristalline del mare con i suoi tipici vermeti. La passeggiata nella Riserva, offre dunque al visitatore la possibilità di coglierne la sua evoluzione naturalistica, antropologica e culturale e comprendere le motivazioni della sua salvaguardia e della cura che l’Ente Gestore pone in essa. E’ possibile visitare la Riserva di Monte Cofano, in compagnia di due esemplari di asini panteschi. (foto: monte cofano)

Posted in Cronaca/News, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Giorgio Novello nominato membro del Comitato di Patronato della Associazione Mondiale di Esperanto

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

esperantoGiorgio Novello, nato nel 1960 a Venezia, e’ attualmente ambasciatore d’Italia in Norvegia ed Islanda. Dopo gli studi universitari di diritto nell’universitá di Padova, incominciò a lavorare nel sevizio diplomatico italiano nel 1986 e durante 15 anni fu a Roma, in Nigeria, in Gran Bretagna ed in Germania. Nello stesso tempo studiò a Parigi e Londra e ricevette la laurea in economia dall’universitá di Londra nel 1994. Dal 2002 al 2006 ha lavorato come Primo Consigliere della Missione Permanente dell’Italia presso l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa a Vienna. Nel 2004 fu insignito dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nello stesso anno si laureò in storia economica presso la Scuola Superiore di Economia di Londra. Dal 2006, Novello è stato presso il Ministero degli Affari Esteri come responsabile delle Istituzioni Finanziarie Internazionali e dal 2008 come consigliere del Ministro per lo Sviluppo Economico. Per un periodo ha anche insegnato Relazioni Internazionali all’università di Tieste di cui era parte anche la lingua internazionale esperanto. “Ministro plenipotenziario” dal 2009 e’ stato nominato ambasciatore nel 2013. L’ambasciatore Novello ha studiato l’esperanto nel 1974 “grazie al meraviglioso libro di Alessandro Bausani sulle lingue pianificate”, ed ha aderito al gruppo esperantista di Padova. Ha partecipato ad esami a Venezia ed a Londra, dove è stato attivo nel movimento per l’esperanto londinese. Dal 2004 al 2006 è stato vice rappresentante dell’Associazione Esperantista Mondiale presso le Nazioni Unite a Vienna. Interessato agli aspetti politici dell’interinguistica e della pianificazione linguistica è stato membro della Gesellschaft für Interlinguistik (Associazione per l’interlinguistica) tedesca, ha scritto saggi sull’esperanto e l’interlinguistica in riviste italiane ed ha fatto conferenze in molti luoghi sull’esperanto, ad esempio all’università di Parma nel 2015.Novello è il secondo italiano in questo comitato di esperantisti importanti garanti del movimento mondiale. Il comitato in tutto ha solo sei membri. L’altro è Giuliano Turone, giudice emerito della Suprema Corte di Cassazione, per molti anni giudice istruttore, che ha condotto inchieste a largo raggio in materia di criminalità organizzata e criminalità economica. Negli anni Novanta ha fatto parte del primo staff di magistrati della Procura nazionale antimafia. Ha collaborato con il Consiglio d’Europa (contribuendo tra l’altro alla redazione della Convenzione di Strasburgo del 1990 sul riciclaggio) e con le Nazioni Unite, tra l’altro svolgendo attività di pubblico ministero presso il Tribunale penale internazionale dell’Aja per l’ex-Jugoslavia.La Federazione Esperantista Italiana, http://www.esperanto.it, che coordina l’attivita’ di informazione e di insegnamento dell’esperanto in Italia, è fiera di avere tra i suoi membri Giorgio Novello e Giuliano Turone. (foto: esperanto)

Posted in Recensioni/Reviews, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Totalmente priva di bussola, la politica italiana vive di episodi, fughe in avanti, fascinazioni momentanee

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

montecitorio

Adesso è il momento della sensazione che il centro-destra possa vincere le prossime elezioni, ed ecco che tutti – protagonisti, comparse, gente vogliosa di un accredito o di un riaccredito – si muovono in quella direzione. Persino gli avversari ragionano partendo dal presupposto che quella suggestione sia fondata, e regolano le loro mosse (si fa per dire) di conseguenza. Ma si tratta di speranze e preoccupazioni mal riposte. Insomma, siamo di fronte all’ennesima Grande Illusione. È illusorio, infatti, pensare che esistano le condizioni perché una coalizione sufficientemente vasta si possa formare e vincere, tanto più in mancanza di additivi maggioritari. E, ammesso e non concesso che l’operazione riesca, è ancora più illusorio immaginare che una volta conquistata la maggioranza, un’armata brancaleone che metta insieme europeisti convinti, europeisti tiepidi e anti-europeisti sia in grado di governare e di resistere nel tempo. Eppure, è bastata qualche intervista del Cavaliere ottantenne, un leggero miglioramento alle ultime amministrative e nei sondaggi e, ora, l’uscita dal governo di un ministro certo non di prima grandezza come Enrico Costa, con l’esplicita intenzione di rimettersi in marcia verso destra, per far pensare che alla fine le strutturali divergenze tra Berlusconi e Salvini-Meloni – a nostro avviso sane, da coltivare e rimarcare, non da sbianchettare – finiranno magicamente per scomparire a favore di un programma di governo condiviso.La verità è che, come abbiamo sottolineato più volte in questa sede, la fine del vecchio bipolarismo – verso il quale non nutriamo neppure un briciolo di nostalgia e rimpianto, nonostante la Seconda Repubblica bis che stiamo vivendo ora sia a dir poco penosa – non consente la rinascita delle due coalizioni su cui si era articolato, né il nascente (e sempre più diffuso) anti-renzismo può essere la nuova linea di demarcazione tra le aggregazioni politiche così come lo fu l’anti-berlusconismo, non fosse altro perché lungo quella faglia il primo a spaccarsi è il Pd. Certo, la cosa a sinistra appare più evidente per il ruolo di “spaccatutto” giocato da Renzi, ma anche dall’altra parte – con buona pace dei Toti e dei Brunetta – le fratture sono insanabili, ed è bene che tali rimangano se non si vuole buttar via un’altra legislatura.E poi, si prenda atto una buona volta che Lega e Fratelli d’Italia sono perfettamente allineati sulle scelte di fondo dei grillini, usano lo stesso linguaggio populista (anzi, Salvini ha di gran lunga scavalcato Grillo) e si riferiscono (seppur più a parole che nei fatti) agli stessi interlocutori internazionali, Putin e Trump, in chiave anti Bruxelles-Francoforte-Berlino-Parigi. Dunque, se al traguardo elettorale i 5stelle saranno il partito che avrà preso più voti e se, inevitabilmente, riceveranno per questo fatto il mandato esplorativo del capo dello Stato, potete star certi che essi chiederanno e accetteranno i voti leghisti e della destra ex An, e che questi ultimi non glieli faranno certo mancare. Si dirà, allora, che occorre evitare quella saldatura-iattura, e che se Berlusconi riuscisse nell’intento di sottrarre Salvini-Meloni all’abbraccio mortale di Grillo sarebbe benemerito. Vero. Ma non a qualunque prezzo. Perché se il prezzo fosse, come è logico pensare che sarebbe, quello di portare una forza aderente al gruppo dei Popolari europei come Forza Italia, su posizioni di crescente euro-scetticismo, allora il gioco sarebbe a saldo negativo.Occorre, invece, lavorare per creare le condizioni dell’unica alternativa alla vittoria dei populisti, che per ora, purtroppo, rimane la più probabile, anche perché gli errori di Renzi e la sua crescente antipatia presso l’elettorato borghese che inizialmente lo aveva sostenuto spingono voti verso i 5stelle o l’astensione, non (più di tanto) verso Berlusconi. Quale? Ma l’alleanza tra Pd – sperabilmente de-renzizzato o comunque messo in qualche modo al riparo dai dannosi difetti di Renzi – e Forza Italia, con l’aggiunta di una forza centrista che deve formarsi al più presto. Qualche lettore affezionato potrebbe farci osservare che va dunque incoraggiata l’iniziativa presa da Costa. La risposta è sì, come è affermativa per tutte quelle iniziative che in qualche modo aggregano forze moderate e riformiste oggi sparse e spaesate. Ma perché sia un minimo efficace, l’operazione centrista non può nascere all’ombra di Berlusconi, perché la funzione di questa forza nascente dovrà necessariamente essere quella di fare da anello di congiunzione politico e programmatico tra Pd e Forza Italia, appunto. L’idea che ciò che deve nascere sia satellite del partito del Cavaliere è peregrina, sia sotto il profilo elettorale, perché intercetterebbe solo una parte del voto borghese in movimento, sia sotto il profilo politico, perché per funzionare richiederebbe una situazione bipolare e non tripolare (o addirittura quadripolare, se le forze a sinistra del Pd riusciranno a coagularsi) come è adesso.Ma c’è un’altra condizione per rendere davvero ragionevole l’operazione neo-centrista: o la forza che si va creando è veramente “nuova”, e allora non può nascere su iniziativa di soggetti “vecchi”, o è la riaggregazione di forze esistenti con leader sperimentati, e allora non si può partire dal presupposto che qualcuno – leggi Alfano – debba stare fuori. Se i centristi della prima e dell’ultima ora si mettono a darsi l’un l’altro le pagelle e rilasciare certificati di idoneità, possono anche risparmiarsi la fatica, perché non andranno da nessuna parte. Ovvio che a noi, che siamo fuori dall’agone politico, piacerebbe di più veder nascere qualcosa di veramente nuovo per mano di protagonisti non consumati da vicende che, in molti casi a torto, hanno logorato altri. E non a caso abbiamo sollecitato i Calenda e i Parisi a farsi avanti secondo quella linea di “terzietà” che è la sola che può consentire di strappare molti italiani alla deriva del non voto. Ma siamo sufficientemente pragmatici e soprattutto non inclini al giustizialismo per sapere che anche chi è stato ed è tuttora in prima linea da anni, può dare il suo contributo.
Ci aspetta una fase difficile. La politica ha perso la bussola, l’Europa si sta ridisegnando per mano di altri secondo una dinamica che ci vede marginali se non addirittura esclusi, l’economia rivede finalmente un pizzico di ripresa, ma è congiunturale e insufficiente quando invece sarebbe tosto ora che si consolidasse e divenisse strutturale. In questo quadro, continuare a coltivare Grandi Illusioni – prima il bipolarismo, poi la new generation di Renzi, ora il ritorno di Berlusconi e del suo centro-destra – è un peccato davvero mortale.(Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Emergenza idrica: il balletto scaricabarile

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

via margutta fontanaL’assenza di pianificazione unita all’improvvisazione sono un combinato disposto dannoso e dirompente. Quanto sta accadendo sul fronte dell’approvvigionamento idrico tra Regione e Roma Capitale ne è l’esempio. Per anni Nicola Zingaretti, nonostante i segnali delle scorse stagioni, non ha pianificato azioni di contrasto ai prelievi dai bacini idrici del Lazio, sottovalutando la problematica e con la complicità della sindaca Virginia Raggi nella sua inadeguatezza, quasi 2 milioni di romani resteranno senz’acqua. Nemmeno fossimo in qualche deserto africano.
Ai cittadini che pagano bollette salate e sprechi, purtroppo, non resta che assistere a questo ridicolo balletto scaricabarile tra Acea, Roma Capitale e Regione Lazio che altro non è che una danza della pioggia di incompetenti governanti che sperano solo in questo per coprire la loro negligenza. È quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

UNICEF su bambini di Mosul e della regione

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

iraq-mosul-jpgDichiarazione di Geert Cappelaere, Direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa: “Il momento peggiore delle violenze a Mosul può essere terminato, ma per troppi bambini a Mosul e nella regione, continua una sofferenza estrema. Continuano ad essere trovati bambini in stato di shock, alcuni tra i detriti o nascosti nei tunnel di Mosul. Alcuni bambini hanno perso le loro famiglie mentre fuggivano per salvarsi. Le famiglie sono state costrette ad abbandonare i loro bambini, che ora vivono nella paura, soli. Molti bambini sono stati costretti a combattere e alcuni a compiere atti di violenza estrema.
Questi sono tempi terribili per troppi bambini in Iraq e in altri paesi colpiti dal conflitto nella regione. La violenza ei conflitti stanno mettendo a rischio la vita e il futuri di quasi 27 milioni di bambini.Nella città nord-orientale di Ar-Raqqa in Siria, la violenza si è ulteriormente intensificata nelle ultime settimane, con i bambini che vengono ripetutamente attaccati. Tra 30.000 e 50.000 civili continuano ad essere intrappolati nella città, mentre continua una terribile violenza attorno a loro. Le famiglie hanno parlato di condizioni orribili e pericolose, con cecchini, mine e ordigni di guerra inesplosi.Questi bambini sono stati arrestati, abusati e stigmatizzati per le affiliazioni percepite, mentre rimangono alte le tensioni all’interno e tra le comunità. Questi bambini che sono soli hanno bisogno del nostro supporto per trovare le loro famiglie, essere riuniti e essere accuditi con protezione e assistenza, indipendentemente dall’origine o dall’affiliazione della loro famiglia. Come per qualsiasi altro bambino nel mondo, hanno il diritto di essere salvaguardati, anche attraverso la documentazione legale. I bambini sono bambini! Ora è il momento di agire. Come possiamo costruire un futuro più stabile e prospero per tutti, mentre i bambini sono esposti a tali orrori e vengono trattati in questo modo?”

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lotta alla povertà con meno tasse e più lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

Tasse“Nella proposta di Forza Italia i miliardi in gioco sono ben di più di 4. Essa si occupa in realtà di povertà, mentre una proposta specifica per la famiglia dovrebbe partire dal livello fiscale, stabilendo un rapporto differenziato in ragione del numero dei figli”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista ad “Avvenire”.”È la proposta liberale portata avanti da Berlusconi sin dal 1994, che dal nostro punto di vista è migliore di quella di sinistra. Basata su: meno tasse, più crescita, più lavoro e più risorse per aiutare chi resta indietro. L`economia cresce riducendo la pressione fiscale, e solo se si produce ricchezza la si può distribuire meglio, altrimenti fai solo debiti che scarichi sulle generazioni future”.”Intanto è preferibile dire ‘le’ povertà. La risposta per una coppia di giovani è il lavoro; per una coppia di anziani le bollette, il cibo, i medicinali, la sicurezza; per una famiglia con figli, oltre al lavoro, c`è il problema dei carichi familiari; se ci sono anziani in casa o portatori di handicap la povertà è la non assistenza. Poi c`è la famiglia che non lo è più nel senso tradizionale, con uno dei coniugi che, da solo, separato o divorziato, ha figli o magari un anziano da accudire. Il soggetto è sempre la famiglia, con i suoi diversi bisogni legati al ciclo della vita, o a differenti situazioni sociali. Non basta un assegno, uguale per tutti”.”Noi prevediamo una stretta collaborazione fra pubblico, privato e privato sociale, ed è fondamentale il rapporto con le reti di volontariato. Ad esempio con la grande distribuzione per i banchi alimentari o la rete delle farmacie per i farmaci”, sottolinea Brunetta.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Renzi e il debito pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

debito_pubblico_euro“Renzi dovrebbe fare mea culpa. In tre anni ha aumentato il debito, senza ridurre il deficit e con una clausola di salvaguardia di aumento dell`Iva che ancora incombe minacciosa. E ha sprecato 20 miliardi di flessibilità, metà sull’inutile Jobs act e metà sugli 80 euro. Mentre i veri bisogni delle famiglie non sono stati soddisfatti”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista ad “Avvenire”.”Noi siamo all`opposizione. Sempre disponibili, ma proposte serie per la famiglia finora non ne abbiamo viste. Se c`è una proposta delle associazioni familiari siamo disposti a valutarla, è la sinistra che non ha mostrato fin qui interesse, preferendo salvare i banchieri. Sono scettico, ma in Parlamento possono succedere anche i miracoli”, conclude.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La terra dei figli

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

la terra dei figli(la storia della vita Vol. 2) (Italian Edition) Kindle Edition. Scrive l’autore: “Ho scritto un libro su mio figlio titolato: “Chi sei? Dove vai?” e i due interrogativi li ho posti intenzionalmente per rappresentare la meraviglia di una vita che nasce e un’altra che scompare. Vi ho aggiunto alcune mie riflessioni e ho dato ancor più spazio agli scritti di mio figlio così come li ho raccolti dalle sue e-mail. Ora, con questo mio nuovo lavoro, intendo ampliare il discorso e, al tempo stesso, renderlo più tematico nell’analizzare quella parte che si misura nel rapporto generazionale tra chi “nasce e vede” e chi è “nato e ha visto” e a un certo punto della loro storia esistenziale si accingono a un confronto critico.
Mio figlio prima di morire, a trent’anni, ha vissuto momenti che potrei indicare come passaggi di conoscenza e di verifica del suo modo d’essere e di vivere.
Il primo periodo l’ha portato dalla nascita all’adolescenza e in tale intervallo ha avuto modo di verificare una relazione familiare ovattata dall’affetto che avevano per lui i genitori e la relativa cerchia di parenti e amici.
Non ha subito gli effetti deleteri di chi avrebbe potuto trovarsi in una famiglia dagli accesi contrasti caratteriali o dall’assillo economico.
Ha avuto modo di confrontare i suoi rapporti con i genitori e quelli analoghi dei suoi amici e rendersi conto che le diversità esistenti non erano solo economiche ma anche culturali, sociali e relazionali. Ciò non di meno si è trovato con genitori molto impegnati nel lavoro. Ha significato un trend di vita condizionato dagli orari e dei vari spostamenti che lo rendevano dipendente da quello dei genitori che andavano a portarlo e a prelevarlo a scuola.
Credo, quindi, che il primo punto di osservazione fosse stato la famiglia e, di riflesso, il suo modo di esprimersi nella società e nel gestire la quotidianità con un figlio che doveva essere necessariamente affidato ad altri dall’insegnamento scola-stico, al dopo scuola, agli incontri con gli amici e alle frequentazioni con i compagni di scuola e agli impegni sportivi. Sono proprio, infatti, i primi legami affettivi che formano il carattere e la stessa visione della vita tant’è che gli stessi studiosi ne riconoscono l’importanza”. (foto: la terra dei figli)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La medicina coniugata al sociale

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

la medicina coniugata al sociale(Medicina sociale Vol. 1) (Italian Edition) Kindle Edition. Uno storico contemporaneo della medicina, l’inglese Roy Porter, ha affermato: “Fino a qualche tempo fa la vita era vissuta sotto l’impero della malattia”. Il mondo è un grande ospedale, si affermava. Il genere umano appariva impotente di fronte alla malattia, al dolore, all’invalidità, all’invecchiamento precoce. Ora qualcosa è cambiata, se non altro in termini d’enunciato. Alla conferenza d’Alma Ata nel 1978 l’Oms si pose l’obiettivo della “salute per tutti entro l’anno 2000”. Salute intesa come assistenza sanitaria primaria. In proposito dobbiamo considerare che lungo il corso del XX secolo abbiamo consolidato, innanzitutto, la cultura e la pratica dei diritti umani. In tale situazione la salute ha ricevuto una sorta di riconoscimento giuridico. Vi ha fatto da corollario la consapevolezza che non vi può essere un’equità della salute senza una giusta distribuzione delle risorse, un’indipendenza finanziaria delle singole persone e un sostegno importante dello Stato.
Dobbiamo entrare nell’ordine d’idee che la salute deve essere considerata talmente importante da trasformarla in obiettivo, fine e valore dell’esistenza. (foto: medicina sociale)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ricordi

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

ricordi(Narrativa Vol. 3) (Italian Edition) Kindle Edition. Scrive l’autore: “Parlo con me stesso in un soliloquio senza soluzione di continuità poiché la vita che scorre dentro questo mio corpo mi suscita emozioni, interrogativi, ansie, dolori e gioie. Ne parlo oggi con il peso sulle spalle della mia età avanzata forse perché è il tempo che mi è assegnato ai ricordi e non alla memoria.
Ricordi di un vissuto che oggi si riverberano con toni forti e m’impongono dei salti quantici tra un anno e l’altro, un lustro e l’altro, un decennio e l’altro. Sembra tutto appiattirsi davanti a me come se avessi perso una dimensione e fossi diventato un bianimale, di quelli il cui mondo è a sole due dimensioni. Mentre ricordo, annoto quanto ho scritto, pensato, vissuto e macerate le dolcezze e le sofferenze di una vita. Dentro di me si muovevano sentimenti nobili e meschinerie. Dentro di me si maturavano pensieri non certo esaltanti ma anche ideali, mai sopiti, dove alla voglia di crescere aggiungevo la nobiltà dei sentimenti e la lezione magistrale offerta dai miei genitori e dai pedagoghi illuminati che mi guidavano sulla strada del buon vivere. Ciò non m’impedì, di tanto in tanto, di tradire la fiducia che essi avevano riposto in me trasgredendo i loro dettati e percorrendo quella via più facile e comoda del piacere senza remore. Vano, vago, illusorio senza principi e decoro.” (foto: ricordi)

Posted in recensione | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La prostata

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

la prostata(medicina sociale Vol. 2) (Italian Edition) Kindle Edition. Scrive l’autore: “Ho suddiviso questo lavoro in tre distinte parti. La prima compie una panoramica delle funzioni che attengono quest’organo, la seconda riguarda i lanci d’agenzia che dal 2009 a oggi hanno rilevato l’interesse mediatico degli addetti ai lavori sull’argomento e, segnatamente, le novità curative nelle terapie mediche e chirurgiche. La terza e ultima trattazione si rivolge sia a un interlocutore considerato “privilegiato”, tra i tanti che hanno dato lustro alla loro professione e che, ad avviso dello scrivente, merita una citazione particolare, sia nel seguire un paziente dal ricovero, per un’ipertrofia prostatica, al suo andamento post-operatorio. (foto: la prostata)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »