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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Vitalizi: A rischio sono le pensioni dei comuni cittadini. Macelleria sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

pensionatiInizia la discussione alla Camera dei Deputati della proposta di legge sui vitalizi, presentata da Matteo Richetti et altri (PD) e sostenuta dal M5S. Vitalizi? Macche! A rischio sono le pensioni dei comuni cittadini! Assurdo? No, perché quello che andiamo ripetendo da tempo, e cioè che, con l’introduzione del sistema contributivo (tanto versi tanto ottieni) ai vitalizi (oggi calcolati con il sistema retributivo, cioè in percentuale sull’indennità-stipendio), si apre la strada al ricalcolo delle pensioni dei comuni cittadini, attualmente calcolate, per il 90%, con il sistema retributivo (in percentuale sugli ultimi stipendi). La conferma arriva dal relatore della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, Maino Marchi (dello stesso partito di Richetti!), che dichiara:
“l’addove provvedimento fosse il grimaldello per procedere in futuro al ricalcolo delle pensioni con il metodo contributivo per tutte le categorie di lavoratori, come peraltro vorrebbe una proposta di legge costituzionale presentata, tra l’altro, dal presidente della I Commissione della Camera, verrebbe a determinarsi una vera e propria “macelleria sociale”, poiché ciò comporterebbe praticamente il dimezzamento dei trattamenti pensionistici calcolati con il metodo retributivo.”
Ammontano a 272,4 miliardi (non milioni) le pensioni erogate dall’Inps; da sole costituiscono il 33% circa dell’intera spesa pubblica che è pari a 830 miliardi.
Ammontano a circa 200 milioni i vitalizi dei parlamentari, cioè lo 0,0002% della spesa pubblica che è di 830 miliardi.Dunque, si dibatte per una spesa che rappresenta lo 0,0002% dell’intera spesa pubblica? Non per cassa ma per equità, dichiara, a proposito, il presidente dell’Inps Tito Boeri. Bene, ma l’equità riguarda tutti, anche i pensionati baby che, con 10-15 anni di servizio, sono andati in pensione e che costano 9,4 miliardi (non milioni) l’anno e riguarda tutti quelli che sono andati in pensione con il sistema retributivo, cioè il 90% dei pensionati. L’obiettivo è, appunto, un altro. I pensionati dovrebbero iniziare a preoccuparsi. Seriamente. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

2 Risposte a “Vitalizi: A rischio sono le pensioni dei comuni cittadini. Macelleria sociale”

  1. Questo è quello che la nostra classe dirigente si propone. La differenza però e enorme.Chi è andato in pensione con il metodo retributivo, è andato tanti tanti anni or sono, con una legge nata nella notte dei tempi, poi cambiata nel 93. Pare assurdo cambiare una soluzione scontata. Differente sono i vitalizi ai deputati,nati veramente privilegiati, su di un privilegio già avuto, rispetto ad altri lavoratori. Che poi questi non sono lavoratori, perchè trattarli similmente a questi. E’ giusto un vitalizio, ma non esagerato.Mi domando i commessi delle Camere , perchè tanti privilegi, rispetto a lavoratori dello stesso genere. Penso che, il solo iniziare una discussione sui lavoratore andati in pensione con la contributiva, finalmente e a maggior ragione provocherebbe in Italia finalmente una rivoluzione.

  2. fidest press agency said

    Concordo nel fatto che la materia pensionistica in Italia è molto complessa. Vi sono state, e continuano ad esserci in taluni casi, disparità di trattamento assolutamente ingiustificati per via di governi che hanno preferito accontentare piuttosto che operare con criteri di equità a partire dalle retribuzioni. Ora è necessario mettere ordine ma non si possono disattendere i diritti acquisiti. A prescindere da tutto queste considerazioni eventuali ricalcoli pensionistici tra il retributivo e il contributivo impongono necessariamente di capire se non abbia fatto il suo tempo l’Inps e se non sia il caso di voltare pagina. Come? Vi è stato anni fa uno studio dove si prevedeva un calcolo pensionistico decennale sul contributivo che poteva essere liquidato o rinnovato per un altro decennio lasciando libero il lavoratore di gestire la sua attività senza vincoli e scadenze. Sarebbe troppo lungo in questa sede spiegarlo nei dettagli ma il documento che ho letto mi sembra valido anche perché si teneva conto dell’evoluzione tecnologica in atto, della robotica applicata alle imprese che avrebbe ridotto l’attività lavorativa umana e affrancata dai lavori più umili. Il problema è che non riusciamo o non vogliamo guardare il futuro e ci affossiamo nel presente e i suoi riverberi di passato.

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