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Il Lazio dichiarato in “severità idrica alta” per la siccità

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

lago braccianoLegambiente: “Lo stop della regione alle captazioni da parte di Acea è un atto necessario per salvare il lago. Ora si inizi a prevenire l’emergenza. Subito al lavoro per una diversa gestione della risorsa idrica e il Comune di Roma si attivi per piano di adattamento al clima per tutta l’area urbana”. Causa principale della crisi, l’enorme siccità che ha colpito il territorio, a giugno 2017 si registrano valori di mm caduti di pioggia ridotti dell’80% rispetto ai massimi registrati negli anni precedenti, per quanto riguarda Albano, Nemi, Canterno e Fiuggi, e fino all’85% nella zona di Bracciano, Trevignano e Bolsena. A Bracciano sono caduti appena 196,4 mm di pioggia da inizio 2017, a fronte dei 603,4 totali nel 2007 (anno di minima piovosità) e 1.519,9 nel 2014 (anno di massima piovosità), numeri che raccontano l’emergenza idrica complessiva del Lazio.
“Il clima che cambia impone cambiamenti radicali per gestione e consumo della risorsa idrica, non lo svuotamento delle riserve, questo è il presupposto da cui partire – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – prima di danneggiare in maniera irreversibile i preziosi e delicati ecosistemi lacustri e idrici che abbiamo sul territorio regionale. Oltre a combattere con tutte le forze le emissioni di gas climalteranti, c’è bisogno di piani di adattamento anche su scala locale, a partire dalla città di Roma, in cui è necessari anche un adeguamento delle condutture colabrodo che sul territorio provinciale perdono il 44,4% dell’acqua. Serve inoltre un forte controllo delle amministrazioni pubbliche rispetto ai soggetti gestori delle risorse idriche, per garantire gli investimenti e gli interventi necessari alla loro tutela e ad un accesso garantito da parte di tutti, anche delle generazioni future. Ma una diversa gestione della risorsa idrica deve coinvolgere anche il settore agricolo e industriale e bisogna intervenire sul consumo quotidiano, educandoci ad un uso consapevole della risorsa, e abbandonando l’idea dello spreco e dello sfruttamento spregiudicato delle riserve, a partire dalle sorgenti e dai grandi laghi laziali”.
Da metà dicembre 2016 le sorgenti che portano acqua a Roma sono in diminuzione per un inverno senza pioggia e neve, per mantenere acqua nelle tubature di Roma, Acea ha captato fino a 2.600 litri al secondo in questi mesi nel Lago di Bracciano, il quale livello è ora sotto di 140 cm dallo zero idrometrico, con ripercussioni sull’ecosistema, la cui soglia massima di tolleranza è di – 150 cm, superare tale limite porterebbe alla perdita di circa il 13-15% della superficie utile all’auto depurazione mettendo ulteriormente in gravità lo stato del lago. Da due giorni la Regione ha comunicato di aver bloccato tale captazione intimando ad Acea lo stop entro il 28 luglio prossimo alle ore 24. “Lo stop alle captazioni che arriva dalla Regione Lazio, è un atto molto positivo – conclude Scacchi – che mette fine ad una forzatura ecosistemica inaccettabile e obbliga la collettività a fare i conti con un nuovo modello di utilizzo della risorsa idrica, che deve essere messo in campo velocemente, data l’enorme crisi idrica attuale”.Secondo i dati del dossier di Legambiente anche altri laghi del Lazio soffrono della medesima problematica, uno svuotamento che di volta in volta è causato dalle vicende territoriali. Il livello del Lago Albano è rimasto pressoché costante dal 1950 fino al 1980, poi è iniziato il prosciugamento, 50 centimetri dal 1980 al 1985, nel decennio successivo una discesa sino a meno 2 metri e infine, tra il 1995 e il 2005, si è raggiunta la soglia negativa di meno quattro metri rispetto al livello originario. Il lago è in pericolo e negli ultimi 57 anni il livello delle acque è diminuito di quasi 5 metri, negli ultimi 10 anni 21 milioni di litri d’acqua sono esautorati. Anche il Lago di Vico è in sofferenza idrica con 1 metro sotto il livello massimo della soglia farnesiana eanche quest’anno come nel 2012 è ricomparsa un’isoletta all’interno del Lago. L’abbassamento è dovuto alla mancanza delle piogge e allo svuotamento invernale che serve a mettere in sicurezza delle aziende costituite troppo a ridosso della riva. I laghi Salto e Turano scendono a vista d’occhio ogni giorno scoprendo aree del lago prima sommerse con arrivo di alghe e limi e conseguenti cattivi odori; lo svuotamento è artificiale ma raggiunge velocità incredibili anche di 20/30 centimetri in un solo giorno.

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