Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Dal pane e cicoria al pane ed acqua

Posted by fidest press agency su martedì, 1 agosto 2017

pane laterzaDi tanto in tanto si parla del pasto dei più umili per significare una posizione ma anche una condizione in cui si dibatte quel popolo che è definito dalla cultura rococò “sovrano” ma è, in pratica, preso a schiaffi in faccia e relegato alla condizione di chi dietro le sbarre è condannato a mangiare “pane e acqua” o chi nella fatica dei campi si accontenta dell’umile pasto del pane e cicoria. Cosa si potrebbe dire di più e di meglio per identificare chi subisce ma ne è consapevole e non l’accetta e chi si accontenta del “male minore”? E’ purtroppo la triste condizione in cui si dibatte la stragrande maggioranza dell’umanità. L’interrogativo è sempre lo stesso: perché l’80% della popolazione mondiale non ha il necessario per vivere e il restante sguazza nel superfluo? Perché la solidarietà tanto decantata non funziona? Perché dobbiamo favorire i facili arricchimenti che, per altro, procurano morte e distruzione come il commercio delle armi e i conseguenti stimoli agli acquirenti nel generare guerre e genocidi? E i perché continuano ad essere tanti se si pensa che negli stessi Stati Uniti, per definizione paese ad alto tasso di democrazia e di civiltà, circa 50 milioni di cittadini sono privi di assistenza sanitaria. Si paventa il rischio che il bilancio dello Stato vada fuori controllo volendo ipocritamente ignorare i tanti miliardi che si sprecano per armare e dispiegare un esercito ritenuto il più forte del mondo. La verità è che il male oscuro che sta erodendoci dall’interno, come un terribile carcinoma, è che noi abbiamo fatto perdere il senso e il valore di parole nobilissime come “democrazia, libertà e giustizia” e soprattutto solidarietà e le abbiamo, persino, utilizzate per giustificare abusi e prevaricazioni. Se vogliamo, a questo punto, salvare il salvabile è necessario che prendiamo tutti insieme coscienza che abbiamo imboccato una strada sbagliata e che è necessario, prima di raggiungere il punto di non ritorno di ritrovare la via della ragione e del buon senso, ma anche nella consapevolezza che l’uomo e la natura non sono antagonisti e nemici con altri uomini e altre nature ma che tutti insieme siamo dei costruttori di pace e che la pace non è solo una parola ma un fatto. (Riccardo Alfonso)

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